23/08/2026
Si chiama orientarsi. Psicologicamente ha un significato simbolico molto potente, ma anche risvolti concreti. Le domande da porsi riguardano proprio il “sapere dove sei stato”; tutto ciò che facciamo nel presente, la rotta che scegliamo nelle relazioni, nelle professioni, nelle passioni e nelle amicizie, è stata inscritta in noi molto tempo fa e noi la seguiamo mossi da un moto interiore. Spesso questo moto interiore non è così consapevole: modelli di riferimento, lealtà invisibili, condizionamenti da traumi del passato, ci guidano come bussole rotte che hanno perso la capacità di farci trovare il nostro nord. Così, tendiamo a rimanere in relazioni, posti di lavoro, gruppi di amici che non sono più i nostri, ci stanno stretti, ci soffocano e ci obbligano a indossare maschere, solo perché siamo guidati da quelle bussole interne mal funzionanti. Cercare un orientamento vero, che finalmente ci metta sulla nostra rotta, quella che ci può rendere davvero felici, soddisfatti, generativi e che ci fa evolvere, costa molta fatica, è vero, ma il porto in cui ci fa arrivare è decisamente più sicuro e più bello di quelli in cui ci ostiniamo a stare per paura di uscire a navigare in mare aperto…. Vaiana ci insegna che per migliorare la nostra condizione bisogna superare un tantino il Reef… l’oceano fa paura, è minaccioso, talvolta crudele, ma può essere anche salvifico… se solo seguiamo chi siamo…. oceania