07/09/2022
LA MANIPOLAZIONE DELLE MASSE:
Gustave Le Bon, fu il primo a studiare scientificamente il comportamento delle f***e: “Nell’anima collettiva, le attitudini intellettuali degli uomini, e di conseguenza le loro individualità, si annullano. L’eterogeneo si dissolve nell’omogeneo e i caratteri inconsci predominano”.
La sua opera "la psicologia delle f***e" (pubblicata nel 1895) fu studiata meticolosamente non per niente da molti politici fra cui Lenin, Hi**er, Stalin e Mussolini. Diceva Mussolini- "e non so quante volte abbia riletto la sua "Psicologia delle f***e" E' un opera capitale alla quale ancora oggi spesso ritorno".
Noam Chomsky, carismatico linguista e filosofo statunitense, ha elaborato la lista di 10 strategie della manipolazione che ci infondono i mass media. Tra le più rinomate:
- La strategia della DISTRAZIONE.
“L’elemento primordiale del controllo sociale è la strategia della distrazione che consiste nel deviare l’attenzione del pubblico dai problemi importanti e dei cambiamenti decisi dalle élites politiche ed economiche, attraverso la tecnica del diluvio o inondazioni di continue distrazioni e di informazioni insignificanti.”
- Creare problemi e poi offrire le SOLUZIONI.
Questo metodo è anche chiamato “problema- reazione- soluzione”. Si crea un problema, una “situazione” prevista per causare una certa reazione da parte del pubblico, con lo scopo che sia questo il mandante delle misure che si desiderano far accettare. Ad esempio: lasciare che si dilaghi o si intensifichi la violenza urbana, o organizzare attentati sanguinosi, con lo scopo che il pubblico sia chi richiede le leggi sulla sicurezza e le politiche a discapito della libertà. O anche: CREARE UNA CRISI ECONOMICA per far accettare come un "MALE NECESSARIO" la retrocessione dei diritti sociali e lo smantellamento dei servizi pubblici.
- La strategia del DIFFERIRE.
Un altro modo per far accettare una decisione impopolare è quella di presentarla come “dolorosa e necessaria”, ottenendo l’accettazione pubblica, nel momento, per un’applicazione futura. E’ più facile accettare un sacrificio futuro che un sacrificio immediato. Prima, perché lo sforzo non è quello impiegato immediatamente. Secondo, perché il pubblico, la massa, ha sempre la tendenza a sperare ingenuamente che “tutto andrà meglio domani” e che il sacrificio richiesto potrebbe essere evitato. Questo dà più tempo al pubblico per abituarsi all’idea del cambiamento e di accettarlo rassegnato quando arriva il momento.
Ognuno ha il suo Burattinaio sin da quando viene al mondo, nessuno è esente da ciò, Adamo compreso (in quanto manipolato dal serpente). E come ha impresso nelle nostre memorie un vecchio saggio: