Luisa Granato - Psicoterapeuta

Luisa Granato - Psicoterapeuta Psicologa, Psicoterapeuta di formazione familiare e sistemico relazionale. Terapeuta EMDR.

La dottoressa Luisa Granato, psicologa e docente, specialista in psicologia clinica, offre servizio di consulenza e sostegno psicologico individuale, alla coppia e alla famiglia. L’intervento mira ad offrire un aiuto concreto per:
- Risolvere problemi specifici;
- Prendere decisioni;
- Accrescere l’autostima e sviluppare una migliore conoscenza di sé;
- Acquisire strumenti per la gestione di momenti di crisi, conflitti personali e/o relazionali.

11/08/2026
Orgogliosa di farne parte!
10/08/2026

Orgogliosa di farne parte!

🧡 Far parte di una comunità professionale fa crescere.

Le parole di Isabel Fernandez raccontano perfettamente lo spirito della nostra associazione: formazione, sostegno reciproco, condivisione di esperienze e crescita continua.

Tutti i soci contribuiscono a costruire un gruppo capace di accompagnare, proteggere e valorizzare le competenze di ciascuno.

La nostra professione non si svolge da soli.
Germoglia nello scambio e nel desiderio comune di curare.

🧡 Cosa significa per te far parte della nostra community?

📸          Un tramonto è solo un tramonto, uguale a milioni di altri tramonti, persino meno bello... finché un’emozione ...
06/08/2026

📸
Un tramonto è solo un tramonto, uguale a milioni di altri tramonti, persino meno bello... finché un’emozione non lo trasforma in un ricordo. Diventa un legame unico quando lo coloriamo con le nostre storie, i nostri attimi e i nostri dettagli.

Ti è mai capitato di pensare di voler parlare con un professionista della salute mentale?Magari hai avvertito il bisogno...
06/08/2026

Ti è mai capitato di pensare di voler parlare con un professionista della salute mentale?

Magari hai avvertito il bisogno di fare chiarezza, ma poi ti sei fermatə.
Forse per paura di finire nel percorso sbagliato, per il timore di non trovarti bene con il terapeuta, o semplicemente perché non sai come funziona concretamente una seduta.

È un dubbio normalissimo.

Proprio per questo ho deciso di abbattere questa barriera con la settimana "PORTE APERTE" allo Studio di Psicoterapia: conosci il mio approccio.

Dal 14 settembre al 19 Settembre, apro le porte dello studio per brevi incontri conoscitivi gratuiti di 30 minuti, dedicati a:
👤 Singoli
👥 Coppie
👨‍👩‍👧 Famiglie

⚠️ Attenzione: non si tratta di una seduta di terapia e non è un primo colloquio clinico.

A cosa serve allora?
È uno spazio protetto e senza impegno per:
- Capire come lavoro e qual è il mio approccio psicoterapeutico.
- Espormi i tuoi dubbi sulla psicoterapia.
- Valutare insieme se il mio metodo può fare al caso tuo, della tua coppia o della tua famiglia.

📌 Gli incontri si svolgono solo su appuntamento.
I posti sono limitati per garantire a tutti il giusto spazio.

Prenota il tuo spazio di 30 minuti scrivendo un messaggio in privato

Se preferisci puoi telefonare al numero 3294219444
Oppure inviare una Email a [email protected]

Dott.ssa Luisa Granato
Psicologa - Psicoterspeuta

Lo studio si Trova a Catania, via Gustavo Vagliasindi.

Ti aspetto!

«Pensi che non scegliere sia un modo per salvarti la pelle, un'opzione neutrale per non fare danni. E invece la non-scel...
02/08/2026

«Pensi che non scegliere sia un modo per salvarti la pelle, un'opzione neutrale per non fare danni. E invece la non-scelta è la scelta più violenta di tutte, perché lascia che sia il tempo a decidere per te, trascinandoti a forza in un posto dove non volevi andare insieme ai cocci di tutte le cose che non hai avuto il fegato di fare.»

ZeroCalcare

La Psicoterapia è una scelta di grande coraggio... Perché implica un cambiamento... E il cambiamento ti sposta, disorienta, confonde... Ma crea evoluzione!

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Studio di Psicoterapia
Dott.ssa Luisa Granato

Info e/o appuntamento
Tel. 3294219444
Email: [email protected]

Ci sono ferite che ci portano a cercare giustizia. Vogliamo riparazione, vogliamo che l'altro capisca il danno che ha fa...
07/07/2026

Ci sono ferite che ci portano a cercare giustizia. Vogliamo riparazione, vogliamo che l'altro capisca il danno che ha fatto, speriamo in una "sentenza" della vita che rimetta le cose a posto.

Ma con il tempo, e spesso attraverso un faticoso percorso di consapevolezza, si comprende una verità profonda: la giustizia, quella vera, non si gioca dentro le aule di un tribunale. Si gioca nella vita.

La biologia ci offre una metafora straordinaria di questo processo attraverso la nascita di una perla. In natura, una perla non nasce da un atto di bellezza, ma da un trauma. Tutto ha inizio quando un corpo estraneo, un granello di sabbia, un parassita, un frammento di conchiglia, riesce a penetrare all'interno dell'ostrica, ferendo i suoi tessuti molli.
L'animale non può espellere quell'intruso. Ha solo due scelte: farsi distruggere dall'infezione o reagire.
Così, l'ostrica attiva un meccanismo di difesa biologico: inizia a secernere strati successivi di madreperla (conchiolina e carbonato di calcio) per avvolgere e isolare la minaccia.
Giorno dopo giorno, anno dopo anno, quel corpo estraneo, ruvido e doloroso, viene trasformato in qualcosa di liscio, prezioso e lucente.
Una perla, appunto.

La psicoterapia ci insegna che noi funzioniamo esattamente allo stesso modo.

Il vero "salto di livello" emotivo avviene quando smettiamo di combattere contro il granello di sabbia e iniziamo a secernere la nostra madreperla.
È la capacità di guardare il dolore, attraversarlo e usarlo come carburante per elevarsi, per cambiare prospettiva, per ritrovare la propria autenticità.

Dall'altra parte, c'è chi rimane inglobato nella propria mediocrità emotiva, prigioniero di dinamiche subdole, incapace di guardarsi dentro e di evolvere.

Rimanere fermi in quel loop è, a ben vedere, la loro stessa condanna.

Quelle persone ferenti e quelle situazioni tossiche che hai dovuto incontrare sono state lo "scarto" biologico necessario per attivare le tue risorse più profonde.
La tua evoluzione è la tua unica, vera rivincita.
Non hai bisogno che il mondo punisca chi ti ha fatto del male; la tua vittoria più grande è aver trasformato l'intruso in un gioiello, lasciando chi ti ha ferito esattamente dove si trovava.

"Con tutto quello che hanno fatto per me, non dovrei stare male."Naturalmente esistono situazioni in cui le cure genitor...
30/05/2026

"Con tutto quello che hanno fatto per me, non dovrei stare male."

Naturalmente esistono situazioni in cui le cure genitoriali sono state carenti, inadeguate o fonte di sofferenza. Ma qui ci riferiamo a quelle storie in cui i genitori hanno amato i propri figli e hanno fatto, con i limiti e le risorse che avevano, tutto ciò che era nelle loro possibilità.

Eppure, anche in queste situazioni, può emergere un profondo senso di colpa.

Molti figli si sentono in debito verso i propri genitori: per l'amore ricevuto, i sacrifici fatti, le opportunità avute. Quando però vivono un momento di sofferenza, possono arrivare a pensare che stare male significhi essere ingrati o che il loro dolore dimostri che qualcosa, nella relazione con i genitori, sia mancato.

Per questo, a volte, si tende a minimizzare ciò che si prova, a non parlarne, a mostrarsi più sereni di quanto ci si senta davvero. Come se la propria sofferenza rischiasse di mettere in discussione tutto l'amore ricevuto.

Anche dal lato dei genitori possono emergere emozioni difficili. Vedere un figlio soffrire può far sentire impotenti e può portare a chiedersi: "Dove ho sbagliato?" oppure "Non sono stato abbastanza?"

Eppure esiste una verità spesso difficile da accettare: nessun genitore, per quanto presente e amorevole, può preservare un figlio da ogni dolore, delusione, perdita o fragilità che la vita comporta. E questo non lo rende un genitore inadeguato.

La sofferenza di un figlio non è necessariamente la prova di un fallimento educativo, così come l'amore ricevuto non garantisce una vita senza difficoltà.

Quando figli e genitori restano intrappolati in queste convinzioni, può crearsi un silenzio reciproco: i figli nascondono il proprio dolore per non ferire, i genitori faticano a guardarlo fino in fondo per non sentirsi responsabili.

La psicoterapia può aiutare a sciogliere questo nodo. Può offrire uno spazio in cui riconoscere che la gratitudine non è un debito da ripagare con la felicità, che il dolore non è una colpa e che amare qualcuno non significa poterlo mettere al riparo da tutto.

A volte, stare meglio inizia proprio da qui: dal comprendere che si può essere stati amati e soffrire comunque. E che si può essere stati buoni genitori senza poter evitare a un figlio ogni ferita della vita.

“Mamma: Solo una cosa ti chiedo.
Zerocalcare: Eh.
Mamma: Di essere felice.

Zerocalcare: (monologo interiore)
E porco due m'hai detto c***o! Se mi dici "ti chiedo solo una cosa", m'aspetto una cosa facile. Tipo: "ti chiedo solo una cosa, mandami un messaggino quando torni a casa". No, "essere felice"! Che porco due è soltanto tipo la ricerca infinita de tutti gli individui da quando nascono a quando crepano in tutta la storia dell'umanità!
Che poi mi puoi chiedere una cosa su cui non c'ho nessun controllo? Non è che decido io se so' felice o no. È come se mi chiedi una cosa sola: d'avé la voce da Aretha Franklin. Ma io che ti posso fa' se gracchio?
Ahh! Mo' so' infelice e mi sento pure in colpa, come una bestia ingrata, perché è vero che non mi hai fatto mancare niente. Sono stato un ragazzino amato, c'ho avuto il Super Nintendo, la Xbox e la PlayStation 1, 2, 3, 4 e 5. Mi se' venuta a prendere alle feste a mezzanotte quando ti chiedevo di vederci dietro l'angolo perché mi vergognavo di te e papà. M'hai cantato le efferate ninne nanne francesi sulle vedove dei mariti morti in guerra quando non riuscivo a dormire. M'hai accompagnato a vedere Jurassic Park al cinema dodici giorni di fila perché stavo in fissa.
Hai fatto tutto quello che serve per rendere un ragazzino felice. Quindi non è colpa tua, non hai sbagliato niente, non è colpa di nessuno. Non lo so chi è. Forse ci sono delle emozioni a cui qualcuno di noi non c'ha accesso. Lo sai che stanno là, dietro a una porta, però non sai come aprirla. Ma questo non lo puoi di' a chi ti vuole bene, perché se no si danna l'anima.

Armadillo: Ma perché pensi che non si capisce? Guarda che si vede dall'occhi quando uno ha un'anima in pena, eh. Se vuoi glielo dico io, io tanto...

Zerocalcare: No, no, no, te prego non glielo di', te prego non gli di' niente.

Armadillo: Ma già lo sa! Secondo te pensa che sei l'anima della festa te?

Zerocalcare: Non sa della botola, della porta, i rovi, tutta sta roba qua non la deve sape'. Ti prego non gli di' niente, voglio che pensa che sto bene.

Armadillo: Ma come fa a pensa' che stai bene, ma te sei visto in faccia?

Zerocalcare: Oh, te prego.
La posso delude in mille modi, ma non voglio che pensi che tutto quello che ha fatto non è servito a niente.

Armadillo: Ok, ok, non glielo dico, non glielo dico, dai.

ZeroCalcare: Dai, dai, te prego, te prego... non deve sape' niente.

Armadillo: Mo' uno, tranquillo, non glielo dico.

Zerocalcare: Ma sì che so' felice, mà...

Mamma: E allora va bene! L'importante è quello.”

ZeroCalcare - Due Spicci

“Mamma: Solo una cosa ti chiedo.Zerocalcare: Eh.Mamma: Di essere felice.Zerocalcare: (monologo interiore) E porco due m'...
30/05/2026

“Mamma: Solo una cosa ti chiedo.
Zerocalcare: Eh.
Mamma: Di essere felice.

Zerocalcare: (monologo interiore)
E porco due m'hai detto c***o! Se mi dici "ti chiedo solo una cosa", m'aspetto una cosa facile. Tipo: "ti chiedo solo una cosa, mandami un messaggino quando torni a casa". No, "essere felice"! Che porco due è soltanto tipo la ricerca infinita de tutti gli individui da quando nascono a quando crepano in tutta la storia dell'umanità!
Che poi mi puoi chiedere una cosa su cui non c'ho nessun controllo? Non è che decido io se so' felice o no. È come se mi chiedi una cosa sola: d'avé la voce da Aretha Franklin. Ma io che ti posso fa' se gracchio?
Ahh! Mo' so' infelice e mi sento pure in colpa, come una bestia ingrata, perché è vero che non mi hai fatto mancare niente. Sono stato un ragazzino amato, c'ho avuto il Super Nintendo, la Xbox e la PlayStation 1, 2, 3, 4 e 5. Mi se' venuta a prendere alle feste a mezzanotte quando ti chiedevo di vederci dietro l'angolo perché mi vergognavo di te e papà. M'hai cantato le efferate ninne nanne francesi sulle vedove dei mariti morti in guerra quando non riuscivo a dormire. M'hai accompagnato a vedere Jurassic Park al cinema dodici giorni di fila perché stavo in fissa.
Hai fatto tutto quello che serve per rendere un ragazzino felice. Quindi non è colpa tua, non hai sbagliato niente, non è colpa di nessuno. Non lo so chi è. Forse ci sono delle emozioni a cui qualcuno di noi non c'ha accesso. Lo sai che stanno là, dietro a una porta, però non sai come aprirla. Ma questo non lo puoi di' a chi ti vuole bene, perché se no si danna l'anima.

Armadillo: Ma perché pensi che non si capisce? Guarda che si vede dall'occhi quando uno ha un'anima in pena, eh. Se vuoi glielo dico io, io tanto...

Zerocalcare: No, no, no, te prego non glielo di', te prego non gli di' niente.

Armadillo: Ma già lo sa! Secondo te pensa che sei l'anima della festa te?

Zerocalcare: Non sa della botola, della porta, i rovi, tutta sta roba qua non la deve sape'. Ti prego non gli di' niente, voglio che pensa che sto bene.

Armadillo: Ma come fa a pensa' che stai bene, ma te sei visto in faccia?

Zerocalcare: Oh, te prego.
La posso delude in mille modi, ma non voglio che pensi che tutto quello che ha fatto non è servito a niente.

Armadillo: Ok, ok, non glielo dico, non glielo dico, dai.

ZeroCalcare: Dai, dai, te prego, te prego... non deve sape' niente.

Armadillo: Mo' uno, tranquillo, non glielo dico.

Zerocalcare: Ma sì che so' felice, mà...

Mamma: E allora va bene! L'importante è quello.”

ZeroCalcare - Due Spicci

Indirizzo

Catania
95028

Orario di apertura

Martedì 09:00 - 13:00
Sabato 16:00 - 20:00

Telefono

+393294219444

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