11/08/2026
Quando si parla di perdita di peso, l'attenzione si concentra quasi sempre sul risultato finale. Ci chiediamo quanti chili siano stati persi, in quanto tempo e se il peso raggiunto verrà mantenuto nel lungo periodo.
Molto più raramente ci fermiamo a considerare una domanda altrettanto importante: quale prezzo stiamo pagando per ottenere quel risultato?
Ogni cambiamento ha un costo, anche il dimagrimento, non necessariamente un costo economico, ma in termini di energie fisiche, tempo, attenzione mentale, flessibilità e qualità della vita.
Alcuni riescono a modificare abitudini alimentari e movimento senza che questo comporti particolari disagi o sofferenze, per altri, invece, il percorso richiede un livello di controllo costante che occupa gran parte dello spazio mentale disponibile.
Quando il pensiero del cibo diventa continuo, ogni occasione sociale genera ansia, quando mangiare fuori casa richiede una pianificazione ossessiva o quando il valore personale inizia a dipendere dal numero sulla bilancia, è importante chiedersi se il beneficio ottenuto stia davvero compensando il costo richiesto.
La salute mentale non è separata dalla salute fisica, una relazione serena con il cibo, la possibilità di partecipare alla vita sociale senza paura, la capacità di ascoltare i propri bisogni e di adattarsi ai cambiamenti della vita sono aspetti importanti del benessere tanto quanto alcuni parametri metabolici.
Questo non significa che la perdita di peso sia sempre da evitare o che non possa rappresentare un obiettivo legittimo, ma il peso non dovrebbe essere valutato come un risultato isolato, ma all'interno di un quadro più ampio che comprende anche il benessere psicologico, emotivo e relazionale.
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Dott.ssa Chiara Priante
Creazzo, Viale Italia 215
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