29/07/2026
In che modo i chirurghi vascolari interpretano il significato clinico e sociale della malattia venosa cronica? E quale ruolo svolgono le percezioni professionali nella marginalizzazione della patologia?
Sono le domande al centro dello studio “Beyond the ‘Cinderella Disease’: A Sociological Study of Vascular Surgeons’ Perspectives on Chronic Venous Disease”, pubblicato su Annals of Vascular Surgery e firmato dal Prof. Raffaele Serra e dal Dott. Davide Costa.
Attraverso interviste semi-strutturate condotte con 20 chirurghi vascolari operanti in diverse regioni italiane, gli autori hanno esplorato il modo in cui viene interpretata la rilevanza clinica e sociale della malattia venosa cronica. Lo studio evidenzia una significativa distanza tra la complessità della patologia e la priorità istituzionale che le viene riconosciuta, nonostante il considerevole impatto sulla vita dei pazienti.
Dall’analisi emergono diverse criticità: il ritardo nel ricorso alle cure, la frammentazione dei percorsi assistenziali, la debole integrazione con l’assistenza primaria, le disuguaglianze territoriali e l’influenza delle gerarchie professionali sulla legittimazione della patologia e sull’attenzione clinica a essa riservata.
I risultati mostrano come la marginalizzazione della malattia venosa cronica non dipenda esclusivamente dalle sue caratteristiche cliniche, ma sia influenzata anche dalle culture professionali, dalle strutture organizzative e dalle priorità delle politiche sanitarie. Un maggiore riconoscimento istituzionale e percorsi assistenziali più integrati rappresentano quindi elementi fondamentali per rispondere in modo adeguato ai bisogni dei pazienti.