Pellicano Dott. Ezio - Psicoterapeuta

Pellicano Dott. Ezio - Psicoterapeuta Studio di Psicoterapia Cognitivo-Comportamentale

Mi presento: sono uno psicoterapeuta ad orientamento cognitivo - comportamentale che svolge la propria attività a Collefero e sporadicamente a Roma Mi occupo della diagnosi e del trattamento di problemi di diversa natura: ansia, depressione, fobie, ossessioni e compulsioni, difficoltà relazionali, traumi, problematiche di comunicazione, fobie scolastiche, controllo della rabbia e della frustrazion

e, fobia sociale, disturbo ossessivo-compulsivo, attacchi di panico, rimuginio, stress, timore del giudizio, paura di perdere il controllo, ipocondria. La Terapia Cognitivo Comportamentale (CBT) si basa, a livello teorico, sul ruolo che i nostri pensieri giocano nel nostro sentire e reagire. Per maggiori informazioni circa la Terapia Cognitivo Comportamentale, dove ricevo ed eventuali contatti vi invito a visitare il mio sito www.psicopellicano.eu. Non è la situazione reale che influenza le nostre emozioni in senso negativo, provocando e mantenendo una difficoltà psicologica, ma quello che si pensa di sé, degli altri o di quanto ci accade.

27/07/2026

Il Nodo dell'Abbandono: Dalla Colpa alla Comprensione:Un’analisi psicologica attraverso il caso di Fonzie in Happy Days

L'abbandono, sia esso fisico o emotivo, rappresenta una delle ferite più profonde nello sviluppo psicologico di un individuo. Quando un genitore scompare dalla vita di un figlio, il bambino,e successivamente l'adulto , raramente interpreta l'evento come un limite del genitore. Al contrario, tende a costruire una narrazione interna devastante: "Se se n'è andato, è perché io sono sbagliato".Nel caso di Fonzie, il duro dal cuore d'oro di Happy Days, l'incontro con il padre mai conosciuto porta a galla un "nodo" rimasto stretto per decenni. Questo nodo è fatto di autocolpevolizzazione. Per un bambino, è psicologicamente più "sicuro" sentirsi cattivo o sbagliato piuttosto che accettare l'idea che chi dovrebbe proteggerlo sia incapace, debole o assente. Sentirsi "sbagliati" offre l'illusione di un controllo: "Se cambio, se divento perfetto, lui tornerà". Questa credenza, tuttavia, alimenta un senso di vergogna tossica che condiziona l'autostima e le relazioni future, portando spesso a maschere di eccessiva sicurezza o distacco emotivo.
Il momento della guarigione,lo "scioglimento del nodo" , avviene attraverso un passaggio fondamentale: lo spostamento del focus dal Sé all'Altro.
Il trauma si sblocca quando l'individuo riesce a:Interrompere il ciclo della colpa: Smettere di alimentare l'idea di essere la causa dell'abbandono.Umanizzare il genitore: Riconoscere che dietro la figura idealizzata (o demonizzata) del genitore c'è semplicemente una persona con le proprie fragilità, i propri impegni, i propri errori e le proprie debolezze.

Comprendere che il padre se n'è andato per una propria debolezza interna e non per una mancanza del figlio permette di restituire la responsabilità a chi spetta. Questo non giustifica l'abbandono, ma lo spoglia del suo potere distruttivo sull'identità del figlio.
In sintesi, la storia di Fonzie ci insegna che la guarigione passa per la rielaborazione narrativa. Passare dal pensiero "Sono stato abbandonato perché non valgo" al pensiero "Sono stato lasciato perché lui non era in grado di restare" trasforma la vergogna in resilienza. Sciogliere il nodo significa, in ultima analisi, smettere di vedersi attraverso gli occhi di chi non c'era e iniziare a guardarsi attraverso la lente della propria dignità e della realtà dei fatti.

22/07/2026

L'idea che “stare insieme per i figli” sia sempre un gesto protettivo e altruistico è una delle distorsioni più comuni. Spesso usata come scusa quando un genitore non vuole assumersi il rischio e le responsabilità di ciò che comporterà la separazione. Il figlio è usato come ulteriore parafulmini per un'autonomia mai raggiunta. Ma anche prendendo la genuinità di questa frase, ammettendo che non ci si separi per "il bene dei figli", bisogna considerare che quando una coppia permane in una relazione insoddisfacente, carica di conflitti silenziosi o apertamente espressi, rischia di trasmettere ai figli modelli affettivi disfunzionali.

La famiglia è il primo contesto in cui i bambini apprendono cosa significa amare, essere amati e stare in relazione. Una coppia infelice, anche se formalmente "unita", può veicolare un messaggio ambivalente: l’amore è un sacrificio privo di autenticità, l’intimità è compromesso sterile, il legame è un dovere piuttosto che una scelta libera.

In questo quadro, i figli non imparano tanto dalle parole quanto dalle dinamiche relazionali che osservano e interiorizzano. Crescere in un clima emotivamente impoverito o cronicamente teso può compromettere la loro capacità futura di costruire legami sani, basati su fiducia, autenticità e reciprocità. Paradossalmente, quindi, l’illusione di "salvare" i figli mantenendo l'unità familiare può invece esporli a una confusione affettiva che li accompagnerà per tutta la vita (o quasi).

"Lasciarsi per i figli" non significa banalizzare la separazione, ma riconoscere che talvolta è più sano interrompere una relazione disfunzionale piuttosto che farne uno scenario quotidiano. La verità relazionale, anche se dolorosa, è meno dannosa. Ciò che farebbe davvero la differenza è che la convivenza o la separazione che sia, avvenga in un clima di rispetto e responsabilità condivisa, in modo da garantire ai figli buoni modelli oltre che una base sicura.

Scommettiamo che sono in tanti che avrebbero preferito vedere i propri genitori separati piuttosto che vivere in un clima tossico... usati come parafulmine e che, purtroppo, portano sulle spalle il peso di colpe che non hanno. ❤️

- Psicoadvisor

📣 𝗟’𝗲𝘀𝘁𝗮𝘁𝗲 𝘀𝗼𝘀𝗽𝗲𝘀𝗮: 𝗰𝗲𝗻𝘁𝗿𝗶 𝗲𝘀𝘁𝗶𝘃𝗶, 𝘀𝘃𝘂𝗼𝘁𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼 𝗳𝗶𝘀𝗶𝗰𝗼 𝗲 𝗺𝗶𝗴𝗿𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝘃𝗶𝗿𝘁𝘂𝗮𝗹𝗲I centri estivi sono storicamente concepiti c...
14/06/2026

📣 𝗟’𝗲𝘀𝘁𝗮𝘁𝗲 𝘀𝗼𝘀𝗽𝗲𝘀𝗮: 𝗰𝗲𝗻𝘁𝗿𝗶 𝗲𝘀𝘁𝗶𝘃𝗶, 𝘀𝘃𝘂𝗼𝘁𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼 𝗳𝗶𝘀𝗶𝗰𝗼 𝗲 𝗺𝗶𝗴𝗿𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝘃𝗶𝗿𝘁𝘂𝗮𝗹𝗲

I centri estivi sono storicamente concepiti come il luogo del gioco libero, della socializzazione faccia a faccia e del contatto con la natura. Eppure, oggi, nel silenzio più assordante, si sta consumando una migrazione silenziosa: i Centri Estivi si stanno fisicamente svuotando e le menti dei ragazzi migrano silenziosamente verso il virtuale, qual è la causa e quale l’effetto?

Ne parliamo con lo psicoterapeuta Ezio Pellicano, che non è un osservatore distaccato ma vive questa realtà in prima persona: da 23 anni è parte integrante dell’organizzazione del centro estivo dell’Associazione ASD Giocosport a Carpineto Romano.

Un punto di vista privilegiato per comprendere le conseguenze di questo fenomeno e il paradosso che sta colpendo il mondo dello sport di base:

𝗗𝗼𝘁𝘁𝗼𝗿𝗲, 𝗾𝘂𝗮𝗻𝗱𝗼 𝗽𝗲𝗻𝘀𝗶𝗮𝗺𝗼 𝗮 𝘂𝗻 𝗰𝗲𝗻𝘁𝗿𝗼 𝗲𝘀𝘁𝗶𝘃𝗼, 𝗶𝗺𝗺𝗮𝗴𝗶𝗻𝗶𝗮𝗺𝗼 𝗰𝗼𝗿𝗽𝗶 𝗶𝗻 𝗺𝗼𝘃𝗶𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼 𝗲 𝘃𝗼𝗰𝗶𝗮𝗿𝗲. 𝗢𝗴𝗴𝗶, 𝗽𝗲𝗿𝗼̀, 𝗹𝗲𝗶 𝗽𝗮𝗿𝗹𝗮 𝗱𝗶 𝘂𝗻𝗮 “𝗺𝗶𝗴𝗿𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝘀𝗶𝗹𝗲𝗻𝘇𝗶𝗼𝘀𝗮” 𝘃𝗲𝗿𝘀𝗼 𝗶𝗹 𝗺𝗼𝗻𝗱𝗼 𝘃𝗶𝗿𝘁𝘂𝗮𝗹𝗲. 𝗖𝗼𝘀𝗮 𝘀𝘁𝗮 𝘀𝘂𝗰𝗰𝗲𝗱𝗲𝗻𝗱𝗼 𝗲𝘀𝗮𝘁𝘁𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗲?

"Sta accadendo qualcosa di invisibile ma potente. I ragazzi arrivano ai nostri spazi con i loro corpi fisici, ma la loro coscienza è spesso altrove, ancorata a uno schermo.

È una migrazione silenziosa perché non c’è uno strappo traumatico, ma un lento, inesorabile scivolamento. Il mondo virtuale non è più solo un passatempo; è diventato il loro “luogo primario” di esistenza. Il centro estivo, che dovrebbe essere il tempio del reale, si trova a dover competere con un universo digitale che è sempre in tasca e sempre acceso.

I ragazzi migrano verso il virtuale non per scelta consapevole, ma per gravità: il digitale è diventato il loro ambiente naturale, e il mondo reale sta diventando, paradossalmente, una trasferta".

📲 Leggi e ascolta su radio5punto9.it 🎧

14/06/2026

" non si può andare indietro per cambiare il passato...ma si può iniziare oggi a cambiare il finale " ( C. Chivu - Allenatore Inter F.C 🖤💙)

Tra le tante banalità che si sentono in TV ,a volte come mosche bianche compaiono frasi che fanno riflettere....
Dal punto di vista psicologico, la frase di C. Chivu può essere interpretata come un invito alla resilienza e alla responsabilità personale. Essa incoraggia le persone a:

Accettare il passato: Riconoscere che le esperienze passate non possono essere modificate, ma possono essere comprese e utilizzate come insegnamenti.
Focus sul presente: Sottolinea l'importanza di vivere nel presente, prendendo decisioni consapevoli che possano avere un impatto positivo sul futuro.
Assumere il controllo: Promuove l'idea di avere il potere di cambiare la propria vita attraverso azioni e scelte attuali, piuttosto che rimanere bloccati nella ruminazione di ciò che è andato storto.
Empowerment: Favorisce un senso di empowerment, incoraggiando le persone a vedere il cambiamento come un'opportunità piuttosto che una sfida, stimolando la motivazione a intraprendere nuove azioni.
Crescita personale: Richiama l'attenzione sulla possibilità di crescita e sviluppo personale, suggerendo che ogni nuovo inizio porta con sé l'opportunità di creare un futuro migliore

NON SIAMO DIPINTI GIÀ INCORNICIATI..SIAMO FOGLI BIANCHI DOV'È SEMPRE POSSIBILE AGGIUNGERE DETTAGLI..

Anni fa ho deciso di unire due delle mie passioni: la Psicologia e lo Sport. Da questa combinazione è nato un Master in ...
06/06/2026

Anni fa ho deciso di unire due delle mie passioni: la Psicologia e lo Sport. Da questa combinazione è nato un Master in Psicologia dello Sport. Oggi, a distanza di anni, ho voluto mettere alla prova quegli insegnamenti su me stesso, affrontando per la prima volta questa distanza. Questo è il racconto non solo dei 100 km, ma di come la mia mente ha resistito a questa sfida.

P.S. L'articolo è volutamente lungo. Senza accorgercene, stiamo perdendo l'attenzione nella lettura, troppo abituati a scorrere rapidamente i contenuti. Per descrivere le cose servono le parole, e per trasmettere un messaggio è necessario usarne molte. Solo in questo modo possiamo tornare a riflettere su ciò che leggiamo
Buona lettura!

Oggi la Redazione ha deciso di proporre al dottor Pellicano una sfida diversa dal solito, spostando il focus sulla Psicologia dello Sport.

Non si può tornare indietro per cambia l'inizio...si può lavorare ora per cambiare la fine.
12/05/2026

Non si può tornare indietro per cambia l'inizio...si può lavorare ora per cambiare la fine.

Rimpiangere vuol dire accusare il sé del passato..screditare il sé del presente e sfiduciare il sé del futuro. Il passato và ordinato, come materiale di riferimento ma non rimpianto, e la nostra attenzione deve essere focalizza esclusivamente sul presente..solo così riusciremo a distinguere tra ciò che ci fa stare realmente bene da ciò che ci offre un piacere momentaneo ( che potrebbe diventare oggetto di dipendenza, persone,fame di giudizio positivo,comportamenti etc etc)

Perché la CBT funziona?la causa risiede nella sua natura pratica orientata al cambiamento.Ti insegna a riconoscere i pen...
12/05/2026

Perché la CBT funziona?la causa risiede nella sua natura pratica orientata al cambiamento.Ti insegna a riconoscere i pensieri disfunzionali e a sostituirlo con schemi più sani,interrompendo i cicli negativi che alimentano ansia e depressione.

Ci sono lutti che ci feriscono nella sfera intima e lutti che ci colpiscono a livello identitario, modificando il modo i...
02/05/2026

Ci sono lutti che ci feriscono nella sfera intima e lutti che ci colpiscono a livello identitario, modificando il modo in cui percepiamo noi stessi, gli altri e il mondo. Alex Zanardi è da sempre stato il mio modello di riferimento, non solo sportivo ma psicologico ed esistenziale. Ha incarnato, nella vita reale, i processi della crescita post-traumatica: non ha negato il dolore né la fatica, li ha accolti e integrati, trasformando i limiti da barriere cognitive in occasioni di adattamento e apprendimento. Ha dimostrato una straordinaria flessibilità psicologica, rimodellando sogni e obiettivi senza mai tradire i propri valori profondi. Ha dato un volto concreto alla resilienza, intesa non come semplice resistenza, ma come capacità di ricostruire un senso di coerenza e di scopo dopo una frattura esistenziale. Ha custodito e difeso, con la sua presenza, i principi psicologici più autentici dello sport: la ricerca della padronanza interiore, l’accettazione del processo, il rispetto della fatica come alleata del cambiamento. Grazie, Alex, per avermi offerto un framework interiore di coraggio, accettazione e azione guidata dai valori. Ogni tua scelta è diventata un modello di regolazione emotiva e di crescita. Continuerai a essere una presenza interna che orienta le mie risposte alle difficoltà, anche quando il percorso si fa incerto.

"Soffriamo più spesso per la nostra immaginazione che per la realtà”, quando la mente diventa il nostro peggior nemico
17/04/2026

"Soffriamo più spesso per la nostra immaginazione che per la realtà”, quando la mente diventa il nostro peggior nemico

Scopri il significato della frase di Seneca sull’immaginazione: perché soffriamo più per ciò che temiamo che per ciò che accade davvero

BREVE RIFLESSIONE: In una trasmissione il giornalista,commentando la notizia,ha sollevato la domanda " come mai c'è ques...
29/03/2026

BREVE RIFLESSIONE: In una trasmissione il giornalista,commentando la notizia,ha sollevato la domanda " come mai c'è questo aumento di criminalità tra gli adolescenti"...bene! Innanzitutto questo non si tratta di un atto criminale ma una manifestazione di profondo disagio. La domanda corretta è "PERCHÉ È AUMENTATO IL DISAGIO TRA I GIOVANI"??. Con la giusta domanda forse si trova la giusta risposta e forse,dico forse, siamo ancora in tempo per limitare i danni! Ho una certa età ed ai miei tempi quando un insegnante entrava in classe ci si metteva in piedi e si diceva " buongiorno Signor Maestro"...stesso .maestro che puniva con la bacchetta ( con l'autorizzazione del genitore che a casa "dava il resto").Ora non dico che dobbiamo tornare alle punizioni corporali....ma come siamo passati dal Sig. Maestro ad accoltellare un insegnante ?( Tra le altre barbarie che accadono in una scuola)... evidentemente qualche cosa è andato storto,non all'interno della scuola ma nella società. Episodi come questi sono un fallimento per tutta la società che ,a nostra insaputa ( più o meno) sta svendendo l'umanità ( ascolto,accoglienza,educazione,rispetto e tolleranza alla frustrazione) in cambio di un falso benessere.....per farla breve,mia opinione è che il SOCIAL è un potente amplificatore del disagio....e purtroppo i giovani ,vere spugne di tutto ciò che gli accade intorno, ne sono i principali fruitori incontrollati. Da buongiorno Sig.Maestro a buongiorno mondo virtuale....abbiamo perso Mila anni di evoluzione umana .Prima torniamo con testa e piedi nel .o do reale e prima limiteremo i danni che il virtuale fa sul reale, dove viviamo in carne ed ossa.

Non sarebbe in pericolo di vita la professoressa di 57 anni accoltellata alla gola e all'addome da uno studente di 13 anni questa mattina intorno alle 7.45, presso l'istituto comprensivo "Leonardo Da Vinci" a Trescore Balneario, in provincia di Bergamo. Il ragazzino di terza media si sarebbe present...

Indirizzo

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Martedì 09:00 - 20:00
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