Mariarosa Bettiga - Psicologa

Mariarosa Bettiga - Psicologa Informazioni di contatto, mappa e indicazioni stradali, modulo di contatto, orari di apertura, servizi, valutazioni, foto, video e annunci di Mariarosa Bettiga - Psicologa, Psicologo, Via Campera 35, Colico.

Attenzione!
28/06/2022

Attenzione!

Tra oggi e domani sono 19 le aree del Paese con bollino rosso, massimo livello di allerta per un'ondata di calore. In queste giornate di caldo torrido si raccomanda di astenersi dall'affrontare salite eccessivamente impegnative, specialmente sui versanti completamente esposti al sole e privi di fonti di approvvigionamento di acqua. I percoli dovuti al caldo, quali i colpi di calore e gli sfinimenti sono dietro l'angolo e possono risultare fatali in ambiente impervio, dove il fisico è sollecitato oltremodo e dove è richiesta la massima attenzione. Prima di partire per un'escursione, che sia in montagna o al mare per raggiungere una spiaggia isolata, è bene informarsi sempre sulla presenza di fonti d'acqua e sul loro stato. Si deve cercare di partire alle prime ore del mattino, evitando di camminare nelle ore più calde, portando sempre con sé nel proprio zaino almeno 2,5 litri d'acqua a testa, frutta fresca, accessori adeguati per coprirsi dal sole (cappello, telino, ecc.), occhiali e creme protettive. Sembrano consigli banali ma le statistiche dicono altro.

15/06/2022

“Ma chi me lo fa fare?”
Per molte persone non è più soltanto una questione di stanchezza, di usura mentale e fisica.
Tanti non possono permettersi di lasciare lavori sfiancanti con paghe da fame e finiscono col vivere ogni giorno accumulando livore, senso di colpa e sfinimento.

Cresce soprattutto la sensazione che sb*****si dannatamente come matti, lavorare, produrre e consumare correndo dietro al mito della crescita non abbia più alcun senso. Che un incantesimo si sia rotto, e la solita scenografia del reale appaia ora palesemente di cartone, finta, troppo finta, inadatta alla vita.
Le promesse di successo, rivalsa e scalata non attecchiscono più. “Non ce l’abbiamo fatta”, risposta ideale al vecchio “Ce la faremo”, è il motto silenzioso che si diffonde in giro. Sta crescendo veloce un malessere sociale devastante che è già stato notato e verrà presto cavalcato da sovranismi e forze reazionarie.

Eppure è un momento eccezionale per ricostruire a partire da queste macerie che siamo: per imparare a essere comprensivi verso gli altri che vivono nelle stesse condizioni; per riconoscersi simili nel dolore e costruire una coscienza della gigantesca classe di sfruttati. Perché, nonostante le apparenze, abbiamo tutto a portata di mano per poter essere felici.

Per chi fosse interessato cliccando a questo link è possibile scaricare materiali messi a disposizione dalle Società Sci...
03/05/2022

Per chi fosse interessato cliccando a questo link è possibile scaricare materiali messi a disposizione dalle Società Scientifiche di area psicologica e dalle Associazioni di psicologia dell’emergenza per affrontare tematiche relative alla guerra e la gestione dell'accoglienza.
https://www.psy.it/psicologi-per-emergenza-guerra

Come affrontare l’argomento della guerra con i più piccoli? Per quanto faticoso e difficile possa essere, è sempre meglio dire la verità, perché la vera protezione da angosce come questa non passa dalla minimizzazione degli eventi negativi o dalla scelta di tenere bambini e bambine all’oscuro di fatti gravi che li coinvolgono più o meno da vicino, ma dalla disponibilità e dal coraggio di affrontare al loro fianco anche la più complicata delle storie con parole semplici e concetti chiari.
Nasce così l’ebook gratuito - scritto da Francesca Dall’Ara e illustrato da Giada Negri - «Storia di una guerra» che pone un’attenzione specifica a bambini e bambine con fragilità e disturbi del neurosviluppo.

Un progetto di Ospedale Policlinico di Milano e Edizioni Centro Studi Erickson
Scaricalo gratuitamente dal nostro sito ▶️ https://www.psy.it/psicologi-per-emergenza-guerra

Avete un bambino (o un nipotino) tra i 5 e i 10 anni?🙋🏻‍♀️🙋Invitatelo a fare un disegno con oggetto il 118. Poi fotograf...
05/02/2022

Avete un bambino (o un nipotino) tra i 5 e i 10 anni?🙋🏻‍♀️🙋
Invitatelo a fare un disegno con oggetto il 118. Poi fotografatelo e caricatelo sul sito del trentennale del numero di emergenza 118.
👉Per maggiori info visitate il sito www.trentennale 118.it.

Avete un bambino (o un nipotino) tra i 5 e i 10 anni? Invitatelo a fare un disegno con oggetto il 118. Poi fotografatelo e caricatelo sul sito del trentennale del numero di emergenza (www.trentennale118.it). Tutti i disegni saranno pubblicati sul sito e una ampia selezione formerà un libro che verrà regalato a Papa Francesco e al Ministro della salute Roberto Speranza durante le udienze dedicate agli operatori del 118, il prossimo marzo.
L' iniziativa è di due società scientifiche dell'emergenza, SIEMS e SIIET.
Per le info su come caricare i disegni, e molto altro, consultate www.trentennale 118.it"

https://www.quotidianosanita.it/m/lavoro-e-professioni/articolo.php?articolo_id=101615

"Come guarireCome rendere omaggio a qualcunoCome prendersi cura della propria salute mentaleCome rimanere fortiCome esse...
30/12/2021

"Come guarire
Come rendere omaggio a qualcuno
Come prendersi cura della propria salute mentale
Come rimanere forti
Come essere se stessi
Come andare avanti
Come avere speranza"

Sono alcune delle frasi più digitate in google nel 2021.
A chi si è fatto una di queste domande almeno una volta durante questo anno, auguro di poter trovare le risposte per tornare a stare bene.

In a year that continued to test many, the world searched “how to heal” more than ever. Whether they’re taking care of mental health, honoring a loved one, o...

“Luce dona alle menti, pace infondi nei cuor”. A chi si è seduto su quella poltrona, a chi l’ha vista in videochiamata,a...
22/12/2021

“Luce dona alle menti, pace infondi nei cuor”.
A chi si è seduto su quella poltrona,
a chi l’ha vista in videochiamata,
a chi si siederà in futuro,
a chi sta vivendo un momento di difficoltà e a chi sta gioendo per una serenità ritrovata:
Buone Feste🎄❄️😊
Ci vediamo il 10 gennaio.

🧐Che cosa è il purpose personale?“Il fotografo keniano Boniface Mwangi, durante un Ted Talk intitolato The day I stood a...
10/11/2021

🧐Che cosa è il purpose personale?

“Il fotografo keniano Boniface Mwangi, durante un Ted Talk intitolato The day I stood alone, ha fatto notare come siano due i giorni più “potenti” nella nostra vita:
quello in cui nasciamo e quello in cui scopriamo perché siamo nati.
E il purpose è legato a questo: avere uno scopo personale, o anche più di uno, porta a uscire dalla propria zona di comfort, a superare i propri limiti e a cercare il contesto giusto in cui poter raggiungere il proprio obiettivo”.

Sempre più persone mollano tutto per inseguire il loro "purpose" personale: cercano chi sono e quale posto vogliono occupare nel mondo.

La camminata in rosa è confermata ☺️Per sicurezza portare l’ombrello☔️
30/10/2021

La camminata in rosa è confermata ☺️
Per sicurezza portare l’ombrello☔️

Vi aspettiamo oggi pomeriggio alle 14.00

Porta con te un ombrello☂️

La restituzione degli effetti personali ha un valore inestimabile per i familiari di una persona deceduta. Questo valore...
21/10/2021

La restituzione degli effetti personali ha un valore inestimabile per i familiari di una persona deceduta. Questo valore aumenta per chi non ha potuto salutare o assistere il proprio caro negli ultimi momenti di vita. Le vittime del Covid ed i loro parenti ne sono un esempio.

“L’opera di restituzione degli oggetti lasciati nelle strutture dell’Ausl di Piacenza in piena emergenza Covid è stato un viaggio nel comparto soggettivo del valore. Una restituzione di storie, più che di beni. Vite di oltre 500 famiglie che hanno dovuto abbandonare la mano dei propri cari e che ora, aggrappati a un ricordo tangibile, possono ricostruire un pezzo di cammino che non hanno vissuto al loro fianco”.

Un articolo pieno di umanità.

Piacenza, in 500 sacchi l’Ausl ha raccolto gli effetti personali dei deceduti. Ma 60 restano anonimi tra cui due fedi: «Giovanni e Pasqualina». Pochette, camice da notte e biglietti: si cercano familiari

16/10/2021

BAMBINI DELLA SCUOLA PRIMARIA CHE GUARDANO “SQUID GAME”

“Sono un'insegnante di scuola primaria con 2 classi quinte. In questi giorni è venuto alla luce la visione da parte di gran parte dei miei alunni della serie SQUID GAME visibile su una piattaforma che trasmette principalmente serie televisive. Ho trascorso 2 giorni a colloquiare con i miei alunni per capire come lo avessero conosciuto, come e con chi lo avessero visto e il tipo di emozione o motivazione che suscitava in loro. La trama è la costrizione di persone povere, emarginate e problematiche si giocare a 6 giochi (tra cui 1,2,3 stella): la pena per l'errore del gioco è la morte attraverso delle bambole che uccidono gli sconfitti. La serie è coreana e la visione è in lingua originale con i sottotitoli. Durante la ricreazione li vedo spesso giocare a 1 ,2, 3, stella simulando la squalifica dei compagni con il gesto della pi***la. E io che fino a poco tempo mi ero quasi commossa nel vederli giocare in gruppo a dei giochi dei vecchi tempi. Solo ora traggo l'amara realtà”.

Questo è uno dei tanti messaggi che ho ricevuto in questi giorni da parte di adulti preoccupati perché bambini della scuola primaria sono diventati spettatori fedeli della serie televisiva “Squid Game”. Io non l’ho vista. Quindi sto parlando di qualcosa che non conosco, ma di cui ho letto molto. So che la serie è incentrata su adulti coinvolti in un torneo di giochi tipici dell’infanzia, per cui riceveranno cospicui premi in denaro. Però se vengono sconfitti, saranno uccisi. La serie è sconsigliata a chi ha meno di 14 anni, ma l’evidenza di moltissimi docenti ed educatori è che sia entrata nelle preferenze e nelle scelte di visione di molti bambini e bambine, ragazzi e ragazze preadolescenti. La violenza della serie è anche graficamente molto “spinta” ed esplicita: quando si viene uccisi, schizza sangue dappertutto. Gli insegnanti dicono che i bambini ci ridono su e si tranquillizzano vicendevolmente dicendosi “tanto non è sangue vero, è sugo di pomodoro”. In molti hanno chiesto che io commentassi tutto ciò.
Non posso che riprendere ogni singolo concetto espresso nel nostro libro “Vietato ai minori di 14 anni” (De Agostini ed.): quando sei bambino/a o preadolescente la tua mente non è in grado di gestire la complessità di alcune esperienze a cui puoi avere accesso, ma per cui non possiedi competenze emotive-cognitive di rielaborazione e integrazione dentro di te. E’ qualcosa di cui noi genitori dobbiamo essere assolutamente consapevoli. Altrimenti nella vita dei nostri figli entra il peggio e nella loro mente, dimensioni ed esperienze che hanno significati e risvolti emotivi enormi (la vita e la morte lo sono; la violenza fine a se stessa lo è; il gioco che si trasforma in esperienza per vincere soldi o per subire la morte lo è) si depositano in modo caotico e disorganizzato. Potendosi anche trasformare in esperienze traumatizzanti, ovvero che il soggetto non riesce a gestire nella propria psiche. E perciò ne rimane disturbato e impattato. Bambini che guardano “Squid game” e poi ne simulano le azioni nel loro gioco durante l’intervallo scolastico forse stanno semplicemente imitando ciò che hanno visto. O forse ci stanno comunicando che dentro di loro è entrato “qualcosa” che devono buttare fuori, perché non sanno dove metterlo. Il gioco è il loro modo per tentare di farlo. Ma il gioco non fa miracoli e certe cose possono “tatuarsi” nella loro mente e da lì non uscire più. Come psicoterapeuta, rimango tuttora colpito da quanti pazienti adulti mi hanno raccontato di non aver mai superato la traumatizzazione conseguente a certi film dell’orrore visti da bambini o adolescenti; primo fra tutti ”L’Esorcista”. La problematicità sta nel fatto che certi contenuti non vengono “metabolizzati” quando la mente non ha le competenze per riuscire a farlo. E la mente dei bambini e dei preadolescenti non è in grado di metabolizzare i contenuti di una serie come “Squid game”. Anche se non l’ho vista, per tutto ciò che ho letto di questa serie e per il mestiere che faccio questa cosa la posso affermare con certezza.
“Vietato ai minori di 14 anni” non è un messaggio che reprime la crescita: in casi come questi la protegge, la sostiene e la promuove. E forse noi adulti dovremmo smetterla di affermare “ a priori” che è “vietato vietare”, la cosa più frequente che mi sono sentito dire in quest’ultimo mese, dopo che è uscito il nostro libro che ha osato mettere questo verbo nel titolo. Dovremmo fare una lunga riflessione su quanto è tossico l’ambiente in cui stanno crescendo i nostri figli, ma soprattutto su quanto siamo diventati fragili noi adulti nel fare il nostro mestiere di adulti. Adulti con la A maiuscola non permettono ai bambini di vedere “Squid game”. E in una società civile si dovrebbe fare di tutto perché ciò non avvenga. Altrimenti l’unica cosa che succede è che qualche adulto ci pensa su solo dopo aver letto un post come questo su un social network. Che è appunto un singolo post in mezzo a migliaia di altri post, che nello stesso social network, celebrano ed esaltano questa serie tv. Leggete e fate leggere questo messaggio ad altri genitori, se lo ritenete opportuno.

👉In quale contesto sentite maggiormente la necessità di confrontarvi con uno psicologo?✏️Scrivetelo nei commenti.
14/10/2021

👉In quale contesto sentite maggiormente la necessità di confrontarvi con uno psicologo?
✏️Scrivetelo nei commenti.

Tra gli studenti la percentuale sale al 90%: a dirlo è un sondaggio del Consiglio nazionale dell’Ordine degli psicologi

Avete lasciato il vostro posto di lavoro dopo la pandemia? Se sì, perché? «Great Resignation» è il termine che ha usato ...
11/10/2021

Avete lasciato il vostro posto di lavoro dopo la pandemia? Se sì, perché?

«Great Resignation» è il termine che ha usato Anthony Klotz, professore di Management alla Mays Business School del Texas, per raccontare quello che sta succedendo soprattutto negli Stati Uniti con un record di dimissioni registrate a marzo 2021.

Tra le motivazioni più frequenti:

☠️ ambienti di lavoro tossici non più tollerabili
⏰orari di lavoro folli
🚎tempi di spostamento casa-lavoro troppo lunghi

La pandemia sembrerebbe avere modificato le priorità anche nel contesto lavorativo.

Un’analisi di Microsoft afferma che il 40% della forza lavoro globale sta pensando di dimettersi entro l’anno. Il lavoro flessibile è destinato a durare ma molte aziende e la pubblica amministrazione sembrano intenzionate a far finta di niente

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