Centro di Terapia Familiare Arya

Centro di Terapia Familiare Arya Psicoterapia familiare e individuale

15/05/2025

All’inizio era solo una linea.
Quasi invisibile.
E poi, da niente, è diventata qualcosa.

Così comincia il racconto di questo intenso albo illustrato, che narra la storia di un muro che, giorno dopo giorno, comincia ad alzarsi all’interno di un cortile.
All’inizio non era un ostacolo: i bambini riuscivano comunque a usarlo per giocare. Ma gradualmente il muro diventa sempre più alto, fino a trasformarsi in una barriera che impedisce di vedersi e di comunicare.
Il muro isola le persone, che iniziano a perdere traccia degli amici e a dimenticarli.

Questo albo illustrato, un chiaro richiamo al Muro di Berlino, lo utilizzo nelle mie terapie per raccontare come si costruiscono le difese dentro di noi, e come queste stesse difese, sebbene sembrino proteggerci, finiscano per isolarci e generare dolore e solitudine.
Nella terapia iniziamo così a creare piccoli graffi nel muro: i graffi diventano fessure, le fessure si trasformano in crepe… e dalle crepe possono nascere varchi, che ci permettono di tornare in contatto con la realtà e con gli altri.

Questo libro stimola un importante riflessione sulle barriere che spesso costruiamo per difenderci.
Barriere silenziose, fatte di parole non dette e distanze emotive.
Ma c’è un modo per proteggerci che non ci isola, un modo di restare in contatto anche mentre ci prendiamo cura di noi.
Basta una fessura, e da lì può entrare la luce.
È così che si ricomincia. #

09/08/2024

L'analista non odia il sintomo del paziente, non esige la sua estirpazione, non combatte una guerra contro di esso, perché non vi vede l'indice di una patologia ma l'occasione contingente di un incontro possibile del soggetto con la verità rimossa del suo desiderio. La pratica della psicoanalisi è dunque una pratica che valorizza il sintomo come un significante che rappresenta il soggetto per un altro significante. Per questa ragione essa opera una trasformazione preliminare: trasforma il corpo del sintomo nel corpo della storia del soggetto. [...] Il sintomo come corpo storico espone — nella forma di un corpo estraneo, di una sporgenza extime, interna-esterna, intima e straniera — ciò che la memoria del soggetto non è in grado di ricordare della sua storia. Non ciò che è stato scritto e si è cancellato, ma è ciò che non si è ancora scritto. Ed è proprio attraverso la via regia del sintomo che le lacune del corpo storico del soggetto possono riapparire.

Massimo Recalcati, "L'uomo senza inconscio. Figure della nuova clinica psicoanalitica", Raffaello Cortina Editore 2010.

SC

Indirizzo

Cremona
26100

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