15/01/2021
Anche i medici hanno un cuore, e a volte ci sono dei pazienti che ci entrano un po' di più. Vuoi per la durata, vuoi per le motivazioni, vuoi per l'intensità del percorso. E quando uno di questi ritorna, e lo ritrovi con una "nuova testa", non puoi che essere felice di rivederlo. Sai che l'obiettivo è stato raggiunto.
È bello, da quest'altra parte, avere la possibilità di assistere al cambiamento di una persona, e al raggiungimento di un suo equilibrio. È anche emotivamente "forte", ve lo assicuro. È quasi come una madre che assiste alla crescita di suo figlio e lo guarda pensando "è giunta l'ora: va', figlio mio. Puoi farcela". E gli sorride, mentre trattiene le lacrime di commozione nel pensare "quanto sei cresciuto, tesoro mio..".
Ecco. Io, con alcuni di voi, sono a questo punto. Vi guardo e penso che ora, finalmente, avete capito che potete farcela. Ce l'avete già fatta. E mi commuovo come un'idiota. Ovviamente non posso mica piangere in studio davanti a voi, abbracciarvi, brindare con voi: mi radierebbero dall'albo. (Limortaccidellaprofessionalitàdelleticaprofessionaleedichilhainventata)
Ma non è solo questione di professionalità. Sono i condizionamenti, le regole, tutto quello che noi stessi ci imponiamo di essere o di apparire. I ruoli, il coinvolgimento, le distanze necessarie innalzate per essere di aiuto e quelle che poi, ad un tratto, non hanno più ragione di esistere perché sai che "il tuo compito" è finito. Quando senti che il tuo compito è finito, ti siedi, e respiri. E in quel respiro c'è la tua emotività opportunamente tenuta a bada che cerca di mostrarsi.
Non sei più solo la dott.ssa Falzone. Sei Laura.
Il confine tra ruolo e persona si fa sottilissimo.
A quel punto, sappiate che la dottoressa vi sta ringraziando. Per il percorso fatto insieme, per averle permesso di aiutarvi, per il rapporto professionale ma al tempo stesso, a volte, confidenziale, che si è instaurato spontaneamente nel tempo, per la vostra fiducia, per il vostro ascolto, e, soprattutto, grazie per la gioia che le date nel vedere finalmente una nuova serenità nel vostro rapporto con il cibo.
Laura ve lo scrive qui, ché tanto a scrivere è più brava che a parlare, quando si tratta delle sue, di emozioni (ma non lo dite troppo in giro, eh🤫).
I love you, cori de mamma vostra. ❤️