D.ssa Manuela Ruggeri - psicologa psicoterapeuta

D.ssa Manuela Ruggeri - psicologa psicoterapeuta Psicologo clinico Psicoterapeuta Psicoanalitico età adulta e infantile. Specialista età evolutiva. Esperto DSA,BES Psicologo scolastico.

Diagnosi e Trattamento nevrosi e psicosi; attacchi di panico, depressione, ansia, disturbi del neurosviluppo.

10/05/2026

"Madre", grembo che accoglie
voce che chiama prima dell'alba,
del primo vagito,
del primo respiro.

È la terra che nutre,
la soglia che custodisce,
la forza che spinge verso il mondo.
In lei la vita si prepara,
cresce,
si orienta.

Madre è un mistero.
Attraversa la carne
si unisce allo Spirito
in un patto silenzioso tra ciò che nasce e ciò che deve dive**re.

Essere madre significa portare un seme che non ci appartiene e sentirlo vibrare come parte del proprio sangue.
Significa amare fino a perdersi, fino a sbagliare, perché l’amore che stringe troppo può diventare ombra, e quello che teme troppo può diventare catena.

Ci sono madri che proteggono, madri che trattengono, madri che liberano, madri che temono di farlo.
Tutte, inevitabilmente, inciampano nei propri sentimenti.
Tutte, nel loro modo imperfetto, cercano di consegnare al figlio un destino che sia migliore.

Il ruolo più sacro non è soltanto dare la vita, ma restituirla al mondo.
È aprire le mani e lasciare che quel piccolo universo, cresciuto nel silenzio del ventre, trovi il proprio cammino.

La madre è ponte tra il visibile e l’invisibile, tra la carne e il mistero, tra ciò che siamo stati e ciò che saremo.

E dietro ogni errore c’è un cuore che tenta.
Dietro ogni paura, un amore che non conosce misura.
Dietro ogni scelta, la consapevolezza che nessuno insegna davvero a essere madre: si impara vivendo, cadendo, rialzandosi, amando oltre il possibile.

Madre è la prima storia che ci abita e l’ultima che ci lascia.
È radice, respiro, memoria.
È il dono che continua a donarci, anche quando non lo vediamo più.

A tutte le madri, oggi, dono un augurio speciale:
che possiate riconoscere la vostra forza, perdonare le vostre imperfezioni, onorare il vostro cammino e sentirvi, almeno per un istante, amate quanto avete amato.

(Claudia Pellegrino - "Madre: Dimora del destino "
Dal web)

30/04/2026

I FIGLI DELLA VIOLENZA

E poi ci sono loro, i figli della violenza, dei femminicidi, degli abusi. Occhi e orecchie ingenue, che dovrebbero nutrirsi di amore e che invece sentono e vedono ciò che non si dovrebbe neanche solo immaginare.

F., di 6 anni, è fuggito con la madre da un altro paese per scampare alle botte e alle umiliazioni continue. In terapia, inizialmente il padre non può neanche essere nominato e nel gioco un'angoscia muta protegge e rimprovera quel padre allo stesso tempo. La rabbia interna è divorante, ma non si può tuttavia esprimere perché è contronatura. Regna pertanto un'angoscia persecutoria: il suo personaggio è continuamente preda di dinosauri pericolosi che lo inseguono ed assaltano. Il padre così è salvo.

Poi c'è C. , 18 anni, che si porta sulle spalle il peso di un padre alcolizzato, violento con la madre e con i figli. C. ha scatti d'ira che non riesce a controllare che alterna a vissuti depressivi e a chiusura relazionale. Tutte le sue relazioni affettive sono " tossiche", perché in esse ricerca un amore malato, che è l'unico che ha mai conosciuto. Mi dice che lo odia "quell' uomo", che gli ha rovinato la vita, ma al tempo stesso prova pena. C. sa che la sua ferita mai si rimarginera' del tutto, ma vuol provare ad essere diverso. Almeno lui....

E infine c'è M. , 10 anni, che è figlia di una coppia che si separa, ma di quelle storie tristemente famose, in cui lui non lo accetta e continua a " perseguitare" la madre con telefonate, messaggi, scenate. E come può una bambina riuscire ad accettare ed elaborare il lutto di una perdita, se neanche l'adulto che dovrebbe insegnarglielo lo sa fare? Nel gioco lei riesce a rappresentare la ferita sanguinante, il dolore di una spaccatura, quella di una famiglia che ora non c'e più, ma che, mi dice , " come tutte le ferite può fare la sua crosta, no?" E pian piano cicatrizzarsi.
E chissà forse un giorno ci riuscirà anche il papà...e nel frattempo lei (bambina )sogna che lui (l'adulto ) riesca a tollerare, a capire " che si può accettare questa cosa anche se è br**ta"!

I bambini ci insegnano molto!
Però certo viene da pensare: che strano questo mondo... in cui è il figlio che insegna al genitore come si diventa grandi!

10/10/2025

🟢In un mondo che spesso ci chiede di essere performanti e perfetti, prendersi cura della propria salute mentale significa anche dare spazio alla spontaneità, alla creatività e al diritto di essere autentici.

Oggi, nella Giornata Della Salute Mentale, ricordiamo attraverso le parole di Winnicott, che giocare non è fuggire dalla realtà, ma imparare a viverla con libertà.

05/10/2025
04/09/2025


S. Vegetti Finzi, La Psicoanalisi n. 41, p 261, Astrolabio

01/06/2025

Il 1° giugno si celebra la Giornata Mondiale dei Genitori.
Un’occasione per riconoscere un ruolo fondamentale nella crescita delle persone e nella costruzione del tessuto sociale.

Essere genitori, oggi, significa molto più che educare: vuol dire accompagnare nello sviluppo emotivo, gestire incertezze, fatiche e cambiamenti, saper chiedere aiuto e costruire relazioni sane, anche nei momenti difficili.

In un tempo di trasformazioni culturali, nuovi modelli familiari, pressioni educative e solitudini silenziose, la genitorialità non è mai scontata. È un’esperienza che richiede sostegno, consapevolezza, ascolto.

Il CNOP ribadisce il valore della psicologia nel sostenere le famiglie.
Perché prendersi cura dei genitori significa prendersi cura anche delle generazioni future.

22/05/2025
Talvolta le diagnosi sono etichette che ci fanno perdere di vista la sofferenza della persona . Bisogna restituire uno s...
16/03/2025

Talvolta le diagnosi sono etichette che ci fanno perdere di vista la sofferenza della persona . Bisogna restituire uno sguardo che sia volto all'intera geografia somatopsichica dei bambini e dei giovani adolescenti che ci chiedono aiuto.

Mesi dopo mi disse: "Mi hai chiesto perchè volevo ve**re... loro pensano che io venga a causa della mia anoressia, ma io vengo perchè non mi piace quello che sono, quello che faccio, quello che penso".

𝘿𝙖𝙣𝙖 𝘽𝙞𝙧𝙠𝙨𝙩𝙚𝙖𝙙-𝘽𝙧𝙚𝙚𝙣 "Lavorare con una paziente anoressica" tratto da 𝘐J𝘗, 1989, (70): 29-40. "𝙐𝙣𝙖 𝙤 𝙥𝙞𝙪̀ 𝙖𝙣𝙤𝙧𝙚𝙨𝙨𝙞𝙚" 𝙖 𝙘𝙪𝙧𝙖 𝙙𝙞 𝘼.𝙈. 𝙉𝙞𝙘𝙤𝙡𝙤̀ 𝙚 𝙇𝙪𝙞𝙨𝙖 𝙍𝙪𝙨𝙨𝙤, 𝙚𝙙. 𝘽𝙤𝙧𝙡𝙖 (2010), 𝙥.146

Parole quanto mai vere oggi, in un mondo dove bambini e adolescenti non sanno più stare ne' nel gioco né  nell'ozio, ma ...
15/03/2025

Parole quanto mai vere oggi, in un mondo dove bambini e adolescenti non sanno più stare ne' nel gioco né nell'ozio, ma hanno bisogno della frenesia del movimento e della rapidità di immagini e azioni.

"L'avidità del tempo libero e la famelica ricerca di distrazioni per evitare che esso si tramuti in vuoto, risultano anche dall'incapacità di comprendere l'importanza e la funzione del bisogno di giacere incolti, per la psiche e la personalità dell'uomo. Nel corso degli ultimi sessanta o settant'anni ha avuto luogo una vera opera di disinformazione sulle caratteristiche essenziali della natura umana. Abbiamo confuso il dovere di lottare contro la povertà e la miseria col principio secondo il quale la vita dovrebbe essere sempre e solo divertente ed eccitante. L'industria del divertimento, nelle società contemporanee, ha ulteriormente sfruttato a fini economici le possibilità offerte dal tempo libero e inondato la gente di svaghi sempre a portata di mano e pronti per l'uso, cosicché nella vita privata non vi è più spazio alcuno per lo sviluppo di una spontanea consapevolezza dell'utilità di coltivare le proprie risorse personali, per poter approfittare di quei momenti in cui possiamo restare oziosi."

Masud Khan

14/03/2025

Indirizzo

Via Ercole Patti N. 20 Pedara
Catania
95030

Orario di apertura

Lunedì 16:00 - 19:30
Martedì 16:00 - 19:30
Mercoledì 16:00 - 19:30
Giovedì 16:00 - 19:30
Venerdì 16:00 - 19:30

Telefono

+393487525270

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