Centro di Terapia Cognitivo Comportamentale, ABA, Psicoterapia

Centro di Terapia Cognitivo Comportamentale, ABA, Psicoterapia ... Vola solo chi osa Farlo!.

La Dott.ssa Paola Francesca Mantuano è una Psicologa, specializzata in Psicoterapia Cognitivo Comportamentale, Analista del Comportamento, Principal Team Teach Certificate, Terapeuta Emdr II livello,Terapista ARM II livello

18/08/2026

📢 RICERCA PSICOLOGI / EDUCATORI – VILLAPIANA/SIBARI (CS).

🔹 Inserimento immediato
🔹 Attività con bambini e ragazzi
🔹 Disponibilità a lavorare sia presso il centro sia a domicilio, in base alle esigenze dei bambini e delle famiglie
🔹Aver conseguito un corso di formazione in ABA
🔹 Costituisce titolo preferenziale una formazione o esperienza nell’ambito dei disturbi del neurosviluppo e dell’autismo

Requisiti richiesti:

- serietà e professionalità;
- forte motivazione al lavoro clinico ed educativo;
- disponibilità e flessibilità organizzativa;
- predisposizione al lavoro con bambini, ragazzi e famiglie;
- capacità di collaborare all’interno di un’équipe multidisciplinare.

La collaborazione prevede l'inserimento all'interno di un'équipe professionale e la possibilità di lavorare secondo un approccio evidence-based, con supervisione e confronto multidisciplinare.
Si richiede , laddove necessario, iniziale affiancamento presso la sede centrale di Cosenza.

📍 Zona: Villapiana e comuni limitrofi

📩 Gli interessati possono inviare CV e breve presentazione in privato oppure a [email protected] specificando nell'oggetto “Candidatura Villapiana”.
Cell 349.7538830

Cerchiamo professionisti motivati, disponibili e desiderosi di crescere insieme a noi all'interno di un contesto professionale serio e strutturato.

il Blog di Corigliano Calabro

E poi ci sono i Figli.I figli crescono. E crescendo iniziano a guardare la propria storia con occhi diversi.Mettono insi...
17/08/2026

E poi ci sono i Figli.

I figli crescono. E crescendo iniziano a guardare la propria storia con occhi diversi.

Mettono insieme i pezzi, riconoscono le contraddizioni e, con il tempo, imparano a distinguere ciò che hanno scelto da ciò che è stato fatto scegliere, imposto loro.

Non sempre accade presto.
Non sempre accade nello stesso modo. Ma arriva un momento in cui un figlio può finalmente pensare con la propria testa e farsi una propria idea di ciò che ha vissuto.

E allora non sarà più necessario raccontargli chi aveva ragione, convincerlo o spiegargli chi amare, chi assecondare, chi compiacere.

Sarà lui, con la propria maturità, a dare un significato alla sua storia.

Perché il tempo fa una cosa che nessuna manipolazione può controllare per sempre o sempre allo stesso modo: restituisce ai figli la possibilità di guardare, comprendere e scegliere con i propri occhi.

Perché prima o poi, la verità di ciò che hanno vissuto non avrà più bisogno di essere raccontata: saranno loro a riconoscerla.

Questo e’ uno dei temi su cui ricevo moltissime richieste da parte vostra…

Parlo da psicologa clinica e forense e lo faccio con un linguaggio diretto, perché quando il danno riguarda i figli non servono giri di parole.

Un genitore con funzionamento narcisistico – madre o padre che sia – può fare danni enormi allo sviluppo emotivo dei propri figli.

E il problema è che questi danni non fanno rumore, non lasciano lividi evidenti, ma scavano dentro. Piano. In profondità.

Quel genitore non vede davvero il figlio.
Non lo incontra come persona, come individuo in crescita.
Lo usa.

Il figlio diventa:
– una proiezione
– uno strumento
– un regolatore emotivo
– un mezzo per sentirsi importante, potente, vittima o superiore

E un bambino, per sopravvivere, impara presto una lezione devastante:
“Valgo solo se compiaccio.”

Cresce così, con il terrore di deludere.
Con la paura di essere sé stesso.
Con l’idea che l’amore possa essere tolto da un momento all’altro.

Il genitore narcisistico ama a condizioni.
Premia quando il figlio è funzionale alla sua immagine.
Punisce quando il figlio diventa autonomo, critico, libero.

E allora il bambino diventa iperattento, iperresponsabile, iperadattato.
Sembra “bravo”, “maturo”, “sensibile”.
In realtà è in allerta costante.

Un altro danno gravissimo è la colpevolizzazione.
Il figlio viene reso responsabile dell’umore del genitore, delle sue frustrazioni, dei suoi fallimenti.
Gli viene insegnato che far soffrire l’altro è colpa sua.
Nasce così una vergogna profonda, silenziosa, tossica.

E poi c’è la manipolazione affettiva.
Il figlio messo in mezzo ai conflitti.
Usato come alleato.
Trasformato in confidente.
Spinto a scegliere, a schierarsi, a “capire” cose che non dovrebbe mai portare sulle spalle.

Questo non è amore.
È abuso psicologico.

I segnali? Spesso sono sotto gli occhi di tutti, ma vengono minimizzati:
– bambini troppo compiacenti
– paura costante di sbagliare
– ansia, somatizzazioni, regressioni
– rabbia trattenuta o esplosiva
– frasi durissime su sé stessi
– ritiro emotivo
– rifiuto immotivato di un genitore

E attenzione a un punto cruciale:
il genitore narcisistico non riconosce il danno
si percepisce sempre come vittima
sposta la colpa sugli altri
nega, distorce, ribalta

Nel frattempo il bambino paga il prezzo più alto.

Un genitore con funzionamento narcisistico non educa.
Condiziona.
Controlla.
Usa.

E un figlio così non cresce libero ma cresce adattato, spaventato, confuso.

Riconoscere queste dinamiche non è “fare guerra” a qualcuno.
È proteggere chi non ha voce.

Perché il tempo, nella vita emotiva di un bambino,
non è infinito.

Pienamente d'accordo...Riflettiamo!!A volte pensiamo che la libertà sia riuscire a far capire agli altri chi siamo davve...
12/08/2026

Pienamente d'accordo...Riflettiamo!!

A volte pensiamo che la libertà sia riuscire a far capire agli altri chi siamo davvero.

Spiegarci meglio.
Raccontare la nostra versione.
Correggere ciò che è stato frainteso.
Dimostrare che dietro una scelta, un silenzio o una distanza c’era molto più di quello che gli altri hanno visto.

Ma forse la vera libertà, la vera pace arriva quando smettiamo di aver bisogno che gli altri comprendano.

Anche sui social è facile cadere nella trappola del racconto continuo: spiegare chi siamo, cosa pensiamo, cosa abbiamo vissuto, quasi a costruire una versione di noi che possa essere finalmente compresa e approvata.

E a volte, senza accorgercene, non stiamo più comunicando per condividere qualcosa.

Stiamo comunicando per essere riconosciuti.
Noto un fenomeno curioso: persone che dichiarano di non essere interessate a qualcuno gli dedicano interi post; persone che dicono di essere serene sentono il bisogno di dimostrarlo; persone che sostengono di non voler alimentare il conflitto finiscono per raccontarlo pubblicamente, coinvolgendo amici, conoscenti e follower.

La maturità, invece, può essere anche questa: accettare che qualcuno abbia un’idea di noi che non ci rappresenta, senza sentire ogni volta il bisogno di correggerla.

Non tutto deve essere spiegato.
Non tutto deve essere dimostrato.
Non tutti devono conoscerci davvero.

Perché quando smettiamo di cercare la nostra identità nello sguardo degli altri, anche il bisogno di raccontarci cambia.

E forse è proprio lì che inizia una forma più autentica di pace:

quando non abbiamo più bisogno di convincere nessuno di chi siamo.

Perché ,alla fine, chi è davvero in pace con se stesso, non ha bisogno di convincere nessuno né di un pubblico che dia ragione: basta la propria pace.

E questa, sui social, è quasi una forma di lusso. 😉

A volte la pace arriva quando smettiamo di correggere l’immagine che gli altri hanno di noi.

Perché non tutti ci conosceranno davvero.
Non tutti comprenderanno le nostre intenzioni.
Non tutti vedranno le ferite dietro ai nostri silenzi, le ragioni dietro alle nostre scelte, la persona che siamo oltre ciò che hanno interpretato.

E può essere profondamente frustrante sentirsi giudicati attraverso una versione di noi che non ci rappresenta.

Ma c’è un momento in cui dobbiamo scegliere:
continuare a combattere per essere compresi oppure iniziare a stare bene anche se qualcuno ci ha capiti male.

La pace non è quando tutti hanno una buona opinione di noi.

La pace è quando la loro opinione smette di essere il luogo in cui cerchiamo la nostra identità.

Lasciare che qualcuno abbia un’idea sbagliata di te non significa dargli ragione.
Significa, semplicemente, non permettergli più di avere potere sulla tua serenità.

Perché non tutto ciò che gli altri pensano di noi deve essere corretto.

A volte deve semplicemente essere lasciato andare.

07/08/2026
18/07/2026

Dopamina vs Serotonina: La trappola “dell'Ancora" contro la forza “dell'Abbastanza"

Confondiamo spesso il piacere con la felicità. Ma il nostro cervello sa che sono due cose completamente diverse.

A livello neurobiologico, la nostra stabilità emotiva è regolata da due grandi registri che si muovono su binari opposti: la Dopamina e la Serotonina. Capire come funzionano significa capire perché molte delle nostre rincorse quotidiane ci lasciano esausti e insoddisfatti.

🔹 Dopamina: Il circuito del Piacere (e del desiderio)
La dopamina è il neurotrasmettitore della ricompensa immediata. Si attiva quando mangiamo un pezzo di torta, quando compriamo qualcosa online o quando riceviamo una notifica sul telefono. Ha una caratteristica clinica fondamentale: è viscerale, immediata e dura pochissimo. La dopamina non dice "sto bene", dice: “Questo è fantastico, ne voglio ancora!”. Alimenta il desiderio, non l'appagamento. Se non gestita, la sua continua ricerca porta dritta verso la dipendenza e l'ansia da prestazione.

🔹 Serotonina: Il circuito della Felicità (e della contentezza)
La serotonina è il neurotrasmettitore del benessere a lungo termine. Si attiva quando condividiamo del tempo di qualità con la famiglia, quando facciamo qualcosa per gli altri o quando ci godiamo un momento di pace. Non si sente nella pancia, ma nella testa: è eterea, stabile e duratura. La serotonina dice al cervello: “Questo è bello, ed è abbastanza.” È la molecola della gratitudine e del senso di appartenenza. Quando i suoi livelli sono troppo bassi, subentra la depressione.

Finché cerchiamo di curare la mancanza di felicità (serotonina) accumulando dosi di piacere immediato (dopamina), l'incastro non funzionerà mai. Il benessere non si ottiene aumentando gli stimoli, ma imparando a riconoscere quando è il momento di fermarsi.

In breve: La dopamina ci spinge a prendere e a consumare da soli; la serotonina ci invita a dare e a condividere con gli altri. La salute psicologica sta nel non lasciare che il circuito "dell'ancora" spenga la voce "dell'abbastanza".

15/07/2026

Siamo lieti di annunciare l’ingresso nel nostro Centro Medico della Dott.ssa Paola Francesca Mantuano, Psicologa e Psicoterapeuta Cognitivo Comportamentale, con una consolidata esperienza nella valutazione, diagnosi e trattamento di bambini, adolescenti e adulti.
Grazie alle sue competenze in ambito neuropsicologico, psicoterapeutico ed EMDR, sarà possibile offrire un supporto qualificato e percorsi personalizzati per affrontare difficoltà emotive, comportamentali, relazionali e dell’apprendimento.

📍 Da giorno 27 Luglio la Dott.ssa Mantuano riceverà presso il nostro Centro Medico.�📞 Per informazioni e prenotazioni contattate 377 0913518

Insieme, continuiamo ad ampliare i nostri servizi per essere sempre più vicini alle esigenze dei nostri pazienti 💙

Indirizzo

Viale Mancini
Cosenza
87100

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