07/11/2020
In psicologia possiamo parlare di ottimismo e pessimismo come caratteristiche stabili con cui le persone nascono: una persona ottimista ha aspettative positive nei confronti di eventi che ritiene importanti nella sua vita. Si chiama “ottimismo disposizionale”. Martin Seligman ha teorizzato che abbiamo anche aspetti innati del carattere che si possono modificare o rafforzare con l'insegnamento, i modelli sociali, le esperienze si parla quindi di "ottimismo appreso", non solo nei bambini, ma anche negli adulti.
Ma sono più ottimisti le donne o gli uomini?
«In psicologia le differenze di genere sono quasi inesistenti: tutti gli studi in questo ambito smentiscono che ci siano differenze di atteggiamento pessimista-ottimista tra uomini e donne», chiarisce Antonella Delle Fave, professoressa di Psicologia presso l'Università degli Studi di Milano ed editor in chief del Journal of Happiness Studies. “Ormai è scientificamente provato che un atteggiamento ottimista ha conseguenze positive sullo stato di benessere complessivo: per essere efficace si parla di ottimismo realistico, ovvero bisogna guardare la situazione nella sua interezza, individuare gli obiettivi possibili e impiegare le nostre risorse per raggiungerli”.
Parlare di opportunità in questi frangenti sembra strano, «questa esperienza collettiva, però, andrebbe messa a valore: la pandemia è stata una catastrofe ma può diventare occasione di cambiamento», spiega Chiara Giaccardi, professoressa di Sociologia e antropologia, “grazie alla capacità di resilienza dimostrata nella storia e negli ultimi mesi, questo non significa adattarsi a sopravvivere, a ripartire, ma reinventarsi e continuare a credere che si può vivere una vita piena di senso».