Jonas Catania

Jonas Catania Jonas Catania nasce con il desiderio di rendere praticabile la psicoanalisi in ambito clinico e soci Tesoriere: Melissa Idonia, filosofa.

Jonas Onlus - Centro di Clinica Psicoanalitica per i Nuovi Sintomi - è una associazione fondata nel 2003 da Massimo Recalcati. Attualmente la rete associativa di Jonas Onlus comprende più di 20 sedi distribuite sul territorio nazionale. In linea con l'orientamento nazionale di Jonas Onlus, la sede di Catania si occupa della cura, della prevenzione e della ricerca scientifica dei nuovi sintomi del

disagio contemporaneo: disturbi alimentari, depressioni, attacchi di panico, dipendenze patologiche, disagio della famiglia, disagio dell'infanzia e della adolescenza. Equipe:
Responsabile di sede:Emanuele Lo Monaco, psicoterapeuta, psicoanalista. Vice-presidente: Giuseppina Lanzafame, psicologa, psicoterapeuta. Responsabile alla comunicazione: Lorena Di Benedetto, psicologa, psicoterapeuta.

𝑳𝒆 𝒑𝒂𝒓𝒐𝒍𝒆 𝒅𝒆𝒍𝒍𝒂 𝒑𝒔𝒊𝒄𝒐𝒂𝒏𝒂𝒍𝒊𝒔𝒊 ✨La parola di questo mercoledì è Evento. L’evento è ciò che arriva senza essere previsto e ...
10/06/2026

𝑳𝒆 𝒑𝒂𝒓𝒐𝒍𝒆 𝒅𝒆𝒍𝒍𝒂 𝒑𝒔𝒊𝒄𝒐𝒂𝒏𝒂𝒍𝒊𝒔𝒊 ✨
La parola di questo mercoledì è Evento.

L’evento è ciò che arriva senza essere previsto e che costringe il soggetto a reinventarsi, ha a che fare con la contingenza dell’incontro con qualcosa di inedito ed estraneo.

Siamo abituati a pensare l’evento come qualcosa di straordinario: per la psicoanalisi un evento non coincide semplicemente con ciò che accade.

Un evento è ciò che produce una frattura nella continuità dell’esistenza, introducendo un prima e un dopo.

L’essere umano incontra l’evento fin dall’inizio della propria storia. L’ingresso nel linguaggio, la separazione dall’Altro materno, l’incontro con il limite rappresentano momenti fondativi che segnano la costituzione del soggetto.

Esistono poi eventi che assumono una valenza traumatica: incontri con un reale che eccede le nostre possibilità di comprensione e simbolizzazione. Come ci mostra magistralmente Nicolò Terminio nella clinica borderline il soggetto incontra un altro traumatico e capriccioso e questo inciderà in modo singolare nella storia di ciascuno.

Come ricorda Massimo Recalcati, la vita non è una semplice successione di eventi, ma la possibilità di trasformare ciò che ci accade in una nuova apertura verso la propria soggettivazione e la propria particolarità, un’apertura desiderante.

Anche un’analisi può diventare un evento: un incontro capace di modificare il rapporto con la propria storia e con ciò che sembrava già scritto.

𝑳𝒆 𝒑𝒂𝒓𝒐𝒍𝒆 𝒅𝒆𝒍𝒍𝒂 𝒑𝒔𝒊𝒄𝒐𝒂𝒏𝒂𝒍𝒊𝒔𝒊 ✨La parola di questo mercoledì è 𝐏𝐫𝐞𝐨𝐜𝐜𝐮𝐩𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐦𝐚𝐭𝐞𝐫𝐧𝐚 𝐩𝐫𝐢𝐦𝐚𝐫𝐢𝐚Winnicott introduce il term...
03/06/2026

𝑳𝒆 𝒑𝒂𝒓𝒐𝒍𝒆 𝒅𝒆𝒍𝒍𝒂 𝒑𝒔𝒊𝒄𝒐𝒂𝒏𝒂𝒍𝒊𝒔𝒊 ✨
La parola di questo mercoledì è 𝐏𝐫𝐞𝐨𝐜𝐜𝐮𝐩𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐦𝐚𝐭𝐞𝐫𝐧𝐚 𝐩𝐫𝐢𝐦𝐚𝐫𝐢𝐚

Winnicott introduce il termine di “preoccupazione materna primaria” per descrivere una condizione psichica fisiologica che si sviluppa nella madre verso la fine della gravidanza e dura per alcune settimane dopo il parto. La madre si identifica così profondamente con il figlio da sapere cosa prova prima ancora che egli possa esprimerlo consapevolmente in modo da fornirgli l’illusione di onnipotenza.
Se la madre risponde prontamente, il neonato sente che il mondo è ai suoi ordini, il che è fondamentale per creare un nucleo del Sé solido e sicuro. Al contrario, se la donna non riesce a entrare in questo stato, il bambino subisce un “urto” (impingement) ambientale che lo costringe a reagire, interrompendo il suo senso dell’Essere. La madre devota è “sufficientemente buona” proprio perché, dopo la fase iniziale di adattamento totale, inizia a fallire, riprende la propria vita sociale e comincia a non rispondere più istantaneamente. Questi piccoli, tollerabili fallimenti permettono al bambino di capire che la madre è un “non-me”. Se la caregiver rimanesse “perfetta” e totalmente adattata per sempre, il bambino non svilupperebbe mai un’identità separata e rimarrebbe intrappolato in un’illusione magica. La madre sufficientemente buona è colei che sa farsi “odiare” dal bambino per le sue mancanze, senza ritorsioni, permettendo così il passaggio evolutivo dall’onnipotenza alla realtà.

Nella clinica con pazienti gravi, l’analista deve spesso incarnare questa “preoccupazione primaria” accettando, per lunghi periodi, di essere solo un ambiente di sostegno, rinunciando alle proprie ambizioni interpretative per permettere al paziente di vivere l’illusione di essere al centro del mondo, prima di affrontare la realtà della separazione.

“Mi sgomenta pensare alla quantità di cambiamento profondo che ho impedito o ritardato a causa del mio personale bisogno di interpretare. Penso che interpreto soprattutto per far conoscere al paziente i limiti della mia comprensione. Il principio è che è il paziente e solo lui a possedere le risposte”
(D. Winnicott, Gioco e realtà)

03/06/2026
Noi di Jonas Italia ✨
28/05/2026

Noi di Jonas Italia ✨

Tre giornate intense di lavoro, ascolto e confronto in una città che tiene insieme silenzio e bellezza, attraversate da ...
25/05/2026

Tre giornate intense di lavoro, ascolto e confronto in una città che tiene insieme silenzio e bellezza, attraversate da domande sulla clinica contemporanea, sul disagio, sul vuoto e sulle nuove forme della sofferenza soggettiva.

Abbiamo parlato di istituzioni, di legami, di maternità, di diagnosi, di adolescenza, di solitudine e di desiderio.
Ma soprattutto abbiamo provato a mantenere aperto uno spazio di parola capace di non ridurre il soggetto alla sua etichetta, alla sua prestazione o al suo sintomo. In un tempo che spinge verso classificazioni rapide e risposte immediate, questi giorni ci hanno ricordato l’importanza dell’ascolto, della conversazione e della singolarità di ciascuno.

Grazie a Jonas Monza, alla cura con cui ci hanno accolto, grazie anche alle voci che hanno reso vivo questo Seminario, grazie ai colleghi tutti.

“L’attenzione è la forma più rara e più pura della generosità.”

Abbiamo iniziato ieri il XXIV Seminario Nazionale Jonas nella elegante cornice istituzionale monzese.Tre giornate di lav...
23/05/2026

Abbiamo iniziato ieri il XXIV Seminario Nazionale Jonas nella elegante cornice istituzionale monzese.
Tre giornate di lavoro, incontri e conversazioni attorno al tema delle nuove declinazioni del vuoto nella clinica Jonas.

La prima giornata si è aperta con un dialogo tra le voci della città sul disagio contemporaneo, con Jonas Monza e le istituzioni del territorio.
Quanto oggi l’etichetta diagnostica finisca spesso per occupare il posto della singolarità del soggetto? Cosa resta della storia di ciascuno quando una diagnosi diventa l’unico modo per nominarsi? Quanto il disagio contemporaneo rischia di essere ridotto a classificazione, perdendo la dimensione della parola, del desiderio e dell’ascolto?

Abbiamo anche assistito alla presentazione del nuovo libro della cara collega di Jonas Monza Roberta Celi “Inciampi della Maternità, Riflessioni psicoanalitiche su lutto e desiderio”

“Come potrebbe il corpo di Jonas esistere senza tutte le sue voci?”

📌📌📌Da settembre due nuove iniziative di Jonas Catania👇 *Gruppi di parola* 👉“Non chiedermi la parola”- gruppo per adolesc...
21/05/2026

📌📌📌
Da settembre due nuove iniziative di Jonas Catania👇

*Gruppi di parola*

👉“Non chiedermi la parola”- gruppo per adolescenti
Uno spazio in cui anche il silenzio può trovare forma, senza forzature. Dove dire (o non dire) diventa possibile.

👉 “Genitori sufficientemente buoni” – gruppo per i genitori
Un luogo per interrogarsi sul proprio modo di essere nel legame con i figli.

Due spazi diversi, un punto in comune:
la possibilità di parlare e di essere ascoltati.

5 incontri, a cadenza mensile.

I gruppi sono aperti a tutti, previa prenotazione.

Scrivici per partecipare
📩 email: [email protected]
☎️ tel: 371/1222704

Da settembre partiranno due nuove iniziative nella sede di Jonas Catania: *Gruppi di parola* 👉 “Non chiedermi la parola”...
12/05/2026

Da settembre partiranno due nuove iniziative nella sede di Jonas Catania: *Gruppi di parola*

👉 “Non chiedermi la parola”- gruppo per adolescenti
Uno spazio in cui anche il silenzio può trovare forma, senza forzature. Dove dire (o non dire) diventa possibile.

👉 “Genitori sufficientemente buoni” – gruppo per i genitori
Un luogo per interrogarsi sul proprio modo di essere nel legame con i figli.

Due spazi diversi, un punto in comune:
la possibilità di parlare e di essere ascoltati.

5 incontri, a cadenza mensile.

I gruppi sono aperti a tutti, previa prenotazione.

Scrivici per partecipare
📩 email: [email protected]
☎️ tel: 371/1222704

Il 6 maggio 1856 nasceva a Freiberg Sigmund Freud, che fondò la psicoanalisi casualmente,  inciampando nell' inconscio. ...
06/05/2026

Il 6 maggio 1856 nasceva a Freiberg Sigmund Freud, che fondò la psicoanalisi casualmente, inciampando nell' inconscio. Freud, un uomo dalle tante umane fragilità, ma di grande coraggio, un genio senza tempo, sempre attuale.

"Sono nato il 6 maggio 1856 a Freiberg in Moravia, una cittadina dell'odierna Cecoslovacchia, - racconta Freud nella sua autobiografia (1924), i miei genitori erano ebrei; anch’io sono rimasto ebreo [...]. A quattro anni giunsi a Vienna, dove feci tutte le scuole. Al ginnasio per sette anni consecutivi fui il migliore. Malgrado le nostre condizioni assai modeste, mio padre volle che nella scelta della professione seguissi soltanto le mie inclinazioni [...]. Ero spinto da una specie di sete di sapere che si volgeva più ai rapporti umani che non al mondo naturale... Ma l'Università, dove entrai nel 1873, mi riserbò dapprima alcune notevoli delusioni. Anzitutto si pretendeva che io mi dovessi sentire inferiore, ed escluso dalla nazionalità altrui, perché ero ebreo. Mi sono rifiutato risolutamente di sottostare alla prima di queste pretese; non ho infatti mai compreso perché avrei dovuto vergognarmi della mia origine, o, come allora si cominciava a dire, della mia razza... Ma una conseguenza importante per l'avvenire, di queste prime impressioni universitarie fu data dal fatto che io mi familiarizzai fin d'allora con la sorte di stare all'opposizione e di essere messo al bando da una maggioranza compatta. Così venne preparandosi in me una certa indipendenza di giudizio. "

S. Freud, 1924

✨𝑳𝒆 𝒑𝒂𝒓𝒐𝒍𝒆 𝒅𝒆𝒍𝒍𝒂 𝒑𝒔𝒊𝒄𝒐𝒂𝒏𝒂𝒍𝒊𝒔𝒊 La parola di questo mercoledì è DOMANDA La domanda, a differenza della motivazione, non si...
29/04/2026

✨𝑳𝒆 𝒑𝒂𝒓𝒐𝒍𝒆 𝒅𝒆𝒍𝒍𝒂 𝒑𝒔𝒊𝒄𝒐𝒂𝒏𝒂𝒍𝒊𝒔𝒊

La parola di questo mercoledì è DOMANDA

La domanda, a differenza della motivazione, non si esaurisce sul piano consapevole e intenzionale, ma implica sempre una dimensione inconscia. In essa il soggetto mette in gioco una richiesta di riconoscimento rivolta all’Altro: non un semplice bisogno di risposta, ma il desiderio di essere riconosciuto come soggetto di desiderio. Questo riconoscimento si costruisce in modo retroattivo, secondo una dinamica simbolica che eccede ciò che viene esplicitamente detto.

In questo quadro, come insegna Lacan, l’analista non deve porsi come colui che risponde alla domanda. La sua funzione è piuttosto quella di occupare una posizione di “vuoto”, che consenta al soggetto di confrontarsi con la propria mancanza. È proprio questa mancanza a rendere possibile l’emergere del desiderio.

Per questo l’analista non risponde, ma interpreta: non si limita a ciò che viene chiesto, ma ascolta ciò che, nella domanda, eccede il livello manifesto e rinvia al desiderio inconscio.

Indirizzo

Via Fortuna 5
Catania
95100

Orario di apertura

Lunedì 10:00 - 19:00
Martedì 10:00 - 19:00
Mercoledì 10:00 - 19:00
Giovedì 10:00 - 19:00
Venerdì 10:00 - 19:00

Telefono

3711222704

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