Bianca Maria Serra Life Coach & Crescita Personale

Bianca Maria Serra Life Coach & Crescita Personale Ciao! Mi occupo di percorsi di crescita personale, sia di gruppo che individuali. Perché tutto cambia nel momento in cui scegli di partire da te.

Ho imparato a trasformare il dolore in crescita, intraprendendo un viaggio dentro di me.

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03/09/2026

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"Sono morto come minerale, e come pianta sorto.Sono morto come pianta e ancora risorto come animale.Sono morto come anim...
03/09/2026

"Sono morto come minerale, e come pianta sorto.
Sono morto come pianta e ancora risorto come animale.
Sono morto come animale e risorto come uomo.
Perché temere allora di divenire meno morendo?
Ancora una volta morirò come uomo
Per risorgere come un angelo perfetto dalla testa alla punta dei piedi.
Ed ancora quando da angelo soffrirò la dissoluzione Io muterò in ciò che supera l'umano concetto."
(Mevlana Jalaluddin Rumi)

LO YOGA DI FRONTE ALLA SOFFERENZA DEL MONDO 🕉️Di fronte a ciò che sta accadendo in Nepal e in Tibet, davanti alla forza ...
01/09/2026

LO YOGA DI FRONTE ALLA SOFFERENZA DEL MONDO 🕉️

Di fronte a ciò che sta accadendo in Nepal e in Tibet, davanti alla forza devastante dell’acqua, alla perdita di vite, alle famiglie spezzate e a intere comunità travolte, può sorgere una domanda: che significato può avere tutto questo secondo lo Yoga?

Lo Yoga non ci insegna a pensare che una catastrofe sia una punizione divina.
Il karma non è un giudizio di un Dio che premia o castiga. È la legge di causa ed effetto: ogni azione, ogni scelta, individuale e collettiva, lascia una traccia e contribuisce a plasmare la realtà.

E forse proprio qui possiamo fermarci a riflettere.

Non siamo separati dalla natura.
Il modo in cui consumiamo, produciamo, sfruttiamo le risorse, alteriamo gli equilibri degli ecosistemi e trattiamo la Terra produce conseguenze che, prima o poi, ricadono sulla collettività, si tutto noi.

Questo può essere letto anche come una forma di karma collettivo: non la colpa di chi subisce una tragedia, ma la responsabilità condivisa di ciò che, come umanità, contribuiamo a creare.

Gli insegnamenti dello Yoga ci parlano di Ahimsa, la non violenza, e di Aparigraha, il non accumulo, il non possesso, il saper vivere senza prendere dalla Terra più di quanto realmente ci occorra.
Questi insegnamenti ci ricordano che la nostra evoluzione non può essere soltanto individuale.
Nella Bhagavad Gita troviamo il principio di Lokasaṃgraha: agire non soltanto per sé stessi, ma per il mantenimento, l'armonia e il bene del mondo che condividiamo.

E allora forse la domanda non è:
“Perché Dio ha permesso che accadesse?”
Né:
“Quale colpa hanno queste persone per meritare tutto questo?”

La domanda potrebbe essere un'altra:
“Che cosa ci sta chiedendo questa realtà di comprendere?”

Ogni grande crisi può diventare, per una collettività, un'occasione di risveglio.
Non perché la sofferenza sia necessaria o perché qualcuno debba “meritarla”.
Ma perché, quando una realtà ci mette davanti alle conseguenze delle nostre azioni, abbiamo la possibilità di cambiare direzione.

Le grandi sfide dell'umanità ci chiedono una grande evoluzione della coscienza.
Una coscienza capace di comprendere che non esiste un “io” separato dal mondo.
Che ciò che facciamo alla Terra lo facciamo, in qualche modo, anche a noi stessi.

E che il vero Yoga non è soltanto ciò che accade sul tappetino.
È il modo in cui scegliamo di stare nel mondo.

Con più consapevolezza.
Con meno avidità
Con più semplicità
Con più rispetto.
Con più responsabilità.
Con più Ahimsa.

🇬🇧
YOGA IN THE FACE OF THE SUFFERING OF THE WORLD 🕉️

In the face of what is happening in Nepal and Tibet, confronted with the devastating force of water, the loss of lives, broken families and entire communities being swept away, a question may arise: what meaning can all of this have according to Yoga?

Yoga does not teach us to think that a catastrophe is a divine punishment.

Karma is not the judgment of a God who rewards or punishes. It is the law of cause and effect: every action, every choice, individual and collective, leaves a trace and contributes to shaping reality.
And perhaps this is precisely where we can pause and reflect.

We are not separate from nature.
The way we consume, produce, exploit resources, disrupt the balance of ecosystems and treat the Earth creates consequences that, sooner or later, affect the collective — all of us.

This can also be understood as a form of collective karma: not the fault of those who suffer a tragedy, but the shared responsibility for what, as humanity, we contribute to creating.

The teachings of Yoga speak to us of Ahimsa, non-violence, and Aparigraha, non-accumulation, non-possessiveness, and the ability to live without taking from the Earth more than we truly need.

These teachings remind us that our evolution cannot be only individual.

In the Bhagavad Gita, we find the principle of Lokasaṃgraha: acting not only for ourselves, but for the preservation, harmony and well-being of the world we share.

And so perhaps the question is not:
“Why did God allow this to happen?”
Nor:
“What have these people done to deserve this?”

Perhaps the question could be:
“What is this reality asking us to understand?”

Every great crisis can become, for a collective, an opportunity for awakening.
Not because suffering is necessary, or because anyone should “deserve” it.

But because when reality places before us the consequences of our actions, we have the possibility to change direction.
The great challenges facing humanity call us towards a profound evolution of consciousness.
A consciousness capable of understanding that there is no separate “I” apart from the world.
That what we do to the Earth, in some way, we also do to ourselves.

And that true Yoga is not only what happens on the mat.
It is the way we choose to be in the world.

With greater awareness.
With less greed.
With greater simplicity.
With greater respect.
With greater responsibility.
With greater Ahimsa. 🕉️

Daya 🙏

La vita non è un avere e un prendere, ma un essere e un diventare. (Myrna Loy)
31/08/2026

La vita non è un avere e un prendere, ma un essere e un diventare.
(Myrna Loy)

Il silenzio non è assenza.È origine.È il punto in cui tutto si fermae tutto comincia.Quando entri nel silenzio,non trovi...
26/08/2026

Il silenzio non è assenza.
È origine.

È il punto in cui tutto si ferma
e tutto comincia.

Quando entri nel silenzio,
non trovi pace:
trovi verità.

Le maschere cadono,
le voci si dissolvono,
e ciò che resta è ciò che sei.

Il silenzio non consola,
non spiega,
non promette.

Ti mostra.

Ti mostra chi sei quando nessuno ti guarda,
cosa ami quando non c’è più nulla da ottenere,
e cosa rimane quando tutto il resto svanisce.

Nel silenzio, la mente tace
e l’anima ricorda.

È lì che la vibrazione si fa pura,
e la luce torna a respirare dentro di te.
Monaco Guerriero

"Secondo la Kabbalah, quando l’Anima tocca il fondo può darsi la spinta per raggiungere un livello più alto. Le cadute d...
23/08/2026

"Secondo la Kabbalah, quando l’Anima tocca il fondo può darsi la spinta per raggiungere un livello più alto. Le cadute della nostra vita sono prodotte dal nostro Io Superiore. Non sono un prodotto dell’ego. In realtà, l’ego è terrorizzato dall’idea di una caduta, perché è in questa fase che noi troviamo Dio. Si diventa più spirituali, più gentili, più premurosi. Una caduta può essere rappresentata da molte cose: una rottura amorosa, un incidente, un trauma di qualche tipo. Ciò che dobbiamo sapere, non credere, ma sapere è che proprio nel momento della caduta che noi stiamo generando l’energia necessaria per raggiungere un livello superiore."

“La Kabbalah ci insegna che ogni avversità è un elemento assolutamente positivo. Come l’antidoto al morso velenoso di un serpente è contenuto nel veleno stesso, così la Luce è racchiusa negli ostacoli della vita.“

(Yehuda Berg – Il Potere della Kabbalah)

🌟
23/08/2026

🌟

"Non cercare di cambiare nessuno:Basta illuminare...Perché è la tua luce che invitail tuo prossimo a cambiare...Che in q...
22/08/2026

"Non cercare di cambiare nessuno:
Basta illuminare...
Perché è la tua luce che invita
il tuo prossimo a cambiare...

Che in questi tempi strani
in cui hai scelto di tornare,
il tuo compito, amico,
non è altro che "essere".

Giorgio Oyhanart

Indirizzo

Alcide De Gasperi
Civitavecchia
00053

Orario di apertura

Lunedì 10:00 - 18:00
Martedì 10:00 - 18:00
Mercoledì 10:00 - 18:00
Giovedì 10:00 - 18:00
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