19/08/2026
Come medico specialista in Medicina della Riproduzione, con il rigore di chi analizza quotidianamente i Registri epidemiologici e la responsabilità morale di chi assiste le persone nel loro progetto di vita, trovo il contenuto di questo post scientificamente grottesco ed eticamente miserabile.
Ognuno è libero di professare il proprio dogma religioso o ideologico, di considerare la sessualità esclusivamente finalizzata alla procreazione o di rifiutare la scienza medica per sé. Questa è la libertà individuale, un pilastro che difendo da laico.
Ma nel momento in cui una fazione reazionaria traveste i propri pregiudizi etici da falsa epidemiologia clinica, manipolando scientemente i dati sanitari dello Stato per instillare senso di colpa, terrore e vergogna nelle coppie inferitili, non siamo più nel campo della libera opinione: siamo di fronte a una truffa contabile al servizio del controllo sui corpi.
E ad una truffa bisogna reagire e l’unica strada che posso praticare, da medico, è una decostruzione scientifica, cifra per cifra, di un testo che costituisce un’offesa alla verità e alla dignità umana.
1. Il trucco del denominatore sul tasso di gravidanza
Sostenere che «meno del 12% dei cicli porta a una gravidanza» è una vera e propria falsificazione metodologica.
La manipolazione: Per abbassare la percentuale a cifra da spavento, ProVita costruisce un denominatore "sommario" in cui stipa di tutto: semplici inseminazioni intrauterine di I livello, cicli di pura conservazione preventiva (come la preservazione della fertilità in pazienti oncologiche), cicli interrotti prima del prelievo e procedure che non prevedono per definizione un embryo transfer nello stesso ciclo.
La realtà epidemiologica (Registro PMA dell'Istituto Superiore di Sanità): L’efficacia di un trattamento medico si misura sui cicli arrivati a embryo transfer o sul tasso cumulativo per prelievo.
Nelle donne sotto i 35 anni, il tasso di gravidanza per singolo transfer supera regolarmente il 30-35%.
Nelle procedure con donazione di ovociti si attesta ben oltre il 45-50% per singolo tentativo.
Il tasso cumulativo di gravidanza da un singolo prelievo ovocitario giunge fino al 60-70%.
Presentare un dato aggregato e decontestualizzato del 12% è analfabetismo statistico doloso, venduto al pubblico come verità scientifica.
2. La truffa amministrativa dei cicli «interrotti o sospesi»
Affermare che «più del 49% dei cicli è stato interrotto o sospeso» significa spacciare scelte di massima tutela medica per "fallimenti".
Nella reportistica del Registro ISS, la mancata esecuzione di un transfer *a fresco* nello stesso ciclo di stimolazione è per la maggior parte dei casi un successo organizzativo e preventivo:
Protocolli Freeze-All: Gli ovociti o gli embrioni vengono congelati per essere trasferiti in un momento successivo su un endometrio ricettivo e non alterato dai farmaci, aumentandone le probabilità di impianto e annullando ogni complicanza per la donna.
Accumulo di ovociti/embrioni o Diagnosi Genetica Pre-impianto (PGT):Strategie necessarie per donne a ridotta riserva ovarica o a rischio di trasmissione di malattie genetiche gravi.
Trasformare la crioconservazione — che è innovazione tecnologica e tutela della salute — in una "interruzione" equivale a definire "fallito" un trapianto perché l'organo viene preservato anziché impiantato al secondo zero.
3. La retorica oscurantista del «bombardamento ormonale»
Il termine «bombardamento» appartiene al repertorio propagandistico della colpevolizzazione del corpo femminile.
La Stimolazione Ovarica Controllata utilizza gonadotropine ricombinanti o purificate (FSH, LH), ormoni identici a quelli prodotti fisiologicamente dall'ipofisi umana, calibrati al milligrammo su ogni singola paziente. I moderni protocolli con antagonisti del GnRH, uniti all'impiego di trigger specifici e alle strategie di congelamento embrionario, hanno praticamente azzerato (rischio inferiore allo 0,1%) la Sindrome da Iperstimolazione Ovarica (OHSS) nelle sue forme severe.
Parlare di "bombardamenti" nel 2026 è una narrazione medievale priva di aderenza clinica.
4. La demonizzazione dell'Egg-Sharing e la violenza semantica
Sostenere che le donne che condividono i propri ovociti «vendono i propri figli» è un delitto concettuale prima ancora che medico.
Distorsione biologica: Un ovocita è una cellula germinale, un gamete. Non è un embrione, non è una gravidanza, non è un figlio.
Confondere un gamete con un bambino è un cortocircuito ideologico rozzo e primitivo.
Libertà e solidarietà: L'Egg-Sharing è un atto di autodeterminazione e solidarietà in cui una donna decide liberamente e consapevolmente di donare una quota di ovociti sovrannumerari a un'altra donna infertile. In Italia la donazione di gameti è gratuita, anonima e normata dalla legge.
Parlare di "compravendita di figli" è una calunnia usata per colpevolizzare la generosità femminile.
5. Il terrorismo sui «difetti alla nascita»
La propaganda fa perno sulla paura dei genitori citando indefiniti "rischi maggiori" per i nascituri.
Rischio Assoluto vs Rischio Relativo:
L'epidemiologia ci dice che l'eventuale, lievissimo incremento percentuale relativo registrato su alcune patologie si traduce in variazioni del rischio assoluto del tutto irrilevanti (oltre il 98-99% dei bambini nati da PMA non presenta alcuna anomalia, in linea con i concepimenti spontanei).
Fattori confondenti:
I marginali scostamenti statistici non dipendono dalle tecniche di laboratorio, ma dalla patologia di base delle coppie (età avanzata, fattori genetici maschili o femminili, patologie metaboliche preesistenti).
Aver ridotto al minimo i trasferimenti multipli (*Single Embryo Transfer*) ha eliminato quasi del tutto il problema delle nascite premature da gravidanza gemellare.
6. L'assalto liberticida all'identità dei bambini
Definire i nati da PMA come individui dalle «origini artificiali» o costretti a vivere nell'«ombra dei fratelli embrioni» non è scienza: è un marchio d'infamia scagliato contro migliaia di bambini e famiglie reali.
Non esiste alcun dato scientifico, clinico o psicologico che confermi queste elucubrazioni.
Tutti i più autorevoli studi longitudinali internazionali (inclusi quelli del *Centre for Family Research* della Cambridge University) dimostrano che lo sviluppo psicologico, relazionale ed emotivo dei nati da PMA è perfettamente identico — e spesso caratterizzato da indici di benessere persino più elevati — a quello dei nati da concepimento spontaneo.
Trasformare il rancore etico contro la tecnologia in una presunta diagnosi psicologica sui minori è un atto d'odio.
7. L'ossessione del «mercato» contro il diritto alla salute
Attaccare la PMA definendola un «settore da 42 miliardi che vende sogni» è una strumentalizzazione importata dalla retorica americana sui sistemi privatistici per screditare la sanità pubblica italiana.
Nel nostro Paese, la cura dell'infertilità — patologia riconosciuta come tale dall'Organizzazione Mondiale della Sanità — fa parte dei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA). Più del 60% dei cicli viene erogato dal Servizio Sanitario Nazionale o in strutture pubbliche e convenzionate.
Non si tratta di "vendere sogni", ma di garantire la libertà individuale di cura e di scelta riproduttiva a chi si scontra con una malattia biologica.
La libertà di avere un’ideologia non comprende la libertà di alterare il significato dei dati scientifici. E quando lo si fa sulla pelle delle persone infertili e dei loro figli, non è informazione: è propaganda manipolatoria.
Personalmente credo che la misura sia colma e non si possa più tacere.
Perché dietro quei 17.235 nati nel 2023 ci sono persone. Dietro ogni ciclo ci sono donne e uomini che spesso arrivano alla PMA dopo anni di infertilità, aborti, interventi chirurgici, endometriosi, patologie oncologiche e fallimenti riproduttivi.
La PMA non garantisce un figlio. Ha limiti, rischi e insuccessi. E proprio chi lavora nella Medicina della Riproduzione ha il dovere di dirlo chiaramente alle coppie.
Ma una cosa è informare sui limiti della medicina.
Un’altra è prendere dati veri, scegliere accuratamente i denominatori, e costruire una propaganda integralista sulla paura delle persone infertili e sulla stigmatizzazione dei loro figli.
La libertà di avere un’ideologia è sacrosanta.
La libertà di manipolare il significato dei dati scientifici per farla sembrare medicina, no.
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