PSISES

PSISES Centro di Psicoterapia e Sessuologia Clinica, Correggio e Carpi Abbiamo seguito e seguiamo pazienti in Italia e in Europa (solo in Italiano).

Daniela De Vito
Psicologo -Psicoterapeuta

E’ iscritta all’Albo degli Psicologi dell’Emilia Romagna n. 7249 (già iscritta Albo degli Psicologi della Regione Puglia n. 1317). Pasquale Tarantini
Psicologo – Psicoterapeuta – Master in Sessuologia Clinica Università di Pisa

E’ iscritto all’Albo degli Psicologi dell’Emilia Romagna n. 2030. Servizi Offerti
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La nostra esperienza nelle psicoterapie online è di molto precedente allo sviluppo avuto negli ultimi due anni con il COVID.

Buon ferragosto a tutti.Vi proponiamo oggi un articolo sulle rigidità psicologiche che nascono e si cronicizzano in noi....
15/08/2026

Buon ferragosto a tutti.
Vi proponiamo oggi un articolo sulle rigidità psicologiche che nascono e si cronicizzano in noi.

Come esserne consapevoli?

Leggi l’articolo qui👇
https://www.psises.it/?p=4505

Buongiorno Vi propongo un articolo leggero sulle coppie. Ho dato anche qualche informazione sul modello di riferimento u...
12/08/2026

Buongiorno
Vi propongo un articolo leggero sulle coppie.
Ho dato anche qualche informazione sul modello di riferimento utilizzato da Psises nella clinica con le coppie.
Un grazie a chi leggerà.
Buon agosto e buona eclissi con le precauzioni.

Articolo su Psises.it
https://www.psises.it/?p=4498

Un nuovo articolo su AI o IA. Questa volta parliamo di intelligenza artificiosa. Dopo l’OnAi propongo un altro paradigma...
07/08/2026

Un nuovo articolo su AI o IA.

Questa volta parliamo di intelligenza artificiosa.

Dopo l’OnAi propongo un altro paradigma simbolico e ipotizzo con un nuovo termine una deriva già in corso.

Tutti abbiamo imparato a diffidare dei social, dei messaggi fraudolenti e di internet quale dispensatore di verità.
Inizia un’altra era, con nuove acquisizioni da verificare con le intelligenze umane, finite, imperfette.

Articolo su Psises
https://www.psises.it/?p=4489

Suicidio assistito: tra diritto, cura e domanda di morteIn Italia non esiste ancora una legge nazionale organica sul sui...
01/08/2026

Suicidio assistito: tra diritto, cura e domanda di morte

In Italia non esiste ancora una legge nazionale organica sul suicidio medicalmente assistito.

Questo non significa, però, che sia sempre vietato.

La Corte costituzionale ha individuato quattro condizioni rigorose in presenza delle quali l’aiuto prestato non è punibile: patologia irreversibile, sofferenza intollerabile, dipendenza da trattamenti di sostegno vitale e capacità di decidere liberamente.

Le recenti leggi regionali di Toscana, Sardegna ed Emilia-Romagna non modificano questi criteri. Organizzano invece il percorso sanitario: la presentazione della domanda, le valutazioni multidisciplinari, i tempi, il coinvolgimento degli organismi etici e l’informazione sulle cure palliative.

Rimane tuttavia aperta una domanda che va oltre l’attuale legislazione:

come dovrebbe essere accolta la richiesta di una persona che non vuole più vivere a causa di una sofferenza prevalentemente psicologica?

Considerarla automaticamente una decisione libera può essere pericoloso. La disperazione, la depressione, l’isolamento o la sensazione di essere un peso possono compromettere la possibilità di immaginare un futuro diverso.

Ma limitarsi a proibire o a silenziare la domanda può lasciare la persona ancora più sola.

Da una prospettiva sistemico-relazionale, il desiderio di morte non nasce mai soltanto “dentro” un individuo. Si costruisce anche nel rapporto con le relazioni, le cure ricevute, le condizioni economiche, il dolore, le possibilità di appartenenza e le risposte della comunità.

Nel nuovo articolo di PSISES proviamo quindi a mantenere aperte due domande:

Abbiamo fatto tutto ciò che era possibile perché quella persona potesse scegliere la vita?

E, nello stesso tempo:

Esiste un punto oltre il quale imporre la prosecuzione della vita non è più protezione?

Leggi l’articolo completo su PSISES.it.
https://www.psises.it/?p=4485

Stiamo passando dall’onlife all’onAI.Non usiamo più solo la tecnologia.La tecnologia entra tra noi e il mondo.Tra emozio...
29/07/2026

Stiamo passando dall’onlife all’onAI.

Non usiamo più solo la tecnologia.
La tecnologia entra tra noi e il mondo.

Tra emozione e parola.
Tra domanda e risposta.
Tra pensiero e decisione.

Il punto non è cosa può fare l’AI.
Ma cosa stiamo diventando mentre la usiamo.

Articolo 👇
https://www.psises.it/?p=4480

MAI PIÙ SOLILa salute mentale come responsabilità relazionale e collettivaLa conferenza dedicata alla riforma della pres...
24/07/2026

MAI PIÙ SOLI

La salute mentale come responsabilità relazionale e collettiva

La conferenza dedicata alla riforma della presa in carico della malattia mentale offre l’occasione per riflettere sul significato stesso della cura.

In una prospettiva sistemico-relazionale, la sofferenza psichica non riguarda mai soltanto l’individuo.

Coinvolge la persona, la famiglia, i servizi, il territorio e l’intera comunità.

Una diagnosi può aiutare a comprendere e orientare il trattamento, ma non deve sostituire la persona.

Una famiglia può essere una risorsa fondamentale, ma non può essere lasciata sola.

I professionisti possono offrire interventi competenti, ma senza comunicazione e coordinamento rischiano di operare come isole.

Prendere in carico significa quindi costruire continuità, collegare gli interventi e restituire alla persona possibilità di appartenenza, autonomia e partecipazione.

“Mai più soli” dovrebbe diventare un principio concreto della cura:

nessuna persona ridotta alla diagnosi, nessuna famiglia abbandonata, nessun professionista isolato, nessun percorso interrotto.

Leggi il nuovo articolo su PSISES.
https://www.psises.it/?p=4475

Una vita con un passo diversoMolte persone arrivano in psicoterapia per un sintomo: l’ansia, gli attacchi di panico, una...
21/07/2026

Una vita con un passo diverso

Molte persone arrivano in psicoterapia per un sintomo: l’ansia, gli attacchi di panico, una crisi di coppia, un lutto, l’insonnia o una sofferenza che sembra aver occupato ogni spazio.

Poi il sintomo si attenua.

Eppure alcune scelgono di continuare il percorso.

Non perché siano ancora malate, ma perché hanno scoperto che la psicoterapia non serve soltanto a spegnere un incendio. Può diventare uno spazio nel quale imparare a riconoscere le proprie emozioni, comprendere i copioni relazionali e scegliere con maggiore libertà.

Chi fa psicoterapia non diventa superiore agli altri.

Spesso, però, sviluppa un passo diverso: più consapevolezza, maggiore capacità di contenere ciò che sente, una lettura meno rigida delle relazioni e la possibilità di non reagire sempre nello stesso modo.

Tra l’emozione e l’azione può nascere uno spazio.

Ed è proprio in quello spazio che compare una scelta nuova.

Ancora oggi c’è chi dice che la psicoterapia non serva a nulla. Queste parole possono ferire chi sta attraversando un percorso delicato e rimettere in discussione conquiste ancora fragili.

Ognuno è libero di scegliere come prendersi cura di sé. Ma questa libertà dovrebbe comprendere anche il rispetto per chi decide di conoscere più profondamente il proprio mondo interno.

La psicoterapia non promette una vita senza sofferenza.

Può però aiutare a costruire una vita nella quale la sofferenza non abbia sempre l’ultima parola.

👉 Leggi l’articolo completo
https://www.psises.it/?p=4465

Gli incidenti stradali non sono soltanto fatti privati: sono lutti socialiLe notizie di persone che perdono la vita in a...
17/07/2026

Gli incidenti stradali non sono soltanto fatti privati: sono lutti sociali

Le notizie di persone che perdono la vita in auto, in moto o in bicicletta sono diventate drammaticamente frequenti.

Il linguaggio della cronaca tende inevitabilmente a sintetizzare: l’orario, il luogo, la dinamica ancora da accertare, l’intervento dei soccorritori. Dietro quelle poche righe, però, esiste una frattura destinata a propagarsi molto oltre la famiglia della vittima.

Una morte improvvisa sulla strada coinvolge amici, colleghi, scuole, associazioni e intere comunità territoriali. Colpisce anche chi non conosceva personalmente la vittima, ma riconosce in quella storia la vulnerabilità dei propri figli e delle persone amate.

Possiamo quindi parlare di un vero e proprio lutto sociale.

Non tutto, inoltre, può essere ricondotto alla fatalità. Velocità, stanchezza, distrazione, uso del telefono, alcol e inosservanza delle regole sono fattori sui quali la prevenzione e la responsabilità personale possono incidere.

Sarebbe importante superare una concezione della sicurezza stradale fondata prevalentemente sulle sanzioni. Rispettare una regola significa prima di tutto riconoscere che ogni comportamento individuale si inserisce in un sistema di relazioni e può proteggere, oppure mettere in pericolo, la vita degli altri.

Educare alla sicurezza stradale significa dunque educare alla responsabilità, alla consapevolezza del limite e al valore della vita umana.

Nel mio nuovo articolo, “Uscire di casa e non tornare”, provo a riflettere sulle tracce psicologiche e comunitarie lasciate da queste tragedie.

Le strade dovrebbero unire le persone, non separarle per sempre.

Leggi qui 👇👇👇
https://www.psises.it/?p=4460

📚 Quando la scrittura trasforma le ferite in vitaNelle prossime settimane avremo il piacere di incontrare Anna Stan, aut...
12/07/2026

📚 Quando la scrittura trasforma le ferite in vita

Nelle prossime settimane avremo il piacere di incontrare Anna Stan, autrice del libro Anna, e non può essere un caso.

Un racconto autobiografico intenso, ironico e profondamente umano che parla di resilienza, identità e desiderio di vivere.

Una serata dedicata non solo alla letteratura, ma anche alla capacità delle persone di trasformare le proprie esperienze in una storia capace di generare significato.

📍 In presenza su prenotazione
💻 Online tramite Teams
📱 Diretta Facebook e Instagram

A breve comunicheremo tutti i dettagli.

https://www.psises.it/?p=4454

La stanza chiusa: quando un ragazzo si ritira dal mondoDormire di giorno.Vivere di notte.Relazioni online.Nessun interes...
09/07/2026

La stanza chiusa: quando un ragazzo si ritira dal mondo

Dormire di giorno.
Vivere di notte.
Relazioni online.
Nessun interesse per scuola, lavoro o amicizie reali.

Dietro molte situazioni che vengono liquidate come “svogliatezza” si nascondono invece sofferenza, ansia e spesso forme silenziose di depressione.

In questo articolo provo a riflettere sul fenomeno dei giovani che si ritirano dalla vita sociale, sulle paure che li accompagnano e sulle dinamiche familiari che possono contribuire a mantenere questa condizione.

Leggi articolo 👇
https://www.psises.it/?p=4447

Indirizzo

Corso Mazzini, 37
Correggio
42015

Orario di apertura

Lunedì 08:00 - 22:00
Martedì 08:00 - 22:00
Mercoledì 08:00 - 21:00
Giovedì 08:00 - 21:00
Venerdì 08:00 - 21:00
Sabato 08:00 - 17:00

Telefono

+393381700961

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