31/08/2026
Coazione a ripetere : spinta inconscia a rimettere in atto situazioni o comportamenti dolorosi del passato nel tentativo di padroneggiare un trauma antico non
Ci sono esperienze che sembrano appartenere al passato e che, invece, continuano silenziosamente a organizzare il nostro presente.
Cambiano le persone, cambiano i luoghi, cambiano le circostanze. Eppure, talvolta, qualcosa nella trama delle nostre relazioni sembra ripetersi.
Ci ritroviamo ancora ad aspettare chi non riesce a esserci.
A cercare riconoscimento proprio dove è più difficile riceverlo, a temere l'abbandono fino a scegliere legami nei quali quella paura può continuamente riaccendersi.
Non perché desideriamo soffrire ma perché la mente non si orienta soltanto verso ciò che è piacevole: può tornare anche verso ciò che le è ampiamente noto.
Freud colse qualcosa di essenziale quando, in Ricordare, ripetere e rielaborare (1914), osservò che il paziente può riprodurre ciò che ha dimenticato "non come ricordo ma come azione": ripete senza sapere di ripetere.
È uno dei paradossi più profondi della vita psichica: ciò che ci ha fatto soffrire può diventare, proprio perché familiare, una forma inconsapevole attraverso cui continuiamo a cercare qualcosa.
Per questo comprendere razionalmente che una relazione ci fa male non sempre basta a lasciarla.
E promettersi "la prossima volta sarà diverso" non sempre impedisce di ritrovarsi, con un'altra persona, dentro una storia sorprendentemente simile.
La psicoterapia può aprire uno spazio tra ciò che abbiamo vissuto e ciò che siamo destinati a ripetere.
Non si tratta di cancellare la propria storia ma di poterla riconoscere mentre torna nel presente, darle un significato e renderla finalmente pensabile.
Perché forse diventare più liberi non significa smettere di avere un passato, significa che il passato non debba più scegliere al posto nostro.
Dott. Davide Ivan Caricchi
Psicologo • Psicoterapeuta • Specialista in Psicologia Clinica
Torino • San Mauro Torinese • Online
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