10/08/2026
Se un bambino nasce grazie alla PMA con donazione di gameti come gestire la narrazione delle sue origini?
È importante che il bambino conosca la propria storia di origine in modo precoce ma graduale. Andrà benissimo una narrazione che inizia fin dall'infanzia con parole semplici, con un linguaggio adeguato all'etá. La spiegazione può poi diventare più dettagliata, integrandola, con la crescita del bambino. Ci si può aiutare anche con l'ausilio di albi illustrati o creando noi stessi un libro che racconti la sua storia. Non esiste un unico modo corretto per raccontare le sue origini, ogni famiglia deve trovare parole e tempi adatti alla propria storia. È fondamentale non presentare la donazione come un segreto, trasmettendo vergogna e imbarazzo. L'importante è integrare la donazione nella narrazione familiare, mettendo al centro il desiderio, l'amore e il progetto genitoriale che hanno portato alla sua nascita, insomma inserirlo in una narrazione affettiva.
Perché è considerato importante?
1. La narrazione aiuta la costruzione della propria identità. Conoscere le proprie origini aiuta il bambino a sviluppare una storia personale coerente.
2. Sviluppa fiducia all'interno della famiglia. Quando l'informazione viene condivisa apertamente infatti si riduce il rischio che il figlio percepisca un segreto o una mancanza di trasparenza scoprendolo tardivamente.
3. Le ricerche (es. di Eshre) mostrano che i bambini informati precocemente della donazione tendono a vivere la notizia con maggiore serenità rispetto a chi la scopre tardi o, peggio, accidentalmente.
4. Conoscere l'esistenza di una donazione può essere utile per la propria anamnesi.
Molti genitori temono che parlare della donazione possa indebolire il legame con il figlio. Le ricerche disponibili suggeriscono invece che il fattore più importante per il benessere del bambino non è la presenza o assenza di un legame genetico con entrambi i genitori ma la qualità delle relazioni familiari e la fiducia all'interno della famiglia.