Psicologa - Psicoterapeuta dott.ssa Valeria Tramannoni

Psicologa - Psicoterapeuta dott.ssa Valeria Tramannoni Psicologa Clinica e Giuridica, Psicoterapeuta ad orientamento Cognitivo-Comportamentale. Mi occupo inoltre dei disturbi dell’infanzia e dell’adolescenza.

Ricevo a: Civitanova Marche - Macerata - Osteon Fisioterapia
Disponibile anche per supporto psicologico online tramite Skype o Whatsapp Mi sono laureata presso l’Università degli studi di Urbino e sono iscritta nella sezione A dell’Albo professionale dell’Ordine degli Psicologi della Regione Marche con il numero 2014. Dopo aver frequentato un Master in Psicologia Giuridica presso l'Istituto Galton

(sede di Bologna), mi sono specializzata in Psicoterapia Cognitivo Comportamentale presso SPC (Scuola di Psicoterapia Cognitiva - Ancona). Svolgo l'attività in ambito psicologico attraverso colloqui individuali di consulenza, rivolti ad adulti, adolescenti e bambini, colloqui di sostegno alle coppie ( etero-omosessuali) e alle famiglie, attraverso un lavoro finalizzato ad identificare il disagio emotivo e ad individuare le risorse per farvi fronte. La finalità degli incontri è quella di migliorare progressivamente la capacità di gestione di situazioni difficili, riducendo il disagio psico-fisico e favorendo lo sviluppo, la valorizzazione di sé, l’autostima e le proprie capacità di adattamento. Effettuo consulenze tecniche a scopo assicurativo ed infortunistico in seguito ad incidenti stradali e sul posto di lavoro, al fine di determinare l’esistenza di un danno psicologico/psichico e il relativo risarcimento assicurativo in forma pecuniaria. Impegnata in problematiche inerenti la valutazione a scopo di risarcimento del danno biologico di natura psichica e danno esistenziale, svolgo consulenze tecniche e perizie. Ho approfondito gli aspetti della Psicologia Sportiva in quanto per ottenere il miglior risultato possibile in qualsiasi disciplina è opportuno completare l’allenamento fisico e tecnico con un Supporto Psicologico.

Nessuno arriva vuoto nella vita di un altro. Arriviamo tutti con un passato che ci ha costruiti, con amori finiti, error...
18/05/2026

Nessuno arriva vuoto nella vita di un altro. Arriviamo tutti con un passato che ci ha costruiti, con amori finiti, errori, ferite e rinascite. E capire questo è il primo passo per smettere di sentirsi in lotta con ciò che non si può cancellare e iniziare a scegliere davvero ciò che si vive adesso.

12/05/2026

𝐼𝑛 𝑞𝑢𝑒𝑠𝑡𝑎 𝑙𝑒𝑡𝑡𝑒𝑟𝑎 𝑝𝑢𝑏𝑏𝑙𝑖𝑐𝑎𝑡𝑎 𝑑𝑎 𝐼𝑙 𝑀𝑒𝑠𝑠𝑎𝑔𝑔𝑒𝑟𝑜, 𝑀𝑎𝑟𝑖𝑎 𝐴𝑛𝑡𝑜𝑛𝑖𝑒𝑡𝑡𝑎 𝐺𝑢𝑙𝑖𝑛𝑜, 𝑃𝑟𝑒𝑠𝑖𝑑𝑒𝑛𝑡𝑒 𝑑𝑒𝑙 𝐶𝑁𝑂𝑃, 𝑟𝑖𝑓𝑙𝑒𝑡𝑡𝑒 𝑠𝑢𝑙 𝑟𝑢𝑜𝑙𝑜 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑝𝑠𝑖𝑐𝑜𝑙𝑜𝑔𝑖𝑎 𝑛𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑠𝑜𝑐𝑖𝑒𝑡𝑎̀ 𝑒 𝑠𝑢𝑙𝑙𝑎 𝑛𝑒𝑐𝑒𝑠𝑠𝑖𝑡𝑎̀ 𝑑𝑖 𝑖𝑛𝑣𝑒𝑠𝑡𝑖𝑟𝑒 𝑑𝑎𝑣𝑣𝑒𝑟𝑜 𝑛𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑝𝑟𝑒𝑣𝑒𝑛𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒, 𝑜𝑙𝑡𝑟𝑒 𝑙𝑒 𝑚𝑖𝑠𝑢𝑟𝑒 𝑒𝑚𝑒𝑟𝑔𝑒𝑛𝑧𝑖𝑎𝑙𝑖 𝑒 𝑔𝑙𝑖 𝑠𝑙𝑜𝑔𝑎𝑛.

“Gentile Direttore,
ho letto con molta attenzione l’interessante analisi del prof. Ricolfi pubblicata dal suo giornale e devo ammettere che ha suscitato in me sensazioni contrastanti.

C’è un riflesso quasi automatico, nel dibattito pubblico italiano, che merita di essere guardato con più freddezza: ogni volta che si parla di disagio, fragilità, crisi sociale, si invoca – talvolta con tono salvifico – la psicologia. È un punto che non può essere liquidato con sufficienza, perché pone una domanda lecita: stiamo trasformando ogni fatica della vita in un caso clinico?

Il rischio esiste. Ma fermarsi qui può essere un errore speculare che alimenta polarizzazioni, rischiose per il benessere della popolazione. Perché mentre discutiamo di “psicologizzazione della società”, la realtà intorno a noi racconta tutt’altro: la psicologia, nei servizi pubblici, è marginale, residuale, spesso l’ultima ruota del carro tra gli operatori sanitari.

Meno del 7% di presenza nei servizi è un dato poco rassicurante che dovrebbe far sobbalzare. Nell’offerta di salute, siamo molto lontani da un “overbooking” di psicologi e, invece, testimoni di una clamorosa insufficienza. Allora il punto non è se si parli troppo di psicologia.

Il punto è che se ne parla tanto ma si investe poco. Il cosiddetto “bonus psicologo” ne è l’esempio perfetto: grande visibilità politica, risorse limitate, accesso incerto destinato a pochi. Una misura che intercetta il bisogno, circa 800mila domande, ma non costruisce sistema. È la logica della misura emergenziale, non quella della strategia strutturale.

Qui si inserisce un secondo equivoco, più sottile: confondere la cura con la prevenzione. La prima arriva quando il problema è già esploso; la seconda lavora prima, quando si può evitare che il disagio, la crisi evolutiva, lo stress accumulato diventino patologia. Eppure, nel nostro modello sociale, la prevenzione psicologica resta ancora un timido corpo estraneo, quasi un lusso teorico.

C’è poi un ultimo punto, spesso rimosso perché meno spendibile mediaticamente: la prevenzione non produce consenso immediato. Non si inaugura, non si fotografa, non si taglia con un nastro.

È un processo lento, che chiede continuità e due qualità preziose e quindi rare nel ciclo breve della politica. E resta ai margini intrappolata nel paradosso: in una fase storica segnata da instabilità, pressione sociale, violenze e aggressività diffuse, trasformazioni profonde nel mondo del lavoro e delle relazioni, proprio ciò che servirebbe di più – strumenti diffusi di lettura del reale, gestione e accompagnamento del disagio – è ciò che meno viene offerto.

Dire, allora, che non tutto è psicologia è corretto. Basta non usarlo come alibi per aggirare il problema e rallentare la presenza solida della psicologia nella sanità pubblica e nei contesti educativi, perché diventerebbe una scorciatoia intellettuale. E anche politica.

Eppure, è proprio lì che si gioca la partita più seria: nelle scuole, nei luoghi di lavoro, nei servizi territoriali, negli ambienti sportivi, dove le persone vivono, dove la presenza dello psicologo non dovrebbe essere un’eccezione o soltanto sperimentazione, ma una componente ordinaria.

Non per trasformare ogni disagio in terapia, ma per arrivare in tempo e permettere a ciascuno di far ripartire le autonome risorse personali per affrontare le proprie fatiche. Questo sarebbe un reale risparmio di costi e di salute.

Il punto di equilibrio, dunque, non sta tra due estremi – tutto è psicologia o niente lo è – ma in una distinzione più esigente: riconoscere che ogni difficoltà non richiede necessariamente lo psicologo, ma che una società senza psicologia accessibile nei territori e integrata tra le professioni sociosanitarie è una società più fragile, poco vista e ascoltata.

La società del giorno dopo, quella delle cronache sui giornali, in cui si continua a intervenire tardi, quando il costo umano ed economico è già esploso. La vera sfida è uscire dalla retorica.

Meno slogan, più architettura. Meno bonus, più sistema. E soprattutto, finalmente, più prevenzione: quella che non fa notizia, ma che può cambiare la vita di molte persone di ogni fascia d’età.”

𝐌𝐚𝐫𝐢𝐚 𝐀𝐧𝐭𝐨𝐧𝐢𝐞𝐭𝐭𝐚 𝐆𝐮𝐥𝐢𝐧𝐨
Presidente Consiglio nazionale dell’Ordine degli Psicologi

Aspettare che la motivazione nasca spontaneamente nei ragazzi è, spesso, una forma elegante di rinuncia educativa. La mo...
22/04/2026

Aspettare che la motivazione nasca spontaneamente nei ragazzi è, spesso, una forma elegante di rinuncia educativa. La motivazione non è una scintilla magica che appare all’improvviso: è un processo che si costruisce nel tempo, attraverso relazioni, esempi e feedback. E in questo processo, gli adulti hanno una responsabilità centrale.
Un ragazzo difficilmente impara a credere in se stesso nel vuoto. Ha bisogno di qualcuno che gli mostri che il suo impegno ha valore, che i suoi errori non sono etichette definitive ma strumenti di crescita. Quando un adulto – insegnante, allenatore, educatore – riesce a trasmettere questa visione, accende qualcosa di duraturo: non solo la voglia di fare, ma il senso del perché farlo.
Al contrario, quando la valutazione diventa un atto silenzioso e unilaterale, privo di spiegazione, si trasforma in un limite invece che in una guida. Dire a un ragazzo, anche implicitamente, “non sei abbastanza” senza offrirgli una strada per migliorare è come chiudere una porta senza indicare un’altra via. In questi casi, il rischio è enorme: non si perde solo una prestazione, si perde una possibilità. Ragazzi con potenzialità reali possono essere messi da parte non per mancanza di capacità, ma per mancanza di accompagnamento.
Educare alla motivazione significa anche educare alla consapevolezza. Significa spiegare, confrontarsi, dare strumenti concreti per capire dove si è e dove si può arrivare. È un lavoro più lento e più complesso rispetto al semplice giudicare, ma è anche l’unico che produce crescita autentica.
In fondo, ogni adulto che lavora con i giovani lascia un segno. La domanda è quale: quello di chi seleziona e basta, o quello di chi costruisce possibilità.

Viviamo in una cultura molto più veloce, dove tutto è immediato, sostituibile, ottimizzabile. Questo influenza anche i l...
21/04/2026

Viviamo in una cultura molto più veloce, dove tutto è immediato, sostituibile, ottimizzabile. Questo influenza anche i legami. App di incontri, social, infinite possibilità percepite: tutto può dare l’idea che ci sia sempre qualcosa (o qualcuno) di meglio a portata di mano. In questo contesto, la pazienza, il corteggiamento e la costanza rischiano di sembrare “lenti” o addirittura superflui.
Ma dall’altra parte, non è solo superficialità. Oggi molte persone hanno anche meno tolleranza per relazioni che non funzionano davvero. In passato si restava insieme più facilmente anche per abitudine, pressione sociale o mancanza di alternative. Oggi c’è più libertà di scegliere e anche di andarsene. Questo è un progresso, ma ha un prezzo: meno resistenza alle difficoltà “normali”.
Costruire qualcosa insieme richiede tempo, impegno e anche la capacità di sopportare momenti scomodi. Se si cerca solo qualcuno che “non disturbi”, allora non si sta davvero scegliendo una relazione, ma una comodità.
Ill corteggiamento e la costanza non sono spariti, ma sono diventati più rari perché richiedono intenzionalità. Oggi bisogna volerli davvero, quasi controcorrente. Chi li cerca e li pratica esiste ancora, ma spesso si scontra con un ambiente che premia l’immediatezza più della profondità.
C’è una tendenza verso relazioni più fragili e meno strutturate. Ma non è inevitabile né universale. Dipende molto da cosa si sceglie di coltivare e da chi si sceglie.

Oggi compi 18 anni. È un traguardo importante, uno di quelli che segnano l’inizio di un nuovo capitolo della vita. Ti gu...
01/03/2026

Oggi compi 18 anni. È un traguardo importante, uno di quelli che segnano l’inizio di un nuovo capitolo della vita. Ti guardo e mi sento immensamente orgogliosa dell’uomo che stai diventando.
Quest’anno è stato il più impegnativo da tutti i punti di vista. Hai affrontato difficoltà, delusioni, momenti che ti hanno messo alla prova. E ogni volta che qualcuno o qualcosa ti ha deluso, il mio cuore si è stretto insieme al tuo. Mi dispiace quando soffri, perché vorrei proteggerti da tutto. Ma allo stesso tempo ho visto in te una forza che forse nemmeno tu sai di avere.
Non mollare mai. Le cadute fanno parte del cammino, ma ciò che conta è trovare sempre il coraggio di rialzarsi. E tu lo hai fatto, e lo farai ancora. Ricordati che le delusioni non definiscono chi sei: sei molto più grande dei tuoi errori e delle tue ferite.
Continua a credere in te stesso, a lottare per ciò che ami, a camminare a testa alta anche quando la strada si fa dura. Io sarò sempre qui, a sostenerti, ad abbracciarti, a ricordarti quanto vali

Buon 18° compleanno!!!!

Mamma

Scegliete di far parte della vita di qualcuno solo se potete aggiungere valore . In caso contrario,restate dove siete!!
25/02/2026

Scegliete di far parte della vita di qualcuno solo se potete aggiungere valore . In caso contrario,restate dove siete!!

“Mi piaci quando stiamo bene…”È una frase che, se la ascolti bene, contiene un limite.Perché stare bene è una conseguenz...
13/02/2026

“Mi piaci quando stiamo bene…”

È una frase che, se la ascolti bene, contiene un limite.
Perché stare bene è una conseguenza, non una condizione.
Se ti piaccio solo quando tutto è sereno, allora cosa succede quando sono fragile?
Quando sono nervosa, confusa, stanca?
Quando abbiamo un disaccordo?
L’amore non può essere stagionale.
Non può funzionare solo nelle giornate di sole.
“Mi piaci quando stiamo bene” sembra dire:
finché mi fai sentire leggero, resto.
Ma l’amore non è solo leggerezza. È profondità. È responsabilità emotiva. È scelta anche nei giorni imperfetti.
Forse la frase più vera sarebbe:
“Mi piaci anche quando non stiamo bene, perché voglio trovare con te il modo di tornare a stare bene.

Quella sì che cambia tutto!!!

Un amore vero non è perfetto ma è coerente. Non ti tiene in sospeso,  non ti fa dubitare del tuo posto, non ti costringe...
31/01/2026

Un amore vero non è perfetto ma è coerente. Non ti tiene in sospeso, non ti fa dubitare del tuo posto, non ti costringe a ridurti pur di essere scelto. È fatto di rispetto, ascolto, responsabilità emotiva. È qualcuno che resta anche quando è scomodo, che comunica invece di sparire, che sceglie ogni giorno di rimanere anche quando le cose vanno male.

Questo è l' Amore che ti meriti!!!

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Il qui e ora non ha la brillantezza dei sogni ne la nitidezza dei ricordi,  è imperfetto, spesso scomodo ma è l'unico lu...
27/01/2026

Il qui e ora non ha la brillantezza dei sogni ne la nitidezza dei ricordi, è imperfetto, spesso scomodo ma è l'unico luogo in cui qualcosa può davvero accadere.

Vivilo!!!

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A volte basta poco per sentirsi pieni, un messaggio che arriva senza preavviso, un volto amico, nuovo o familiare, un ca...
24/01/2026

A volte basta poco per sentirsi pieni, un messaggio che arriva senza preavviso, un volto amico, nuovo o familiare, un caffè bevuto lentamente, una parola scambiata senza secondi fini. Sono istanti semplici ma messi insieme raccontano una vita vissuta. È lì che si riconosce la ricchezza: nelle relazioni , nel tempo condiviso, nella presenza reciproca. Quando impari a fermarti e a sentire, ogni cosa diventa un grazie!!

# gratitudine

Indirizzo

Deovita Center/Via Martiri Delle Foibe 10/n
Civitanova
62012

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