Comunità Terapeutica "Città della Pieve"

Comunità Terapeutica "Città della Pieve" Informazioni di contatto, mappa e indicazioni stradali, modulo di contatto, orari di apertura, servizi, valutazioni, foto, video e annunci di Comunità Terapeutica "Città della Pieve", S. S. Umbro Casentinese KM 73, Città della Pieve.

15/08/2026

Auguri a tutti i nostri follower, agli ospiti delle nostre comunità, alle loro famiglie e a tutti gli operatori e collaboratori che anche oggi sono al lavoro per garantire accoglienza, cura e sostegno a chi ne ha bisogno!

03/08/2026

Oggi è il primo lunedì di e ci teniamo a ricordarvi una cosa: LA SOLIDARIETÀ NON VA IN FERIE!

Le nostre CT sono aperte, pronte ad accogliere chiunque ne abbia bisogno. Anche d'estate.

31/07/2026

𝘿𝙚𝙩𝙚𝙣𝙯𝙞𝙤𝙣𝙚 𝙙𝙤𝙢𝙞𝙘𝙞𝙡𝙞𝙖𝙧𝙚 𝙩𝙚𝙧𝙖𝙥𝙚𝙪𝙩𝙞𝙘𝙖: 𝙡𝙖 𝙘𝙪𝙧𝙖 𝙚 𝙞𝙡 𝙧𝙚𝙞𝙣𝙨𝙚𝙧𝙞𝙢𝙚𝙣𝙩𝙤 𝙚𝙣𝙩𝙧𝙖𝙣𝙤 𝙣𝙚𝙡 𝙥𝙚𝙧𝙘𝙤𝙧𝙨𝙤 𝙙𝙚𝙡𝙡𝙖 𝙥𝙚𝙣𝙖

Il Parlamento approva definitivamente la riforma per i detenuti con dipendenze. Il Centro Italiano di Solidarietà don Mario Picchi ETS, parte della rete Comunitalia, ha contribuito al confronto e all’elaborazione delle proposte presentate alle istituzioni.

Un importante passo avanti verso un sistema penale capace di coniugare responsabilità, sicurezza, cura e reinserimento sociale. Il 29 luglio 2026 la Camera dei deputati ha approvato definitivamente il disegno di legge di iniziativa governativa recante “Disposizioni in materia di detenzione domiciliare per il recupero dei detenuti tossicodipendenti o alcoldipendenti”, già approvato dal Senato con il numero 1635 e successivamente esaminato dalla Camera come A.C. 2961.

Il provvedimento riconosce che, quando un reato è legato a una condizione di tossicodipendenza o alcoldipendenza, la sola permanenza in carcere non sempre rappresenta la risposta più efficace. Accanto alla necessaria certezza della pena, occorre infatti intervenire sulle cause profonde della condotta, offrendo alla persona un percorso serio e controllato di cura, responsabilizzazione e recupero.

𝙉𝙤𝙣 𝙪𝙣𝙖 𝙨𝙚𝙢𝙥𝙡𝙞𝙘𝙚 𝙪𝙨𝙘𝙞𝙩𝙖 𝙙𝙖𝙡 𝙘𝙖𝙧𝙘𝙚𝙧𝙚, 𝙢𝙖 𝙪𝙣 𝙫𝙚𝙧𝙤 𝙥𝙚𝙧𝙘𝙤𝙧𝙨𝙤 𝙩𝙚𝙧𝙖𝙥𝙚𝙪𝙩𝙞𝙘𝙤

La riforma introduce nel Testo unico in materia di stupefacenti una nuova forma di detenzione domiciliare destinata alle persone tossicodipendenti o alcoldipendenti che debbano espiare una pena, anche residua, non superiore a otto anni.

La misura potrà svolgersi presso una struttura privata autorizzata e accreditata, sulla base di un programma terapeutico socio-riabilitativo residenziale. L’accesso non sarà automatico: sarà necessario dimostrare l’esistenza della dipendenza, la sua correlazione con il reato commesso e l’idoneità del programma proposto rispetto alle concrete esigenze di recupero della persona. La decisione resterà affidata all’autorità giudiziaria competente.

Non si tratta, dunque, di una rinuncia alla pena né di una liberazione indiscriminata. La pena continuerà a essere eseguita, ma all’interno di un contesto strutturato, sottoposto a regole, verifiche e responsabilità precise. Il responsabile della comunità dovrà trasmettere periodicamente una relazione sull’andamento del programma ai servizi pubblici per le dipendenze e agli uffici dell’esecuzione penale esterna, segnalando eventuali violazioni. In caso di esito negativo, la misura potrà essere revocata.

Il principio alla base della nuova disciplina è chiaro: curare la dipendenza significa anche ridurre il rischio di recidiva, ricostruire legami sociali e offrire alla persona strumenti concreti per non tornare a commettere reati.

𝙄𝙡 𝙘𝙤𝙣𝙩𝙧𝙞𝙗𝙪𝙩𝙤 𝙙𝙚𝙡 𝘾𝙚.𝙄.𝙎. 𝙙𝙤𝙣 𝙈𝙖𝙧𝙞𝙤 𝙋𝙞𝙘𝙘𝙝𝙞 𝙚 𝙙𝙚𝙡𝙡𝙖 𝙧𝙚𝙩𝙚 𝘾𝙤𝙢𝙪𝙣𝙞𝙩𝙖𝙡𝙞𝙖

Il risultato raggiunto è anche il frutto di un lungo lavoro di confronto tra istituzioni, servizi pubblici, comunità terapeutiche, professionisti e organizzazioni del Terzo settore.

Il Centro Italiano di Solidarietà don Mario Picchi ETS, realtà impegnata da oltre cinquant’anni nella prevenzione, nella cura delle dipendenze e nel reinserimento sociale, ha partecipato attivamente ai tavoli tecnici preparatori della VII Conferenza Nazionale sulle Dipendenze, contribuendo alla stesura delle proposte sottoposte alle istituzioni e al Governo. Tra i temi affrontati vi erano proprio la realtà del carcere, la continuità terapeutica e lo sviluppo delle misure alternative alla detenzione.

Il Ce.I.S. opera inoltre all’interno della rete Comunitalia, che riunisce importanti organizzazioni del privato sociale attive nel campo delle dipendenze. Nel corso della Conferenza, il coordinatore della rete Comunitalia, Francesco Vismara, ha presentato alle istituzioni le proposte riguardanti i modelli innovativi di presa in carico.

Il documento conclusivo della Conferenza ha indicato espressamente, tra le priorità, l’ampliamento della platea delle persone detenute che possono accedere a programmi terapeutici in misura alternativa, richiamando proprio l’articolo 1 del disegno di legge n. 1635. Sono state inoltre proposte una maggiore integrazione tra carcere, servizi per le dipendenze, comunità terapeutiche e territorio, nonché procedure di valutazione più adeguate alle nuove e complesse forme di dipendenza.

La partecipazione del Centro Italiano di Solidarietà don Mario Picchi ETS a questo percorso conferma il valore dell’esperienza maturata quotidianamente accanto alle persone più fragili. Un’esperienza ispirata al “Progetto Uomo”, la filosofia elaborata da don Mario Picchi che pone la persona al centro, riconoscendole la possibilità di cambiare, assumersi le proprie responsabilità e costruire una nuova storia di vita.

𝙐𝙣𝙖 𝙧𝙞𝙛𝙤𝙧𝙢𝙖 𝙙𝙖 𝙧𝙚𝙣𝙙𝙚𝙧𝙚 𝙘𝙤𝙣𝙘𝙧𝙚𝙩𝙖

L’approvazione definitiva rappresenta un traguardo di grande rilievo, ma anche l’inizio di una nuova fase. Perché la legge produca risultati reali saranno necessari posti adeguati nelle comunità, risorse certe, personale qualificato e una collaborazione stabile tra magistratura di sorveglianza, amministrazione penitenziaria, servizi sanitari, Ser.D, Uffici di esecuzione penale esterna ed enti del Terzo settore.

Le comunità terapeutiche non devono trasformarsi in semplici luoghi alternativi alla cella. Devono rimanere spazi di cura, educazione e cambiamento, nei quali ogni programma sia costruito sulla storia, sui bisogni e sulle potenzialità della singola persona.

Il Centro Italiano di Solidarietà don Mario Picchi ETS accoglie con soddisfazione questa riforma, che riconosce il ruolo fondamentale delle comunità terapeutiche e restituisce centralità alla persona. Una società è più sicura non soltanto quando punisce chi ha sbagliato, ma anche quando crea le condizioni affinché quella persona possa comprendere il proprio errore, liberarsi dalla dipendenza e tornare nella comunità con una nuova consapevolezza.

Perché offrire una possibilità autentica di recupero non significa indebolire la giustizia: 𝘀𝗶𝗴𝗻𝗶𝗳𝗶𝗰𝗮 𝗿𝗲𝗻𝗱𝗲𝗿𝗹𝗮 𝗽𝗶𝘂̀ 𝗲𝗳𝗳𝗶𝗰𝗮𝗰𝗲, 𝗽𝗶𝘂̀ 𝗿𝗲𝘀𝗽𝗼𝗻𝘀𝗮𝗯𝗶𝗹𝗲 𝗲 𝗽𝗶𝘂̀ 𝘂𝗺𝗮𝗻𝗮.

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29/07/2026

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29/07/2026

Vi aspettiamo tutti i giorni presso Casale Fargneta a Città della Pieve (S.S. Umbro Casentinese km 72.3) con i magnifici prodotti dell’orto dei nostri ragazzi!

Per maggiori informazioni potete contattarci ai seguenti numeri:
-0578 288677
- 0578 321694

Al momento potete trovare pomodori, zucchine, cetrioli, peperoni, meloni, melanzane, bieta… e tanto altro!!!

Vi aspettiamo!!

24/07/2026
22/07/2026

Indirizzo

S. S. Umbro Casentinese KM 73
Città Della Pieve
06062

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