21/07/2026
"Secondo gli psicotraumatologi (come Bessel van der Kolk, Peter Levine, Janina Fisher e Ruth Lanius), il problema non è che il corpo "ricorda". Il problema è COME ricorda.
La memoria corporea non è un errore del cervello, ma un meccanismo di sopravvivenza.
Nel momento del trauma il sistema nervoso impara che una determinata situazione è pericolosa e conserva questa informazione sotto forma di sensazioni fisiche, tensioni muscolari, reazioni autonome ed emozioni automatiche. Quella memoria è servita a proteggerci!!
Per questo motivo non può essere semplicemente cancellata o "spenta". Se fosse possibile eliminare ogni memoria corporea, perderemmo anche la capacità di imparare dall'esperienza e di proteggerci dai pericoli reali.
L'obiettivo della terapia, quindi, non è eliminare la memoria, ma ricodificarla.
Ricodificare significa aiutare il cervello a capire che ciò che è successo appartiene al passato e che il corpo non deve più reagire come se il pericolo fosse presente. La memoria non scompare, ma cambia significato.
Per fare un esempio, immaginiamo una persona che da bambina è stata umiliata dal padre ogni volta che alzava la voce. Da adulta, ogni volta che qualcuno usa un tono deciso, il suo corpo reagisce con tachicardia, nodo allo stomaco e paura, anche se quella persona non è realmente minacciosa. La memoria corporea è ancora attiva.
Dopo un percorso terapeutico, quella stessa persona potrebbe continuare a ricordare perfettamente ciò che è accaduto. Non dimentica il trauma.
La differenza è che, sentendo una voce alta, il suo sistema nervoso non entra più automaticamente in modalità sopravvivenza.
Potrà magari avvertire un leggero disagio, ma riuscirà a rimanere presente, pensare con lucidità e riconoscere: "Questa è una persona diversa. Sono adulta. Sono al sicuro. Quello è il passato."
Questa è la ricodifica: il ricordo rimane, ma viene integrato nella memoria autobiografica.
Non è più un allarme che si riaccende ogni volta, bensì un evento della propria storia.
Per questo molti psicotraumatologi preferiscono dire che non bisogna spegnere il sistema nervoso, ma insegnargli a distinguere il passato dal presente.
Quando questa integrazione avviene, il corpo smette progressivamente di reagire come se il trauma stesse accadendo di nuovo, pur continuando a conservare il ricordo di ciò che è successo!!"