Endocrinologia Diabetologia Cinisi

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03/11/2017

L'esame ecografico della tiroide rappresenta un esame cruciale nei pazienti con noduli tiroidei, ai fini di selezionare tutti quei noduli che risultano meritevoli di essere analizzati mediante agoaspirato a strato sottile tiroideo (FNAb). L'associazione europea per le malttie tiroidee ha proposto delle lineeguida sulla stratificazione del rischio dei noduli tiroidei, per meglio identificare i noduli con maggiore sospetto di malignità, secondo un algoritmo EU-TIRADS che vi riporto.
Come vedete nell'immagine abbiamo possiamo avere i seguenti casi:
1. Nodulo con almeno una caratteristica di sospetto (forma rotondeggiante, margini irregolari, microcalcificazioni o marcatamente ipoecogeno). In questo caso se il nodulo ha un diametro superiore ai 10 mm va consigliato l'agoaspirato, se inferiore va monitorato ecograficamente.
2. Nodulo senza caratteristiche di sospetto:
a. Lievemente ipoecogeno, agoaspirato se maggiore di 15 mm
b. Isoecogeno o iperecogeno, agoaspirato se maggiore di 20 mm
c. Anecogeno o spongiforme, non agoaspirato ai fini diagnostici (ma aggiungerei solo terapeutici, se noduli di grosse dimensioni).

Questo tipo di esame, come capirete, ha un ruolo importante nell' iter diagnostico-terapeutico e per tale motivo va sempre inserito nel giusto contesto.
Buona lettura 👩‍⚕️📖🤓

Oggi parliamo di autoimmunità tiroidea.Sempre più spesso mi viene chiesto cosa siano gli anticorpi anti-tireoperossidasi...
01/10/2017

Oggi parliamo di autoimmunità tiroidea.
Sempre più spesso mi viene chiesto cosa siano gli anticorpi anti-tireoperossidasi e anti-tireogloblulina, quale sia la loro importanza e se avere un valore anticorpale elevato sia o meno preoccupante.
Cerchiamo allora di fare un po' di chiarezza.
Gli autoanticorpi tiroidei (o, più semplicemente, anticorpi anti-tiroide) sono anticorpi specifici per uno o più componenti della tiroide, in particolare per specifici enzimi deputati alla sintesi degli ormoni tiroidei. La presenza di questi autoanticorpi è spia di una patologia autoimmune tiroidea che può associarsi a un'alterazione della funzione della tiroide (ipo o ipertiroidismo) oppure a una tiroide perfettamente funzionante (eutiroidismo). Un altro dato da sottolineare è che indipendentemente da come funzioni la tiroide, gli autoanticorpi possono essere associati a un quadro ecografico di tiroide "infiammata" con ingrossamento della ghiandola e talvolta presenza di noduli.
Pertanto, la presenza di questo valore alterato, è spia di una patologia tiroidea (tiroidite cronica autoimmune) che come singolo valore non è preoccupante, ma che va correlato con il quadro generale del paziente (funzionalità tiroidea, nodularità, gozzo..ecc), al fine di avviare o meno una specifica terapia farmacologica.
Spero di aver chiarito un po' meglio questo aspetto 🤓🙂

26/09/2016

La cefalea può essere uno dei sintomi con cui si manifesta l’ipotiroidismo. Uno studio recente ne ha analizzato le caratteristiche.

DIABETE DI TIPO 2: IN ARRIVO NUOVI FARMACII cotrasportatori di glucosio sodio-dipendente (o sodio-glucosio trasportatore...
26/09/2016

DIABETE DI TIPO 2: IN ARRIVO NUOVI FARMACI
I cotrasportatori di glucosio sodio-dipendente (o sodio-glucosio trasportatore linked, SGLT) sono una famiglia di trasportatori di glucosio che si trovano nella mucosa intestinale (enterociti) del piccolo intestino (SGLT1) e nel tubulo prossimale del nefrone (SGLT2 in nel tubulo contorto prossimale PTC e SGLT1 in PST). Essi contribuiscono al riassorbimento renale del glucosio. Nei reni, il 100% del glucosio filtrato nel glomerulo viene riassorbito lungo il nefrone (98% in PCT, via SGLT2). In caso di concentrazione di glucosio troppo altao nel plasma (iperglicemia), il glucosio viene escreto nelle urine (glicosuria); perché SGLT diventa saturato dal monosaccaride e rimane filtrato. Il glucosio è sempre riassorbito da un nefrone sano. Ci sono tre diverse specialità in questo gruppo di farmaci che inibiscono tale meccanismo di trasporto. Essi agiscono a livello renale bloccando appunto il riassorbimento del glucosio. Noi sappiamo che il rene regola l'omeostasi dell'intero organismo e riassorbe il glucosio che è stato filtrato interamente, a prescindere da quote eccessive che superano il valore del TM o tubular maximum, in genere fino a valori di glicemia di 150 mg/dl tutto il glucosio è assorbito per intero.
Inibitori SGLT2 lavorano nei seguenti modi:
Ridurre la quantità di glucosio viene raccolta reni modo che viene eliminato nelle urine.
• Ridurre la quantità di glucosio nel sangue.

I farmaci della famiglia degli inibitore SGLT2 sono:
Dapagliflozin: Forxiga
Canaglifozin: Invokana
Empagliflozin: Jardiance

Tali farmaci rappresentano una nuova frontiera per il trattamento dei pazienti con diabete di tipo 2, nell'ottimizzare il compenso glicemico e ridurre il rischio di complicanze.

21/09/2016

Il carcinoma della tiroide è più frequente nelle donne che negli uomini, è raro nei bambini e si presenta più spesso con l’aumentare dell’età.

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