Centro Olistico Sawadee, Naturopatia e benessere

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🐱 🐈 🐈‍⬛  💖
08/08/2026

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GIORNATA INTERNAZIONALE DEL GATTO

La Giornata Internazionale del gatto si celebra ogni anno l'8 agosto. La ricorrenza è stata creata nel 2002 dall'IFAW, il Fondo Internazionale per il Benessere degli Animali, per proteggere i felini da ogni abuso, aiutando a difendere i gatti domestici e quelli che vivono in strada. Lotta inoltre contro il dramma degli abbandoni estivi.

"Forse i gatti sono qui per insegnarci questo: a vivere l’attimo in modo così completo, con un totale coinvolgimento, che lo faccia durare in eterno."

~ J.M. Masson ~

I
02/08/2026

I

Sii più gentile con te stessa.
Sei una creatura che respira.
Un ricordo per qualcuno.
Una casa per una vita.

• Nayyirah Waheed

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02/08/2026

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Ho visto un gatto insegnare una lezione che molti esseri umani non imparano in tutta la vita.
Noi passiamo una parte enorme della nostra vita a combattere guerre impossibili.
Cerchiamo di cambiare il passato.
Di convincere chi non vuole capire.
Di trattenere chi ha già deciso di andare.
Di controllare persone, eventi, destino.
E intanto ci consumiamo.

Il gatto no.
Se trova una porta chiusa, la annusa.
La osserva.
Prova ad aprirla.
Ma se capisce che non si apre...
non passa il resto della giornata seduto davanti a quella porta a maledire il mondo.

Si volta.
E comincia a cercare un'altra strada.
Non è rassegnazione.
È intelligenza.
Noi confondiamo spesso la forza con l'ostinazione.
Ma continuare a sb****re contro un muro non è coraggio.
È solo un altro modo di farsi male.

I gatti sembrano aver compreso una verità che noi esseri umani dimentichiamo troppo facilmente:
la pace non nasce quando tutto va come vorremmo.

Nasce quando smettiamo di sprecare la nostra vita cercando di cambiare ciò che non dipende da noi, e iniziamo a usare quella stessa energia per costruire il futuro che invece possiamo ancora scegliere.

🐾 Bizet l'Aristogatta 🐾

30/07/2026

VIVERE SENZA CISTIFELLEA: PERCHÉ ALCUNE PERSONE CONTINUANO AD AVERE DISTURBI E COSA SI PUÒ FARE

(Di Patrizia Coffaro)

Ogni anno migliaia di persone si sottopongono all'asportazione della cistifellea convinte che, una volta risolto il problema dei calcoli, anche i disturbi digestivi scompariranno. Per molti è effettivamente così. Per altri, invece, l'intervento rappresenta solo l'inizio di una nuova fase caratterizzata da gonfiore, digestione lenta, diarrea, stitichezza, nausea, reflusso, difficoltà a tollerare i cibi grassi e, in alcuni casi, persino dolori nella stessa zona in cui si trovava la cistifellea.

Questo accade perché l'intervento elimina un organo, ma non sempre elimina le cause che hanno portato alla sua sofferenza. Se il terreno biologico rimane invariato, alcuni squilibri possono continuare a manifestarsi anche dopo la chirurgia.

Per capire il perché, bisogna prima comprendere il ruolo della cistifellea.

Il fegato produce continuamente la bile, un liquido indispensabile per emulsionare i grassi, facilitare l'assorbimento delle vitamine liposolubili A, D, E e K, contribuire all'eliminazione del colesterolo, della bilirubina e di numerose sostanze che il nostro organismo deve eliminare. La cistifellea non produce la bile... la immagazzina, la concentra e la rilascia nel momento in cui arriva il cibo, soprattutto se contiene grassi.

Quando la cistifellea viene rimossa, il fegato continua a produrre bile, ma questa non viene più accumulata. Scorre lentamente e in modo continuo nell'intestino. Ciò significa che durante un pasto ricco di grassi potrebbe non esserne disponibile una quantità sufficiente nel momento in cui serve, mentre tra un pasto e l'altro può arrivare quando non è necessaria, irritando talvolta l'intestino.

È proprio questo cambiamento fisiologico che spiega perché alcune persone, dopo l'intervento, sviluppano diarrea cronica, altre stipsi, altre ancora gonfiore o digestione difficoltosa.

Ma la domanda più importante è un'altra.

Perché si sono formati i calcoli?

La medicina tradizionale spesso interviene quando il problema è ormai presente, mentre la medicina funzionale cerca di chiedersi cosa abbia favorito negli anni la formazione di una bile più densa, infiammata o stagnante.

Tra i fattori che possono contribuire troviamo un'alimentazione ricca di prodotti ultraprocessati e povera di fibre, la sedentarietà, il sovrappeso, un dimagrimento troppo rapido, alterazioni del microbiota intestinale, ipotiroidismo, insulino-resistenza, infiammazione cronica e, in alcuni casi, predisposizione genetica.

In altre parole, i calcoli sono spesso la conseguenza di un insieme di fattori e non il problema principale.

Per questo motivo è importante continuare a prendersi cura dell'apparato digerente anche dopo l'intervento.

Uno degli aspetti più sottovalutati è la salute dello stomaco.

Se lo stomaco produce poco acido cloridrico, condizione frequente soprattutto con l'avanzare dell'età, nelle persone con gastrite autoimmune, Hashimoto o dopo anni di utilizzo di farmaci antiacidi, tutto il processo digestivo rallenta. Una minore acidità gastrica riduce infatti gli stimoli che attivano pancreas e secrezione biliare, favorendo fermentazioni intestinali, gonfiore e cattiva digestione.

Per questo motivo, prima di attribuire ogni sintomo esclusivamente all'assenza della cistifellea, sarebbe utile valutare anche la funzionalità gastrica. In alcuni casi il supporto con enzimi digestivi o, quando indicato e sotto supervisione professionale, con betaina HCl, può essere preso in considerazione, ma non rappresenta una soluzione universale ed è controindicato in presenza di ulcera gastrica o in determinate condizioni cliniche.

E ricordarsi di bere tanta acqua quando si decide di assumere HCI. Il rischio è una gastrite se buttate giù l'integratore senza acqua a sufficienza per produrre l'acido cloridrico. Questo aspetto sfugge a molti.

Un altro protagonista spesso dimenticato è il microbiota intestinale.

La bile possiede anche un'importante azione antimicrobica. Quando il suo flusso è alterato, alcuni batteri possono proliferare eccessivamente, favorendo disbiosi o, in soggetti predisposti, una crescita batterica del tenue (SIBO). A sua volta la disbiosi modifica il metabolismo degli acidi biliari creando un circolo vizioso che alimenta gonfiore, meteorismo e alterazioni dell'alvo.

Ecco perché lavorare sulla salute intestinale diventa fondamentale. L'alimentazione rappresenta la base di tutto.

Per anni è stato consigliato di eliminare quasi completamente i grassi dopo l'intervento. Oggi sappiamo che non è la scelta migliore. I grassi di buona qualità rimangono indispensabili per la salute delle membrane cellulari, del cervello, degli ormoni e per l'assorbimento delle vitamine liposolubili. La differenza sta nella quantità e nella distribuzione durante la giornata.

Molte persone stanno meglio consumando pasti moderati, ben masticati, evitando abbuffate e introducendo i grassi gradualmente, privilegiando olio extravergine di oliva, pesce azzurro, frutta secca e avocado, sempre in quantità personalizzate.

Anche la qualità degli alimenti può fare la differenza. Una dieta ricca di verdure, erbe aromatiche, spezie, proteine di qualità e alimenti poco raffinati tende a sostenere meglio il lavoro del fegato rispetto a un'alimentazione ricca di zuccheri, farine raffinate, fritti e cibi ultraprocessati.

Tra gli strumenti più interessanti troviamo anche le sostanze amare.

Tarassaco, ca****fo, genziana, rosmarino e altre piante amare vengono utilizzate da secoli per stimolare fisiologicamente le secrezioni digestive. Non fanno miracoli, ma in molte persone possono favorire una migliore digestione, soprattutto se utilizzate prima dei pasti e quando non esistono controindicazioni specifiche.

Anche alcune sostanze nutritive meritano attenzione.

La taurina, ad esempio, partecipa alla coniugazione degli acidi biliari, un processo fondamentale per ottenere una bile più funzionale. La colina e la fosfatidilcolina contribuiscono invece alla normale composizione della bile e al metabolismo dei grassi nel fegato. Non sono integratori da assumere indiscriminatamente, ma rappresentano nutrienti di interesse soprattutto nelle persone che presentano particolari carenze o aumentati fabbisogni.

Negli ultimi anni si è parlato molto anche del TUDCA, un acido biliare naturalmente presente nell'organismo.

Gli studi suggeriscono che possa contribuire a migliorare il flusso biliare e sostenere la funzionalità epatica in alcune condizioni cliniche. È probabilmente uno degli integratori più promettenti nell'ambito della medicina funzionale dedicata al fegato e alla bile, ma non è una soluzione valida per tutti e dovrebbe essere valutato insieme a un professionista, soprattutto in presenza di patologie epatiche o biliari.

Anche il movimento svolge un ruolo molto più importante di quanto si immagini.

Una semplice passeggiata dopo i pasti favorisce la motilità intestinale, migliora il metabolismo del glucosio e riduce la sensazione di pesantezza. Spesso sono proprio le abitudini quotidiane, più che gli integratori, a determinare i risultati migliori nel lungo periodo.

Un capitolo a parte merita la tiroide.

Diversi studi hanno osservato un'associazione tra ipotiroidismo e maggiore rischio di sviluppare calcoli biliari. Una funzione tiroidea rallentata può infatti influenzare anche la motilità delle vie biliari. Per questo motivo, nelle persone con Hashimoto o ipotiroidismo, valutare il corretto equilibrio tiroideo può rappresentare un tassello importante all'interno di una strategia più ampia.

Anche l'infiammazione cronica non deve essere sottovalutata.

Un organismo costantemente infiammato tende a funzionare peggio sotto molti aspetti, compreso quello digestivo. Alimentazione, qualità del sonno, gestione dello stress, attività fisica e salute intestinale diventano quindi elementi strettamente collegati tra loro.

Infine, vorrei soffermarmi su un aspetto spesso trascurato.

Molte persone continuano ad avere sintomi dopo l'asportazione della cistifellea e si sentono dire che... ormai devono conviverci. In realtà non è sempre così.

Naturalmente esistono situazioni in cui possono essere presenti complicanze o patologie che richiedono una valutazione gastroenterologica approfondita, ma in molti casi esiste un ampio margine di miglioramento lavorando sul terreno biologico.

Il fegato continua a produrre bile per tutta la vita. Prendersi cura del fegato, dell'intestino, del microbiota, della digestione gastrica e dell'infiammazione significa aiutare anche quella bile a svolgere nel modo migliore il proprio lavoro.

La cistifellea può essere stata rimossa, ma il sistema digestivo continua a funzionare come una squadra. Se uno dei suoi componenti viene meno, gli altri devono essere sostenuti ancora di più.

Questo è il vero messaggio che vorrei lasciarvi... non fermatevi all'intervento chirurgico. Continuate a prendervi cura del vostro organismo, cercando di comprendere perché quel problema si è sviluppato e come creare le condizioni migliori affinché il corpo ritrovi il suo equilibrio.

Perché la salute non dipende mai da un singolo organo, ma dall'armonia con cui tutto il nostro organismo lavora ogni giorno.

XO - Patrizia Coffaro

Detto veritiero..
29/07/2026

Detto veritiero..

𝐀 𝐒𝐚𝐧𝐭𝐚 𝐌𝐚𝐫𝐭𝐚 𝐬'𝐚𝐭𝐭𝐚𝐜𝐜𝐚 𝐥𝐚 𝐥𝐮𝐜𝐞 𝐬𝐨𝐭𝐭𝐨 𝐥𝐚 𝐜𝐚𝐩𝐩𝐚"
Il contadino alza lo sguardo verso il lunario, accennando un cenno lento con la testa. Oggi è il ventinove di luglio, la festa di Santa Marta. Si alza dalla sedia e fa qualche passo verso il camino spento, dove sopra la grande cappa di pietra c'è ancora appesa la vecchia lanterna a olio con il vetro un po' annerito.
​Allunga una mano verso la lanterna, sfiorandola con le dita nodose, consapevole che le giornate stanno già cominciando a cambiare forma, anche se fuori fa ancora un caldo molto intenso.
​"Vedete questa lanterna? Fino a ieri è rimasta lì a prendere la polvere. A giugno e a metà luglio il sole non finiva mai: a cena ancora si vedeva senza accendere niente. Ma la terra ha i suoi passi contati e non torna mai indietro.
​Il sole ha fatto il suo picco più alto e adesso, giorno dopo giorno, comincia piano piano a ritirarsi. La gente in città non ci fa caso perché guarda l'orologio al polso, ma noi che viviamo di cielo e di terra lo sentiamo subito. La sera le ombre si allungano un po' prima, il crepuscolo dura un soffio in meno e quando ci si mette a tavola per la cena, la luce del giorno non basta più a illuminare bene il piatto.
​Bisogna riprendere il fiammifero, accendere lo stoppino e appenderlo sotto la cappa del camino per rischiarare la cucina.
​È il primo vero segnale che la gran festa del sole estivo sta cominciando a declinare. Il caldo c'è ancora, i frutti stanno maturando, ma la luce comincia a stringere i denti. La natura avvisa con garbo, dice di godersi il sole finché c'è, ma di iniziare a preparare la lanterna, perché l'autunno è un passo più vicino di ieri'. E i contadini saggi non si disperano, ma puliscono il vetro della lampada ringraziando per il giorno che è stato."
​____ 🕯 La casetta in campagna

Pronti per preparare l’acqua di S. Giovanni💫🌸🌱🌺🍃🌷 💧
21/06/2026

Pronti per preparare l’acqua di S. Giovanni💫🌸🌱🌺🍃🌷 💧

Nulla di più vero!
19/04/2026

Nulla di più vero!

L'UOMO REAGISCE ALLA NATURA

(Di Patrizia Coffaro)

Questa frase non è banale, racchiude una visione profonda della fisiologia umana: l’uomo reagisce alla natura.

Leggi bene, non domina, non controlla, non è separato... reagisce.

Questo significa che il corpo umano è in relazione continua con ciò che lo circonda. Non solo con il cibo che introduciamo o con l’aria che respiriamo, ma con tutto l’ambiente in cui siamo immersi... luce, stagioni, ritmi, campi naturali, cicli. Ogni stimolo diventa un’informazione, e ogni informazione genera una risposta.

La pelle reagisce alla luce, il sistema nervoso agli stimoli, l’intestino a ciò che mangiamo, il sistema immunitario a ciò che riconosce come compatibile o non compatibile.. è un dialogo continuo, anche quando non ce ne accorgiamo.

Eppure, nella visione moderna, questo dialogo è stato in gran parte dimenticato. Si è iniziato a considerare il corpo come un sistema isolato, da correggere pezzo per pezzo, senza tenere conto del contesto in cui vive.

In passato non era così.

Sto leggendo un libro dei primi del‘900 (ma ve ne parlerò approfonditamente più avanti), e anche in ambito medico, esisteva una maggiore attenzione ai ritmi naturali e alla loro influenza sull’organismo. Alcuni cardiologi, ad esempio, osservavano le variazioni del ritmo cardiaco, delle crisi ipertensive o di eventi acuti in relazione a cicli naturali più ampi. Non era una visione mistica, ma osservazionale, si partiva dal dato clinico, dall’andamento nel tempo, e si cercava una correlazione con ciò che accadeva nell’ambiente.

Da queste osservazioni nasce quello che oggi viene chiamato cosmobiologia, cioè lo studio dell’influenza dei ritmi cosmici, come quelli solari, lunari e geomagnetici, sui sistemi biologici.

Oggi sappiamo che non è un’idea così lontana dalla fisiologia. Il nostro organismo è regolato da ritmi precisi, il ritmo circadiano, legato alla luce e al buio; i cicli ormonali; le variazioni della pressione arteriosa e della frequenza cardiaca nell’arco della giornata. Anche il sistema nervoso e immunitario seguono oscillazioni ritmiche.

Il problema nasce quando questi ritmi vengono disturbati.

Luce artificiale fino a notte, sonno irregolare, pasti disordinati, stress continuo, tutto questo crea una disconnessione tra il nostro sistema biologico e i ritmi naturali a cui dovrebbe rispondere. E il corpo, ancora una volta, reagisce.

Reagisce con insonnia, con stanchezza, con infiammazione, con alterazioni metaboliche. Non perché funziona male, ma perché sta cercando di adattarsi a un ambiente che non è più coerente.

Anche l’infiammazione, spesso vista come un nemico, è in realtà una risposta. Così come lo sono l’ansia, la digestione alterata, la fatica cronica, sono segnali, non errori.

Quando si comprende questo, cambia il modo di vedere la salute, non si tratta più di eliminare il sintomo, ma di capire a cosa il corpo sta reagendo e qui entra una responsabilità reale, concreta.

Non possiamo controllare tutto, è evidente. Ma possiamo intervenire su molte delle condizioni quotidiane... il ritmo sonno-veglia, la qualità della luce a cui ci esponiamo, il modo in cui mangiamo, il livello di stress, il movimento. Possiamo riallineare, almeno in parte, il nostro organismo ai ritmi naturali e quando questo accade, il corpo cambia risposta.

Non sempre subito, non in modo lineare, ma cambia. Perché il corpo non ha bisogno di essere forzato, ha bisogno di essere compreso nel contesto in cui vive... e allora quella frase iniziale acquista un significato molto più concreto.

L’uomo reagisce alla natura... si reagisce.

E la qualità di questa reazione dipende, in larga parte, da quanto siamo in sintonia, o in dissonanza, con i ritmi che ci circondano, ogni giorno.

XO - Patrizia Coffaro

04/04/2026

PERCHÉ É COSÌ IMPORTANTE TENERE AL CALDO LA ZONA LOMBARE E I RENI

Ti ricordi quando le nostre nonne ci dicevano:

“Copriti i reni, non stare con la schiena scoperta!”.

E non era solo un consiglio di buon senso, dietro c’è una verità biologica e, se guardiamo alla Medicina Cinese c’è un’intera visione energetica che spiega perché i lombi e i reni vadano custoditi con calore e attenzione.

In questo post voglio accompagnarti a scoprire il significato di questo gesto, unendo le conoscenze moderne e la visione millenaria della Medicina Cinese. Alla fine ti accorgerai che proteggere i lombi non è un dettaglio, ma un vero atto di cura verso la tua energia vitale.

Partiamo dal corpo, la zona lombare non è solo una parte della schiena. È un punto nevralgico che sostiene gran parte del nostro peso, ospita i reni e le ghiandole surrenali che regolano risposte fondamentali allo stress, l’equilibrio elettrolitico e il metabolismo.

I reni, da un punto di vista biologico, filtrano il sangue, eliminano tossine e regolano i liquidi corporei.

Le surrenali, posizionate sopra i reni, producono cortisolo, adrenalina, aldosterone: ormoni chiave per l’adattamento allo stress e la sopravvivenza.

Le vertebre lombari, infine, sono il cardine che permette di muoversi, piegarsi, reggere e dare stabilità a tutto il corpo.

Capisci subito che questa regione è fragile e potente allo stesso tempo. Tenerla scoperta al freddo o esposta a correnti d’aria non è solo una questione di raffreddamento muscolare, ma può avere conseguenze molto più profonde.

Dal punto di vista della fisiologia moderna, il freddo induce vasocostrizione: i vasi sanguigni si restringono, il flusso si riduce e i tessuti diventano più rigidi e vulnerabili. Questo può causare:

- Dolori muscolari e articolari,

- Irrigidimento lombare,

- Maggiore predisposizione a infiammazioni,

- Calo della circolazione nella zona renale.

Ma la Medicina Cinese va oltre questa spiegazione meccanica, interpreta il freddo come un vero e proprio fattore patogeno capace di penetrare nel corpo e disturbare le funzioni vitali.

Secondo la Medicina Cinese, i reni sono la radice della vita. Non si limitano a filtrare il sangue, ma custodiscono la nostra Jing, l’Essenza vitale, quella scintilla che ereditiamo dai genitori al momento del concepimento e che determina la nostra vitalità, la nostra crescita, la longevità e la capacità riproduttiva.

I reni governano le ossa, i denti, il cervello e il midollo.

Nutrono la forza di volontà (lo Zhi).

Contengono l’acqua del corpo, ma anche il fuoco originario che mantiene accesi tutti i processi vitali.

Ora, secondo questa visione, il freddo è il nemico diretto dei reni. Perché? Perché i reni appartengono all’elemento Acqua e sono naturalmente vulnerabili agli eccessi di freddo e umidità. Se questa energia penetra nella zona lombare, colpisce proprio la radice della nostra energia vitale.

Gli effetti, secondo la MTC, possono essere:

- Indebolimento della schiena e delle ginocchia,

- Disturbi urinari,

- Calo della vitalità e della Iibido,

- Stanchezza cronica,

- Difficoltà di concepimento,

- Dolori articolari aggravati dal freddo.

Non a caso, in Cina si raccomanda da sempre di proteggere i lombi, soprattutto in inverno o nelle donne durante il ciclo mestruale, gravidanza o post-partum, quando l’energia dei reni è più vulnerabile.

La Medicina Cinese ci spiega che i reni custodiscono due aspetti energetici fondamentali:

- Rene Yin: l’acqua, la freschezza, la riserva nutritiva.

- Rene Yang: il fuoco, il calore, la spinta vitale.

Se il freddo penetra nella zona lombare, può spegnere il Rene Yang, portando a sintomi come mani e piedi freddi, apatia, digestione lenta, stanchezza.

Il calore sulla zona lombare, invece, sostiene il Rene Yang, riattiva la circolazione dell’energia e aiuta il corpo a mantenere vitalità e resilienza. Ecco perché nella Medicina Cinese si usano spesso rimedi come la moxibustione (applicazione di calore con artemisia sui punti energetici), le fasce di lana o di seta, le pietre calde, o anche semplicemente una borsa dell’acqua calda.

Proviamo a renderlo pratico. Coprire la zona lombare può sembrare un dettaglio, ma guarda come può trasformarsi in prevenzione quotidiana:

- In inverno, non lasciare mai scoperta la schiena, soprattutto con maglioni corti o pantaloni a vita bassa.

- Usa fasce di lana o cotone caldo per mantenere la zona protetta.

- Applica un termoforo o una borsa calda quando senti rigidità o dolore lombare.

- Dopo un periodo di stress intenso, dona calore ai reni per sostenere anche le surrenali.

È un gesto che vale per tutti, ma è particolarmente importante per:

- Chi soffre di dolori lombari ricorrenti,

- Donne durante il ciclo mestruale o in menopausa,

- Persone con problemi renali o vescicali,

- Chi affronta molta stanchezza e stress,

- Anziani con energia vitale più fragile.

Nella Medicina Cinese, ogni organo è collegato a un’emozione. I reni sono connessi alla paura e alla forza di volontà. Quando i reni sono forti, ci sentiamo stabili, determinati, capaci di affrontare la vita con resilienza. Quando sono deboli, subentrano paure, insicurezza, mancanza di energia per agire.

Proteggere con calore la zona lombare non è quindi solo un atto fisico, ma anche un modo per rinforzare la nostra volontà e radicarci nella vita.

Non dimentichiamo che, secondo la Medicina Cinese, i reni governano anche la sessuaIità e la fertilità. Il calore sulla zona lombare e pelvica stimola la circolazione, sostiene l’energia riproduttiva e può aiutare nei casi di infertilità legati a deficit di Rene Yang.

Non a caso, nelle pratiche tradizionali femminili, dopo il parto le donne venivano avvolte in panni caldi o trattate con moxa proprio sulla zona lombare: un modo per riportare calore, sostegno e vitalità dove più serviva.

Oggi la scienza conferma che il calore applicato alla zona lombare:

- Rilassa i muscoli,

- Aumenta la circolazione sanguigna,

- Riduce il dolore cronico,

- Stimola il rilascio di endorfine,

- Abbassa lo stress.

Quindi, anche senza parlare di energia e Jing, abbiamo prove concrete che un semplice termoforo o un indumento caldo può avere effetti terapeutici.

Proteggere la zona lombare e i reni è un gesto di amore verso se stessi. Nella nostra vita frenetica, fatta di vestiti leggeri anche d’inverno, sedute lunghe e stress continuo, dimentichiamo spesso che il corpo ha bisogno di calore, sostegno e protezione.

La Medicina Cinese ci insegna che i reni sono la radice della vita. Tenerli al caldo significa custodire la nostra energia vitale, la volontà, la fertilità e la longevità. La scienza moderna conferma che il calore ha effetti concreti su muscoli, circolazione e sistema ormonale.

Allora, la prossima volta che stai per uscire con la schiena scoperta, ricordati di questo: coprire i lombi non è un vezzo da nonne, ma un atto di intelligenza, prevenzione e cura profonda.

Perché un corpo protetto è un corpo che si sente al sicuro. E quando ci sentiamo al sicuro, la vita dentro di noi fiorisce.

XO - Patrizia Coffaro

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29/03/2026

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💜 L’Ametista 💜

✨ Il nome "Ametista" ha origine dal termine greco "améthystos", che significa "non ubriaco". Questo perché si credeva che la pietra avesse il potere di prevenire l’intossicazione.

✨ Una delle leggende più affascinanti proviene dalla mitologia greca. Si racconta che Dioniso, il dio del vino, si innamorò di una giovane donna chiamata Ametista. Quando lei rifiutò le sue avances, Dioniso, infuriato, scatenò una bestia feroce contro di lei. Ametista invocò l'aiuto della dea Artemide, che la trasformò in un cristallo trasparente per salvarla. Pentito del suo gesto, Dioniso versò del vino sul cristallo, donandogli il caratteristico colore viola.

📜In cristalloterapia

✨ L’ametista è conosciuta come la pietra della trasformazione spirituale. Si dice che aiuti ad elevare la consapevolezza e a connettersi con il sé superiore, ed è ottima se usata in meditazione, poiché facilita l’accesso a stati di coscienza più elevati, rilassa e promuove la calma e la pace interiore.

✨ Una delle proprietà più note è la sua capacità di proteggere e purificare. È spesso utilizzata per creare uno scudo energetico che protegge dalle energie negative, si dice sia eccellente per purificare l’aura e gli ambienti.

✨ Viene spesso associata alla connessione con i sogni, si dice che aiuti a scacciare gli incubi e che sia in grado di facilitare i sogni lucidi.

✨ L’ametista promuove l’equilibrio e l’armonia, sia a livello personale che nelle relazioni. Aiuta a bilanciare le emozioni, favorendo la comprensione e la pazienza. È una pietra eccellente per migliorare la comunicazione e la cooperazione.

🪶𝕷'𝕬𝖓𝖙𝖗𝖔 𝕯𝖊𝖑𝖑𝖊 𝕾𝖙𝖗𝖊𝖌𝖍𝖊
📸immagine Pinterest

Benvenuto febbraio! 🌺
02/02/2026

Benvenuto febbraio! 🌺

Febbraio viene a potare la vite
con le dita intirizzite:
senza guanti ed ha i geloni
ed un buco negli zoccoloni.

• Gianni Rodari

Indirizzo

Via Madonna Di Campagna, 21
Chiuro
23030

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