Antonio Cavataio Fisioterapista

Fisioterapista specializzato nella riabilitazione muscolo-scheletrica e nel recupero funzionale, con una forte passione per il movimento e il benessere della persona.

Quando una protesi articolare si infetta, il percorso si complica.Non sempre è possibile intervenire subito con una nuov...
31/03/2025

Quando una protesi articolare si infetta, il percorso si complica.

Non sempre è possibile intervenire subito con una nuova protesi: in questi casi si utilizza uno spaziatore antibiodato, un dispositivo temporaneo che:

Rilascia antibiotici localmente per combattere l’infezione e mantiene lo spazio articolare per evitare retrazioni e rigidità,

Ma cosa causa l’infezione di una protesi?
Le infezioni periprotesiche possono derivare da:

▫️Contaminazione intraoperatoria (durante l’intervento),

▫️Diffusione ematogena (batteri che raggiungono la protesi da un’altra infezione nel corpo),

▫️Infezioni superficiali mal gestite nei giorni successivi all’intervento.

L'incidenza si aggira tra l’1% e il 2% negli interventi primari, ma può arrivare fino al 5-10% nei reimpianti o in pazienti fragili, con diabete, immunosoppressione o scarsa igiene.

In alcuni casi, soprattutto nei pazienti anziani o con gravi patologie, lo spaziatore può diventare una soluzione definitiva, se i rischi di un nuovo intervento superano i potenziali benefici.

La riabilitazione è il cuore del recupero.
Serve un percorso personalizzato che punti a:

Recuperare la mobilità passiva e attiva assistita,

Rinforzare la muscolatura residua,

Valorizzare ogni risorsa attiva del paziente.

Non si tratta solo di ridurre il dolore, ma di riconquistare autonomia e qualità di vita giorno dopo giorno.
Le immagini mostrano rx in proiezione frontale e sagittale di un mio paziente con spaziatore antibiodato a distanza di sei mesi dall'intervento.

Osteoporosi? Il muscolo è il tuo alleato.Per anni si è pensato che in presenza di osteoporosi fosse meglio “fare piano”,...
21/03/2025

Osteoporosi? Il muscolo è il tuo alleato.

Per anni si è pensato che in presenza di osteoporosi fosse meglio “fare piano”, evitando sforzi per paura delle fratture. Oggi invece le evidenze scientifiche ci dicono chiaramente che l’esercizio contro resistenza è uno degli strumenti più efficaci per proteggere le ossa.

L’osso è un tessuto vivo e si adatta agli stimoli: più è sollecitato nel modo giusto, più si rinforza. Allenare i muscoli significa stimolare direttamente la densità ossea, migliorare l’equilibrio, ridurre il rischio di cadute e mantenere l’autonomia più a lungo.

Contrariamente a quanto si consigliava un tempo, il nuoto non ha alcun beneficio in tal senso.
Essendo svolto in acqua, dove la gravità è fortemente ridotta, manca lo stimolo meccanico necessario per rinforzare le ossa. Per favorire realmente la salute ossea servono esercizi eseguiti a carico naturale o con resistenze esterne, in modo progressivo e controllato.

Naturalmente, non si tratta di sollevare pesi a caso o improvvisare: l’allenamento deve essere specifico, graduale e soprattutto sicuro. Per questo è fondamentale farsi seguire da un fisioterapista o un professionista esperto, che sappia adattare il carico in base alla condizione della persona e alla sua storia clinica.

Se hai ricevuto una diagnosi di osteoporosi, non significa che devi fermarti. Al contrario: muoverti nel modo giusto può fare davvero la differenza.

👣 Fascite plantare: perché non basta solo il riposo?Quando si parla di fascite plantare, spesso si pensa che basti mette...
21/03/2025

👣 Fascite plantare: perché non basta solo il riposo?

Quando si parla di fascite plantare, spesso si pensa che basti mettere il piede a riposo o cambiare scarpe per risolvere il problema. In realtà, il dolore sotto al tallone o lungo l’arco del piede è spesso il risultato di uno squilibrio meccanico, di un carico mal gestito o semplicemente di un corpo che non è stato preparato a sopportare ciò che gli chiediamo ogni giorno.

Un tempo si pensava che fosse solo un’infiammazione. Oggi invece, grazie alle evidenze scientifiche più recenti, sappiamo che si tratta soprattutto di una degenerazione tissutale: la fascia plantare non è infiammata in senso classico, ma compromessa nella sua struttura, spesso a causa di carichi eccessivi e mal distribuiti nel tempo.

Il recupero non può quindi basarsi solo sul riposo o su una terapia passiva. Serve un approccio attivo e mirato, fondato su un concetto chiave: il sovraccarico progressivo. Solo attraverso esercizi dosati con cura e adattati nel tempo, il tessuto può riorganizzarsi, rinforzarsi e tornare a svolgere il suo ruolo senza provocare dolore.

Per questo è fondamentale farsi seguire da un fisioterapista che conosca la condizione, sappia valutare le cause alla base del problema e costruire un percorso riabilitativo personalizzato. Ogni piede è diverso, ogni storia è diversa. E una guida esperta può fare la differenza tra un miglioramento momentaneo e una vera risoluzione.

Indirizzo

Via Nazionale 110
Cinisi
90045

Orario di apertura

Martedì 15:00 - 19:00
Giovedì 15:00 - 19:00

Sito Web

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