Emanuela Fava - Psicologa, Psicoterapeuta

Emanuela Fava - Psicologa, Psicoterapeuta Consulenza, sostegno psicologico, Psicoterapia indivuale, di coppia, famigliare

Terapeuta esperta in EMDR (Practitioner)

Si riceve anche su Asti, presso via Gerbi,33, su appuntamento

18/06/2026

Una delle opinioni più diffuse tra i neurologi è che le cellule del cervello sono sempre connesse tra loro.

Questo significa che più reti neuronali si formano nel nostro cervello, più diventiamo intelligenti. Ecco perché si dice che "la pratica rende perfetti".

Più suoni strumenti musicali, parli lingue straniere o provi cose nuove, più abile diventi.

La scienza lo sa da tempo. Ma oggi gli scienziati stanno studiando anche l’altro lato: la capacità di dimenticare o di "scollegare" le vecchie connessioni neuronali, per lasciare spazio a nuove conoscenze. Questa abilità si chiama "potatura sinaptica".

Immagina il cervello come un giardino, dove non crescono frutti o fiori, ma si creano connessioni sinaptiche tra cellule. Queste connessioni sono come ponti che fanno circolare dopamina, serotonina e altri neurotrasmettitori.

Nel nostro "giardino" lavorano le "cellule gliali", veri e propri giardinieri specializzati. Alcuni aiutano a trasmettere velocemente gli impulsi tra neuroni. Altri fanno pulizia: eliminano quello che non serve più, come foglie cadute.

I giardinieri che si occupano di "potare" i rami nel cervello si chiamano "microglia". Tagliano le connessioni inutili. Come fanno a sapere quali eliminare? Gli scienziati stanno ancora studiando, ma sappiamo che le sinapsi inutili vengono "etichettate" con una proteina speciale chiamata C1q.

Quando le microglia riconoscono questo segnale, tagliano la connessione. Così il cervello si prepara a creare legami nuovi e più forti, migliorando la nostra capacità di imparare.

Il sonno è fondamentale!

Hai mai sentito la testa piena di pensieri, come se fosse troppo? Succede spesso quando impariamo qualcosa di nuovo o ci adattiamo a una nuova situazione. Perché il cervello crea nuove connessioni, ma deve anche liberarsi di quelle inutili per far spazio a legami più solidi. Questo avviene soprattutto mentre dormiamo.

Durante il sonno, le cellule cerebrali si "restringono" di quasi il 60% per permettere alle microglia di ripulire le sinapsi vecchie.

È mai capitato di svegliarti dopo una notte di vero riposo e sentirti con la testa leggera, in cui i pensieri scorrono facilmente? Il sonno rinfresca la mente, proprio come quando si deframmenta un computer.

Anche le pennichelle di 10-20 minuti aiutano: permettono alle microglia di tagliare i collegamenti inutili, lasciando spazio a nuove idee e pensieri più chiari.

Se invece non dormi abbastanza, pensare a qualsiasi cosa sembra un percorso faticoso in una giungla! Al contrario, dopo un buon sonno i tuoi pensieri scorrono come una lunga passeggiata in un parco pulito, pieno di energia.

Puoi scegliere cosa "cancellare"

Solo le connessioni sinaptiche "etichetate" vengono eliminate. Le sinapsi che continui a usare si salvano, quindi fai attenzione a cosa pensi più spesso!

Se ti ossessioni su un dettaglio banale di una serie TV e trascuri ciò che conta davvero, indovina cosa scorderai prima? E se passi il tempo a pensare ai litigi al lavoro invece che a nuovi progetti, rischi di restare bloccato su pensieri negativi.

La cosa fondamentale è scegliere consapevolmente dove concentrare la tua attenzione. Solo così puoi imparare a guidare la tua mente.

Ovviamente nessuno controlla tutto quello che succede nella giornata. Però puoi decidere come reagire e – con questa scelta – come far crescere nel cervello i legami che ti servono davvero.

Non perdere tempo su quello che ti blocca. Non girare a vuoto pensando a tutti i possibili scenari futuri: prova a meditare, rilassa la mente e punta l’energia su ciò che ti sarà utile.

Tutto dipende dalla strategia. Sta a noi usare il cervello con saggezza.

La vera saggezza arriva quando impari a resistere alle tentazioni.

Quindi, se vuoi liberarti di pensieri e conoscenze inutili, smetti di soffermarti su di essi.

06/05/2026

Il CNOP celebra il 6 maggio 2026 la Giornata mondiale della salute mentale materna, che ricorre ogni anno il primo mercoledì di maggio, con l’obiettivo di sensibilizzare sull’importanza del benessere psicologico in gravidanza e nel post-partum, promuovendo prevenzione, diagnosi e cura dei disturbi psichici perinatali. Istituita nel 2016, questa giornata invita a superare stigma e tabù, sostenendo le madri e il nuovo nucleo familiare.

Diventare genitori è un processo complesso e trasformativo, spesso accompagnato da emozioni contrastanti, stress e cambiamenti profondi. L’idea di una maternità sempre serena non riflette la realtà: secondo l’OMS, circa 1 donna su 5 sperimenta ansia o depressione nel periodo perinatale, con possibili conseguenze anche gravi per la salute della madre e per lo sviluppo del bambino.

Nonostante ciò, il disagio psichico perinatale è ancora poco riconosciuto, anche a causa di condizionamenti culturali e aspettative idealizzate che rendono difficile chiedere aiuto. I sintomi possono emergere durante la gravidanza e nei primi anni dopo il parto e riguardano donne di ogni età, cultura e condizione sociale.

Riconoscere precocemente i segnali, promuovere una cultura del supporto e rafforzare le reti di sostegno, a partire dal ruolo dei partner, è fondamentale per intervenire in modo efficace. Allo stesso tempo, è necessario un impegno delle istituzioni per garantire servizi adeguati e accessibili, aumentando la consapevolezza e il sostegno alla salute mentale materna, che riguarda l’intera famiglia e la comunità.

“𝑃𝑒𝑟 𝑐𝑟𝑒𝑠𝑐𝑒𝑟𝑒 𝑢𝑛 𝑏𝑎𝑚𝑏𝑖𝑛𝑜 𝑐𝑖 𝑣𝑢𝑜𝑙𝑒 𝑢𝑛 𝑖𝑛𝑡𝑒𝑟𝑜 𝑣𝑖𝑙𝑙𝑎𝑔𝑔𝑖𝑜.”
𝐸̀ 𝑖𝑚𝑝𝑜𝑟𝑡𝑎𝑛𝑡𝑒 𝑐ℎ𝑒 𝑙𝑎 𝑣𝑎𝑠𝑡𝑎 𝑐𝑜𝑚𝑢𝑛𝑖𝑡𝑎̀ 𝑒𝑑𝑢𝑐𝑎𝑛𝑡𝑒 𝑣𝑒𝑑𝑎 𝑙𝑎 𝑔𝑟𝑎𝑣𝑖𝑑𝑎𝑛𝑧𝑎 𝑒 𝑙𝑎 𝑚𝑎𝑡𝑒𝑟𝑛𝑖𝑡𝑎̀ 𝑛𝑜𝑛 𝑠𝑜𝑙𝑜 𝑐𝑜𝑚𝑒 𝑢𝑛𝑎 𝑓𝑒𝑙𝑖𝑐𝑒 𝑟𝑒𝑎𝑙𝑖𝑧𝑧𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑑𝑜𝑛𝑛𝑎 𝑚𝑎 𝑐𝑜𝑚𝑒 𝑢𝑛𝑎 𝑠𝑐𝑒𝑙𝑡𝑎 𝑟𝑒𝑠𝑝𝑜𝑛𝑠𝑎𝑏𝑖𝑙𝑒 𝑒 𝑐𝑜𝑚𝑝𝑙𝑒𝑠𝑠𝑎 𝑐ℎ𝑒 𝑐𝑜𝑖𝑛𝑣𝑜𝑙𝑔𝑒 𝑙𝑎 𝑠𝑡𝑜𝑟𝑖𝑎 𝑓𝑎𝑚𝑖𝑙𝑖𝑎𝑟𝑒 𝑑𝑖 𝑜𝑔𝑛𝑖 𝑑𝑜𝑛𝑛𝑎, 𝑖𝑙 𝑟𝑎𝑝𝑝𝑜𝑟𝑡𝑜 𝑐𝑜𝑛 𝑙𝑎 𝑝𝑟𝑜𝑝𝑟𝑖𝑎 𝑚𝑎𝑑𝑟𝑒 𝑒 𝑎𝑙 𝑐𝑜𝑛𝑡𝑒𝑚𝑝𝑜 𝑙𝑎 𝑣𝑎𝑠𝑡𝑖𝑡𝑎̀ 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑒 𝑠𝑢𝑒 𝑟𝑒𝑙𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑖 𝑒 𝑙’𝑖𝑛𝑡𝑟𝑒𝑐𝑐𝑖𝑜 𝑒𝑚𝑜𝑡𝑖𝑣𝑜 𝑑𝑒𝑖 𝑠𝑢𝑜𝑖 𝑣𝑖𝑠𝑠𝑢𝑡𝑖.
𝑅𝑖𝑐𝑜𝑛𝑜𝑠𝑐𝑒𝑟𝑒 𝑙𝑎 𝑓𝑎𝑡𝑖𝑐𝑎 𝑒 𝑙𝑎 𝑐𝑜𝑚𝑝𝑙𝑒𝑠𝑠𝑖𝑡𝑎̀ 𝑑𝑒𝑙 “𝑛𝑎𝑠𝑐𝑒𝑟𝑒 𝑚𝑎𝑑𝑟𝑒” 𝑠𝑖𝑔𝑛𝑖𝑓𝑖𝑐𝑎 𝑎𝑐𝑐𝑜𝑔𝑙𝑖𝑒𝑟𝑒 𝑒 𝑟𝑖𝑚𝑎𝑛𝑒𝑟𝑒 𝑠𝑒𝑛𝑠𝑖𝑏𝑖𝑙𝑖 𝑎𝑙 𝑔𝑟𝑖𝑑𝑜 𝑑𝑖 𝑠𝑜𝑓𝑓𝑒𝑟𝑒𝑛𝑧𝑎 𝑠𝑝𝑒𝑠𝑠𝑜 𝑠𝑖𝑙𝑒𝑛𝑧𝑖𝑜𝑠𝑜 𝑑𝑖 𝑚𝑜𝑙𝑡𝑒 𝑑𝑜𝑛𝑛𝑒 𝑒 𝑎𝑙𝑙𝑎 𝑙𝑜𝑟𝑜 𝑛𝑒𝑐𝑒𝑠𝑠𝑖𝑡𝑎̀ 𝑑𝑖 𝑎𝑖𝑢𝑡𝑜.

Indirizzo

Via Biscaretti, 10/Chieri (TO)
Chieri
10023

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