25/07/2026
“È una felice?”
Forse non è questa la domanda che dovremmo farci…
Paolo Menghi, in un articolo del 1989 intitolato “La coppia utile”, ne propone un’altra, molto più scomoda:
È una relazione utile?
Utile non nel senso di comoda, sana o scevra da sofferenza…
Utile nel senso che favorisca l’evoluzione di chi la vive.
Una diventa “utile” quando gli attriti non servono a stabilire chi ha torto e chi ha ragione, ma diventano occasioni per conoscersi meglio, responsabilizzarsi e trasformarsi.
Il problema è che spesso arriviamo nella relazione chiedendo all’altro qualcosa che NESSUN partner può davvero dare: riparare ciò che è rimasto incompiuto nella nostra storia. Da quel momento ogni limite diventa una delusione, ogni conflitto un , ogni differenza una minaccia.
Così, la persona che fino a ieri giuravamo di aver amato e credevamo fosse incapace di ferirci, diventa il nostro tiranno peggiore.
È questo il punto in cui accusiamo l’altro di essere cambiato. In realtà ha solo toccato le parti di noi che aspettavano ancora di essere viste.
Questo è il bivio che ogni relazione deve oltrepassare:
🚦Continuare a usare il partner per confermare le nostre vecchie ferite, oppure utilizzare quella relazione come un’occasione per crescere.
⚠️Perché una coppia non è quella in cui non si soffre mai.
È quella in cui la sofferenza, invece di diventare un’arma contro l’altro, diventa una strada verso una maggiore consapevolezza per continuare a diventare noi stessi senza la pretesa che il partner ci aggiusti, o ci completi...
E a te? Quale consapevolezza ha lasciato la tua coppia?
Dott.ssa Silvia Pittera
Psicologa e