Agorà Salus

Agorà Salus Comunità psichiatrica residenziale: cura, psicoterapia e riabilitazione per ridare autonomia e speranza.

COMING SOON 💚Tra il mare e il lago.Nel cuore del Parco Nazionale del Circeo.Lungo la duna mediterranea, dove il blu del ...
03/06/2026

COMING SOON 💚

Tra il mare e il lago.

Nel cuore del Parco Nazionale del Circeo.

Lungo la duna mediterranea, dove il blu del mare si incontra con le acque del Lago di Fogliano.

Sta per tornare la Run for Mental Health.

Non solo una corsa.
Un messaggio.
Una comunità.
Una giornata dedicata a chi ogni giorno affronta battaglie invisibili.

🏃‍♀️🏃‍♂️💚

Preparate le scarpe.
Preparate il cuore.

Presto tutte le novità.

💚🌊🌿

Lo chiameremo Andrea.Naturalmente non è il suo vero nome.Oggi Andrea conclude il suo percorso ad Agorà Salus.Non lascia ...
30/05/2026

Lo chiameremo Andrea.

Naturalmente non è il suo vero nome.
Oggi Andrea conclude il suo percorso ad Agorà Salus.

Non lascia la comunità perché interrompe.
Non se ne va perché abbandona.
Andrea viene dimesso perché ha portato a termine il suo percorso terapeutico-riabilitativo.
Ed è una cosa completamente diversa.
È arrivato da noi 5 anni e mezzo fa, bloccato dalla paura di di affrontare il mondo, delle malattie, del futuro.

Era un ragazzo che viveva prigioniero dell’ansia e di una sofferenza così grande da rendere difficile immaginare una vita autonoma.

Oggi Andrea conclude il percorso con una laurea in mano, un lavoro, una relazione affettiva stabile nata fuori dalla comunità, una casa autonoma e un rapporto profondamente diverso con i suoi familiari.

Ma soprattutto esce con strumenti nuovi.

I sintomi che per anni avevano occupato ogni spazio della sua vita oggi non definiscono più chi è.
E se qualche difficoltà si presenta ancora, come accade a tutti, Andrea oggi sa riconoscerla, pensarla e affrontarla.
Questo risultato non è un miracolo.
È il frutto di anni di psicoterapia individuale e di gruppo, trattamento farmacologico monitorato, riabilitazione progressiva, esperienze nel mondo esterno, relazione terapeutica e lavoro quotidiano.

È il nostro modello.
Credere che la prevenzione sia cura,
credere che la psicoterapia possa trasformare una vita,
credere che nessun giovane debba essere condannato alla cronicità quando esiste ancora una strada da percorrere.
Perché l’obiettivo non è semplicemente ridurre i sintomi.
È restituire una vita.
Andrea non è un’eccezione.
È l’ennesima dimostrazione che, con il giusto metodo, tempo e cura, il cambiamento è possibile.

Oggi conclude il suo percorso residenziale, ma non il percorso di cura.

Ora lo attendono sei mesi di follow-up, durante i quali continueremo a monitorare insieme l’andamento della sua nuova vita autonoma, consolidando i risultati raggiunti e offrendo il sostegno necessario in questa delicata fase di passaggio.

Perché l’autonomia non si costruisce con un taglio netto.
Si costruisce gradualmente, passo dopo passo.

Alla fine del suo saluto è emersa un’immagine bellissima: quella di Agorà Salus come un porto da cui ripartire.
Un luogo sicuro in cui fermarsi quando le difficoltà sembrano insormontabili.
Un posto dove trovare sostegno, ricostruire fiducia e prepararsi al viaggio successivo.

Perché Agorà Salus non dovrebbe mai essere il punto di arrivo.
Dovrebbe essere un porto.
Un luogo dove fermarsi quando la tempesta è troppo forte.
Dove riparare la barca.
Dove imparare a navigare.
E poi ripartire.

Oggi Andrea parte con qualcosa che anni fa sembrava impossibile:
la fiducia di poter affrontare il mare aperto e noi continueremo a fare quello che facciamo da vent’anni.

Oggi, ancora una volta, possiamo dirlo con convinzione:
Siamo orgogliosi di te.
Grande Andrea!

Ci sono momenti in cui mandare avanti una realtà come Agorà Salus sembra davvero impossibile.Questo è uno di quei moment...
10/05/2026

Ci sono momenti in cui mandare avanti una realtà come Agorà Salus sembra davvero impossibile.

Questo è uno di quei momenti.

Anche questo mese il pagamento per un servizio sanitario regolarmente svolto non è arrivato. La fattura di marzo non è stata lavorata nei tempi necessari e il mandato di pagamento è saltato. Questo significa restare senza liquidità mentre tutto continua ad andare avanti: stipendi, contributi, bollette, fornitori, farmaci, cibo, responsabilità.

Perché i ragazzi e la loro salute mentale non possono essere messi “in pausa” in attesa della burocrazia.

Eppure chi lavora seriamente in questo settore si ritrova schiacciato da ritardi e procedure che sembrano dimenticare che dietro quei numeri esistono persone.

Noi il nostro lavoro lo facciamo ogni giorno; anche quando economicamente sembra non esserci più spazio per resistere.

Per vent’anni, nei momenti più difficili, c’è sempre stata una persona che trovava il modo di aiutarci ad andare avanti.
Ad anticipare liquidità quando le istituzioni ritardavano i pagamenti.
A permetterci di pagare stipendi, bollette e fornitori.

Quella persona era Luca Simonassi.

E questo però è il primo mese senza di lui.

Mese nel quale, oltre al dolore, mi sono ritrovata da sola a cercare banche e prestiti.
Persone che magari ti aiutano, ma a condizioni pesantissime.

In questi anni abbiamo scelto di investire tutto sulla qualità della cura:
assumere psicoterapeuti dove sarebbe stato più semplice mettere operatori,
fare un lavoro profondo e umano,
non trasformarci in un luogo dove i ragazzi vengono semplicemente “gestiti”.

E questo ha un costo enorme.

Io stessa non prendo stipendio da mesi.
Ma quello che conta davvero è vedere giovani che arrivano distrutti e che, lentamente, tornano a vivere:
riprendono a studiare, a lavorare, a uscire, a desiderare qualcosa per sé.

È per questo che resistiamo.

Oggi però ho bisogno di chiedervi aiuto davvero.

La nostra raccolta fondi è attiva da anni e grazie a chi ha donato siamo riusciti a migliorare tanti aspetti della struttura.
Ora il nostro obiettivo è creare 2 nuovi posti letto, perché le richieste aumentano continuamente e non riusciamo più ad accogliere tutti.
Anche un solo euro, una condivisione, una parola, possono fare la differenza.

Io non sono una grande imprenditrice.
Non ho patrimoni o investitori alle spalle.
Ho solo una piccola struttura costruita pezzo dopo pezzo in vent’anni di lavoro, sacrifici e responsabilità.
E nonostante tutta la fatica, ne sono profondamente fiera.
Perché in questi vent’anni abbiamo restituito speranza a tanti giovani che pensavano di non avere più un futuro e che invece oggi possono dire “Io ce l’ho fatta.”

Perché non è un miracolo.
È il risultato di un lavoro immenso, quotidiano, di cura, relazione e psicoterapia.

questo è il link➡️ https://lnkd.in/ejVfXdmj

La mamma di CatanzaroOgni volta che succede una tragedia come questa, la reazione è sempre la stessa: puntare il dito.“A...
29/04/2026

La mamma di Catanzaro

Ogni volta che succede una tragedia come questa, la reazione è sempre la stessa: puntare il dito.
“Assassina.”
“Mostro.”
“Non doveva avere figli.”
La 46enne, secondo la stampa locale, viene descritta come “schiva e molto religiosa”; “soffriva di lievi disturbi psichici”, ma “nulla che lasciasse presagire un tale epilogo”.

Ma davvero pensiamo che basti questo per spiegare tutto?
Parliamo di una donna che stava male. Profondamente male. Una persona che, con ogni probabilità, viveva dentro un buco nero fatto di dolore, solitudine e forse delirio.
E sì, quello che è successo è terribile, inaccettabile, straziante. Ma fermarsi all’insulto è troppo facile.
La domanda scomoda è un’altra: dov’erano gli altri?
Possibile che non ci siano stati segnali?
Nessuna crepa, nessuna richiesta d’aiuto, anche silenziosa?
Davvero vogliamo credere che tutto questo nasca dal nulla, da un giorno all’altro?

La verità è che la sofferenza mentale non è un mostro da cui scappare: è qualcosa che troppo spesso si nasconde, si minimizza, si ignora.
Non sempre per cattiveria, ma per paura, impreparazione o perché non si sa cosa fare.
Eppure dobbiamo iniziare a farci delle domande.
Si fatica a credere che questa donna non abbia dato alcun segnale.

Questo non significa toglierle responsabilità, ma nemmeno possiamo far finta che il contesto attorno non esista.
Perché quando succede il peggio, raramente c’è una sola responsabilità.
C’è una persona che crolla, sì. Ma attorno spesso c’è anche un vuoto.
La solitudine, in certi momenti, può diventare così pesante da farti perdere completamente la percezione della realtà.
Non sappiamo se fosse seguita oppure no.
Ma dire che era “una brava donna” non basta.
Serve riconoscere che siamo esseri umani, non macchine, e che il dolore ha bisogno di tempo, ascolto e presenza.
E allora questo deve essere un campanello d’allarme per tutti noi.

Se vedi un’amica che dopo un parto è sempre stanca, svuotata, nervosa, diversa… non ignorarlo.
Parlale. Stalle vicino. Prova ad aiutarla davvero.
Accompagnala da un medico, senza vergogna.
Perché la malattia mentale può colpire chiunque.
Ma, ed è questo il punto, si può curare.

E forse, se imparassimo a guardare davvero chi abbiamo accanto, alcune tragedie si potrebbero evitare.

Prima di giudicare, fermiamoci.
Non per giustificare.
Ma per capire.
E magari, la prossima volta, accorgerci prima di chi sta cadendo.

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Aggiornamento sulla raccolta fondi per Agorà SalusAd oggi abbiamo raccolto 680 euro.Non bastano ancora per raggiungere i...
27/04/2026

Aggiornamento sulla raccolta fondi per Agorà Salus

Ad oggi abbiamo raccolto 680 euro.

Non bastano ancora per raggiungere il nostro obiettivo, ma per noi significano molto.
Significano che qualcuno si è fermato, ha ascoltato, ha creduto in quello che facciamo.

Per questo vogliamo dire grazie.
A chi ha donato, a chi ha condiviso, a chi ci ha scritto, a chi ha deciso di capire meglio.

Un grazie speciale va a chi ha scelto di sostenere questa raccolta in memoria di Luca Simonassi, fondatore insieme a me di Agorà Salus.

Luca ha sempre creduto profondamente in questo progetto pilota, fin dall’inizio, quando era ancora fragile e tutto da costruire.
Negli anni lo ha sostenuto con convinzione, non solo con la visione ma anche concretamente, anche dal punto di vista economico, permettendoci di portare avanti un modello di cura che allora – e in parte ancora oggi – rappresenta una realtà rara.

Ha sempre riconosciuto il valore di un lavoro fatto di relazione, presenza quotidiana e attenzione alla persona.
E ha scelto di esserci, con discrezione ma con grande determinazione.

Due posti letto possono sembrare pochi.
Per noi sono due vite in più.

Per chi non ci conoscesse, Agorà Salus, è una piccola Comunità Residenziale Socio-Riabilitativa ad alta intensità psicoterapeutica, accreditata dalla Regione Lazio.

Da oltre 20 anni siamo al fianco di giovani adulti (18–30 anni) con disagio psichico.
Ogni giorno lavoriamo, in silenzio, persona per persona, per fermare l’avanzamento della sofferenza e fare prevenzione concreta.

Oggi abbiamo 10 posti letto.
Stiamo cercando di crearne altri 2.

Non sono grandi numeri.
Sono due ragazzi in più che potranno ricevere cura, stabilità, ascolto e una possibilità reale di futuro.

Questo progetto funziona da vent’anni.
È un piccolo esperimento pilota, costruito nel tempo, fatto di relazione terapeutica, presenza quotidiana e lavoro attento, preciso, umano.

Ma oggi non abbiamo ancora le risorse economiche per crescere.

Non chiediamo gesti eclatanti.
A volte bastano aiuti piccoli ma costanti.
Basta qualcuno che dica: “voglio capire meglio”.
Qualcuno che voglia conoscere da vicino il nostro lavoro, parlare con i nostri medici, comprendere il metodo su cui si basa.

👉 Puoi sostenere il progetto qui:
https://lnkd.in/dd7ZsYeh

Oppure con bonifico:
IBAN: IT69V0200814709000400359797
Intestatario: Agorà Salus SRL

Ogni contributo è un gesto di cura.
Ogni gesto può cambiare una vita.

Se questo messaggio ti arriva, aiutaci a farlo circolare:
condividilo, parlane, scrivici, vieni a trovarci.

📩 [email protected]
🌐 www.agorasalus.it

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Indirizzo

Via Mantova, 5
Castelverde
04012

Orario di apertura

Lunedì 08:00 - 20:15
Martedì 08:00 - 20:15
Mercoledì 08:00 - 20:15
Giovedì 08:00 - 20:15
Venerdì 08:00 - 20:15
Sabato 08:00 - 20:15
Domenica 08:00 - 20:15

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