Minerva Riabilitazione Cerveteri

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Minerva Riabilitazione Cerveteri Dr.ssa Francesca Orlandi TNPEE
393/2984478

Dr.ssa Serena Caleffi Logopedista
3666532646

08/10/2026

🌟 Un semplice gioco può nascondere un grande lavoro! 🧠✋

Oggi vi portiamo alla scoperta di un'attività neuropsicomotoria che, attraverso la costruzione di una collana di perle, ci permette di lavorare contemporaneamente su diverse abilità.

📿 Ogni perla diventa una piccola sfida: scegliere il dito giusto, rispettare una sequenza, ricordare la regola e adattarsi quando qualcosa cambia.

Ma c'è un aspetto ancora più importante: imparare a fermarsi, pensare e verbalizzare prima di agire!

Attraverso questa attività lavoriamo sulla motricità fine, sull'integrazione bimanuale e su alcune importanti funzioni esecutive, come la memoria di lavoro, la flessibilità cognitiva e il controllo inibitorio.

🌈 Nel trattamento neuropsicomotorio, anche un'attività apparentemente semplice può trasformarsi in un'occasione preziosa per sostenere lo sviluppo di competenze motorie e cognitive.

🎬 Nel video vi mostriamo come!

📍 Ci trovate a Cerveteri, in via Prato del Cavaliere 5, int. 6/8.

📞 393 2984478 – Dott.ssa Francesca Orlandi
📞 366 6532646 – Dott.ssa Serena Caleffi

𝗟𝗮 𝗦𝗰𝘂𝗼𝗹𝗮 𝗦𝗽𝗶𝗲𝒈𝒂𝒕𝒂 𝗦𝗲𝗺𝗽𝗹𝗶𝗰𝗲𝐺𝘶𝑖𝘥𝑎 𝑑𝘪 𝘴𝑜𝘱𝑟𝘢𝑣𝘷𝑖𝘷𝑒𝘯𝑧𝘢 𝘱𝑒𝘳 𝘎𝑒𝘯𝑖𝘵𝑜𝘳𝑖𝗖𝗮𝗽𝗶𝘁𝗼𝗹𝗼 𝟮 - 𝗧𝗲𝗿𝗮𝗽𝗶𝗲 𝗲 𝗼𝗿𝗮𝗿𝗶𝗼 𝗿𝗶𝗱𝗼𝘁𝘁𝗼: 𝗳𝗮𝗰𝗰𝗶𝗮𝗺𝗼 𝗰𝗵𝗶𝗮𝗿𝗲𝘇𝘇𝗮 ...
20/09/2026

𝗟𝗮 𝗦𝗰𝘂𝗼𝗹𝗮 𝗦𝗽𝗶𝗲𝒈𝒂𝒕𝒂 𝗦𝗲𝗺𝗽𝗹𝗶𝗰𝗲
𝐺𝘶𝑖𝘥𝑎 𝑑𝘪 𝘴𝑜𝘱𝑟𝘢𝑣𝘷𝑖𝘷𝑒𝘯𝑧𝘢 𝘱𝑒𝘳 𝘎𝑒𝘯𝑖𝘵𝑜𝘳𝑖

𝗖𝗮𝗽𝗶𝘁𝗼𝗹𝗼 𝟮 - 𝗧𝗲𝗿𝗮𝗽𝗶𝗲 𝗲 𝗼𝗿𝗮𝗿𝗶𝗼 𝗿𝗶𝗱𝗼𝘁𝘁𝗼: 𝗳𝗮𝗰𝗰𝗶𝗮𝗺𝗼 𝗰𝗵𝗶𝗮𝗿𝗲𝘇𝘇𝗮 𝘀𝘂𝗶 𝗱𝗶𝗿𝗶𝘁𝘁𝗶 𝗱𝗲𝗶 𝗻𝗼𝘀𝘁𝗿𝗶 𝗳𝗶𝗴𝗹𝗶

Con la riapertura delle scuole, molte famiglie con bambini e ragazzi con disabilità (Legge 104/92) si trovano ad affrontare un tema ricorrente: 𝑙'𝑜𝑟𝑔𝑎𝑛𝑖𝑧𝑧𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑑𝑒𝑔𝑙𝑖 𝑜𝑟𝑎𝑟𝑖 𝑡𝑟𝑎 𝑠𝑐𝑢𝑜𝑙𝑎 𝑒 𝑡𝑒𝑟𝑎𝑝𝑖𝑒 𝑟𝑖𝑎𝑏𝑖𝑙𝑖𝑡𝑎𝑡𝑖𝑣𝑒.

È del tutto comprensibile e legittimo che la scuola chieda alle famiglie la programmazione delle uscite anticipate per motivi terapeutici. Questo serve all'istituto per organizzare al meglio la presenza dell'insegnante di sostegno e dell'educatore/AEC, evitando che le ore di supporto coincidano con i momenti in cui l'alunno si trova fuori classe.

𝑴𝒂 𝒄𝒐𝒔𝒂 𝒔𝒖𝒄𝒄𝒆𝒅𝒆 𝒔𝒆 𝒍𝒂 𝒔𝒆𝒅𝒖𝒕𝒂 𝒅𝒊 𝒕𝒆𝒓𝒂𝒑𝒊𝒂 𝒗𝒊𝒆𝒏𝒆 𝒂𝒏𝒏𝒖𝒍𝒍𝒂𝒕𝒂 𝒐 𝒔𝒂𝒍𝒕𝒂 𝒂𝒍𝒍'𝒊𝒎𝒑𝒓𝒐𝒗𝒗𝒊𝒔𝒐?

Ci arrivano diverse segnalazioni su una prassi purtroppo ancora diffusa: 𝑎𝑙𝑐𝑢𝑛𝑖 𝑖𝑠𝑡𝑖𝑡𝑢𝑡𝑖 𝑐ℎ𝑖𝑒𝑑𝑜𝑛𝑜 𝑐𝑜𝑚𝑢𝑛𝑞𝑢𝑒 𝑎𝑙𝑙𝑎 𝑓𝑎𝑚𝑖𝑔𝑙𝑖𝑎 𝑑𝑖 𝑟𝑖𝑝𝑟𝑒𝑛𝑑𝑒𝑟𝑒 𝑖𝑙 𝑏𝑎𝑚𝑏𝑖𝑛𝑜 𝑝𝑟𝑖𝑚𝑎 𝑜 𝑛𝑒 𝑟𝑖𝑓𝑖𝑢𝑡𝑎𝑛𝑜 𝑙𝑎 𝑝𝑒𝑟𝑚𝑎𝑛𝑒𝑛𝑧𝑎 𝑎 𝑠𝑐𝑢𝑜𝑙𝑎 𝑠𝑒 𝑙'𝑖𝑛𝑠𝑒𝑔𝑛𝑎𝑛𝑡𝑒 𝑑𝑖 𝑠𝑜𝑠𝑡𝑒𝑔𝑛𝑜 𝑜 𝑙'𝑒𝑑𝑢𝑐𝑎𝑡𝑜𝑟𝑒 𝑛𝑜𝑛 𝑠𝑜𝑛𝑜 𝑝𝑟𝑒𝑠𝑒𝑛𝑡𝑖 𝑖𝑛 𝑞𝑢𝑒𝑙𝑙𝑒 𝑜𝑟𝑒.

𝑸𝒖𝒆𝒔𝒕𝒂 𝒑𝒓𝒂𝒔𝒔𝒊 𝒆̀ 𝑺𝑩𝑨𝑮𝑳𝑰𝑨𝑻𝑨 𝒆 𝒑𝒓𝒊𝒗𝒂 𝒅𝒊 𝒇𝒐𝒏𝒅𝒂𝒎𝒆𝒏𝒕𝒐 𝒈𝒊𝒖𝒓𝒊𝒅𝒊𝒄𝒐

L'idea che l'alunno con disabilità sia "𝑝𝑟𝑒𝑠𝑜 𝑖𝑛 𝑐𝑎𝑟𝑖𝑐𝑜" esclusivamente dall'insegnante di sostegno o dall'educatore è un retaggio superato.
La normativa e la giurisprudenza sono chiare:

👉𝑳'𝒂𝒍𝒖𝒏𝒏𝒐 𝒂𝒑𝒑𝒂𝒓𝒕𝒊𝒆𝒏𝒆 𝒂𝒍𝒍𝒂 𝒄𝒍𝒂𝒔𝒔𝒆: L'alunno con disabilità è uno studente della classe a tutti gli effetti, non del singolo docente di sostegno. Tutti gli insegnanti contitolari della classe sono responsabili della sua formazione e tutela .

👉𝑰𝒍 𝒅𝒊𝒓𝒊𝒕𝒕𝒐 𝒂𝒍𝒍𝒐 𝒔𝒕𝒖𝒅𝒊𝒐 𝒆 𝒂𝒍𝒍𝒂 𝒇𝒓𝒆𝒒𝒖𝒆𝒏𝒛𝒂 𝒆̀ 𝒑𝒊𝒆𝒏𝒐: L'alunno ha diritto a frequentare l'intero orario scolastico. Condizionare la frequenza alla presenza dell'insegnante di sostegno o dell'educatore costituisce un'interruzione di un pubblico servizio e una discriminazione.

👉𝑰 𝒄𝒉𝒊𝒂𝒓𝒊𝒎𝒆𝒏𝒕𝒊 𝒅𝒆𝒍 𝑴𝒊𝒏𝒊𝒔𝒕𝒆𝒓𝒐: Il Ministero dell'Istruzione (tra cui le note relative alla presa in carico globale) e vari pareri dell'Avvocatura dello Stato hanno ribadito a più riprese che 𝑙'𝑎𝑠𝑠𝑒𝑛𝑧𝑎 𝑑𝑒𝑙 𝑑𝑜𝑐𝑒𝑛𝑡𝑒 𝑑𝑖 𝑠𝑜𝑠𝑡𝑒𝑔𝑛𝑜 𝑜 𝑙'𝑎𝑛𝑛𝑢𝑙𝑙𝑎𝑚𝑒𝑛𝑡𝑜 𝑎𝑐𝑐𝑖𝑑𝑒𝑛𝑡𝑎𝑙𝑒 𝑑𝑖 𝑢𝑛𝑎 𝑡𝑒𝑟𝑎𝑝𝑖𝑎 𝑛𝑜𝑛 𝑝𝑜𝑠𝑠𝑜𝑛𝑜 𝑚𝑎𝑖 𝑡𝑟𝑎𝑑𝑢𝑟𝑠𝑖 𝑛𝑒𝑙𝑙'𝑎𝑙𝑙𝑜𝑛𝑡𝑎𝑛𝑎𝑚𝑒𝑛𝑡𝑜 𝑑𝑒𝑙𝑙'𝑎𝑙𝑢𝑛𝑛𝑜 𝑑𝑎𝑙𝑙𝑎 𝑠𝑐𝑢𝑜𝑙𝑎 𝑜 𝑛𝑒𝑙𝑙'𝑜𝑏𝑏𝑙𝑖𝑔𝑜 𝑑𝑖 𝑢𝑠𝑐𝑖𝑡𝑎 𝑎𝑛𝑡𝑖𝑐𝑖𝑝𝑎𝑡𝑎.

𝑪𝒐𝒔𝒂 𝒇𝒂𝒓𝒆 𝒊𝒏 𝒑𝒓𝒂𝒕𝒊𝒄𝒂?

Per garantire una collaborazione serena ed efficace tra famiglia e scuola, il nostro consiglio è semplice:

☎𝑪𝒐𝒎𝒖𝒏𝒊𝒄𝒂𝒛𝒊𝒐𝒏𝒆 𝒕𝒆𝒎𝒑𝒆𝒔𝒕𝒊𝒗𝒂: Se la seduta di terapia salta, avvisate la scuola il prima possibile. Questo permette al dirigente e al team dei docenti di riorganizzare la gestione interna della classe.

⛔️𝑵𝒆𝒔𝒔𝒖𝒏 𝒐𝒃𝒃𝒍𝒊𝒈𝒐 𝒅𝒊 𝒖𝒔𝒄𝒊𝒕𝒂: La scuola non può in alcun modo rimandare il bambino a casa o rifiutarsi di accoglierlo. L'alunno ha il pieno diritto di rimanere in classe con i compagni e i docenti curricolari.

𝗟𝗮 𝘃𝗲𝗿𝗮 𝗶𝗻𝗰𝗹𝘂𝘀𝗶𝗼𝗻𝗲 𝘀𝗶 𝗯𝗮𝘀𝗮 𝘀𝘂𝗹𝗹𝗮 𝗰𝗼𝗿𝗿𝗲𝘀𝗽𝗼𝗻𝘀𝗮𝗯𝗶𝗹𝗶𝘁𝗮̀ 𝗱𝗶 𝘁𝘂𝘁𝘁𝗮 𝗹𝗮 𝗰𝗼𝗺𝘂𝗻𝗶𝘁𝗮̀ 𝘀𝗰𝗼𝗹𝗮𝘀𝘁𝗶𝗰𝗮. 𝗙𝗮𝗿 𝘃𝗮𝗹𝗲𝗿𝗲 𝗾𝘂𝗲𝘀𝘁𝗼 𝗱𝗶𝗿𝗶𝘁𝘁𝗼 𝘀𝗶𝗴𝗻𝗶𝗳𝗶𝗰𝗮 𝗴𝗮𝗿𝗮𝗻𝘁𝗶𝗿𝗲 𝗮 𝗼𝗴𝗻𝗶 𝘀𝘁𝘂𝗱𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗹𝗮 𝗱𝗶𝗴𝗻𝗶𝘁𝗮̀ 𝗲 𝗹𝗮 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗶𝗻𝘂𝗶𝘁𝗮̀ 𝗲𝗱𝘂𝗰𝗮𝘁𝗶𝘃𝗮 𝗰𝗵𝗲 𝗺𝗲𝗿𝗶𝘁𝗮.

SCUOLA: VADEMECUM PER I GENITORICon l’inizio del nuovo anno scolastico, molti genitori di alunni con disturbi del neuros...
18/09/2026

SCUOLA: VADEMECUM PER I GENITORI

Con l’inizio del nuovo anno scolastico, molti genitori di alunni con disturbi del neurosviluppo (DSA, ADHD, disturbi dello spettro autistico, PANS/PANDAS) si troveranno nuovamente ad affrontare dubbi e difficoltà legati alla concreta attuazione dell’inclusione scolastica.
Abbiamo quindi raccolto alcuni consigli pratici per aiutare le famiglie a conoscere e tutelare, fin dall’inizio dell’anno, i diritti dei propri figli

1) LA PREDISPOSIZIONE DEL PDP

Il PDP non dovrebbe essere un documento predisposto e sottoscritto in modo meramente formale.
La famiglia deve poter conoscere le misure individuate, discuterne l’adeguatezza con la scuola e rappresentare le indicazioni degli Specialisti, nel rispetto dei ruoli di ciascuno.

Nel PDP devono essere individuati con chiarezza, in relazione al funzionamento dello studente:

• gli strumenti compensativi utilizzabili;
• le misure dispensative necessarie;
• le modalità di verifica e di valutazione;
• le modalità di monitoraggio e di eventuale aggiornamento del piano;
• gli impegni della scuola, dello studente e della famiglia.

È opportuno chiedere di esaminare la bozza del PDP PRIMA della sua sottoscrizione.

Molto spesso, le famiglie si sentono escluse nella formazione del PDP, e riferiscono di essere state costrette a firmarlo senza nemmeno aver avuto la possibilità di visionarlo, di portarlo a casa e di sottoporlo ai propri Specialisti (Psicologi, NPI).

La scuola spesso giustifica il rifiuto di consegnare la bozza del PDP questo divieto con esigenze di “privacy”. La tutela dei dati personali non giustifica il diniego alla famiglia dell’accesso alla documentazione riguardante il proprio figlio o la propria figlia, proprio perché i genitori sono coloro che rappresentano i propri figli ed i loro diritti (compreso il diritto alla privacy dei loro dati personali e sensibili).
I genitori hanno pieno diritto di ottenere copia del PDP, prima di firmarlo. Questo diritto è stato chiarito anche dalla Direzione Generale per lo Studente, l’Integrazione e la Partecipazione del MIUR : “Certamente copia del PDP può essere consegnato alla famiglia che ne faccia richiesta prima di firmarlo, per studiarlo e/o sottoporlo agli specialisti di fiducia.”
La famiglia deve poter conoscere il PDP relativo al figlio e valutarne il contenuto, prima di sottoscriverlo.
Se il PDP appare incompleto o non adeguato, è necessario formulare osservazioni specifiche e chiedere formalmente un incontro e/o una revisione, senza attendere lo scrutinio finale.

2) LA PREDISPOSIZIONE DEL PEI – LA PARTECIPAZIONE AI GLO

Il PEI riguarda gli alunni con accertata condizione di disabilità ai fini dell’inclusione scolastica. E’ elaborato e approvato dal GLO (Gruppo di Lavoro Operativo), con la partecipazione della famiglia e delle figure coinvolte nel progetto educativo.

Per quanto riguarda il PEI, è importante che la famiglia richieda al Dirigente Scolastico l’autorizzazione a far partecipare ai GLO gli Specialisti che seguono il minore, proprio per la stessa finalità di verificare che il PEI venga predisposto tenendo conto dell’esatto profilo di funzionamento del minore.

La partecipazione degli Specialisti è contemplata dalla normativa (art. 3 comma 6 del Decreto Interministeriale n. 182/2020, così come modificato e integrato dal Decreto Interministeriale n. 153/2023: “il Dirigente Scolastico può autorizzare, ove richiesto, la partecipazione di non più di un esperto indicato dalla famiglia”). Per esercitare questo diritto, la famiglia deve comunicare tempestivamente alla scuola l'intenzione di far partecipare uno Specialista privato al GLO.

E’ importante che i genitori si facciano assistere da un proprio Specialista in sede di GLO, perché è in sede di GLO e attraverso il PEI che vengono individuati i fabbisogni dell’alunno e formulate le proposte relative alle risorse necessarie per garantirne l’inclusione, comprese quelle concernenti il sostegno didattico.

Non esiste, infatti, alcun automatismo tra il riconoscimento dell’art. 3, comma 1 o comma 3, della Legge 104 e un determinato numero di ore di sostegno.
Per questo è di FONDAMENTALE importanza quanto viene deciso in sede di GLO. Le famiglie non dovrebbero sottovalutarne l’importanza, perché è proprio in quella sede che si decidono le ore di sostegno da assegnare.

Una volta approvato il PEI, gli Uffici scolastici, per quanto riguarda i docenti di sostegno, e gli enti locali competenti, per quanto riguarda gli educatori assistenti all’autonomia e alla comunicazione, NON possono ridurre unilateralmente le ore indicate nel PEI invocando soltanto la carenza di organico, la disponibilità limitata di personale o esigenze di bilancio. Le ore di sostegno e quelle di assistenza educativa, inoltre, rispondono a funzioni diverse e non possono essere automaticamente utilizzate per compensarsi tra loro.

In caso di mancata o ridotta assegnazione, la famiglia deve contestare tempestivamente la decisione e chiedere l’integrale attuazione del PEI.
Con l’assistenza di un legale, è possibile attivare un procedimento cautelare o d’urgenza, al fine di ottenere in tempi rapidi l’assegnazione dei docenti di sostegno e degli educatori, per le ore indicate nel PEI.

3) VERIFICA COSTANTE DELLA CORRETTA APPLICAZIONE DEL PDP E DEL PEI

Non basta aver predisposto un buon PDP o un buon PEI. Occorre che essi siano correttamente ed integralmente applicati dai singoli docenti.

Nella pratica, può accadere (e purtroppo accade troppo spesso!) che le misure previste dal PDP o dal PEI non vengano applicate correttamente o con continuità: mancato utilizzo degli strumenti compensativi, modalità di verifica non conformi a quelle programmate, sovrapposizione delle prove, mancato rispetto delle misure dispensative o valutazioni che non tengono adeguatamente conto del percorso personalizzato o individualizzato.

In questi casi è importante intervenire tempestivamente.

Il primo passo dovrebbe essere il confronto con i docenti e con la scuola, in un’ottica di collaborazione costruttiva.
Se, tuttavia, il problema persiste, è opportuno che la famiglia formalizzi per iscritto le proprie osservazioni, rivolgendosi al docente, al coordinatore, al Dirigente Scolastico.

Non aspettate la fine dell’anno scolastico.

Segnalare tempestivamente le criticità consente non soltanto di chiedere alla scuola di correggerle quando è ancora possibile intervenire sul percorso dello studente, ma anche di documentare quanto accaduto, qualora successivamente si renda necessaria una tutela in sede amministrativa o giudiziaria.

Ogni episodio di mancata applicazione del PEI/PDP va segnalato per iscritto: le mail, le PEC, le comunicazioni formali costruiscono il fascicolo probatorio che renderà più sostenibile un eventuale ricorso al TAR.

Se neppure le contestazioni scritte sortiscono effetto, il passo successivo sarà quello di richiedere l’intervento di un avvocato.
L’onere della contestazione è spesso richiamato anche dai giudici amministrativi, quando si ricorre contro la scuola.

Nei ricorsi basati sulla violazione del PDP o del PEI, il TAR non si limita a verificare se la scuola abbia commesso delle omissioni, ma esamina anche il comportamento complessivo della famiglia alla luce del principio di buona fede e collaborazione.
I TAR sottolineano che la famiglia non può attendere l'esito negativo dell'anno scolastico (la bocciatura) per far valere per la prima volta le inadempienze dei docenti.

Se durante l'anno scolastico i docenti non applicano le misure dispensative o gli strumenti compensativi, la famiglia ha l'onere di formalizzare tempestivamente per iscritto tali anomalie. In assenza di comunicazioni scritte inviate alla scuola nel corso dell'anno (tramite PEC, raccomandata o note protocollate), il TAR tende a presumere che l'attuazione del piano sia stata accettata o ritenuta congrua dalla famiglia.

Il consiglio più importante, quindi, è uno: non aspettare la fine dell’anno scolastico.

PDP e PEI non sono meri adempimenti burocratici, ma strumenti destinati a garantire concretamente il diritto allo studio e all’inclusione.

Dobbiamo tutti pretendere che essi siano correttamente predisposti e correttamente applicati.

Avv. Francesco Chetoni Avv. Francesca Raffaele

CONTATTI:

Tel. 055.471684 – 335.290218 – 338.2071205
Mail: [email protected]
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Web: https://www.chetoniraffaeleavvocati.it/
Facebook: “Indennità di frequenza e DSA”
Instagram: indennitafrequenzadsa

15/08/2026
❣️
27/07/2026

❣️

Progetto importantissimo e riuscitissimo!! Complimenti A Un Passo Da Te APS
25/07/2026

Progetto importantissimo e riuscitissimo!! Complimenti A Un Passo Da Te APS

22/07/2026

Questo video richiama un aspetto fondamentale del lavoro clinico: il test è uno strumento importante, ma non può mai raccontare da solo chi abbiamo davanti.

Ogni persona ha i propri tempi, il proprio modo di comunicare, di entrare in relazione, di affrontare una difficoltà e di mostrare le proprie risorse. Per questo l’osservazione clinica, l’ascolto e la capacità di adattare il nostro approccio sono essenziali.

È dall’incontro tra test, osservazione e relazione che può nascere una valutazione davvero rispettosa, completa e utile.

https://www.facebook.com/share/v/1CxkUuZsm9/

03/01/2026

Lo studio privato "Minerva Neuropsicomotricità-logopedia-psicologia" a Cerveteri (RM) cerca

➡️➡️ Logopedista
Da inserire nel proprio organico.

Per informazioni contattare la Dr.ssa Caleffi a questo numero 366-653-2646
ed inviare curriculum all'indirizzo
[email protected]

Grazie

04/06/2025

ESAME DI STATO E STUDENTI DSA: PARLIAMO DI NORME, NON DI OPINIONI.

Agli Esami di Stato per l’a.s. 2024/2025, gli studenti DSA hanno diritto a utilizzare TUTTI gli strumenti compensativi e le misure dispensative già previsti nel loro PDP.

Lo stabilisce l’Ordinanza Ministeriale n. 67 del 31 marzo 2025.
Lo conferma quanto già definito dalla Legge 170/2010 e dal DM 5669 del 12 luglio 2011.

Non si può improvvisare.
Non si può “aggiustare” all’ultimo.
Si DEVONO usare gli strumenti previsti nel PDP.

Attenzione:
Il Consiglio di classe deve validare entro il 15 maggio l’elenco degli strumenti effettivamente utilizzati da ciascun alunno e allegarlo al Documento del 15 maggio.

Questo elenco ha valore ufficiale.
È su quello che la Commissione si deve basare.
Non è un favore. È un diritto normativo.

Non c’è nulla da interpretare: c’è solo da applicare correttamente ciò che è scritto.
Perché garantire pari opportunità agli Esami significa prima di tutto rispettare la legge.

______
Dr. Gianluca Lo Presti
Psicologo – Esperto in Psicopatologia dell’Apprendimento

Autore di:
📕 Diagnosi dei DSA
📗 Nostro figlio è dislessico
📙 Diagnosi dei Disturbi Evolutivi
📘 Il Trattamento della Dislessia; Il Trattamento della Disortografia
✍️ Contributi nel volume «Il Trattamento dei DSA».
- Testi pubblicati dal Centro Studi Erickson

Indirizzo

Via Prato Del Cavaliere 5, Int. 1/6
Cerveteri
00052

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 19:00
Martedì 09:00 - 19:00
Mercoledì 09:00 - 19:00
Giovedì 09:00 - 19:00
Venerdì 09:00 - 19:00

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