Medici Roccabernarda

Medici Roccabernarda Medicina Generale. Reumatologo. Crotone via B . Telesio, 18- tel 0962/911308. Pagina di cultura medica. Musica.

03/06/2026
02/06/2026
01/06/2026

Ritenuto uno dei sette chirurghi più famosi al mondo per l'esofago. Ha accettato la proposta dell'Università della Calabria e lavorerà nell'ospedale di Cosenza

01/06/2026

🔥 Francesco De Gregori, che porta il nome dello zio, partigiano della Brigata Osoppo trucidato dai gappisti a Porzus, si smarca da quella demenziale tendenza che "costringe" all'arruolamento ideologico gli artisti.
I quali, fatalmente, pur di provare a dire "la cosa giusta" su un tema che non conoscono, finiscono per diventare macchiette al servizio dell'interesse altrui.

01/06/2026
01/06/2026

SIETE SICURI DI AVER CAPITO DE GREGORI?

"Quanto hai preso stasera?". "Se sei un compagno, lascia qui l'incasso. Vai a fare l'operaio e suona la sera a casa tua". Con frasi di tale fatta e inviti al suicidio in stile majakovskijano, Francesco De Gregori esattamente 50 anni fa fu oggetto durante il suo concerto al Palalido di Milano di un vero e proprio processo pubblico; pagò impropriamente lui per una certa ubiquità politico-ideologica che stava dilagando tra i cantautori, accusati di essere solidali solo a parole con le lotte civili e sociali. Giorni dopo De Gregori pubblicò sulla rivista Muzak uno scritto in cui sosteneva che “questi episodi fanno oggettivamente il gioco della cultura del potere e della musica tranquillizzante”.
È corso via mezzo secolo e Francesco torna sul rogo. In conferenza stampa per il suo docufilm, dice: “Non faccio proclami, perché non sono superiore a nessuno per dire quale posizione assumere su Gaza o Israele”. Il mondo degli artisti è sceso immediatamente sul piede di guerra in un “dalli all’untore” collettivo e trasversale da Iacchetti a Morgan a Elisa. La linea impopolare scelta da De Gregori certo è pericolosa; “dalla parte sbagliata si muore”, potremmo dire rubando le parole di una sua canzone. Ma vero è che “dalla parte giusta” i pistolotti retorici con i quali tanti artisti inzuccherano i loro concerti ergendosi a improbabili esperti di geopolitica rischiano di restare semplici slogan, privi di qualsiasi senso della complessità, purtroppo utili solo a dare al pubblico un brivido di appartenenza rispetto ad una èlite morale. A differenza di tanti artisti che hanno bisogno di tifoserie ideologiche, per De Gregori parlano "Generale", "La storia siamo noi", "Viva l’Italia", "Le storie di ieri", "San Lorenzo", testimonianze vive di un principio di verità e giustizia che non ha bisogno di appendici declamatorie.
Viene il dubbio, per riprendere lo scritto del 1976 di Francesco, che questo schierarsi contro De Gregori, alla fine faccia “il gioco della cultura del potere e della musica tranquillizzante”, e che alcuni artisti parlino perché le loro canzoni non sanno parlare abbastanza (e non mi riferisco certo a Springsteen, che comunque non è stato attaccato in nessun modo da Francesco ma solo preso ad esempio per illustrare un passaggio forse non necessario nella dinamica di comunicazione tra grande artista e pubblico).
L’Arte affronta le grandi tragedie con la sua lingua, a volte criptica, ma inarrivabile. La sua autonomia, come sostiene Theodor W. Adorno, non significa isolamento dal mondo, ma rifiuto di ridursi a strumento di manipolazione.

29/05/2026

Una nuova panchina viola per accendere i riflettori sull’epilessia e contrastare i pregiudizi che ancora accompagnano una delle malattie neurologiche croniche più diffuse. Sarà inaugurata il 29 maggio al Parco di Monte Ciocci, nella Riserva Naturale di Monte Mario a Roma, la nuova Triple Bench p...

29/05/2026

La sentenza amplia le responsabilità nel sistema sociosanitario e rafforza il diritto delle famiglie al riconoscimento delle prestazioni sanitarie nei pazienti con demenza grave.

28/05/2026

Eurispes: La carenza dei medici di base lascia milioni di italiani senza un riferimento sanitario di prossimità, la salute è tornata a essere un privilegio di classe
giovedì 28 maggio 2026 15:46
"Nel 1978, con la legge istitutiva del Servizio sanitario nazionale, l'Italia fece una scelta di civiltà: la salute è un diritto universale, non un privilegio di chi può permettersela. Fu una scelta rivoluzionaria, che collocò il nostro Paese all'avanguardia tra le democrazie occidentali. Quasi cinquant'anni dopo, quella scelta è in pericolo. Non perché qualcuno abbia deciso formalmente di abrogare il diritto alla salute, ma perché il sottofinanziamento sistematico del nostro Sistema Sanitario ha progressivamente eroso la capacità di onorare la promessa su cui era stato fondato".

Indirizzo

Via Bernardino Telesio, 18
Crotone
88900

Orario di apertura

Lunedì 08:30 - 12:00
Martedì 08:30 - 12:00
18:00 - 12:30
Mercoledì 08:30 - 17:00
Giovedì 08:30 - 17:00
Venerdì 08:30 - 17:00

Telefono

+390962911308

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