15/09/2020
[...] perché una persona si rivolge allo o allo ? Perché soffre di una situazione sintomatica o di disagio sulla quale vuole incidere. Si scontra in diversi modi con una forma di inadeguatezza alla vita, o almeno alla vita che vorrebbe condurre. Al cuore dell’esistenza c’è un ostacolo, e può manifestarsi in forme plurime. Spesso s’incarna nell’altro che ci sta accanto: la colpa dei nostri guai diventa allora un coniuge insopportabile, un figlio incorreggibile, un genitore opprimente, un amico o un collega invadenti. [...] Altre volte l’ostacolo prende la forma classica di un sintomo o di un’inibizione. [...] In ogni caso il soggetto tende a concretare l’ostacolo o incarnandolo nell’altro, e avvia così un interminabile gioco immaginario di rivendicazioni e accuse, oppure sentendolo come un muro dove invano batte la testa, e per demolire il quale invocherebbe l’aiuto di qualsiasi ariete chimico.
M. Focchi, Il cambiamento in psicoanalisi, Bollati Boringhieri, pp. 11-12