17/10/2025
Educare è una responsabilità degli adulti.
Di tutti gli adulti.
Quelli che in casa si occupano dei loro figli, degli insegnanti nelle scuole e della società intera.
Educare (e-ducare: portare fuori) significa rendere possibile l’emergere delle migliori capacità di ciascuno.
Educare è diverso da insegnare e sicuramente è diverso da indottrinare.
Fatte queste premesse, ricordo che si sta vietando l’EDUCAZIONE sessuale e affettiva.
A Cittadella, come in tante altre scuole si sono sempre dedicate delle ore in quinta elementare e in terza media ad un’educazione sessuale, meramente intesa in termini organico-scientifici, mentre sono in alcune classi grazie alla lungimiranza di alcune insegnanti, venivano preparati i bambini e i ragazzi ad affrontare determinati argomenti intimi e complessi attraverso una preparazione all’emotività e all’imbarazzo che argomenti come quelli potevano provocare.
Da alcuni anni finalmente, le nostre scuole sono riuscite ad attivare per tutte le classi uno splendido progetto gratuito che fornisce un percorso di crescita nelle competenze emotive che partiva dalla quinta elementare e si sviluppava progressivamente fino alla terza media.
Un progetto che non si limitava a parlare solo degli organi sessuali e di “come si fanno i bambini“ ma che aiutava a conoscere se stessi e l’altro.
Per chi non lo sapesse l’educazione affettivo sessuale, alla scuola primaria e alla secondaria di primo grado, ha solo marginalmente a che fare con tutto ciò che concerne la sessualità in termini di atto sessuale fisico.
Si tratta invece di un percorso di apprendimento e di conoscenza prima di tutto di se stessi, delle proprie emozioni, delle proprie paure, delle proprie potenzialità e poi del riconoscimento delle somiglianze e delle differenze, di rispetto dell’altro andando a creare non solo le basi per la costruzione della propria autostima e della propria capacità di stare con se stessi e con gli altri, ma anche delle solide basi per il processo che sarebbe iniziato poi in adolescenza di costruzione della propria identità. Un progetto che mirava a sviluppare l’intelligenza emotiva dei nostri figli.
È spaventoso apprendere che invece si sia convinti che educare alla sessualità fosse parlare di malattie sessualmente trasmissibili, di diverse identità di genere, di gravidanze indesiderate o di famiglie diverse dalla “famiglia tradizionale”.
L’educazione sessuale e affettiva è educazione alle emozioni, è comprendere e accettare se stessi, è intelligenza emotiva, è creazione del gruppo classe, è fornire le competenze per comprendere i concetti di consenso, rispetto e amore.
Perché il sesso è solo alla fine un incontro fisico.
È rispetto, è consenso, è amore.