Psicologa Psicoterapeuta Dott.ssa Traetto Giovanna

Psicologa Psicoterapeuta Dott.ssa Traetto Giovanna Psicologa, iscritta all'albo degli Psicologi della Campania n. 5811
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03/09/2026
Il Trauma cambia le nostre aspettative di noi stessi, degli altri e del mondo. La guarigione non viene semplicemente ric...
02/09/2026

Il Trauma cambia le nostre aspettative di noi stessi, degli altri e del mondo.

La guarigione non viene semplicemente ricordando ciò che è successo.

Viene attraverso nuove esperienze che CONTRADDICONO ciò che il Trauma ci ha insegnato: esperienze di sicurezza invece di pericolo, connessione invece di isolamento e compassione invece di vergogna.

Sono queste esperienze RIPETUTE che gradualmente modellano il sistema nervoso e creano le condizioni per un cambiamento duraturo.♥️

[J. Fisher]

LA PSICOTERAPIA CAMBIA IL CERVELLO: LETTERALMENTE (Oltre l'illusione del parlare)Molte persone pensano ancora alla Psico...
23/08/2026

LA PSICOTERAPIA CAMBIA IL CERVELLO: LETTERALMENTE
(Oltre l'illusione del parlare)

Molte persone pensano ancora alla Psicoterapia come a un semplice scambio di parole, o a un supporto di tipo 'morale', ma la neurobiologia moderna,
dimostra l'esatto contrario: l'apprendimento emotivo e la ristrutturazione cognitiva che avvengono in terapia, sono stimoli biologici potenti,
capaci di modificare la struttura e la funzione del sistema nervoso.

Gli studi di neuroimaging, come la PET e la FMRI, mostrano che la psicoterapia modifica profondamente l'attività della corteccia prefrontale.

Questa area, impara a esercitare un controllo top-down 'dall'alto verso il basso' sull'amigdala: centralina della paura e dell'ansia che nei disturbi mentali è sempre iper-attiva.

La psicoterapia non cancella le emozioni, ma riallena il cervello a regolarle.

Come fa la parola a modificare la materia?
Attraverso la neuroplasticità dipendente dall'esperienza.

Riconsiderare i propri traumi, cambiare prospettiva e apprendere nuovi comportamenti, stimola il rilascio di fattori neurotrofici come il BDNF.
Questo sblocca la crescita di nuove spine dendridiche e il rimodellamento delle sinapsi, in particolare nell'ippocampo.

La scoperta più sorprendente delle neuroscienze cliniche?
I cambiamenti cerebrali macroscopici, ottenuti con la psicoterapia, sono, in molti disturbi come la depressione o l'ansia sociale, del tutto sovrapponibili a quelli ottenuti con il trattamento farmacologico.
Entrambe le vie modificano la biologia, ma la psicoterapia lo fa creando nuove mappe cognitive stabili nel tempo.
(Raffaele Storsillo)
Foto versoleneuroscienze

10/08/2026
"Secondo gli psicotraumatologi (come Bessel van der Kolk, Peter Levine, Janina Fisher e Ruth Lanius), il problema non è ...
21/07/2026

"Secondo gli psicotraumatologi (come Bessel van der Kolk, Peter Levine, Janina Fisher e Ruth Lanius), il problema non è che il corpo "ricorda". Il problema è COME ricorda.

La memoria corporea non è un errore del cervello, ma un meccanismo di sopravvivenza.
Nel momento del trauma il sistema nervoso impara che una determinata situazione è pericolosa e conserva questa informazione sotto forma di sensazioni fisiche, tensioni muscolari, reazioni autonome ed emozioni automatiche. Quella memoria è servita a proteggerci!!

Per questo motivo non può essere semplicemente cancellata o "spenta". Se fosse possibile eliminare ogni memoria corporea, perderemmo anche la capacità di imparare dall'esperienza e di proteggerci dai pericoli reali.

L'obiettivo della terapia, quindi, non è eliminare la memoria, ma ricodificarla.

Ricodificare significa aiutare il cervello a capire che ciò che è successo appartiene al passato e che il corpo non deve più reagire come se il pericolo fosse presente. La memoria non scompare, ma cambia significato.

Per fare un esempio, immaginiamo una persona che da bambina è stata umiliata dal padre ogni volta che alzava la voce. Da adulta, ogni volta che qualcuno usa un tono deciso, il suo corpo reagisce con tachicardia, nodo allo stomaco e paura, anche se quella persona non è realmente minacciosa. La memoria corporea è ancora attiva.

Dopo un percorso terapeutico, quella stessa persona potrebbe continuare a ricordare perfettamente ciò che è accaduto. Non dimentica il trauma.
La differenza è che, sentendo una voce alta, il suo sistema nervoso non entra più automaticamente in modalità sopravvivenza.
Potrà magari avvertire un leggero disagio, ma riuscirà a rimanere presente, pensare con lucidità e riconoscere: "Questa è una persona diversa. Sono adulta. Sono al sicuro. Quello è il passato."

Questa è la ricodifica: il ricordo rimane, ma viene integrato nella memoria autobiografica.
Non è più un allarme che si riaccende ogni volta, bensì un evento della propria storia.

Per questo molti psicotraumatologi preferiscono dire che non bisogna spegnere il sistema nervoso, ma insegnargli a distinguere il passato dal presente.

Quando questa integrazione avviene, il corpo smette progressivamente di reagire come se il trauma stesse accadendo di nuovo, pur continuando a conservare il ricordo di ciò che è successo!!"

Cinque sono le cose che un uomo rimpiange quando sta per morire. Non saranno i viaggi confinati nelle vetrine delle agen...
26/06/2026

Cinque sono le cose che un uomo rimpiange quando sta per morire. Non saranno i viaggi confinati nelle vetrine delle agenzie che rimpiangeremo, e neanche una macchina nuova, una donna o un uomo da sogno o uno stipendio migliore.

La prima sarà non aver vissuto secondo le nostre inclinazioni ma prigionieri delle aspettative degli altri. Cadrà la maschera di pelle con la quale ci siamo resi amabili, o abbiamo creduto di farlo. Ed era la maschera creata dalla moda. La maschera di chi si accontenta di essere amabile. Non amato.

Il secondo rimpianto sarà aver lavorato troppo duramente, lasciandoci prendere dalla competizione, dai risultati, dalla rincorsa di qualcosa che non è mai arrivato perché non esisteva se non nella nostra testa, trascurando legami e relazioni.

Per terzo rimpiangeremo di non aver trovato il coraggio di dire la verità. Rimpiangeremo di non aver detto abbastanza ”ti amo” a chi avevamo accanto, ”sono fiero di te” ai figli, ”scusa” quando avevamo torto, o anche quando avevamo ragione. Abbiamo preferito alla verità rancori incancreniti e lunghissimi silenzi.

Poi rimpiangeremo di non aver trascorso tempo con chi amavamo. Non abbiamo badato a chi avevamo sempre lì, proprio perché era sempre lì. E come abbiamo fatto a sopportare quella solitudine in vita? L’abbiamo tollerata perché era centellinata, come un veleno che abitua a sopportare dosi letali. E abbiamo soffocato il dolore con piccolissimi e dolcissimi surrogati, incapaci di fare anche solo una telefonata e chiedere come stai.

Per ultimo rimpiangeremo di non essere stati più felici. Eppure sarebbe bastato far fiorire ciò che avevamo dentro e attorno, ma ci siamo lasciati schiacciare dall'abitudine, dall'accidia, dall'egoismo, invece di amare come i poeti, invece di conoscere come gli scienziati. Invece di scoprire nel mondo quello che il bambino vede nelle mappe della sua infanzia: tesori.

Alessandro D'Avenia

22/06/2026

Tutti vogliamo essere Amati, perché l'A-more (da A-Mors = assenza di morte) e' l'UNICA cosa che restituisce Vita a tutto ciò che la Sofferenza aveva cercato di spegnere in noi.

L' A-more è dare vita a ciò che era stato ferito!

L' A-more è ciò che impedisce alla vita interiore di morire davvero!

L'A-more è il luogo in cui ciò che era destinato a morire torna a vivere e i sintomi perdono lentamente la loro ragion d'essere!..

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81030

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