Dott. Francesco Annibalini fisioterapista osteopata

Dott. Francesco Annibalini fisioterapista osteopata fisioterapia e osteopatia

26/05/2020

💥Ragazzi abbiamo l'onore di annunciarvi che venerdì alle 20.30 sulla pagina facebook del MOLAB, alla 10a puntata dell'APERITIVO CON LA SCIENZA avremo il privilegio e l'onore di avere come ospite uno dei piú grandi ULTRA TRAIL RUNNER del pianeta:
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14/05/2020
30/04/2020

💥Domani venerdì 1° maggio ore 18.30 sulla pagina facebook EXPO MOLAB saremo in diretta insieme a Stefano Baldini 💥(medaglia d'oro alla maratona, alle Olimpiadi di Atene 2004) con la 6a puntata dell'APERITIVO CON LA SCIENZA dove parleremo di RUNNING e ripresa all'attività fisica...
💢CORRI OLTRE...

22/04/2020

FASCITE PLANTARE

La fascite plantare è una patologia che terrorizza gli amanti della corsa ed è la più comune causa di dolore calcaneare (tallonite), da eccessivi sovraccarichi a livello podalico.

Aponeurosi plantare
L'aponeurosi plantare(o legamento arcuato) è una robusta fascia fibrosa che unisce la zona plantare interna del tallone con la base delle dita. Questo legamento gioca un ruolo molto importante nella trasmissione del peso corporeo al piede durante la corsa, in particolare quando il calcagno si eleva dal suolo subisce un allungamento a volte eccessivo.

Cause
La fascite plantare può insorgere a causa di innumerevoli fattori, spesso combinati tra loro:
-alterazioni biomeccaniche come piedi piatti e cavi, l’iperpronazione del collo piede durante la corsa(quindi una tecnica di corsa errata);
-malattie dismetaboliche(diabete, ipertiroidismo ecc..), possono favorire reazioni flogistiche locali, nonché provocare l’alterazione della composizione del normale tessuto tendineo fino a determinare un più precoce invecchiamento;
-l’età dell’individuo, gli anni di attività agonistica ed eventuale sovrappeso-sportivo;
-scarpe inadeguate (troppo larghe o troppo strette, troppo morbide o troppo rigide);
-allenamenti inadeguati;
-alterazioni muscolari e posturali. Numerosi studi hanno evidenziato come alla fascite plantare si associa una rigidità del muscolo tricipite surale(polpaccio), del tendine d’achille, e debolezza del muscolo tibiale anteriore.

Sintomi
Il sintomo principale della fascite plantare è proprio il dolore, spesso più severo al risveglio e localizzato nella parte interna del tallone. Dopo questa prima f***a il dolore tende a diminuire piuttosto rapidamente (5-10 min) per poi ricomparire dopo una lunga passeggiata o al termine della giornata (nei casi più gravi). Un intenso dolore acuto al tallone, soprattutto con lieve tumefazione locale, può indicare una lacerazione fasciale acuta. Nella corsa, il dolore insorge solitamente nelle fasi di riscaldamento iniziale per poi scomparire mano a mano che l'allenamento prosegue.

MECCANISMO LESIVO: abbiamo visto come i sintomi tipici della fascite plantare siano causati dalla ripetizione continua di microtraumi che si ripercuotono sulla fascia, "sfibrandola" poco a poco. Alla base di questa degenerazione vi è la perdita di elasticità della aponeurosi associata ad un suo eccessivo accorciamento. Ogni volta che estendiamo dorsalmente il nostro piede sollevato sulle punte (fase di stacco del piede dal suolo) l'aponeurosi plantare viene stirata. L'entità di questo stiramento è tanto maggiore quanto più lo stacco è vigoroso.

Diagnosi
Solitamente la diagnosi di fascite plantare viene effettuata dopo un'attenta valutazione specialistica che ne definisce la gravità e la differenzia da altre patologie molto comuni con sintomatologia simile ma cause diverse come:
-sperone calcaneare;
-borsite;
-patologie reumatiche;
-sciatalgia L5 S1.
La valutazione è spesso clinica, lo specialista può richiedere per completezza un esame diagnostico di supporto come ecografia, RMN e analisi baropodometrica computerizzata.

Trattamento
Il trattamento della fascite plantare si basa sul riposo iniziale e sul controllo dell’infiammazione. Vediamo allora quali sono le regole più importanti da seguire per facilitare la guarigione, sempre sotto stretto controllo medico.
-Riposo: sospendere per qualche settimana gli allenamenti ed evitare di camminare o rimanere in piedi troppo a lungo, specie su superfici rigide. Il riposo iniziale aiuta solitamente ad alleviare il dolore e a ridurre l’infiammazione. E’ molto importante sospendere gli allenamenti ai primi sintomi di fascite plantare: ignorare il dolore continuando ad allenarsi o evitare il dolore con farmaci specifici, favorisce infatti la cronicizzazione della patologia.
-Ghiaccio: efficace quando insorgono le prime f***e dolorose, sia per attenuare il dolore che per l’azione antinfiammatoria locale che svolge.
-Farmaci antinfiammatori: particolarmente utili per far diminuire l’infiammazione locale possono essere somministrati per via generale o topica, sempre sotto controllo e prescrizione medica.
-Controllare le calzature: sia quelle indossate durante la giornata che quelle normalmente utilizzate durante l’attività sportiva che non devono causare un aumento di carico nell'aponeurosi plantare. Quindi occorre controllare soprattutto che queste ultime non siano né troppo rigide, né troppo morbide e farsi eventualmente consigliare da uno specialista che, in base al “logorio” presentato dalla scarpa stessa, sarà in grado di identificare un’eventuale eccessiva pronazione.
-Allenamento: diminuire il carico di allenamento, evitare provvisoriamente la corsa che può essere sostituita temporaneamente con la bicicletta e/o il nuoto.
-Esercizi: aiutano ad allungare i tessuti che circondano il calcagno, favorendo una minore sollecitazione tissutale e quindi il minore stress tensivo porta verso la guarigione dalla fascite plantare.
-Fisioterapia e osteopatia: studi hanno dimostrato l'efficacia sia in fase acuta con le terapie strumentali (tecarterapia,laserterapia e onde d’urto), sia nella fase di rientro all’attività sportiva.

Esercizi
Durante la riabilitazione, in relazione all’infiammazione, possiamo definire delle procedure da eseguire a casa in base alla fase (seguiranno dei video esplicativi).
Nella fase 1 (infiammazione acuta) sono consigliabili esercizi per contenere la rigidità della aponeurosi plantare come:
Dorsiflessione assistita: seduti sul pavimento fate passare un asciugamano sotto la pianta del piede, tirate verso l’alto ed in avanti per effettuare un allungamento della fascia plantare, mantenere la posizione per circa 15-20 secondi, effettuare almeno 10 ripetizioni. L’esercizio dovrebbe essere eseguito, secondo le modalità sopra indicate, almeno per tre volte nell’arco della giornata;
Allungamento del tendine di Achille e della muscolatura del polpaccio: mettetevi di fronte ad una parete ed appoggiatevi a quest’ultima con entrambe le mani, piegate i gomiti sino a portare la fronte a contatto della parete avvertendo una sensazione di allungamento a carico della muscolatura del polpaccio. Mantenete la posizione per 10-15 secondi ed effettuate 15 — 20 ripetizioni intervallate da 10 secondi di recupero sulla stessa gamba, oppure alternate l’esercizio sulle due gambe;
Allungamento fascia plantare e catena posteriore;
Esercizio per flessore lungo dell’alluce: recenti studi hanno dimostrato come questo muscolo svolga un ruolo fondamentale sulla integrità e supporto della fascia plantare.
Nella fase 2 (rieducativa) esercizi di short foot.
Nella fase 3 (ritorno all'attività sportiva) corsa progressiva fino al completo recupero, in assenza di dolore.

Conclusioni
Seguendo questo protocollo la maggior parte dei pazienti trova sollievo nel giro di 4-8 settimane (talvolta possono essere necessari tempi più lunghi fino a 6 mesi-1 anno). Tanto più tempestivamente viene iniziato il trattamento riabilitativo e tanto più precocemente si assisterà ad una riduzione della sintomatologia dolorosa. Al contrario, se non si attuano le misure necessarie, la fascite plantare, oltre a cronicizzare, tenderà a modificare l’appoggio plantare del soggetto causando a lungo andare dei sovraccarichi funzionali anche a livello delle ginocchia, del bacino e della schiena.
Il consiglio migliore per gestire al meglio questa patologia è affidarsi a professionisti del settore che si occuperanno della programmazione personalizzata.

Dott.D.O. Annibalini Francesco
Fisioterapista e Osteopata

07/04/2020

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