06/08/2026
Ci sono persone per cui dire “no” non è semplicemente rifiutare una richiesta.
È rischiare di deludere. Di sembrare egoiste. Di non essere più riconosciute nel ruolo che hanno sempre avuto.
Per questo un limite può essere giusto e, allo stesso tempo, farci stare male.
Il senso di colpa non è sempre una prova della nostra colpevolezza. A volte è il segnale che stiamo uscendo da un equilibrio conosciuto. Anche da un equilibrio che ci faceva soffrire.
Questo non significa che ogni “no” sia necessariamente sano, né che ogni limite sia sempre giusto. Significa che il disagio che proviamo dopo aver scelto per noi merita di essere compreso, non automaticamente obbedito.
A te pesa di più pronunciare un “no” o convivere con il senso di colpa che arriva dopo?