07/06/2026
Non è la suocera il problema. O almeno, non è solo lei.
Nel reel parlo di una dinamica che incontro spesso nel mio lavoro e che viene osservata anche dalla psicologia sistemica: la difficoltà di alcuni uomini a separarsi emotivamente dalla propria famiglia d'origine e, in particolare, dalla madre.
Quando parlo di separazione, non intendo distanza, freddezza o mancanza d'amore. Al contrario. Diventare adulti significa poter continuare ad amare profondamente i propri genitori, riconoscendo però che il loro posto e il nostro posto non sono più gli stessi di quando eravamo bambini.
A volte questo passaggio non avviene completamente. Così il figlio continua a cercare la madre in ogni scelta importante, nel bisogno di conferma, nelle decisioni della coppia e persino nei conflitti. La sua opinione diventa determinante, il suo sguardo indispensabile, la sua approvazione necessaria.
Non si tratta di cattiveria, né di egoismo. Molto spesso si tratta di legami profondi, costruiti negli anni, che nessuno ha mai imparato a guardare davvero.
In alcune situazioni, inoltre, il figlio può trovarsi inconsapevolmente a occupare uno spazio che non appartiene al suo ruolo. Può diventare il principale sostegno emotivo della madre, il suo confidente, il suo punto di riferimento affettivo. Non perché qualcuno lo scelga volontariamente, ma perché all'interno del sistema familiare si è creata una vicinanza che rende più difficile il naturale processo di separazione.
Quando questo accade, la relazione di coppia spesso ne risente. La compagna può sentirsi esclusa, non vista, come se il suo posto non fosse mai davvero riconosciuto. Come se nella relazione ci fosse sempre una terza presenza, invisibile ma costante.
Nelle costellazioni familiari e nel lavoro sulle dinamiche transgenerazionali osserviamo spesso che la serenità arriva quando ciascuno può tornare al proprio posto. Quando la madre può essere madre, il figlio può essere figlio e l'uomo può finalmente stare accanto alla propria compagna senza sentirsi diviso tra due appartenenze.
Non è una questione di colpe. Non ci sono madri cattive e figli sbagliati. Ci sono dinamiche che meritano di essere comprese con rispetto, perché solo ciò che viene riconosciuto può trasformarsi.
Perché il posto della madre è nel cuore. Il posto della compagna è accanto.
❤️ Ti è mai capitato di osservare questa dinamica nella tua vita o nelle relazioni che ti circondano?
Ti abbraccio,
Alessandra 🌿