Psicologa Francesca Mugnai: psicologia nella natura

Psicologa Francesca Mugnai: psicologia nella natura Psicologa e Filosofa opero con bambini adolescenti famiglie nel mio studio in Natura. Pet therapist

Non tutto ciò che facciamo nasce da una scelta consapevole.Ci sono gesti che ripetiamo, decisioni che prendiamo per abit...
01/09/2026

Non tutto ciò che facciamo nasce da una scelta consapevole.

Ci sono gesti che ripetiamo, decisioni che prendiamo per abitudine, direzioni che continuiamo a seguire semplicemente perchè le abbiamo già intraprese.

Fermarsi a pensare significa interrompere, per un momento, questo automatismo per poter guardare ciò che stiamo vivendo e chiederci se ci appartiene ancora.

Pensare, in questo senso, è anche una forma di responsabilità verso noi stessi.

E forse, prima di ricominciare, vale la pena chiedersi non soltanto che cosa fare, ma perché.

Essere genitori significa anche non avere sempre una risposta.Ogni figlio cambia, e con lui cambia la relazione. Quello ...
31/08/2026

Essere genitori significa anche non avere sempre una risposta.

Ogni figlio cambia, e con lui cambia la relazione. Quello che funzionava ieri può non funzionare più oggi.

Quando emerge una difficoltà, la domanda non è soltanto “Che cosa ha mio figlio?”, ma anche “Che cosa sta succedendo tra noi?”

Guardare alla famiglia come a un sistema di relazioni può aiutare a spostarsi dalla ricerca di colpe alla possibilità di comprendere.

E chiedere aiuto non significa aver fallito. Può offrire uno spazio per guardare ciò che accade da un’altra prospettiva.

Anche la natura e gli animali possono creare contesti diversi in cui genitori e figli tornano a incontrarsi, fuori dai ruoli e dalle tensioni quotidiane.

Nel nuovo articolo blog parliamo proprio di genitorialità, relazione e cura.

Leggi l’articolo completo a link 👉

Essere genitori senza avere tutte le risposte: difficoltà familiari, senso di colpa, relazione con i figli e quando chiedere il supporto di uno psicologo.

I bambini hanno davvero bisogno di fare tutto?Con l’inizio della scuola alle porte torna spesso una domanda nelle famigl...
25/08/2026

I bambini hanno davvero bisogno di fare tutto?

Con l’inizio della scuola alle porte torna spesso una domanda nelle famiglie: come organizzare il tempo dei bambini?

Sport, attività, impegni, compiti, occasioni di crescita.

Ogni esperienza può essere preziosa, ma anche il tempo non organizzato ha un valore.

La noia, che spesso cerchiamo di evitare, non è necessariamente qualcosa da eliminare.

È uno spazio in cui il bambino può inventare, esplorare, trovare nuove modalità di gioco e imparare ad ascoltare ciò che sente.

Quando ogni momento è programmato, può diventare più difficile sviluppare autonomia, creatività e capacità di stare con sé stessi.

Questo non significa lasciare i bambini senza stimoli o senza relazioni.

Significa trovare un equilibrio tra esperienza, richieste e tempi di pausa.

Anche il modo in cui organizziamo le giornate racconta qualcosa delle nostre famiglie: delle nostre aspettative, delle nostre preoccupazioni e del desiderio, profondamente umano, di offrire ai figli il meglio possibile.

Nel lavoro clinico con i bambini, adolescenti e famiglie incontro spesso questa domanda: come possiamo accompagnare la crescita senza riempire ogni spazio?

Non esiste una risposta uguale per tutti.

Ogni famiglia ha la propria storia, i propri bisogni e il proprio modo di stare in relazione.

La cura nasce anche dai luoghi che abitiamo.Quando pensiamo a un percorso psicologico, immaginiamo spesso uno spazio fat...
19/08/2026

La cura nasce anche dai luoghi che abitiamo.

Quando pensiamo a un percorso psicologico, immaginiamo spesso uno spazio fatto di parole: una stanza, due persone, una relazione.

In realtà ogni incontro avviene sempre dentro un ambiente che lo influenza.

Il luogo in cui siamo, ciò che ci circonda e gli esseri viventi con cui entriamo in relazione partecipano all’esperienza che facciamo.

Nel mio lavoro con Antropozoa, all’interno del Campus dove la psicologia incontra la natura e la relazione con gli animali, ho imparato quanto il contesto possa trasformare il modo in cui entriamo in relazione.

Il Campus è un ambiente vivo, abitato da persone, animali e natura, in cui ogni elemento accompagna la possibilità di creare uno spazio di ascolto e cura.

Prendersi cura degli animali, osservare i loro tempi, entrare in contatto con la loro presenza ci ricorda qualcosa che spesso dimentichiamo: ogni essere vivente ha un proprio modo di stare nel mondo.

In questi incontri la natura e gli animali non sono strumenti.

Sono presenze.

Partecipano alla costruzione di una relazione diversa: più attenta, più autentica, più aperta all’ascolto.

La natura non sostituisce il lavoro psicologico.
Lo accompagna.

La cura non nasce soltanto dalle parole, ma dalla qualità dello spazio che costruiamo insieme: uno spazio in cui poter essere accolti, riconosciuti e incontrati.

🍃 Ci sono luoghi che, più di altri, ti aiutano a sentirti in relazione con te stesso?

Viviamo in un tempo in cui anche ciò che facciamo per piacere rischia di dover avere uno scopo.Ci chiediamo se un’esperi...
15/08/2026

Viviamo in un tempo in cui anche ciò che facciamo per piacere rischia di dover avere uno scopo.

Ci chiediamo se un’esperienza sia utile, produttiva, se ci porti da qualche parte.

Eppure alcune cose hanno valore proprio perché non devono dimostrare nulla.

Sono spazi di libertà, in cui non dobbiamo raggiungere un risultato, ma semplicemente esserci.

Forse è proprio questo il senso della pausa: non interrompere la vita, ma concedersi il tempo di abitarla con maggiore presenza.

Buon Ferragosto 🍃

Il corpo sa cose che la mente dimentica.Viviamo spesso come se il corpo fosse soltanto qualcosa da portare con noi.Lo as...
11/08/2026

Il corpo sa cose che la mente dimentica.

Viviamo spesso come se il corpo fosse soltanto qualcosa da portare con noi.

Lo ascoltiamo quando fa male, quando è stanco, quando ci impedisce di continuare.

Ma molto prima di arrivare alla sofferenza, il corpo ci manda segnali.

Un respiro che cambia.
Una tensione che aumenta.
Una sensazione difficile da nominare.

Sono informazioni preziose, che spesso impariamo a ignorare perché siamo abituati a privilegiare il pensiero, la velocità, la prestazione.

La natura ci offre un’occasione per tornare a percepire.

Camminare su un sentiero, sentire il contatto dei piedi con la terra, accorgersi del ritmo del respiro e dei suoni intorno a noi significa riportare attenzione a un’esperienza più completa di noi stessi.

Non siamo soltanto pensieri.
Siamo corpo, emozioni, sensazioni e relazioni.

Nella terapia in natura questo diventa uno spazio di ascolto: non per cercare risposte immediate, ma per ritrovare un contatto più autentico con ciò che stiamo vivendo.

🍃 Qual è un segnale del tuo corpo che hai imparato ad ascoltare?

Spesso la parte più difficile non è iniziare un percorso.È decidere di chiedere il primo appuntamento.Perché, spesso, in...
08/08/2026

Spesso la parte più difficile non è iniziare un percorso.

È decidere di chiedere il primo appuntamento.

Perché, spesso, insieme a quella scelta arriva anche una domanda: “Come funziona il primo colloquio?” e dietro a questa, molte volte, segue.. “E se non sapessi cosa dire?”

Capita di immaginare il primo incontro con un terapeuta come qualcosa per cui bisogna arrivare preparati. Pensare di dover raccontare tutto, trovare le parole giuste o spiegare con precisione quello che si sta vivendo.

In realtà, non è così.

Un primo colloquio non è un interrogatorio e non è un esame.

È uno spazio in cui iniziare ad ascoltare ciò che si sta vivendo.
Non è necessario avere risposte. Né sapere da dove cominciare.

A volte si parte da un episodio, da una difficoltà che si ripete, da una domanda che accompagna il tempo. Altre volte si parte semplicemente da una sensazione: quella di sentire che qualcosa dentro di noi merita di essere ascoltato.

Il mio lavoro non è cercare risposte al posto dell’altro.
È creare uno spazio in cui quelle domande possano essere accolte e, poco alla volta, trovare un significato.

Non esiste un modo giusto o sbagliato di affrontare questo momento.
Esiste il tempo necessario per iniziare a dare voce a ciò che, fino a quel momento, è rimasto in silenzio.

La notizia dei 70 cani tenuti in un piccolo appartamento in pessime condizioni per poi venderli online, suscita indignaz...
06/08/2026

La notizia dei 70 cani tenuti in un piccolo appartamento in pessime condizioni per poi venderli online, suscita indignazione.
Si parla di "Animal Hoarding", o accumulo patologico di animali, una patologia psichiatrica importante che coinvolge il benessere degli animali, la salute mentale e la responsabilità sociale, sottocategoria dell’Hoarding Disorder.

Dietro alcune situazioni di accumulo non c'è soltanto incuria, ma una condizione di salute mentale che richiede un intervento integrato: veterinari, psicologi, psichiatri e servizi sociali devono lavorare insieme.
La priorità resta sempre la tutela degli animali, che hanno diritto a vivere nel rispetto dei loro bisogni etologici, dei loro spazi e della loro natura.

Perché amare un animale non significa possederne tanti, ma essere in grado di garantire a ciascuno una vita dignitosa.

Ho scritto una riflessione su questo argomento sul blog sul mio sito
👉Leggi qui https://www.francescamugnai.it/accumulo-patologico-di-animali-servono-cure-e-rete

è stata ripresa anche in un articolo giornalistico di VersiliaToday
👉 Qui l'articolo: https://www.versiliatoday.it/2026/08/06/un-appartamento-70-cani-e-un-giro-di-vendite-online-sequestrati-barboncini-e-chihuahua-indagati-madre-e-figlio/

A volte non è il dolore a dirci che qualcosa non va.È una sensazione più sottile.L’impressione di affrontare le giornate...
05/08/2026

A volte non è il dolore a dirci che qualcosa non va.

È una sensazione più sottile.

L’impressione di affrontare le giornate con il pilota automatico.
Di sentirsi distanti da sé. Di non ritrovare più l’equilibrio che, fino a poco tempo prima, sembrava naturale.

Molte persone immaginano che si chieda aiuto solo quando tutto è diventato troppo difficile.

La mia esperienza è spesso diversa.

Incontro persone che, a un certo punto, sentono di essersi smarrite dentro la propria quotidianità. Si ritrovano bloccate in dinamiche che ripetono, nelle relazioni, nel lavoro, in famiglia o nel rapporto con sé stesse.

Spesso non è accaduto un evento straordinario. È qualcosa che prende forma lentamente, fino a far nascere il desiderio di fermarsi e capire.

Iniziare un percorso psicologico non significa essere fragili o aver fallito.

Significa concedersi uno spazio in cui ascoltarsi, dare un nome a ciò che si sta vivendo e ritrovare un orientamento.

Non è sempre possibile cambiare subito quello che accade intorno a noi. Ma possiamo cambiare il modo in cui lo comprendiamo e lo attraversiamo.

Perché chiedere aiuto non significa aver perso la strada. A volte, prendersi cura di sé comincia proprio dal concedersi uno spazio in cui poter essere ascoltati.

La competenza è ciò che ci permette di sapere cosa fare.Ma, quando ci prendiamo cura di una persona, non è l’unica cosa ...
01/08/2026

La competenza è ciò che ci permette di sapere cosa fare.

Ma, quando ci prendiamo cura di una persona, non è l’unica cosa che conta.

Ogni incontro è fatto anche di presenza, ascolto, tempo e relazione.

Lo sperimento ogni giorno nel mio lavoro: soprattutto con i bambini, il modo in cui ci avviciniamo, lo sguardo con cui accogliamo una paura o il tempo che sappiamo concedere possono cambiare profondamente l’esperienza di cura.

Questo non significa rinunciare al rigore o alla competenza.
Significa ricordare che, prima ancora della diagnosi, c’è una persona.

Nel nuovo articolo del blog racconto perché credo che la qualità della cura nasca proprio dall’incontro tra competenza e relazione, e perché questa visione accompagna da sempre anche il mio lavoro negli Interventi Assistiti con gli Animali, dove la relazione diventa parte integrante del percorso.

Leggi l’articolo a questo link 🔗
https://www.francescamugnai.it/quando-la-competenza-non-basta/

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