22/03/2026
Qui gli studi sono raccontati più in ordine di senso che cronologico, ammesso e non concesso che abbiano un senso.
Siamo tra 2017 e 2018, quando mi avvicino alla neuroeconomia "grazie" a un mio amico e collega che aveva appena iniziato un dottorato in economia comportamentale. Io venivo dallo studio delle caratteristiche affettive delle immagini di cibo e decidiamo di aprire una linea simile con protagonista le banconote. Inutile dire che da allora, giustamente, non siamo più amici (falsissimo, ciao Felice Giuliani!).
Il primo lavoro riguarda la percezione affettiva delle banconote. Mostravamo banconote da 5€ a 500€ e chiedevamo alle persone di valutarle. Risultato: più aumenta il valore, più crescono piacevolezza e attivazione emotiva, ma diminuisce la familiarità. Wow. Inaspettatissimo. La parte interessante è che questa crescita non segue il valore monetario ma una legge matematica (quella di Weber): ci piacciono 50€ più di 10€ più o meno quanto ci piacciono 500€ rispetto a 100€. E ovviamente queste dinamiche sono influenzate da differenze individuali.
Poi arriva lo studio sulle asimmetrie spaziali. Noi tendiamo a rappresentarci grandezze ed emozioni lungo una linea mentale orizzontale. In un compito di riconoscimento mostravamo banconote da 5€ e 100€ a sinistra o a destra dello schermo. Scopriamo che la 100€ veniva riconosciuta più rapidamente quando appariva a destra (spazio associato a numeri più alti ed emozioni positive), più per una questione affettiva che non numerica.
A quel punto la domanda diventa: quanto è emotiva una banconota? In tre esperimenti mostriamo che dopo aver visto 100€ il mondo ci appare più bello. Niente di filosofico, proprio percettivamente.
Questi studi mi hanno permesso di avvicinarmi al tema dei bias di lateralità e alle asimmetrie comportamentali che poi ho sfruttato anche in altri ambiti che scoprirete...
Fun fact n°1: durante questi studi ho scoperto che se provi a scansionare banconote parte un allert della Banca Centrale Europea.
Fun fact n°2: dopo uno di questi lavori, una sezione della BCE che si occupa di design delle banconote ci ha chiesto un meeting. Un caso? Non credo.