Dott.ssa Carmen Eboli - Psicologa

Dott.ssa Carmen Eboli - Psicologa Psicologa laureata con 110 con Lode in Psicologia dello Sviluppo Tipico e Atipico presso La Sapienza. Iscritta all'Ordine Psicologi regione Campania

03/08/2026

Conoscevo questa storia.

Ne avevo sentito parlare spesso in televisione e, ogni volta, mi aveva profondamente impressionato.

Questo bambino non si è ammalato ieri.

Aveva soltanto quattro anni quando, nel 2017, mangiò un formaggio prodotto con latte crudo e contaminato da Escherichia coli.

Contrasse la Sindrome Emolitico-Uremica, la SEU.

Da quel momento, per nove lunghissimi anni, è rimasto in uno stato vegetativo permanente.

Oggi è morto.
Aveva 13 anni.

Questa storia merita di essere conosciuta e, da pediatra e da padre, sento il dovere di parlarne.

Non per alimentare il panico.

Non per criminalizzare un’intera tradizione alimentare: io stesso sono cresciuto nel mito del caciocavallo podolico garganico.

Non per puntare il dito contro tutti i produttori.

Dobbiamo parlarne perché informare correttamente i genitori può evitare che un’altra famiglia viva una tragedia simile.

Che cos’è la Sindrome Emolitico-Uremica?

La Sindrome Emolitico-Uremica è una malattia rara, ma molto grave. È una delle principali cause di insufficienza renale acuta nei bambini, soprattutto nei primi anni di vita.

Nella maggior parte dei casi è preceduta da un’infezione intestinale provocata da alcuni ceppi di Escherichia coli, chiamati STEC, capaci di produrre la Shiga-tossina.

Può determinare:

▪️ distruzione dei globuli rossi;
▪️ riduzione delle piastrine;
▪️ insufficienza renale acuta;
▪️ danni neurologici e ad altri organi.

Nei casi più gravi può rendere necessaria la dialisi, lasciare conseguenze permanenti o provocare la morte.

Che cosa significa “formaggio a latte crudo”?

Significa che il latte utilizzato non è stato sottoposto alla pastorizzazione, il trattamento termico che permette di eliminare molti microrganismi patogeni.

Naturalmente, non ogni formaggio a latte crudo è contaminato.

Il problema è che un’eventuale contaminazione non può essere riconosciuta guardando, annusando o assaggiando il prodotto.

Un formaggio contaminato può apparire del tutto normale.

E i bambini piccoli sono tra i soggetti più vulnerabili.

Per questo, nei bambini, soprattutto sotto i cinque anni, preferite latte, formaggi e latticini prodotti con latte pastorizzato.

Leggete sempre l’etichetta e cercate la dicitura:

✅ “latte pastorizzato”

Quando acquistate un formaggio in un caseificio, al mercato, al ristorante o durante una vacanza, chiedete esplicitamente se sia stato prodotto con latte crudo o pastorizzato.

Quando non riuscite ad avere una risposta certa, non offritelo a un bambino piccolo.

Se vostro figlio ha consumato un alimento potenzialmente a rischio, non fatevi prendere dal panico: in assenza di sintomi non è necessario correre al pronto soccorso.

Contattate però rapidamente il pediatra o rivolgetevi al pronto soccorso se compaiono:

🚨 diarrea, soprattutto con sangue;
🚨 forti dolori addominali;
🚨 vomito persistente;
🚨 pallore o stanchezza insolita;
🚨 sonnolenza o alterazioni dello stato di coscienza;
🚨 riduzione della quantità di p**ì.

In presenza di diarrea con sangue, non somministrate autonomamente antibiotici o farmaci che bloccano la diarrea.

Il bambino deve essere valutato tempestivamente da un medico, per ricercare un’eventuale infezione da STEC e riconoscere precocemente l’evoluzione verso la SEU.

Un fatto di cronaca che oggi ci commuove.

Un post da leggere, condividere e ricordare.

Un’etichetta controllata.
Una domanda fatta al produttore o al ristoratore.
Una scelta più prudente.

A volte la prevenzione comincia proprio da qui.

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Affettività e sessualità: facciamo chiarezza. Parte della lezione voluta dagli alunni nella settimana dello studente. Carmen Eboli

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Episodi di violenza che coinvolgono giovani richiamano l’attenzione sul senso del limite e sulla responsabilità educativa degli adulti, in un contesto sociale sempre più complesso.

In un’intervista a La Repubblica, la Presidente del CNOP, Maria Antonietta Gulino, sottolinea: «Diciamolo subito. Non sono dei mostri, ma sono capaci di fare cose orribili, dalle conseguenze irreparabili come purtroppo in questo caso, di cui il più delle volte non comprendono le conseguenze. La domanda che dobbiamo farci è proprio questa: è possibile per questi ragazzi, sempre più giovani, fare qualsiasi cosa, andare oltre ogni limite, senza porsi il problema delle conseguenze»?

E aggiunge: «viviamo in una società assai complessa in cui il rapporto genitori-figli è reso più difficile dal terzo incomodo, quello che io definisco ''il mondo in tasca'', il cellulare che sta nelle tasche di ogni figlio ma anche di ogni genitore».

Il senso del limite si apprende fin dall’infanzia e si costruisce nella relazione con gli adulti: famiglie, scuola e istituzioni hanno un ruolo centrale nel sostenere questo percorso.

Il CNOP ribadisce la necessità di rafforzare la presenza della psicologia nei contesti di vita e investire nella prevenzione e nel supporto psicologico: «Psicologo a scuola, subito e ovunque e psicologo di base. Di sostegno ai giovani, agli educatori, alle famiglie».

Leggi l'articolo completo 👉🏻 https://www.repubblica.it/cronaca/2026/04/13/news/intervista_psicologa_maria_antonietta_gulino_violenza_giovanile-425279167/

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