01/09/2025
È arrivata la prima, vera, risposta di Israele alla Global Sumud Flotilla.
Ed è una risposta di sconvolgente ma prevedibile violenza, anche verbale.
“Saranno arrestati come terroristi, detenuti nelle carceri di massima sicurezza Ketziot e Damon e le imbarcazioni confiscate e messe a disposizione della Marina israeliana” ha minacciato il fanatico e di ultradestra ministro per la Sicurezza Nazionale Ben Gvir, in rappresentanza di tutto il governo Netanyahu, senza eccezioni.
Chiamano “terroristi” dei volontari attivisti per i diritti umani che portano cibo a gente che muore (ammazzata) di fame.
Vi rendete conto dell’orrore anche semantico?
Nelle intenzioni di Israele, le barche saranno intercettate e bloccate già in acque internazionali, molto prima di arrivare a Gaza, esattamente com’è successo a tutte le spedizioni precedenti.
Solo che questa volta la nave non è una ma sono cinquanta e con tutti i fari del mondo addosso.
Da una parte violenza, armi, minacce.
Dall’altra solidarietà, umanità, cibo e diritto internazionale.
Mai un confronto era stato così chiaro, limpido, impietoso.
Il problema è che chi dovrebbe vederlo, e schierarsi dalla parte giusta, non solo non si schiera, non solo tace, ma addirittura deride e schernisce chi ha messo a rischio la propria vita per salire su quelle navi.
Saranno in decine a bordo, ma a terra siamo milioni.