03/04/2026
Nel lavoro clinico, alcune persone arrivano portando una lunga esperienza di adattamento.
Un modo di stare nelle situazioni costruito nel tempo, spesso efficace, ma sostenuto da un continuo aggiustamento di sé.
Questo modo di funzionare, a lungo, può diventare così abituale da rendere meno accessibile ciò che è più spontaneo.
La sensazione che emerge non è sempre immediatamente leggibile: riguarda il modo in cui ci si riconosce, o non ci si riconosce, nella propria esperienza.
In questi percorsi, il riconoscimento del proprio funzionamento — a volte anche attraverso una diagnosi — apre una possibilità diversa:
non tanto modificarsi ancora, ma iniziare a dare senso a ciò che c’è sempre stato.
Il lavoro terapeutico si muove spesso in questa direzione:
ridurre gli adattamenti necessari e costruire un modo di stare nel mondo che richieda meno sforzo per essere mantenuto.