15/05/2025
All’inizio era solo una linea.
Quasi invisibile.
E poi, da niente, è diventata qualcosa.
Così comincia il racconto di questo intenso albo illustrato, che narra la storia di un muro che, giorno dopo giorno, comincia ad alzarsi all’interno di un cortile.
All’inizio non era un ostacolo: i bambini riuscivano comunque a usarlo per giocare. Ma gradualmente il muro diventa sempre più alto, fino a trasformarsi in una barriera che impedisce di vedersi e di comunicare.
Il muro isola le persone, che iniziano a perdere traccia degli amici e a dimenticarli.
Questo albo illustrato, un chiaro richiamo al Muro di Berlino, lo utilizzo nelle mie terapie per raccontare come si costruiscono le difese dentro di noi, e come queste stesse difese, sebbene sembrino proteggerci, finiscano per isolarci e generare dolore e solitudine.
Nella terapia iniziamo così a creare piccoli graffi nel muro: i graffi diventano fessure, le fessure si trasformano in crepe… e dalle crepe possono nascere varchi, che ci permettono di tornare in contatto con la realtà e con gli altri.
Questo libro stimola un importante riflessione sulle barriere che spesso costruiamo per difenderci.
Barriere silenziose, fatte di parole non dette e distanze emotive.
Ma c’è un modo per proteggerci che non ci isola, un modo di restare in contatto anche mentre ci prendiamo cura di noi.
Basta una fessura, e da lì può entrare la luce.
È così che si ricomincia. #