29/07/2026
‼️DISCLAIMER: non ce l’ho con i fisioterapisti, lo scrivo anche qui prima che si scateni il solito putiferio‼️
Quello che mi lascia perplesso è quando, in assenza di una reale indicazione medica, la soluzione diventa eliminare il movimento.
Questo paziente passava già circa 8 ore al giorno davanti al computer, conduceva una vita prevalentemente sedentaria e il tennis rappresentava uno dei pochi momenti di attività fisica della settimana.
Togliere anche quello, nella maggior parte dei casi, significa ridurre ulteriormente uno stimolo che spesso è fondamentale per mantenere muscoli, articolazioni e sistema nervoso in salute.
La letteratura scientifica ci mostra che, nella maggior parte dei disturbi muscoloscheletrici come il dolore cervicale non specifico, l’attività fisica e l’esercizio terapeutico sono tra gli interventi più efficaci, mentre il riposo prolungato raramente porta benefici e, anzi, può favorire la persistenza dei sintomi.
Esistono situazioni in cui limitare o sospendere temporaneamente il movimento è assolutamente corretto: ad esempio dopo una frattura, un intervento chirurgico, una lesione muscolare o legamentosa importante, oppure quando il medico identifica condizioni specifiche che richiedono una fase di protezione dei tessuti.
Ma queste sono eccezioni, non la regola.
Nella maggior parte dei casi non serve smettere di muoversi: serve capire come muoversi, quanto muoversi e quale esercizio sia più adatto alla persona.
Il movimento non è il nemico. Spesso è una parte fondamentale della terapia.