09/09/2026
🔥 REFLUSSO: SE IL PPI NON FUNZIONA, SIAMO SICURI CHE SIA DAVVERO REFLUSSO?
100 domande in gastroenterologia. Numero 224.
Le nuove Linee Guida italiane sulla Malattia da Reflusso Gastroesofageo (MRGE), elaborate congiuntamente dalle principali Società scientifiche italiane di Gastroenterologia, Endoscopia, Neurogastroenterologia e Medicina Generale, chiariscono un concetto fondamentale:
👉 avere bruciore, tosse, raucedine o fastidio alla gola non significa automaticamente avere un reflusso acido da trattare aumentando continuamente i farmaci.
Per anni il reflusso è stato considerato soprattutto un problema di “acido”.
Oggi sappiamo che il quadro è molto più complesso.
🔹 Pirosi e rigurgito rimangono i sintomi tipici della MRGE.
🔹 Nei pazienti senza sintomi d'allarme può essere indicato inizialmente un ciclo di terapia con PPI per 4–8 settimane.
🔹 La gastroscopia non è necessaria automaticamente in ogni paziente con reflusso, ma diventa importante in presenza di sintomi d'allarme, particolari fattori di rischio o mancata risposta alla terapia.
🔹 Se il PPI non funziona, non significa necessariamente che bisogna semplicemente aumentare la dose.
Ed è probabilmente questo uno dei messaggi più importanti delle nuove Linee Guida.
Quando i disturbi persistono bisogna chiedersi:
è veramente reflusso?
In questi pazienti la pH-metria e la pH-impedenziometria esofagea possono permettere di capire se i sintomi siano realmente associati agli episodi di reflusso.
Perché dietro un apparente “reflusso resistente ai farmaci” possono nascondersi condizioni differenti, come:
• ipersensibilità al reflusso
• pirosi funzionale
• disturbi della motilità
• esofagite eosinofila
• disturbi funzionali digestivi
• cause non gastroesofagee dei sintomi respiratori o laringei.
Anche tosse cronica, raucedine, asma e disturbi della gola non devono essere attribuiti automaticamente al reflusso.
La terapia, quindi, deve essere sempre più personalizzata sul meccanismo che genera il sintomo.
Oltre ai PPI, in pazienti opportunamente selezionati possono trovare indicazione alginati, antiacidi, H2-antagonisti, P-CAB, procinetici o, nei disturbi caratterizzati da ipersensibilità viscerale, neuromodulatori.
Anche la chirurgia antireflusso ha indicazioni precise e non rappresenta la soluzione automatica per qualunque sintomo attribuito al reflusso.
📌 Il concetto da ricordare è semplice:
non tutto ciò che brucia è reflusso.
Non tutto il reflusso è acido.
E non tutti i sintomi che persistono richiedono più PPI.
Quando una terapia apparentemente corretta non funziona, il passo successivo dovrebbe essere rivedere la diagnosi e identificare il meccanismo responsabile, non semplicemente aggiungere farmaci.
È questa la strada verso una terapia realmente personalizzata della Malattia da Reflusso Gastroesofageo.