13/07/2020
𝐀 𝐜𝐡𝐢 𝐧𝐨𝐧 𝐞̀ 𝐦𝐚𝐢 𝐜𝐚𝐩𝐢𝐭𝐚𝐭𝐨 𝐝𝐢 𝐫𝐢𝐜𝐞𝐫𝐜𝐚𝐫𝐞 𝐢𝐧𝐟𝐨𝐫𝐦𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐬𝐮𝐥 𝐩𝐫𝐨𝐩𝐫𝐢𝐨 𝐬𝐭𝐚𝐭𝐨 𝐝𝐢 𝐬𝐚𝐥𝐮𝐭𝐞 𝐝𝐢𝐠𝐢𝐭𝐚𝐧𝐝𝐨 𝐢 𝐬𝐢𝐧𝐭𝐨𝐦𝐢 𝐨𝐧𝐥𝐢𝐧𝐞, 𝐢𝐧 𝐜𝐞𝐫𝐜𝐚 𝐝𝐢 𝐫𝐚𝐬𝐬𝐢𝐜𝐮𝐫𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞, 𝐩𝐞𝐫 𝐩𝐨𝐢 𝐫𝐢𝐭𝐫𝐨𝐯𝐚𝐫𝐬𝐢 𝐚 𝐬𝐩𝐞𝐫𝐢𝐦𝐞𝐧𝐭𝐚𝐫𝐞 𝐚𝐧𝐜𝐨𝐫𝐚 𝐩𝐢𝐮̀ #𝐩𝐫𝐞𝐨𝐜𝐜𝐮𝐩𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐨 #𝐚𝐧𝐬𝐢𝐚?
"Anche se Internet e, nello specifico Google come motore di ricerca, risulta una fonte preziosa per ricercare informazioni mediche, il risultato è da un lato l’aumento di ansia, della paura o di comportamenti ossessivo-compulsivi, soprattutto in personalità tendenzialmente fobiche (Aiken, Kirwan, Berry & O’Boyle, 2012; Norr, Albanese, Oglesby, Allan, & Schmidt, 2015). Dall’altro, il rischio di affidarsi al dottor Google è quello dell’autodiagnosi. In particolare, i ricercatori hanno notato che vi è correlazione tra ansia riguardo la propria salute e l’ipocondria, tale per cui, le ricerche online su argomenti relativi al proprio stato di salute possono indurre elevata paura e ansia (Aiken et al., 2012). Questi collegamenti hanno portato ad una concettualizzazione del termine 𝐂𝐲𝐛𝐞𝐫𝐜𝐨𝐧𝐝𝐫𝐢𝐚, con il quale ci si riferisce ad un’escalation di preoccupazioni sulla sintomatologia mentale o fisica dipendente dalla recensione dei risultati della ricerca online (Starcevic & Berle, 2013; White & Horvitz, 2009). A livello terminologico, ‘cybercondria’ deriva infatti dalla contrazione tra ‘cyber’ e ‘ipocondria’".
Per saperne di più: https://www.stateofmind.it/2020/07/cybercondria-ansia/?fbclid=IwAR09qy9wVQXi9B6tLrd9j9DXjApPDelepskglWiezB4_SiFZtl5lYDtUY1Q
Il rischio di affidarsi al dr Google, per chi soffre di Cybercondria, è quello dell’autodiagnosi. Eppure cercare i sintomi online non crea che altra ansia