Dott.ssa Stefania Fiore - Psicoterapeuta, Psicologa e Psicodiagnosta

Dott.ssa Stefania Fiore - Psicoterapeuta, Psicologa e Psicodiagnosta Offre servizi di valutazione psicologica e tecnico-legale, percorsi psicoterapeutici e consulenza Francesco Mancini.

Laureata con lode in Psicologia Clinica del Ciclo di Vita presso la L.U.M.S.A. di Roma, ha conseguito il Master in Psicodiagnostica e Valutazione Psicologica e la specializzazione in Psicoterapia Cognitivo Comportamentale presso l'SPC - APC diretta dal Prof. In costante aggiornamento professionale in linea con le più recenti ricerche ed evidenze scientifiche.

🌿 RICOMINCIARE NON È TORNARE INDIETRO.Ci sono momenti in cui ci sembra di essere tornati al punto di partenza.Una relazi...
14/09/2026

🌿 RICOMINCIARE NON È TORNARE INDIETRO.

Ci sono momenti in cui ci sembra di essere tornati al punto di partenza.

Una relazione finita.
Un progetto che non è andato come speravamo.
Un periodo difficile.
Una scelta che oggi ci fa dubitare.
Un cambiamento che non avevamo previsto.

E allora pensiamo:
“Devo ricominciare tutto da capo.”

Ma forse non è davvero così.

Perché tu, nel frattempo, sei cambiato.
Hai attraversato cose che prima non conoscevi.
Hai scoperto cosa ti fa bene e cosa no.
Hai imparato a riconoscere i tuoi limiti, i tuoi bisogni, le tue paure.
Hai acquisito consapevolezza. 🤍

Quello che hai vissuto non scompare solo perché una parte della tua vita ricomincia.

Diventa parte del tuo bagaglio.

Per questo ricominciare non significa cancellare ciò che è stato.

Significa poter dire:

“Non riparto da zero.
Riparto da me, ma con tutto ciò che ho imparato.” 🌱

E forse questa è una delle cose più belle della crescita:

non diventare una persona completamente nuova,
ma imparare a essere te stessa in un modo più consapevole.

Se oggi ti sembra di essere di nuovo al punto di partenza, ricordati questo:

✨ non sei tornata indietro.
Sei arrivata qui con una storia che prima non avevi.

E quella storia può diventare il punto da cui costruire qualcosa di nuovo.

— Dott.ssa Stefania Fiore 🌿

Un passo alla volta, verso una versione di te più consapevole, non più perfetta. 🤍

✨ E SE IL TUO CERVELLO NON STESSE CERCANDO LA VERITÀ… MA IL PERICOLO?Immagina questa scena.Mandi un messaggio a qualcuno...
11/09/2026

✨ E SE IL TUO CERVELLO NON STESSE CERCANDO LA VERITÀ… MA IL PERICOLO?

Immagina questa scena.

Mandi un messaggio a qualcuno.
Visualizza.
Non risponde.

E nella tua testa parte subito il film:

“Ce l’ha con me.”
“Ho detto qualcosa di sbagliato.”
“È successo qualcosa.”

Ma fermiamoci un attimo. 🛑

Quello che è successo è un fatto.
Quello che pensi che significhi è un’interpretazione.

E quando siamo in ansia, questa distinzione può diventare sorprendentemente difficile.

🧠 La ricerca mostra che l’ansia è associata a una maggiore tendenza a prestare attenzione agli stimoli di minaccia e, davanti a situazioni ambigue, a interpretarle più facilmente in senso negativo. In una meta-analisi, il bias attentivo verso la minaccia è stato osservato in 172 studi, coinvolgendo oltre 4.000 persone. (PubMed)

È come se il cervello avesse un piccolo “radar del pericolo”.

Il problema è che, quando questo radar diventa troppo sensibile, può iniziare a segnalare pericolo anche dove ci sono soltanto incertezza, ambiguità o possibilità.

E così può nascere un circolo:

⚠️ “E se succedesse qualcosa?”

🔎 cerco segnali che lo confermino

🧠 interpreto ciò che è ambiguo in modo negativo

😰 aumenta l’ansia

🔎 cerco ancora più segnali

E il cervello conclude:

“Vedi? Avevo ragione a preoccuparmi.”

Ma attenzione: sentire che qualcosa è pericoloso non significa che lo sia davvero.

Questa è una delle distinzioni più importanti da imparare quando si lavora sull’ansia. 🌱

La prossima volta che un pensiero ti sembra una certezza, prova a chiederti:

“Questo è un fatto… o è la spiegazione che il mio cervello sta dando al fatto?”

Potrebbe sembrare una domanda piccola.

Ma può creare uno spazio enorme tra ciò che accade e ciò che temi che accada. 🤍

E spesso è proprio lì che comincia la possibilità di scegliere una risposta diversa.

— Dott.ssa Stefania Fiore 🌿

🌿 ANSIA: QUANDO LA PREOCCUPAZIONE DIVENTA UN PROBLEMA?L’ansia non è sempre un nemico.È una risposta naturale che ci prep...
09/09/2026

🌿 ANSIA: QUANDO LA PREOCCUPAZIONE DIVENTA UN PROBLEMA?

L’ansia non è sempre un nemico.
È una risposta naturale che ci prepara ad affrontare ciò che percepiamo come importante o minaccioso.

Diventa un problema quando, invece di aiutarci, inizia a limitare la nostra vita.

COS’È? 🧠

È uno stato di attivazione caratterizzato da preoccupazione, apprensione e anticipazione di possibili eventi negativi.

Un certo livello di ansia è normale e può persino esserci utile.

La domanda non è quindi solo “Ho ansia?”, ma:

Quanto è intensa? Quanto dura? Quanto interferisce con la mia vita?

COME SI MANIFESTA? 💭

Può coinvolgere:

❤️ Il corpo: palpitazioni, tensione, sudorazione, tremori, difficoltà respiratorie, disturbi gastrointestinali.

🧠 I pensieri: scenari negativi, dubbi, bisogno di rassicurazioni, difficoltà a fermare le preoccupazioni.

🚪 I comportamenti: evitamento, controllo, procrastinazione e tentativi di prevenire ogni possibile rischio.

COSA LA MANTIENE? 🔄

A volte ciò che facciamo per sentirci meglio nel momento mantiene l’ansia nel lungo periodo.

Evitare → sollievo immediato.
Controllare → sensazione di sicurezza.
Chiedere rassicurazioni → tranquillità temporanea.

Ma il cervello può imparare:

“Se devo evitare o controllare, allora significa che è davvero pericoloso.”

E il ciclo ricomincia.

COSA POSSIAMO FARE? 🌱

L’obiettivo non è eliminare completamente l’ansia, ma imparare a riconoscerla, comprenderla e rispondere in modo diverso.

✔️ mettere in discussione i pensieri ansiosi
✔️ ridurre evitamenti e comportamenti di controllo
✔️ imparare a tollerare l’incertezza
✔️ affrontare gradualmente ciò che fa paura
✔️ sviluppare strategie più funzionali

Quando l’ansia diventa persistente, intensa e interferisce con la vita quotidiana, chiedere aiuto non significa essere deboli.

Significa smettere di lasciare che sia l’ansia a decidere al posto nostro. 🤍

Non dobbiamo imparare a non avere più paura.
Dobbiamo imparare che possiamo vivere anche quando la paura c’è.

— Dott.ssa Stefania Fiore 🌿

🌿 Non devi controllare tutto per sentirti al sicuro.A volte cerchiamo di prevedere ogni cosa, anticipare ogni possibile ...
07/09/2026

🌿 Non devi controllare tutto per sentirti al sicuro.

A volte cerchiamo di prevedere ogni cosa, anticipare ogni possibile problema, avere sempre una risposta pronta.
Controlliamo, programmiamo, analizziamo, ripercorriamo mentalmente ogni scenario possibile.

Perché, in fondo, pensiamo che se riuscissimo a controllare abbastanza ciò che accade, potremmo finalmente sentirci al sicuro. 🫂

Ma l’incertezza fa parte della vita.
E nessun livello di controllo può eliminarla completamente.

La vera sicurezza non nasce dal sapere che andrà tutto come vorremmo.

🌱 Nasce dal sapere che, anche quando qualcosa non andrà come vorremmo, potremo affrontarlo.

Imparare a tollerare l’incertezza non significa smettere di preoccuparsi.
Non significa diventare passivi, rinunciare a fare progetti o smettere di avere cura di ciò che conta.

Significa, poco alla volta, smettere di chiedere alla vita garanzie che non può darci.

E iniziare a costruire dentro di noi qualcosa di più solido:

✨ la fiducia nelle nostre capacità di affrontare ciò che non possiamo prevedere.

Forse è questa la forma più autentica di sicurezza.

Non avere tutto sotto controllo.
Sapere di poter stare bene anche quando non lo hai. 🤍

E forse, la prossima volta che sentirai il bisogno di controllare tutto, puoi fermarti un istante e chiederti:

“Sto cercando di controllare ciò che accade… o sto cercando di sentirmi al sicuro?”

A volte, la risposta cambia tutto. 🌿

Un passo alla volta, verso una sicurezza che non dipenda dal controllo.

— Dott.ssa Stefania Fiore 🤍

A volte ci si allontana anche dalle cose che amiamo. 🤍Non perché abbiano smesso di essere importanti, ma perché la vita,...
01/09/2026

A volte ci si allontana anche dalle cose che amiamo. 🤍

Non perché abbiano smesso di essere importanti, ma perché la vita, semplicemente, ci chiede spazio.
Tempo.
Energie.
A volte ci chiede di fermarci, di prenderci cura di altro, di attraversare periodi in cui non riusciamo a esserci come vorremmo.

E così, dopo una lunga pausa, questa pagina torna ad essere uno spazio di incontro, riflessione e cura. 🌿

Torno a parlare di psicologia, psicoterapia cognitivo-comportamentale e, soprattutto, di ciò che accade dentro di noi.

Di quelle esperienze che spesso viviamo in silenzio:
✨ l’ansia che non lascia tregua
✨ i pensieri che continuano a girare
✨ la paura di sbagliare
✨ il senso di colpa
✨ la difficoltà a lasciar andare
✨ il bisogno di avere tutto sotto controllo
✨ quella sensazione, così dolorosa, di non essere mai abbastanza.

Perché spesso, dietro ciò che mostriamo agli altri, c’è un mondo interiore che meriterebbe di essere ascoltato.

Un percorso psicologico non serve soltanto quando “qualcosa non va”.

Può essere uno spazio in cui fermarsi.
In cui imparare a conoscersi davvero.
In cui comprendere i propri pensieri, le proprie emozioni e quei meccanismi che, a volte, finiscono per farci stare male.

Può essere il luogo in cui imparare a smettere di combattere continuamente contro se stessi e iniziare, passo dopo passo, a costruire un modo diverso di stare nelle proprie emozioni. 🌱

Perché chiedere aiuto non significa essere deboli.

Significa riconoscere che anche la propria salute mentale merita cura, ascolto e attenzione. 🤍

Da settembre ricominciamo.

Con nuove parole, nuovi contenuti e nuovi spunti di riflessione, ma con la stessa attenzione alla persona che esiste dietro ogni storia, ogni difficoltà e ogni percorso.

Se anche tu, in questo periodo, senti il bisogno di fermarti, ascoltarti o semplicemente comprenderti un po’ di più, questo spazio è anche per te.

Bentornati.
E ben ritrovati. 🌿🤍

🌷👩🏽‍⚕️ • Ci sono momenti in cui anche chi si prende cura ha bisogno di fermarsi.Dal 19 dicembre 2025 al 7 aprile 2026 mi...
08/01/2026

🌷👩🏽‍⚕️ • Ci sono momenti in cui anche chi si prende cura ha bisogno di fermarsi.

Dal 19 dicembre 2025 al 7 aprile 2026 mi assenterò dallo studio per un tempo speciale: la maternità 🤍

È una pausa fatta di cambiamento, di emozioni nuove e di ascolto profondo — gli stessi valori che porto ogni giorno nel mio lavoro di psicoterapeuta.

La terapia è anche questo: riconoscere i tempi della vita, rispettarli e attraversarli con consapevolezza.

Ci rivedremo ad aprile, con uno sguardo arricchito e una presenza rinnovata.

✨ Grazie per la fiducia, l’attesa e il rispetto di questo tempo.

08/12/2025

🔴Bonus Psicologo 2025 — Graduatorie pubblicate

INPS ha pubblicato le graduatorie definitive dei beneficiari del Bonus Psicologo. È quindi iniziata la fase operativa per chi, tra i nostri pazienti, risulta idoneo al contributo.

👉 Cosa ricordare in questa fase:

📌Ogni beneficiario riceverà un codice univoco, da comunicarci al momento della presa in carico.
📌Le sedute andranno registrate direttamente sulla piattaforma INPS, come previsto dalla procedura.
📌Il bonus ha tempi di utilizzo definiti: può essere utile ricordarlo ai pazienti per evitare decadenze.

Ti è mai capitato di trovarti in un luogo o in una situazione e pensare:“Questo l’ho già vissuto…”È un istante fugace, m...
07/11/2025

Ti è mai capitato di trovarti in un luogo o in una situazione e pensare:
“Questo l’ho già vissuto…”
È un istante fugace, ma così intenso da farci dubitare della realtà.

Quel fenomeno ha un nome: déjà-vu (“già visto”).
E non ha nulla di paranormale.
La spiegazione arriva proprio dal cervello. 🧬

I neuroscienziati ritengono che il déjà-vu nasca da un temporaneo “errore” di comunicazione tra due aree chiave del cervello:
• L’ippocampo, che gestisce la memoria episodica (i ricordi degli eventi realmente vissuti),
• e la corteccia temporale, che elabora le informazioni percettive del momento presente.

Quando queste due aree si attivano in modo non sincronizzato,
il cervello interpreta una nuova esperienza come familiare,
come se l’avesse già registrata in passato.

È un’illusione di memoria,
una sorta di “falso allarme” che ci dà la sensazione di riconoscere qualcosa che, in realtà, non abbiamo mai vissuto.

🧩 Alcune ricerche mostrano che il déjà-vu può comparire più spesso:
• quando siamo stanchi o stressati,
• in persone molto riflessive o sensibili ai dettagli,
• e in alcuni momenti di rilassamento o distrazione,
quando il cervello “mescola” nuove e vecchie informazioni.

✨ Non è un segnale di problema, ma una finestra affascinante sul funzionamento della memoria umana —
che ci ricorda quanto la nostra mente sia complessa e misteriosa.



👉 Ti è mai capitato di provare un déjà-vu così vivido da confonderti?
Raccontalo nei commenti o salva il post per ricordare quanto il cervello sa sorprenderci.

Molte persone non evitano le situazioni…evitano le emozioni che quelle situazioni fanno nascere.Si chiama evitamento del...
05/11/2025

Molte persone non evitano le situazioni…
evitano le emozioni che quelle situazioni fanno nascere.

Si chiama evitamento dell’esposizione emotiva:
una strategia mentale che sembra proteggere, ma in realtà imprigiona.
Chi la vive tende a controllare, distaccarsi, “razionalizzare tutto”,
pur di non sentire rabbia, dolore, vergogna, paura.

Ma le emozioni non scompaiono se le eviti.
Si nascondono. E quando tornano, tornano più forti.

🧠 In psicoterapia lavoriamo proprio su questo:
allenare la mente e il corpo a stare nell’emozione,
in modo sicuro, graduale, consapevole.

💡 Esercizio di esposizione graduale alle emozioni evitate
1. Riconosci l’emozione che tendi a evitare (es. rabbia, tristezza, senso di colpa).
2. Nominala: “Sto provando rabbia.” Dare un nome è già un modo per reggerla.
3. Esporsi gradualmente:
• Ricorda o immagina una situazione in cui l’hai sentita.
• Resta nel sentire per qualche secondo, respirando.
• Poi concediti una pausa e nota cosa cambia.
4. Ripeti: ogni volta, aumenta leggermente il tempo o l’intensità.

È così che si costruisce tolleranza emotiva:
non fuggendo, ma imparando a restare.

🌱 Sentire è faticoso, sì.
Ma è anche ciò che ti rende vivo.



👉 Ti capita di evitare alcune emozioni perché troppo intense?
Salva questo post e prova a fare un piccolo passo verso di esse, con gentilezza.

Dentro ognuno di noi c’è un lato che non mostriamo:emozioni, impulsi, desideri, pensieri che giudichiamo “sbagliati”.Jun...
03/11/2025

Dentro ognuno di noi c’è un lato che non mostriamo:
emozioni, impulsi, desideri, pensieri che giudichiamo “sbagliati”.
Jung lo chiamava ombra — non perché sia malvagia,
ma perché è semplicemente ciò che abbiamo messo da parte,
nascosto per sopravvivere, per essere accettati, per sentirci “giusti”.

Lavorare sull’ombra non significa combatterla.
Significa riconoscerla, ascoltarla, darle un nome.
È nel momento in cui smettiamo di temerla che l’ombra smette di dominarci.

✨ Integrazione è questo:
accogliere le parti di noi che abbiamo imparato a escludere,
e scoprire che, proprio lì, si nasconde la nostra forza più autentica.

Non diventiamo interi negando la nostra ombra,
ma abbracciandola con consapevolezza.



👉 Qual è la parte di te che hai imparato a nascondere, ma che oggi vorresti accogliere?
Condividilo nei commenti o salva questo post come promemoria del tuo viaggio interiore 🌙

Indirizzo

Corso Aldo Moro, 159
Cerignola
71042

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