Dico Technologies srl

Dico Technologies srl Informazioni di contatto, mappa e indicazioni stradali, modulo di contatto, orari di apertura, servizi, valutazioni, foto, video e annunci di Dico Technologies srl, Medicina e salute, Via Po 77, Cormano.

Dico Technologies progetta, sviluppa e produce dispositivi nel settore della Comunicazione Aumentativa e Alternativa, per consentire ai pazienti impossibilitati a parlare di comunicare Nel settore della Comunicazione Aumentativa e Alternativa (AAC – Augmentative and Alternative Communication) nasce
Dico Technologies srl, un’azienda innovativa che progetta e realizza dispositivi innovativi in ambi

to sanitario e di terapia intensiva, che applicano le nuove tecnologie disponibili per aiutare a comunicare i pazienti impossibilitati a parlare. Il Know-how proprietario, è protetto da un Brevetto di Invenzione Industriale Italiano

Le soluzioni tecnologiche d’avanguardia sono messe a punto e realizzate interamente in Italia e, avendo già ottenuto la certificazione CE, beneficiano di un alto standard di qualità, affidabilità e sicurezza.

In ospedale esistono pazienti che comprendono tutto ciò che accade intorno a loro, ma che non riescono a parlare.👉Posson...
04/06/2026

In ospedale esistono pazienti che comprendono tutto ciò che accade intorno a loro, ma che non riescono a parlare.

👉Possono avere una domanda.
👉Possono provare dolore.
👉Possono voler collaborare con gli operatori sanitari.

Ma non riescono a comunicarlo.

In questi casi la 𝗖𝗼𝗺𝘂𝗻𝗶𝗰𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗔𝘂𝗺𝗲𝗻𝘁𝗮𝘁𝗶𝘃𝗮 𝗲 𝗔𝗹𝘁𝗲𝗿𝗻𝗮𝘁𝗶𝘃𝗮 (𝗖𝗔𝗔) può contribuire a ridurre il senso di isolamento e favorire una relazione più efficace tra paziente e équipe assistenziale.

Perché l'umanizzazione delle cure passa anche dalla possibilità di essere ascoltati.

🔗 Per info:
https://www.seda-spa.it/dico-1000.php

Disclaimer: contenuto rivolto a specialisti e operatori sanitari. Non ha finalità terapeutiche né intende fornire pareri medici.

Immagine generata con AI

Perché si parla così poco della comunicazione dei pazienti ospedalizzati che non possono parlare?Quando si sente parlare...
22/05/2026

Perché si parla così poco della comunicazione dei pazienti ospedalizzati che non possono parlare?

Quando si sente parlare di 𝗖𝗼𝗺𝘂𝗻𝗶𝗰𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗔𝘂𝗺𝗲𝗻𝘁𝗮𝘁𝗶𝘃𝗮 𝗲 𝗔𝗹𝘁𝗲𝗿𝗻𝗮𝘁𝗶𝘃𝗮 (𝗖𝗔𝗔) il pensiero va spesso all’autismo e all’età evolutiva.
𝗠𝗼𝗹𝘁𝗼 𝗺𝗲𝗻𝗼 𝗰𝗼𝗻𝗼𝘀𝗰𝗶𝘂𝘁𝗮 𝗲̀ 𝗹𝗮 𝘀𝘂𝗮 𝗮𝗽𝗽𝗹𝗶𝗰𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗶𝗻 𝗼𝘀𝗽𝗲𝗱𝗮𝗹𝗲.

Eppure, in Terapia Intensiva e sub-intensiva, Neurologia, Neurochirurgia e Riabilitazione, ci sono pazienti coscienti e lucidi che comprendono ciò che accade ma non riescono a parlare.

Quando il paziente non può comunicare:

✔ aumenta l’incertezza clinica

✔ cresce il carico interpretativo per il team

✔ i familiari si sentono esclusi e impotenti

✔ il paziente vive una condizione di isolamento

Per questo la comunicazione non è un dettaglio.

È sicurezza clinica. È qualità organizzativa. È umanizzazione delle cure.

Il paziente comunica e i familiari possono partecipare, infine il team decide meglio.

𝗩𝗶 𝗮𝘀𝗽𝗲𝘁𝘁𝗶𝗮𝗺𝗼 𝗶𝗻𝘀𝗶𝗲𝗺𝗲 𝗮𝗹 𝗻𝗼𝘀𝘁𝗿𝗼 𝗽𝗮𝗿𝘁𝗻𝗲𝗿 𝗦𝗘𝗗𝗔 𝗦.𝗽.𝗔. 𝗮𝗹:
𝟯𝟳° 𝗦𝗠𝗔𝗥𝗧
𝗦𝗺𝗮𝗿𝘁 𝗠𝗲𝗲𝘁𝗶𝗻𝗴 𝗔𝗻𝗲𝘀𝘁𝗵𝗲𝘀𝗶𝗮 𝗥𝗲𝘀𝘂𝘀𝗰𝗶𝘁𝗮𝘁𝗶𝗼𝗻 𝗶𝗻𝗧𝗲𝗻𝘀𝗶𝘃𝗲 𝗰𝗮𝗿𝗲
𝗔𝗹𝗹𝗶𝗮𝗻𝘇 𝗠𝗶𝗖𝗼 – 𝗡𝗼𝗿𝘁𝗵 𝗪𝗶𝗻𝗴 | 𝗠𝗶𝗹𝗮𝗻 | 𝗠𝗮𝘆 𝟮𝟳–𝟮𝟵, 𝟮𝟬𝟮𝟲
𝗦𝘁𝗮𝗻𝗱 𝟯𝟯–𝟯𝟲

Se sei un operatore sanitario e vuoi saperne di più https://www.seda-spa.it/dico-1000.php

Disclaimer: contenuto rivolto a specialisti e operatori sanitari. Non ha finalità terapeutiche né intende fornire pareri medici.



















𝗟𝗮 𝗳𝗼𝗿𝘇𝗮 𝗶𝗻𝘁𝗲𝗿𝗶𝗼𝗿𝗲 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗮.Anche quando un paziente non può parlare, il desiderio di collaborare, di comunicare e di parte...
19/05/2026

𝗟𝗮 𝗳𝗼𝗿𝘇𝗮 𝗶𝗻𝘁𝗲𝗿𝗶𝗼𝗿𝗲 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗮.

Anche quando un paziente non può parlare, il desiderio di collaborare, di comunicare e di partecipare alla propria cura resta intatto.

In Terapia Intensiva e sub-intensiva, la 𝗖𝗼𝗺𝘂𝗻𝗶𝗰𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗔𝘂𝗺𝗲𝗻𝘁𝗮𝘁𝗶𝘃𝗮 𝗲 𝗔𝗹𝘁𝗲𝗿𝗻𝗮𝘁𝗶𝘃𝗮 (𝗖𝗔𝗔) consente di trasformare anche movimenti volontari minimi in messaggi e conferme.

Grazie a sensori inerziali di nuova generazione, algoritmi di Machine Learning e funzionalità multilingue, questa tecnologia aiuta il paziente a esprimere bisogni, sintomi e stati emotivi.

Un supporto concreto per:
✔ il paziente, che torna parte attiva della cura
✔ gli operatori sanitari, che dispongono di informazioni più chiare
✔ le famiglie, che possono mantenere una relazione concreta

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𝗩𝗶 𝗮𝘀𝗽𝗲𝘁𝘁𝗶𝗮𝗺𝗼 𝗶𝗻𝘀𝗶𝗲𝗺𝗲 𝗮𝗹 𝗻𝗼𝘀𝘁𝗿𝗼 𝗽𝗮𝗿𝘁𝗻𝗲𝗿 𝗦𝗘𝗗𝗔 𝗦.𝗽.𝗔. 𝗮𝗹:
𝟯𝟳° 𝗦𝗠𝗔𝗥𝗧 | 𝗦𝗺𝗮𝗿𝘁 𝗠𝗲𝗲𝘁𝗶𝗻𝗴 𝗔𝗻𝗲𝘀𝘁𝗵𝗲𝘀𝗶𝗮 𝗥𝗲𝘀𝘂𝘀𝗰𝗶𝘁𝗮𝘁𝗶𝗼𝗻 𝗶𝗻𝗧𝗲𝗻𝘀𝗶𝘃𝗲 𝗰𝗮𝗿𝗲
𝗔𝗹𝗹𝗶𝗮𝗻𝘇 𝗠𝗶𝗖𝗼 – 𝗡𝗼𝗿𝘁𝗵 𝗪𝗶𝗻𝗴 | 𝗠𝗶𝗹𝗮𝗻 | 𝗠𝗮𝘆 𝟮𝟳–𝟮𝟵, 𝟮𝟬𝟮𝟲
𝗦𝘁𝗮𝗻𝗱 𝟯𝟯–𝟯𝟲

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15/05/2026

La testimonianza di Sara Brambilla racconta cosa significa, per un paziente che non può parlare, tornare a comunicare.

Un bisogno. Una conferma. Una scelta.

In Terapia Intensiva e sub-intensiva, la 𝗖𝗼𝗺𝘂𝗻𝗶𝗰𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗔𝘂𝗺𝗲𝗻𝘁𝗮𝘁𝗶𝘃𝗮 𝗲 𝗔𝗹𝘁𝗲𝗿𝗻𝗮𝘁𝗶𝘃𝗮 (𝗖𝗔𝗔) aiuta il paziente a restare parte attiva della cura e supporta operatori sanitari e famiglie.

Se desideri vedere da vicino come la 𝗖𝗼𝗺𝘂𝗻𝗶𝗰𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗔𝘂𝗺𝗲𝗻𝘁𝗮𝘁𝗶𝘃𝗮 𝗲 𝗔𝗹𝘁𝗲𝗿𝗻𝗮𝘁𝗶𝘃𝗮 (𝗖𝗔𝗔) possa aiutare i pazienti che non possono parlare a tornare parte attiva della cura, ti invitiamo a provare il dispositivo presso il nostro stand.

𝗩𝗶 𝗮𝘀𝗽𝗲𝘁𝘁𝗶𝗮𝗺𝗼 𝗶𝗻𝘀𝗶𝗲𝗺𝗲 𝗮𝗹 𝗻𝗼𝘀𝘁𝗿𝗼 𝗽𝗮𝗿𝘁𝗻𝗲𝗿 𝗦𝗘𝗗𝗔 𝗮𝗹:
𝟯𝟳° 𝗦𝗠𝗔𝗥𝗧
𝗦𝗺𝗮𝗿𝘁 𝗠𝗲𝗲𝘁𝗶𝗻𝗴 𝗔𝗻𝗲𝘀𝘁𝗵𝗲𝘀𝗶𝗮 𝗥𝗲𝘀𝘂𝘀𝗰𝗶𝘁𝗮𝘁𝗶𝗼𝗻 𝗶𝗻𝗧𝗲𝗻𝘀𝗶𝘃𝗲 𝗰𝗮𝗿𝗲
𝗔𝗹𝗹𝗶𝗮𝗻𝘇 𝗠𝗶𝗖𝗼 – 𝗡𝗼𝗿𝘁𝗵 𝗪𝗶𝗻𝗴 | 𝗠𝗶𝗹𝗮𝗻 | 𝗠𝗮𝘆 𝟳–𝟵, 𝟮𝟬𝟮𝟱
𝗦𝘁𝗮𝗻𝗱 𝟯𝟯-𝟯𝟲
𝗠𝗶𝗹𝗮𝗻 | 𝗠𝗮𝘆 𝟮𝟳–𝟮𝟵, 𝟮𝟬𝟮𝟲

Per info: link in bio

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Cosa accade quando un paziente è cosciente, ma non può comunicare?In Terapia Intensiva e sub-intensiva questa situazione...
12/05/2026

Cosa accade quando un paziente è cosciente, ma non può comunicare?

In Terapia Intensiva e sub-intensiva questa situazione riguarda persone intubate, tracheostomizzate, con grandi ustioni, traumi complessi o patologie neurologiche.

La necessità di esprimere dolore, bisogni e stati emotivi resta invariata.

Le tecnologie di 𝗖𝗼𝗺𝘂𝗻𝗶𝗰𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗔𝘂𝗺𝗲𝗻𝘁𝗮𝘁𝗶𝘃𝗮 𝗲 𝗔𝗹𝘁𝗲𝗿𝗻𝗮𝘁𝗶𝘃𝗮 (𝗖𝗔𝗔), oggi supportate da sensori di nuova generazione, consentono di trasformare movimenti volontari in risposte interpretabili.

Un approccio che supporta:
✔ il paziente, che resta parte attiva della cura
✔ gli operatori sanitari, che dispongono di informazioni più chiare
✔ le famiglie, che possono mantenere una relazione concreta

La comunicazione non è un elemento accessorio.
È parte integrante del processo assistenziale e dell’umanizzazione della cura.

Vi aspettiamo al:
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Come possiamo rendere la comunicazione parte integrante della cura anche per chi non può parlare?Anche documenti istituz...
08/05/2026

Come possiamo rendere la comunicazione parte integrante della cura anche per chi non può parlare?

Anche documenti istituzionali come la Carta di Solfagnano https://www.disabilita.governo.it/it/carta-di-solfagnano/carta-di-solfagnano-solfagnano-charter-charte-de-solfagnano-carta-solfagnano/ richiamano l’attenzione su accessibilità, partecipazione e tecnologie inclusive.

In ospedale, questo tema riguarda molti pazienti coscienti ma non verbali:

– persone intubate

– pazienti con ictus

– tracheostomizzati

– persone con traumi neurologici o vulnerabilità comunicative

Le tecnologie di Comunicazione Aumentativa e Alternativa (CAA), oggi supportate da sensori evoluti, permettono di trasformare piccoli movimenti in risposte interpretabili.

Un approccio che aiuta:

✔ il paziente a restare parte attiva del percorso di cura

✔ gli operatori sanitari nella gestione clinica

✔ le famiglie a mantenere una relazione possibile

L’innovazione sanitaria non riguarda solo nuove tecnologie.

Riguarda anche il modo in cui scegliamo di ascoltare.

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“𝗘 𝘀𝗲 𝗾𝘂𝗲𝗹 𝗽𝗶𝗰𝗰𝗼𝗹𝗼 𝗺𝗼𝘃𝗶𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼 𝗳𝗼𝘀𝘀𝗲 𝘂𝗻𝗮 𝗿𝗶𝘀𝗽𝗼𝘀𝘁𝗮?”È una domanda reale, che nasce ogni giorno davanti a pazienti coscienti...
04/05/2026

“𝗘 𝘀𝗲 𝗾𝘂𝗲𝗹 𝗽𝗶𝗰𝗰𝗼𝗹𝗼 𝗺𝗼𝘃𝗶𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼 𝗳𝗼𝘀𝘀𝗲 𝘂𝗻𝗮 𝗿𝗶𝘀𝗽𝗼𝘀𝘁𝗮?”

È una domanda reale, che nasce ogni giorno davanti a pazienti coscienti ma che non riescono a parlare.

Quando la parola non è possibile, anche un gesto minimo può diventare un tentativo di comunicazione.

Oggi, grazie a tecnologie basate su sensori inerziali, questi movimenti possono essere rilevati e trasformati in risposte.

👉 Un gesto può diventare comunicazione.

Questo significa permettere al paziente di esprimersi e aiutare chi assiste a comprendere.

Quando la comunicazione è possibile, la relazione resta attiva. In ospedale e anche a casa.

Vuoi approfondire?:
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La comunicazione non finisce con la dimissione.In terapia intensiva e sub-intensiva, i pazienti coscienti ma non verbali...
28/04/2026

La comunicazione non finisce con la dimissione.

In terapia intensiva e sub-intensiva, i pazienti coscienti ma non verbali possono comunicare grazie alla Comunicazione Aumentativa e Alternativa.

Oggi, tecnologie basate su sensori di movimento permettono di trasformare anche un movimento minimo in una risposta.

👉 Anche un gesto ridotto può diventare comunicazione.

Ma fuori dall’ospedale?

La comunicazione passa al caregiver.

Senza strumenti adeguati, la frustrazione aumenta, l’incertezza cresce e diventa più difficile assistere.

Quando la comunicazione è possibile, il paziente continua a esprimersi, il caregiver può comprendere e la relazione resta attiva.

👉 È così che l’umanizzazione delle cure continua, anche a casa.

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https://www.dicotechnologies.com/dicoxpm/

Leggi l'articolo sul nostro blog:https://www.dicotechnologies.com/perche-la-comunicazione-aumentativa-e-alternativa-e-diventata-un-elemento-clinico-nei-pazienti-non-verbali/

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Nei percorsi di cura, comunicare non è un dettaglio. È una necessità.Quando la voce non è disponibile — per intubazione,...
24/04/2026

Nei percorsi di cura, comunicare non è un dettaglio. È una necessità.

Quando la voce non è disponibile — per intubazione, traumi o patologie neurologiche — le decisioni cliniche si basano spesso su elementi indiretti, senza una conferma diretta del paziente.

Le tecnologie di 𝗖𝗼𝗺𝘂𝗻𝗶𝗰𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗔𝘂𝗺𝗲𝗻𝘁𝗮𝘁𝗶𝘃𝗮 𝗲 𝗔𝗹𝘁𝗲𝗿𝗻𝗮𝘁𝗶𝘃𝗮 (𝗖𝗔𝗔) grazie a 𝘀𝗲𝗻𝘀𝗼𝗿𝗶 𝗶𝗻𝗲𝗿𝘇𝗶𝗮𝗹𝗶 𝗱𝗶 𝗻𝘂𝗼𝘃𝗮 𝗴𝗲𝗻𝗲𝗿𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 permettono di trasformare anche piccoli movimenti in risposte.

Oggi questo approccio si estende oltre l’area critica e sub-intensiva, accompagnando il paziente lungo tutto il percorso di cura.

✔ supporto concreto per gli operatori sanitari

✔ maggiore comprensione dei bisogni del paziente

✔ un punto di contatto fondamentale per le famiglie

La tecnologia, quando è progettata per ascoltare, diventa parte della relazione e contribuisce all’umanizzazione della cura.

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21/04/2026

Quando il paziente può confermare, cambia tutto.

In terapia intensiva e sub-intensiva, ma anche nei reparti di neurochirurgia, neurologia e post-operatorio complesso, ci sono pazienti coscienti che non possono parlare.

Succede in caso di:
✅ intubazione o ventilazione non invasiva
✅ tracheostomia
✅ esiti di ictus
✅ traumi neurologici o interventi testa-collo

In questi contesti, la comunicazione si basa su dati, osservazione ed esperienza, ma manca un elemento fondamentale: la conferma diretta del paziente.

Le soluzioni di Comunicazione Aumentativa e Alternativa permettono di trasformare anche micro-movimenti volontari in risposte.

Un gesto diventa un concetto, un movimento diventa una spiegazione.

E questo cambia il processo decisionale.

Meno incertezza.
Meno interpretazione indiretta.
Più qualità nella cura e maggiore umanizzazione.

Perché nei contesti ad alta intensità di cura, comunicare non è un dettaglio, è parte della decisione clinica.

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📌 Disclaimer: contenuto rivolto a specialisti e operatori sanitari. Non ha finalità terapeutiche né intende fornire pareri medici.

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