14/09/2026
Su come si crea una ferita narcisistica ben poco si dice.
C’è tuttavia un dito puntato che, spesso, accusa l’altro di essere “narcisista”.
Sull’abuso di questo termine che si sta sempre più snaturando ne abbiamo parlato spesso qui.
Ma quando si crea la ferita?
Da piccoli, quando invece di essere protetti, rispettati, accuditi sufficientemente, accade un insulto all’essere, profondo. Di solito è la vergogna: il/la bambin* viene espost* senza protezione, ridicolizzat*, non rispettat*.
Proprio ieri, primo giorno di scuola, ho visto un video di un personaggio molto famoso che faceva una storia sul figlio che stava male per la paura di andare a scuola. Nel video il figlio cercava di nascondersi, era in difficoltà. E il genitore imperterrito lo derideva. Ora io non so cosa accadrà a quel bambino. Magari svilupperà risorse e strategie. Ma ho colto in quei 15 secondi tutto il suo disagio.
Questa esibizione porta l’essere umano in questione a sentirsi al pari di un oggetto. Un genitore, ad esempio, nega al figlio il diritto di esistere trattandolo come una estensione del proprio io. Perciò quel bambino crescerà non sapendo chi è, e avrà bisogno di implorare sguardi, approvazioni. Resterà assetato di conferme e vagherà nel mondo in cerca di quegli occhi che non l’hanno mai visto.
Il giusto sguardo del genitore rimanda al bambino chi è, ne decreta la dignità e l’identità.
Può accadere che un bambino iper elogiato, illuso di essere un supereroe, sviluppi la stessa ferita e cerchi da grande lo stesso applauso che ha ricevuto, troppo, in famiglia.
Perciò, in sintesi, dietro a qualcuno che cercherà con disperazione di manipolare il mondo c’è un troppo che equivale spesso a un troppo poco.
È sempre “colpa” dei genitori?
No.
È un fatto, che accade per mille motivi. Dietro a un genitore che inconsapevolmente si comporta così, c’è sempre un buco. Lo stesso buco che contribuirà involontariamente a creare. Come una catena.
Occorre osservare le famiglie in prospettiva e apprendere a guardare i bambini dalla giusta distanza.
Rieducare, educare al sostegno che incoraggia ma non stritola né molla troppo presto.
Chi è cresciuto disidratato sa che l’amore idrata e fa crescere. In dosi non idonee può provocare effetti collaterali
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Di tutto questo ho parlato qui
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