Futuraivf Fertility Network - Procreazione Medicalmente Assistita

Futuraivf Fertility Network - Procreazione Medicalmente Assistita Network di ambulatori di PMA
Sedi: Benevento, Napoli, Cava dei Tirreni (SA)

Siamo una rete di ambulatori di Procreazione Medicalmente Assistita (PMA), specializzati nella diagnosi e terapia della sterilità di coppia nonché nelle tecniche di fecondazione assistita e diagnosi prenatale. Nei nostri ambulatori, avrai la possibilità di effettuare tutti gli esami anche in una sola seduta seguiti, dove necessario, da un percorso terapeutico individuale.

UN PERCORSO PER OGNI TIPO DI FAMIGLIAOgni famiglia nasce da una storia diversa.C’è chi affronta un percorso di fertilità...
03/09/2026

UN PERCORSO PER OGNI TIPO DI FAMIGLIA

Ogni famiglia nasce da una storia diversa.
C’è chi affronta un percorso di fertilità in coppia, chi costruisce il proprio progetto familiare con la donazione di gameti, chi sceglie di diventare madre da sola, chi condivide questo progetto con un’altra donna.

Non esiste un unico percorso. Esiste quello più adatto a ogni persona, alla sua storia e al suo progetto di famiglia.

In Futuraivf Fertility Network partiamo da qui: dall’ascolto e da una valutazione medica personalizzata, per individuare le possibili opzioni nell’ambito della Medicina della Riproduzione e della Procreazione Medicalmente Assistita, dall’omologa all’eterologa, fino all’ovodonazione e all’embriodonazione.

Per le donne single e le coppie di donne, quando il trattamento non è consentito dalla normativa italiana, Futuraivf accompagna il percorso attraverso strutture nei Paesi in cui queste tecniche sono legalmente accessibili.

Tu che famiglia sei?
Qualunque sia il tuo progetto, il primo passo è capire insieme quale percorso può essere indicato per te.

Futuraivf Fertility Network

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Come medico specialista in Medicina della Riproduzione, con il rigore di chi analizza quotidianamente i Registri epidemi...
19/08/2026

Come medico specialista in Medicina della Riproduzione, con il rigore di chi analizza quotidianamente i Registri epidemiologici e la responsabilità morale di chi assiste le persone nel loro progetto di vita, trovo il contenuto di questo post scientificamente grottesco ed eticamente miserabile.

Ognuno è libero di professare il proprio dogma religioso o ideologico, di considerare la sessualità esclusivamente finalizzata alla procreazione o di rifiutare la scienza medica per sé. Questa è la libertà individuale, un pilastro che difendo da laico.

Ma nel momento in cui una fazione reazionaria traveste i propri pregiudizi etici da falsa epidemiologia clinica, manipolando scientemente i dati sanitari dello Stato per instillare senso di colpa, terrore e vergogna nelle coppie inferitili, non siamo più nel campo della libera opinione: siamo di fronte a una truffa contabile al servizio del controllo sui corpi.

E ad una truffa bisogna reagire e l’unica strada che posso praticare, da medico, è una decostruzione scientifica, cifra per cifra, di un testo che costituisce un’offesa alla verità e alla dignità umana.

1. Il trucco del denominatore sul tasso di gravidanza

Sostenere che «meno del 12% dei cicli porta a una gravidanza» è una vera e propria falsificazione metodologica.

La manipolazione: Per abbassare la percentuale a cifra da spavento, ProVita costruisce un denominatore "sommario" in cui stipa di tutto: semplici inseminazioni intrauterine di I livello, cicli di pura conservazione preventiva (come la preservazione della fertilità in pazienti oncologiche), cicli interrotti prima del prelievo e procedure che non prevedono per definizione un embryo transfer nello stesso ciclo.

La realtà epidemiologica (Registro PMA dell'Istituto Superiore di Sanità): L’efficacia di un trattamento medico si misura sui cicli arrivati a embryo transfer o sul tasso cumulativo per prelievo.
Nelle donne sotto i 35 anni, il tasso di gravidanza per singolo transfer supera regolarmente il 30-35%.
Nelle procedure con donazione di ovociti si attesta ben oltre il 45-50% per singolo tentativo.
Il tasso cumulativo di gravidanza da un singolo prelievo ovocitario giunge fino al 60-70%.

Presentare un dato aggregato e decontestualizzato del 12% è analfabetismo statistico doloso, venduto al pubblico come verità scientifica.

2. La truffa amministrativa dei cicli «interrotti o sospesi»

Affermare che «più del 49% dei cicli è stato interrotto o sospeso» significa spacciare scelte di massima tutela medica per "fallimenti".
Nella reportistica del Registro ISS, la mancata esecuzione di un transfer *a fresco* nello stesso ciclo di stimolazione è per la maggior parte dei casi un successo organizzativo e preventivo:

Protocolli Freeze-All: Gli ovociti o gli embrioni vengono congelati per essere trasferiti in un momento successivo su un endometrio ricettivo e non alterato dai farmaci, aumentandone le probabilità di impianto e annullando ogni complicanza per la donna.

Accumulo di ovociti/embrioni o Diagnosi Genetica Pre-impianto (PGT):Strategie necessarie per donne a ridotta riserva ovarica o a rischio di trasmissione di malattie genetiche gravi.

Trasformare la crioconservazione — che è innovazione tecnologica e tutela della salute — in una "interruzione" equivale a definire "fallito" un trapianto perché l'organo viene preservato anziché impiantato al secondo zero.

3. La retorica oscurantista del «bombardamento ormonale»
Il termine «bombardamento» appartiene al repertorio propagandistico della colpevolizzazione del corpo femminile.

La Stimolazione Ovarica Controllata utilizza gonadotropine ricombinanti o purificate (FSH, LH), ormoni identici a quelli prodotti fisiologicamente dall'ipofisi umana, calibrati al milligrammo su ogni singola paziente. I moderni protocolli con antagonisti del GnRH, uniti all'impiego di trigger specifici e alle strategie di congelamento embrionario, hanno praticamente azzerato (rischio inferiore allo 0,1%) la Sindrome da Iperstimolazione Ovarica (OHSS) nelle sue forme severe.

Parlare di "bombardamenti" nel 2026 è una narrazione medievale priva di aderenza clinica.

4. La demonizzazione dell'Egg-Sharing e la violenza semantica

Sostenere che le donne che condividono i propri ovociti «vendono i propri figli» è un delitto concettuale prima ancora che medico.

Distorsione biologica: Un ovocita è una cellula germinale, un gamete. Non è un embrione, non è una gravidanza, non è un figlio.

Confondere un gamete con un bambino è un cortocircuito ideologico rozzo e primitivo.

Libertà e solidarietà: L'Egg-Sharing è un atto di autodeterminazione e solidarietà in cui una donna decide liberamente e consapevolmente di donare una quota di ovociti sovrannumerari a un'altra donna infertile. In Italia la donazione di gameti è gratuita, anonima e normata dalla legge.

Parlare di "compravendita di figli" è una calunnia usata per colpevolizzare la generosità femminile.

5. Il terrorismo sui «difetti alla nascita»

La propaganda fa perno sulla paura dei genitori citando indefiniti "rischi maggiori" per i nascituri.

Rischio Assoluto vs Rischio Relativo:
L'epidemiologia ci dice che l'eventuale, lievissimo incremento percentuale relativo registrato su alcune patologie si traduce in variazioni del rischio assoluto del tutto irrilevanti (oltre il 98-99% dei bambini nati da PMA non presenta alcuna anomalia, in linea con i concepimenti spontanei).

Fattori confondenti:
I marginali scostamenti statistici non dipendono dalle tecniche di laboratorio, ma dalla patologia di base delle coppie (età avanzata, fattori genetici maschili o femminili, patologie metaboliche preesistenti).

Aver ridotto al minimo i trasferimenti multipli (*Single Embryo Transfer*) ha eliminato quasi del tutto il problema delle nascite premature da gravidanza gemellare.

6. L'assalto liberticida all'identità dei bambini

Definire i nati da PMA come individui dalle «origini artificiali» o costretti a vivere nell'«ombra dei fratelli embrioni» non è scienza: è un marchio d'infamia scagliato contro migliaia di bambini e famiglie reali.

Non esiste alcun dato scientifico, clinico o psicologico che confermi queste elucubrazioni.

Tutti i più autorevoli studi longitudinali internazionali (inclusi quelli del *Centre for Family Research* della Cambridge University) dimostrano che lo sviluppo psicologico, relazionale ed emotivo dei nati da PMA è perfettamente identico — e spesso caratterizzato da indici di benessere persino più elevati — a quello dei nati da concepimento spontaneo.

Trasformare il rancore etico contro la tecnologia in una presunta diagnosi psicologica sui minori è un atto d'odio.

7. L'ossessione del «mercato» contro il diritto alla salute

Attaccare la PMA definendola un «settore da 42 miliardi che vende sogni» è una strumentalizzazione importata dalla retorica americana sui sistemi privatistici per screditare la sanità pubblica italiana.

Nel nostro Paese, la cura dell'infertilità — patologia riconosciuta come tale dall'Organizzazione Mondiale della Sanità — fa parte dei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA). Più del 60% dei cicli viene erogato dal Servizio Sanitario Nazionale o in strutture pubbliche e convenzionate.

Non si tratta di "vendere sogni", ma di garantire la libertà individuale di cura e di scelta riproduttiva a chi si scontra con una malattia biologica.

La libertà di avere un’ideologia non comprende la libertà di alterare il significato dei dati scientifici. E quando lo si fa sulla pelle delle persone infertili e dei loro figli, non è informazione: è propaganda manipolatoria.

Personalmente credo che la misura sia colma e non si possa più tacere.

Perché dietro quei 17.235 nati nel 2023 ci sono persone. Dietro ogni ciclo ci sono donne e uomini che spesso arrivano alla PMA dopo anni di infertilità, aborti, interventi chirurgici, endometriosi, patologie oncologiche e fallimenti riproduttivi.

La PMA non garantisce un figlio. Ha limiti, rischi e insuccessi. E proprio chi lavora nella Medicina della Riproduzione ha il dovere di dirlo chiaramente alle coppie.

Ma una cosa è informare sui limiti della medicina.

Un’altra è prendere dati veri, scegliere accuratamente i denominatori, e costruire una propaganda integralista sulla paura delle persone infertili e sulla stigmatizzazione dei loro figli.

La libertà di avere un’ideologia è sacrosanta.

La libertà di manipolare il significato dei dati scientifici per farla sembrare medicina, no.

https://www.instagram.com/p/DcNmqnrjChK/?igsh=MTVvcGl0Ynlqc3c5ZQ==

☀️ BUON FERRAGOSTO DA FUTURAIVFA chi sta aspettando.A chi ha appena iniziato un percorso.A chi ha ricevuto una buona not...
15/08/2026

☀️ BUON FERRAGOSTO DA FUTURAIVF

A chi sta aspettando.
A chi ha appena iniziato un percorso.
A chi ha ricevuto una buona notizia e a chi, invece, ha dovuto ricominciare.

A tutte le coppie che custodiscono un progetto, un desiderio, un sogno di famiglia, auguriamo una giornata di serenità, leggerezza e speranza.

Perché ogni percorso ha i suoi tempi, ogni storia è diversa. E anche quando ci si concede una pausa, ci sono sogni che continuano a camminare con noi.

Noi di Futuraivf continueremo ad esserci, accanto a voi. 💛

I sogni non vanno in vacanza.
Buon Ferragosto da Futuraivf. ☀️

12/06/2026

In Italia migliaia di donne non possono accedere alla PMA. Attivati con noi per cambiare la legge.

Per la prima volta, uno studio è riuscito a documentare direttamente le primissime fasi dell’impianto di un embrione uma...
09/05/2026

Per la prima volta, uno studio è riuscito a documentare direttamente le primissime fasi dell’impianto di un embrione umano all’interno di un modello sperimentale di endometrio, offrendo una visione senza precedenti di uno dei processi biologici più complessi della riproduzione umana.

Il dato forse più interessante emerso da queste osservazioni riguarda la dinamica stessa dell’impianto.

Tradizionalmente, l’invasione trofoblastica è stata interpretata prevalentemente come un processo biochimico mediato da enzimi proteolitici e meccanismi di lisi della matrice extracellulare endometriale.

Le immagini ottenute mostrano invece un quadro biologico molto più sofisticato.

L’embrione non appare come un elemento passivo che aderisce semplicemente all’endometrio, ma come una struttura altamente dinamica, capace di generare forze meccaniche attive durante le fasi iniziali dell’impianto.

La blastocisti mostra infatti fenomeni coordinati di:
• espansione e contrazione;
• ancoraggio progressivo al tessuto endometriale;
• rimodellamento fisico del microambiente circostante;
• progressione meccanica all’interno dell’endometrio.

Questo suggerisce che l’impianto umano derivi dall’integrazione continua tra segnali molecolari, regolazione cellulare e biomeccanica tissutale.

In altre parole, l’interazione embrione-endometrio sembra dipendere non solo da pathway biochimici e fenomeni di digestione enzimatica, ma anche dalla capacità dell’embrione di esercitare tensioni fisiche e di rispondere alle proprietà meccaniche del tessuto materno.

Le implicazioni sono estremamente rilevanti.

Comprendere come biochimica e biomeccanica cooperino durante l’impianto potrebbe aprire nuove prospettive nello studio:
• della recettività endometriale;
• dei fallimenti ricorrenti d’impianto;
• dell’infertilità inspiegata;
• delle alterazioni precoci della placentazione.

Questi modelli sperimentali non rappresentano un tentativo di “sostituire” la gravidanza, ma strumenti di ricerca avanzata che consentono finalmente di osservare eventi biologici fino a oggi quasi completamente invisibili.

Ed è forse questo l’aspetto più affascinante della ricerca: scoprire che l’inizio della vita umana non è governato da un singolo meccanismo, ma da un equilibrio estremamente raffinato tra biologia cellulare, segnali molecolari e forze fisiche.

For the first time ever, researchers have captured a human embryo implanting in real-time, revealing new details about the surprisingly strong mechanical for...

03/05/2026

Il primo Paese a introdurre l’immunizzazione contro l’Hpv è il più vicino all’eliminazione del cancro della cervice. Fra le ragazze sotto ai 25...

Ci sono leggi che proteggono la libertà delle persone. E ce ne sono altre che, invece, pretendono di decidere chi possa ...
27/04/2026

Ci sono leggi che proteggono la libertà delle persone. E ce ne sono altre che, invece, pretendono di decidere chi possa amare, chi possa diventare genitore, quali famiglie meritino riconoscimento e quali no. Quando lo Stato supera il confine della tutela ed entra nel terreno delle scelte intime, smette di essere garante dei diritti e diventa ostacolo alla libertà.

Per anni in Italia donne single e coppie di donne sono state costrette a lasciare il proprio Paese per accedere a tecniche di procreazione medicalmente assistita sicure, regolamentate e diffuse in molte democrazie europee. Non per un capriccio, ma per inseguire un desiderio legittimo: costruire una famiglia. È l’effetto più crudele dei divieti ideologici: non impediscono la realtà, la rendono solo più costosa, più dolorosa, più ingiusta.

Dietro queste norme ci sono sofferenze vere: donne costrette a viaggi estenuanti, risparmi consumati, attese cariche di ansia, il peso di sentirsi giudicate dallo stesso Stato che dovrebbe garantire pari dignità a tutti i cittadini. E poi ci sono i bambini, attesi e amati, ai quali vengono negate fin dall’inizio certezze e tutele che una società civile dovrebbe assicurare senza esitazione.

Per questo il gesto di Silvia Salis assume un valore che va ben oltre l’atto amministrativo. Con l’iscrizione all’anagrafe di 11 bambini nati in Spagna, ha scelto di stare dalla parte della libertà concreta contro l’astrazione ideologica, della realtà contro il pregiudizio, dei diritti contro la burocrazia discriminatoria. Ha ricordato che lo Stato non deve giudicare i percorsi di maternità o di genitorialità, ma riconoscere e proteggere i cittadini, soprattutto i più piccoli.

È un gesto autenticamente liberale e profondamente libertario: perché afferma che le istituzioni non devono imporre un modello unico di vita buona, ma garantire a ciascuno lo spazio per scegliere responsabilmente il proprio destino. Nessuna donna dovrebbe essere costretta ad attraversare una frontiera per esercitare una libertà personale. Nessun bambino dovrebbe attendere il riconoscimento di ciò che è già evidente: il diritto ad avere un’identità certa e una piena tutela giuridica.

Le società aperte non hanno paura della pluralità delle famiglie. Sanno che la libertà individuale, quando incontra responsabilità e amore, arricchisce l’intera comunità. Solo le culture chiuse e antimoderne usano la legge per negare ciò che la vita ogni giorno dimostra possibile e giusto.

Silvia Salis, con semplicità e coraggio istituzionale, ha compiuto un atto di civiltà. Ha scelto di non voltarsi dall’altra parte. Ha scelto di mettere al centro le persone, non i dogmi. E ogni volta che un’istituzione sceglie la libertà invece del controllo, i diritti invece della paura, l’Italia fa un passo avanti verso una democrazia più matura, più giusta, più libera.

26/04/2026

Indirizzo

Via O. Di Giordano, 14
Cava Dei Tirreni
84013

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 12:00
15:30 - 20:00
Martedì 09:00 - 12:00
13:00 - 20:00
Mercoledì 09:00 - 12:00
15:30 - 20:00
Giovedì 09:00 - 12:00
15:30 - 20:00
Venerdì 09:00 - 12:00
15:30 - 20:00

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