Dott.ssa Iolanda Frangella Biologa Nutrizionista esperta in Fertilità

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Dott.ssa Iolanda Frangella Biologa Nutrizionista esperta in Fertilità Dott.ssa Frangella Iolanda Biologa Nutrizionista
Esperta in Biologia della Nutrizione per la Riproduzione Umana

Questo spazio racchiude articoli, curiosità e riflessioni sul tema della nutrizione, del benessere e su ciò che di vero o meno vi gravita attorno.La condivisione fa informazione...affinché il cibo non sia una semplice questione di calorie.Ricevo su appuntamento a: ROMAVia Federico Delpino, 134Via Nicola Zabaglia 11SAN LUCIDO (CS), Via Annunziata, 10Tel. 3425054637Mail [email protected]

03/09/2026

Hai più fame prima delle mestruazioni? La prima cosa da fare non è cercare di controllarla meglio, è capire perché succede.

Nella fase luteale il corpo attraversa cambiamenti ormonali e metabolici che possono modificare appetito, umore, energia e desiderio di alcuni alimenti.

E sì, in questa fase può aumentare anche il dispendio energetico.

Quindi quella fame più intensa o quella maggiore voglia di dolce e carboidrati non dicono necessariamente che “ti sei lasciata andare” e il punto non è diventare bravissima a resistere.

Ma neanche convincerti che quando desideri un biscotto e mangi tre mandorle il tuo cervello non se ne accorga.

Come provare a gestire meglio questa fase?

1. NON TOGLIERE: AGGIUNGI
Se hai più fame, non è questo il momento di rendere i pasti ancora più piccoli nel tentativo di compensare.
Costruisci pasti completi con una fonte di carboidrati, proteine, grassi e fibre.
L’obiettivo non è mangiare il meno possibile, ma arrivare più nutrita e soddisfatta alle ore successive.

2. OSSERVA QUANDO ARRIVA QUELLA VOGLIA
Ti succede soprattutto nel pomeriggio? La sera? Dopo una giornata in cui hai mangiato poco?
Prima di concentrarti sul singolo alimento, guarda cosa è successo nelle ore precedenti.
Perché una voglia intensa di dolce alle 18 può avere una storia iniziata molto prima delle 18.

3. NON TRASFORMARE IL DOLCE NEL NEMICO
Puoi scegliere di accompagnare il dolce a un pasto o a uno spuntino più completo, se questo ti aiuta a sentirti più sazia.
Ma se mangi quel biscotto che desideravi, non hai rovinato nulla.

Se arrivi alla sera stanca, affamata o dopo aver passato la giornata a trattenerti su tutto, non possiamo ridurre quella voglia di mangiare a una semplice questione di autocontrollo.

Prima di chiederti “come faccio a non cedere?”, prova quindi a cambiare domanda:
“Di cosa ho più bisogno in questi giorni?”
Potrebbe essere un cibo salato, dormire, o qualche volta sarà semplicemente mangiare quel biscotto. Ascoltarsi non significa non avere regole ma non trasformare ogni cosa in un fallimento.

Salva questo post e rileggilo la prossima volta che arriva quella famosa fame da leone per cui non hai colpe.

La fertilità non è un capitolo a parte della tua salute.Prepararsi a una gravidanza, spontanea o attraverso un percorso ...
31/08/2026

La fertilità non è un capitolo a parte della tua salute.

Prepararsi a una gravidanza, spontanea o attraverso un percorso di PMA, significa guardare la donna nel suo insieme.

Significa valutare la sua alimentazione, lo stato nutrizionale, il ciclo mestruale, la salute intestinale, il sonno, lo stress, il movimento, gli esami e l’integrazione quando necessaria.

Non perché debba essere tutto “perfetto”, ma perché questi aspetti fanno parte dello stesso quadro e vanno messi in relazione tra loro.

È anche per questo che nei miei percorsi non applico un protocollo uguale per tutte: parto dalla tua situazione clinica e dalla tua vita reale, individuiamo le priorità e costruiamo il lavoro un passaggio alla volta.

Se stai cercando una gravidanza, hai una problematica ormonale o ti prepari a una PMA e vuoi iniziare a lavorare sulla tua salute riproduttiva, scrivimi

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Dott.ssa Iolanda Frangella Biologa Nutrizionista esperta in Nutrizione per la riproduzione

E se il microbiota non fosse la prima cosa su cui lavorare? È una possibilità che considero ogni volta che incontro una ...
26/08/2026

E se il microbiota non fosse la prima cosa su cui lavorare?

È una possibilità che considero ogni volta che incontro una donna che cerca una gravidanza.

Posso avere davanti una paziente con gonfiore importante alvo alterato è una storia intestinale che dura da anni.

Oppure una donna senza particolari sintomi intestinali, ma con episodi vaginali che continuano a ripresentarsi.

Posso trovare esami già eseguiti che meritano di essere riletti nel contesto della sua storia.

Oppure posso rendermi conto che , in quel momento, non abbiamo nessun motivo per inseguire un “microbiota perfetto”.

Questo è il punto che rischiamo di perdere quando un argomento diventa molto popolare.

Sapete che il microbiota può avere relazioni con la salute riproduttiva non significa che ogni donna debba fare gli stessi esami, assumere gli stessi probiotici, o intervenire nello stesso modo.

Nel mio lavoro la domanda non è: “cosa possiamo fare per il Microbiota?”

La domanda è “nella tua storia c’è qualcosa che merita davvero questa attenzione?”

È anche per questo che ho preparato una guida gratuita su microbiota e fertilità.

Dentro ho raccolto quello che considero utile conoscere su microbiota intestinale e vaginale, probiotici, alimentazione e ricerca di gravidanza, ma soprattutto ho cercato di spiegarti come mettere queste informazioni nella giusta prospettiva.

Se vuoi riceverla gratuitamente, scrivimi MICROBIOTA in DM e te la invio.

17/08/2026

“Dottoressa, in questo periodo cerco di mangiare leggero.”

Me l’ha detto qualche settimana fa una donna che ho conosciuto in visita e che si sta preparando al suo terzo transfer.

Dietro quel “leggero” c’erano pasti ridotti, pochi condimenti, scelte molto semplici, mozzarella e pomodoro quando non sapeva cosa mangiare e, soprattutto, la convinzione che in questo momento fosse meglio non “appesantire” il corpo.

👉🏻Ma alleggerire e nutrire non sono la stessa cosa.

Se inizi a ridurre quantità, grassi, carboidrati o varietà, potresti ritrovarti con più fame, meno soddisfazione e minori energie ma soprattutto rischi di perdere di vista il punto.

Quando seguo una donna che deve prepararsi ad un transfer, il mio lavoro non è costruire una dieta “leggera”.

Ma capire su cosa ha davvero senso lavorare in quel momento del suo percorso.
In alcuni casi significa rendere l’alimentazione più adeguata dal punto di vista energetico e nutrizionale.

In altri significa lavorare sull’equilibrio metabolico e sulla qualità complessiva della dieta, con attenzione a quei fattori che possono contribuire allo stress ossidativo e all’infiammazione di basso grado.

Poi ci sono il microbiota intestinale e vaginale:due grandi pezzi del puzzle.

Questo è il motivo per cui non esiste il piatto “giusto” prima del transfer e non esiste una lista di alimenti che possa garantirne l’esito.

Esiste una donna, con la sua storia clinica, i suoi precedenti tentativi, i suoi sintomi, la sua alimentazione e il momento preciso del percorso in cui si trova.

Prepararsi al transfer significa capire dove possiamo intervenire, attraverso alimentazione e stile di vita, per arrivarci nelle condizioni più adeguate possibili e per ottimizzare le possibilità di avere la gravidanza.

🌸 Se il tuo prossimo transfer si avvicina e vuoi capire su quali aspetti ha davvero senso lavorare nel tuo caso, questo è esattamente ciò che facciamo nei miei percorsi nutrizionali dedicati alla fertilità.

Scrivimi in dm o a
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Il rapporto con mio fratello e mia sorella è fatto di presenza, supporto e resta saldo qualunque cosa succeda anche se v...
10/08/2026

Il rapporto con mio fratello e mia sorella è fatto di presenza, supporto e resta saldo qualunque cosa succeda anche se vivere lontani non è una cosetta da niente.

Anni fa la mia mente faceva un pensiero, quasi per difendermi dalla malinconia, del tipo “è una fase poi probabilmente vi riavvicinerete”.
E qualche settimana fa a mare me ne sono ricordata…dal cortile sotto casa, al tappeto davanti alla televisione, o a quando abbiamo vissuto fuori, nella stessa città, lontano da casa.
È un legame forte con il passato, ma anche uno sguardo a come stiamo adesso, distanti sì, ma non lontani davvero.
E quando ci rivediamo il tempo non basta mai, le foto sono sempre poche, si avvicina la partenza e non sei mai abituata, anche se conosci quelle emozioni.

Abbiamo vite impegnate e abbiamo anche aerei, treni, macchine per rivederci. Ma niente vale un “a che ora scendiamo a mare?”, “prendiamo un caffè”, “facciamo una passeggiata”, “portiamo i bambini in quel posto”…cose semplici ma impagabili, che ogni volta che le vivi ti ricordano l’immensa ricchezza che hai.

09/08/2026

La cena fuori, da sola, raramente è il problema.

Quando una paziente in prima visita mi racconta che fa fatica a gestire le cene fuori, non penso subito a cosa abbia ordinato o a cosa avrebbe potuto scegliere diversamente.
Mi interessa molto di più capire come sei arrivata a quella cena.

Magari hai fatto una colazione veloce, hai pranzato tardi o poco perché non avevi tempo, sono passate molte ore dall’ultimo pasto. Hai corso tutto il giorno, fa caldo, sei stanca e alle 21 ti siedi finalmente a tavola con una fame enorme.

A quel punto è facile mangiare più velocemente, fare più fatica a percepire la sazietà e, magari, finire la serata pensando di aver “esagerato”.

Ecco perché non preparo la lista di cosa ordinare al ristorante.
Preferisco lavorare su come mangi nelle altre ore della giornata, perché una quotidianità ben costruita ti permette anche di vivere con molta più naturalezza tutto ciò che quotidiano non è ma che deve esserci.

Una colazione che ti sostiene, un pranzo che sia davvero un pasto e non qualcosa mangiato in cinque minuti, uno spuntino quando serve, quantità adeguate alle tue esigenze. È questa la struttura di cui parlo, non orari militari, perfezione o controllo.

E quando stai cercando una gravidanza o hai problematiche ormonali, per me questo assume ancora più valore.

Lavorare sull’alimentazione non significa rendere perfetta la cena del sabato sera, significa costruire, giorno dopo giorno, un’alimentazione completa, adeguata e sostenibile, che risponda alle tue esigenze nutrizionali senza trasformare ogni occasione diversa dalla routine in qualcosa da controllare o compensare.

Perché se la tua giornata ti sostiene, non hai bisogno di “prepararti” a una cena fuori e nemmeno di rimediare il giorno dopo.

La prossima volta che una cena ti sembra “andata male”, prima di chiederti cosa hai mangiato, prova a farti un’altra domanda: come ci sono arrivata?

06/08/2026

Hai salvato 50 post sulla fertilità e probabilmente da ognuno hai preso qualcosa.

Un alimento da aggiungere, un integratore, un consiglio, una rinuncia, la storia di una donna che ti ha fatto pensare:
“Se ha funzionato per lei, magari serve anche a me.”

Il problema non è informarsi.
Il problema è che, senza accorgertene, inizi a costruire il tuo percorso con pezzi che appartengono a storie diverse.

E una storia fatta di pezzi degli altri non sarà mai la tua.
Per questo, in prima visita, non parto mai chiedendoti cosa dovresti fare.
Parto cercando di capire perché stai già facendo quello che fai.

Mi interessa sapere:

- Qual è il ragionamento che c’è dietro alle tue scelte?
- Quali cambiamenti hai fatto perché qualcuno te li ha consigliati e quali, invece, hai costruito davvero su di te?
- Cosa stai facendo perché ne comprendi il senso e cosa, invece, solo per paura di tralasciare qualcosa?

Perché spesso non manca un altro consiglio ma una direzione, ed è da lì che iniziamo.

✨ Se leggendo questa caption ti sei riconosciuta, forse non hai bisogno di salvare un altro post. Hai bisogno di iniziare a costruire il tuo percorso.

Dott.ssa Iolanda Frangella Biologa Nutrizionista Esperta in Nutrizione per la riproduzione

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30/07/2026

L’ovulazione non è un giorno del calendario.
È il risultato di come il tuo corpo ha lavorato nelle settimane prima.

Per questo, quando ci conosciamo, non mi interessa sapere solo se il ciclo arriva ogni mese o quando l’app ti dice che dovresti ovulare, mi interessa capire come ci arrivi.
Come ti senti nelle settimane che precedono l’ovulazione?

Hai energia o ti senti già scarica?

I tuoi pasti ti lasciano sazia oppure passi da momenti in cui mangi pochissimo a momenti in cui senti una fame difficile da gestire?

Il tuo intestino cambia durante il mese?

Il sonno è ristoratore oppure ti svegli già stanca?

Ci sono piccoli segnali che hai imparato a considerare “normali” solo perché li vivi da tanto tempo?

Per me non sono dettagli, perché l’ovulazione è il risultato di tutto quello che è successo nelle settimane precedenti.
Ed è anche per questo che il mio lavoro non si limita a dirti cosa mangiare.

Cerco di ricostruire la tua storia, capire dove il tuo corpo sta facendo più fatica e individuare da dove ha davvero senso iniziare.

Avere il ciclo ogni mese è solo una parte della storia.
L’altra parte è capire come vivi quel mese e come il tuo corpo arriva all’ovulazione.

🌸 La prossima volta che penserai alla tua ovulazione, non chiederti solo “quando”,
Chiediti anche “come ci sto arrivando?”

Dott.ssa Iolanda Frangella
Biologa Nutrizionista esperta in nutrizione per la riproduzione e problematiche ormonali

Trentotto anni, due anni di ricerca alle spalle e una PMA che si era allontanata nel tempo per motivi familiari.Mariarit...
27/07/2026

Trentotto anni, due anni di ricerca alle spalle e una PMA che si era allontanata nel tempo per motivi familiari.

Mariarita era arrivata da me con una domanda sensata in quel momento: nel frattempo, cosa posso migliorare?
Nel carosello trovi cosa è emerso in prima visita, da dove siamo partite e cosa abbiamo fatto.

Un percorso non è una dieta consegnata e archiviata. È qualcosa che si costruisce addosso ad una persona e che si modifica strada facendo.

In otto mesi abbiamo corretto più volte, valutato cosa funzionava e cosa no, cambiato ritmo quando serviva, aggiunto pezzi che all’inizio non c’erano. Non solo il piatto, anche la giornata, il movimento, alcune abitudini, uno spazio suo che prima non esisteva.

E soprattutto ci abbiamo messo tempo, perché il tempo qui non è un dettaglio.
Il riequilibrio di un ecosistema microbico, il miglioramento della sensibilità insulinica, il supporto alla maturazione ovocitaria non sono cose che si improvvisano in tre settimane.
Chiedono ripetizione, costanza, e la pazienza di lasciare che il corpo risponda.

La nutrizione non si sostituisce alla pma! Ti ho raccontato la storia di Mariarita perché usare bene il tempo che hai, invece di aspettarlo soltanto, è una scelta che può darti tanto.

🌸Se vuoi capire cosa si può migliorare nel tuo caso, scrivimi in DM oppure whatsapp 3425054637 mail [email protected]

Dott.ssa Iolanda Frangella Biologa Nutrizionista Esperta in biologia della nutrizione per la riproduzione

Indirizzo

Via Annunziata 10
Cosenza
87038

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 20:00
Martedì 14:00 - 20:00
Mercoledì 09:00 - 19:00
Giovedì 09:00 - 20:00
Venerdì 09:00 - 16:00

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