BC Brain Children Studio di Riabilitazione Neuropsicomotoria

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BC Brain Children Studio di Riabilitazione Neuropsicomotoria T.N.P.E.E. Svolgono supervisioni e valutazione in vari studi privati.

TERAPISTE ITARD
PSICOMOTRICISTE FUNZIONALI
FORMATRICI
REALIZZATRICI DI LIBRI E SCHEDE OPERATIVE PER L'ETA' EVOLUTIVA

Dott.ssa: Erika D'Antonio
Dott.ssa: Francesca Tabellione La Dott.ssa Erika D’Antonio, nata a Pescara nel 1985, e la Dott.ssa Francesca Tabellione, nata a Chieti nel 1985, sono laureate in «Terapia della Neuro e psicomotricità dell’età evolutiva» presso Università Cattolica del Sacro Cuore nell’anno 2008
Da 12 anni svolgono l’attività di libere professioniste nella città di Chieti Scalo e in altre Regioni. Dal 2012 dirigono ed effettuano valutazioni e trattamenti neuropsicomotori presso il loro Centro di Riabilitazione Neuropsicomotoria «Brain Children»
Docenti di corsi di Formazione in presenza e in FAD, sono specializzate nella riabilitazione dei «Disordini dell'età Evolutiva» in particolar modo nei «Disturbi minori del movimento», «disgrafia» e «disordini di integrazione sensoriale» . Dal 2018 progettano e realizzano MANUALI, VOLUMI e PDF con schede operative per la riabilitazione dell’età evolutiva e per il potenziamento/sviluppo di bambini normodotati. Lo studio è costituito da un'equipe altamente specializzata per la riabilitaizione di disabilità semplici o complessi come: DISTURBO COMPORTAMENTALE, AUTISMO, DISTURBO SPECIFICO D'APPRENDIMENTO, RITARDO PSCOMOTORIO ecc. Le attività che vengono svolte sono rivolte alla persona con difficoltà e a coloro che ruotano attorno ad essa, nell'intento di sostenere la famiglia al fine di promuovere uno sviluppo armonico e di migliorare la qualità della vita. Sono presenti tre figure: TERAPISTA DELLA NEURO E PSCIOMOTRICITA' DELL'ETA' EVOLUTIVA, PSICOLOGO

14/09/2026

Alla mattina quello che serve a tuo figlio è attivazione, non “più volontà”. ☀️🧠

Ci sono bambini che al risveglio sembrano avere bisogno di tantissimo tempo per “partire”.

Tu dici: “Vestiti.” “Lavati.” “Metti le scarpe.” “Prendi lo zaino.” …e dopo poco ti ritrovi a ripetere tutto da capo. 😮‍💨

Non sempre dietro c’è pigrizia, opposizione o mancanza di collaborazione.

A volte la difficoltà è proprio nell’avvio dell’azione: iniziare, passare da uno step all’altro, mantenere in mente la sequenza e riuscire ad attivarsi quando il corpo e la mente sono ancora “lenti”. ⚙️

E quando aumentano fretta, richiami e richieste tutte insieme, può aumentare anche la confusione.

✨ Cosa può aiutare?
👉 Una consegna alla volta
Meglio: “Metti la maglietta.”
Poi, quando ha finito, si passa allo step successivo.

👉 Attivare il corpo
Lavare il viso, muoversi per qualche minuto, fare piccoli gesti motori può aiutare il bambino a entrare gradualmente nella giornata.

👉 Usare una sequenza visiva 👀

Vedere concretamente cosa deve fare riduce il carico della memoria di lavoro e rende la routine più prevedibile.

Per esempio:
👕 vestirsi
🪥 lavare i denti
👟 mettere le scarpe
🎒 prendere lo zaino
👉 Ridurre le parole

Meno spiegazioni, meno richiami continui, più indicazioni brevi e chiare.

🌱 L’obiettivo non è fare tutto più velocemente.
È aiutare il bambino a iniziare con meno fatica, accompagnandolo gradualmente verso una maggiore autonomia.

Abbiamo preparato anche una ROUTINE VISIVA DEL MATTINO da poter utilizzare a casa. ☀️

📩 Scrivi MATTINA nei commenti o in DM e ti spieghiamo come riceverla.

💾 Salva il reel per le prossime mattine.
📤 E invialo a un genitore che ogni giorno ripete: “Dai, muoviti!”

12/09/2026

Perché tuo figlio con ADHD continua a chiederti: “Dopo cosa facciamo?” 🧠

Non sempre lo fa perché non ha ascoltato o perché vuole ripetere continuamente la stessa domanda.

Sapere cosa accadrà dopo può aiutarlo a rendere la giornata più prevedibile, organizzare mentalmente le attività e affrontare con maggiore sicurezza i cambiamenti.

Questa richiesta può diventare più frequente anche quando alcuni stimoli lo affaticano o lo sovraccaricano. Prova a osservare:

🔊 SUONI
Si copre le orecchie negli ambienti rumorosi? Si infastidisce per suoni che agli altri sembrano trascurabili, come un elettrodomestico, l’asciugacapelli o lo sciacquone?

💡 LUCI
Evita ambienti molto illuminati o schermi troppo luminosi? Socchiude gli occhi, li strofina spesso oppure preferisce luci più soffuse?

👕 CONTATTO FISICO
Rifiuta alcuni vestiti per la presenza di cuciture o etichette? Si infastidisce per gli abbracci non richiesti? Oppure ricerca continuamente abbracci forti, pressioni o il bisogno di essere stretto?

Riconoscere quali stimoli lo mettono maggiormente in difficoltà può aiutarti a ridurli nei momenti più delicati della giornata e a comprendere meglio il suo bisogno continuo di sapere cosa succederà dopo.

Quella domanda, quindi, può essere un modo per orientarsi, anticipare ciò che lo aspetta e sostenere la propria autoregolazione. 💛

👇 Tuo figlio ti chiede continuamente: “E dopo cosa facciamo?” Scrivi “DOPO” nei commenti.

11/09/2026

🧠 Cosa devi sapere se hai un figlio con ADHD?

Quando un bambino si agita, si oppone, urla o reagisce in modo apparentemente sproporzionato, non sempre riesce a spiegare ciò che sta vivendo.

Dietro quel comportamento potrebbero esserci:

🔹 difficoltà nel gestire la frustrazione;
🔹 una richiesta troppo lunga o complessa;
🔹 impulsività e difficoltà a fermare la reazione;
🔹 stanchezza, fame o sovraccarico;
🔹 un cambiamento improvviso;
🔹 rumori, luci o contatti fisici percepiti come troppo intensi.

In quel momento, continuare a parlare, rimproverare o chiedere spiegazioni potrebbe aumentare ulteriormente la sua fatica.

Cosa puoi fare concretamente?

1️⃣ USA POCHE PAROLE
Scegli frasi brevi e rassicuranti:
“Sono qui.”
“Facciamo una pausa.”
“Ne parliamo dopo.”

2️⃣ RIMANDA LE SPIEGAZIONI
Quando il bambino è molto agitato, può avere difficoltà ad ascoltare, elaborare le parole e controllare la propria risposta. Aspetta che abbia recuperato la calma prima di affrontare ciò che è successo.

3️⃣ OSSERVA COSA È ACCADUTO PRIMA
Questa è la parte più importante. Cerca di capire cosa ha preceduto la reazione: una richiesta? Un’attesa? Un cambiamento? Un ambiente troppo rumoroso? Una difficoltà che non riusciva a comunicare?

⚠️ Non significa giustificare ogni comportamento. Significa comprenderne la possibile funzione per intervenire in modo più efficace e insegnare, gradualmente, strategie alternative.

Prima regoliamo.
Poi comprendiamo.
Infine insegniamo.

Quale situazione mette maggiormente in difficoltà il tuo bambino?

Scrivi CAPIRLO nei commenti e ti invieremo un breve questionario per osservare meglio ciò che accade prima, durante e dopo questi comportamenti. 👇

10/09/2026

“Perché mio figlio non mi ascolta, anche quando parlo con calma?” 😩

Quando un bambino non esegue subito una richiesta, può sembrare che lo faccia apposta, che voglia sfidarci o che ascolti soltanto quando gli conviene.

Ma dietro quel comportamento potrebbero esserci abilità ancora in maturazione 🧠:
🔹 attenzione
🔹 memoria di lavoro
🔹 controllo degli impulsi
🔹 autoregolazione
🔹 capacità di interrompere un’attività e iniziarne un’altra

Per questo ripetere continuamente o alzare la voce spesso non funziona.
Prova invece a:
1️⃣ avvicinarti e cercare il suo sguardo;
2️⃣ formulare una richiesta breve e concreta;
3️⃣ dare una sola indicazione alla volta;
4️⃣ mostrare cosa può fare, anziché ripetere soltanto cosa non deve fare;
5️⃣ accompagnarlo nel primo passaggio, senza sostituirti a lui.

Non significa eliminare le regole. Significa renderle più comprensibili e sostenere il bambino mentre impara gradualmente a rispettarle. 🤍

Ti capita di dover ripetere tutto dieci volte?

Scrivi ASCOLTO nei commenti: ti invieremo indicazioni pratiche per comprendere meglio il comportamento del tuo bambino. 💬

09/09/2026

🧠 L’ADHD nei bambini non si manifesta soltanto con iperattività e difficoltà di attenzione.

Può emergere attraverso comportamenti quotidiani che spesso vengono interpretati come volontari:

❌ “Dimentica sempre tutto.”
❌ “Non ascolta.”
❌ “Devo ripetergli ogni cosa.”
❌ “Inizia, ma non finisce.”
❌ “Se volesse, potrebbe impegnarsi di più.”

Dietro questi comportamenti potrebbero esserci difficoltà nelle funzioni esecutive:

🔹 Attenzione: fatica a mantenere il focus e a selezionare le informazioni importanti.

🔹 Memoria di lavoro: ascolta una richiesta, ma può dimenticarla mentre la sta eseguendo.

🔹 Pianificazione: non riesce a organizzare autonomamente tutti i passaggi di un’attività.

🔹 Controllo degli impulsi: agisce o risponde prima di riuscire a fermarsi e riflettere.

🔹 Autoregolazione: fatica a gestire attese, frustrazione e cambiamenti.

Comprendere ciò che accade dietro un comportamento non significa giustificarlo, ma individuare l’abilità che il bambino ha bisogno di sviluppare.

Un singolo comportamento non indica necessariamente la presenza di ADHD: occorre considerare frequenza, intensità, durata e contesti in cui si manifesta.

🔎 Vuoi comprendere meglio il comportamento del tuo bambino?

Scrivi QUESTIONARIO nei commenti e ti invieremo un breve questionario orientativo su attenzione, ascolto, impulsività, organizzazione e autoregolazione.

⚠️ Non ha valore diagnostico e non sostituisce una valutazione professionale.

Salva il reel e condividilo con chi potrebbe averne bisogno. ❤️

💥“Lo fa apposta. Sa benissimo che mi dà fastidio… e continua.”💥🚫Se lo hai pensato almeno una volta, non significa che se...
08/09/2026

💥“Lo fa apposta. Sa benissimo che mi dà fastidio… e continua.”💥

🚫Se lo hai pensato almeno una volta, non significa che sei un cattivo genitore. Significa che probabilmente sei stanca/o di ripetere sempre le stesse cose, intervenire continuamente e ritrovarti dentro lotte che sembrano non finire mai.

🤦Ti interrompe.
Insiste dopo il tuo “no”.
Disturba il fratello.
Ripete lo stesso comportamento anche dopo che gli hai chiesto di smettere.

Da fuori può sembrare una provocazione intenzionale. Ma nel bambino con ADHD possono esserci difficoltà meno visibili:

🧠 frenare un impulso;
🧠 interrompere un’azione già iniziata;
🧠 spostare l’attenzione;
🧠 tollerare l’attesa e la frustrazione;
🧠 regolare un’emozione intensa;
🧠 trovare un modo adeguato per chiedere attenzione o aiuto.

➡️Questo non significa permettere tutto o rinunciare alle regole.

⚠️Comprendere ciò che alimenta un comportamento non significa giustificarlo: significa costruire un intervento più efficace.

Quando la tensione aumenta, ripetere “basta” sempre più forte, fare lunghe spiegazioni o chiedere immediatamente “perché lo hai fatto?” può non aiutare il bambino a fermarsi.

Prova invece ad avvicinarti, usare poche parole, lasciare qualche secondo per elaborare la richiesta e indicare chiaramente cosa può fare.

Invece di:

❌ “Smettila! Quante volte devo ripetertelo?”

Prova:

✅ “Le mani restano ferme. Se hai bisogno di muoverti, vieni ad aiutarmi.”

Un limite chiaro rimane un limite. Ma può essere comunicato in un modo che il bambino riesca realmente a comprendere e seguire. ❤️

💬 Scrivi HELP nei commenti per ricevere in DM altre strategie pratiche da utilizzare quando tuo figlio sembra non ascoltarti o provocarti intenzionalmente.

Salva il carosello per ritrovarlo nel momento in cui ne avrai bisogno e condividilo con un genitore, un insegnante o un professionista che potrebbe riconoscersi in queste situazioni.

07/09/2026

“Te l’ho detto 10 volte… possibile che non mi ascolti mai?”

Quando un bambino non esegue una richiesta, si distrae continuamente o sembra ascoltare solo quando vuole, non sempre lo fa per dispetto o mancanza di volontà.

Dietro quel comportamento possono esserci alcune competenze ancora in fase di maturazione:

🧠 attenzione
🔄 memoria di lavoro
🛑 controllo degli impulsi
❤️ autoregolazione

Sono abilità invisibili, ma fondamentali per riuscire ad ascoltare una consegna, ricordarla e portarla a termine.

Per questo abbiamo scritto “Mio figlio non ascolta mai!”: un libro con 50 attività pratiche per bambini dai 4 ai 7 anni, pensate per allenare attraverso il gioco le competenze che sostengono l’ascolto.

Perché, a volte, non serve ripetere la stessa frase ancora più forte.
Serve capire che cosa impedisce al bambino di riuscirci e offrirgli gli strumenti giusti. 🌱

Vuoi scoprire il libro?
👇 Commenta LIBRO e ti invieremo in link e indice

06/09/2026

📚 Il problema non è sempre svolgere il compito. A volte la parte più difficile è… COMINCIARE.

Ci sono bambini che restano davanti al quaderno, prendono la matita, si distraggono, chiedono continuamente cosa devono fare oppure aspettano che l’adulto li solleciti ancora.

👉 Iniziare un compito richiede diverse competenze: capire da dove partire, organizzare i passaggi, mantenere in mente la consegna, orientare l’attenzione e trasformare un’intenzione in un’azione.

Quando questo meccanismo è faticoso, anche un esercizio semplice può diventare difficile da avviare.

Nel reel ti ho mostrato alcune strategie. Eccone altre da provare 👇

⏱️ 1. Crea un rituale di partenza
Stesso posto, materiale necessario già pronto e una breve sequenza sempre uguale.
Ridurre ciò che il bambino deve organizzare prima di iniziare può facilitare l’avvio.

👀 2. Mostragli solo ciò che deve fare adesso
Una pagina piena di esercizi può aumentare la difficoltà.
Copri ciò che viene dopo e lascia visibile solo il primo compito.

✅ 3. Costruisci una piccola sequenza visiva
Per esempio:

1. Apro il quaderno
2. Leggo la consegna
3. Preparo ciò che mi serve
4. Faccio il primo esercizio
5. Controllo

In questo modo il bambino ha una traccia da seguire e non deve continuamente chiedersi: “E adesso cosa faccio?”

⏳ 4. Dividi il lavoro in tempi brevi
Invece di:
❌ “Devi finire tutti i compiti.”

Prova con:
👉 “Facciamo questo pezzo e poi ci fermiamo un momento.”

🗣️ 5. Chiedigli di dirti il primo passo
Prima di intervenire, domanda:

👉 “Qual è la prima cosa che devi fare?”

Aiutarlo a verbalizzare il passaggio può favorire l’organizzazione dell’azione.

🎯 6. Riduci poco alla volta il tuo aiuto
L’obiettivo non è iniziare sempre al posto suo.

Prima puoi accompagnarlo, poi limitarti a un suggerimento e successivamente lasciare che utilizzi da solo la sua routine.

💡 Perché il vero obiettivo non è semplicemente finire i compiti, ma aiutare il bambino a diventare progressivamente più autonomo nel capire come iniziare, come procedere e cosa fare dopo.

📩 Vuoi una ROUTINE VISIVA da utilizzare durante i compiti?

Scr

05/09/2026

🧠 “Gliel’ho detto 10 volte… perché NON MI ASCOLTA?”

È una delle frasi che tanti genitori si ritrovano a dire ogni giorno.
“Metti le scarpe.”
“Prendi lo zaino.”
“Vieni a lavarti.”
“Sistema i giochi.”
“Ti ho appena detto di non farlo.”

E dopo aver ripetuto la stessa cosa più volte, è facile pensare:
❌ “Non mi ascolta.”
❌ “È sempre distratto.”
❌ “Quando vuole, però, capisce.”
❌ “Lo fa apposta.”

Ma tra SENTIRE una richiesta e RIUSCIRE a trasformarla in un’azione succedono molte più cose di quanto immaginiamo.

Il bambino deve:
👂 orientare l’attenzione verso di noi
🧠 capire e ricordare la consegna
⏸️ interrompere ciò che stava facendo
🚦 controllare l’impulso di continuare altro
🧩 organizzare i passaggi
✅ portare a termine l’azione

Tutto questo coinvolge attenzione, memoria di lavoro, controllo degli impulsi, pianificazione e autoregolazione.

E sono abilità che noi adulti non vediamo direttamente.
Noi vediamo solo il risultato:
➡️ non ha fatto ciò che gli abbiamo chiesto
➡️ ha dimenticato la consegna
➡️ è passato subito ad altro
➡️ dobbiamo richiamarlo continuamente

Per questo, a volte, quello che leggiamo come “non vuole ascoltare” può avere dietro qualcosa di più.

⚠️ Questo non significa che ogni bambino che non esegue una richiesta abbia una difficoltà.

Significa però che possiamo chiederci:
💭 “Che cosa deve riuscire a fare il suo cervello per arrivare fino in fondo a questa richiesta?”

Ed è proprio da questa domanda che nasce il nostro volume:
📚 MIO FIGLIO NON ASCOLTA MAI!
50 attività pratiche per bambini dai 4 ai 7 anni, pensate per allenare gradualmente le competenze che sostengono ascolto, attenzione, memoria di lavoro, controllo degli impulsi e autoregolazione.
Perché a volte la soluzione non è ripeterlo più forte.

✨ È capire dove si interrompe il processo e aiutare il bambino proprio da lì.

💬 Scrivi LIBRO nei commenti e ti mandiamo tutte le informazioni

04/09/2026

“Si impegna, ma sembra sempre più in difficoltà degli altri.”

Vestirsi, usare le posate, andare in bici, imparare nuovi gesti motori o stare al passo con i coetanei non sono abilità semplici per tutti i bambini.

Quando queste difficoltà compaiono insieme, non sempre si tratta di:
svogliatezza
scarso impegno
poca voglia di provare

A volte può esserci una fragilità nella coordinazione e nella pianificazione motoria.

Questo significa che il bambino può:
sapere cosa vuole fare
capire che cosa gli viene richiesto
ma fare fatica a organizzare il corpo e i movimenti in modo efficace

Per questo alcune attività quotidiane possono risultare molto più difficili del previsto:
🔹 vestirsi
🔹 usare le posate
🔹 salire/scendere
🔹 andare in bici
🔹 giocare con la palla
🔹 seguire sequenze motorie

⚠️ Non significa fare diagnosi da un Reel.
Ma significa osservare questi segnali con attenzione, soprattutto quando si ripetono in più contesti della vita quotidiana.

👇 Vuoi una mini guida con i segnali da osservare e le attività utili?

Scrivi DISPRASSIA nei commenti.

Indirizzo

Via Avezzano 38
Chieti

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 19:00
Martedì 09:00 - 19:00
Mercoledì 09:00 - 19:00
Giovedì 09:00 - 19:00
Venerdì 09:00 - 19:00
Sabato 09:00 - 13:00

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