22/07/2026
👉 𝐒𝐈𝐏𝐎𝐍𝐞𝐰𝐬, 𝐥𝐚 𝐧𝐨𝐬𝐭𝐫𝐚 𝐫𝐮𝐛𝐫𝐢𝐜𝐚 𝐝𝐞𝐝𝐢𝐜𝐚𝐭𝐚 𝐚𝐥𝐥'𝐚𝐠𝐠𝐢𝐨𝐫𝐧𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐞 𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐝𝐢𝐯𝐮𝐥𝐠𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐮𝐥𝐭𝐢𝐦𝐞 𝐧𝐨𝐯𝐢𝐭𝐚̀ 𝐧𝐞𝐥 𝐜𝐚𝐦𝐩𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐏𝐬𝐢𝐜𝐨-𝐨𝐧𝐜𝐨𝐥𝐨𝐠𝐢𝐚.
FOCUS DEL MESE
Interventi psico-oncologici negli Adolescenti e Giovani Adulti (AYA): verso modelli orientati alle risorse, alla resilienza.
L’undicesima uscita di SIPONews ha affrontato l’approfondimento sugli interventi psico-oncologici rivolti agli adolescenti e giovani adulti (AYA) con tumore.
La revisione della letteratura ha individuato complessivamente 1.379 pubblicazioni, ma, al termine del processo di selezione, soltanto tre studi sono risultati essere trial randomizzati controllati (RCT) coerenti con i criteri stabiliti.
Si tratta di un numero estremamente limitato, soprattutto se confrontato con la complessità dei bisogni psicologici, relazionali e sociali di questa popolazione. Questo dato invita a una riflessione importante: gli interventi rivolti agli AYA sono stati ancora poco studiati mediante disegni sperimentali rigorosi. Di conseguenza, le evidenze disponibili sulla loro efficacia restano frammentarie e insufficienti per orientare in modo solido la pratica clinica.
I tre RCT selezionati rappresentano quindi contributi preziosi, ma anche il segnale evidente di una rilevante lacuna nella ricerca psico-oncologica.
Vi è ancora molto lavoro da compiere sia per sviluppare nuovi interventi sia per valutarne sistematicamente l’efficacia, l’accettabilità e la sostenibilità. Le possibili aree di intervento sono numerose: gestione di ansia, depressione, distress e paura di progressione o recidiva; promozione della resilienza, della speranza, della flessibilità psicologica e della capacità di attribuire significato all’esperienza di malattia; sostegno alla costruzione dell’identità, dell’autonomia e dell’immagine corporea; supporto nelle relazioni affettive, nella sessualità, nella fertilità e nella progettualità familiare; accompagnamento nei percorsi scolastici, universitari e lavorativi, spesso interrotti o modificati dalle cure; riduzione dell’isolamento e promozione della connessione con i pari, la famiglia e i professionisti sanitari; sostegno alla partecipazione alle decisioni terapeutiche, all’aderenza alle cure e alla transizione verso la survivorship o, nelle situazioni avanzate, alle cure palliative.
La scarsità degli RCT non indica dunque una mancanza di bisogni, ma, al contrario, evidenzia l’urgenza di investire in programmi innovativi, specifici per l’età e rigorosamente valutati. In questa prospettiva, può assumere un’importanza fondamentale il contributo dei ricercatori italiani appartenenti alla SIPO, chiamati a collaborare nello sviluppo e nella valutazione di protocolli di intervento condivisi, specificamente rivolti agli AYA, attraverso studi multicentrici rigorosi capaci di produrre solide evidenze di efficacia.