18/04/2026
IL BUDDHISMO
Quando si studia il buddhismo, studiamo noi stessi: impariamo a conoscere la natura della nostra mente. Nel buddhismo non si pone l'accento su cose supreme o superiori, ma su delle cose pratiche, come integrare la mente alla vita quotidiana in modo che rimanga serena e sana. In altre parole, l'accento è sulla conoscenza-saggezza fondata sull'esperienza, non su visioni dogmatiche. In effetti, nella terminologia oc-cidentale, non diremo che il buddhismo è una reli-gione, ma piuttosto una filosofia, una scienza e una psicologia.
Una tendenza istintiva nella mente umana è la icerca della felicità e da questo punto di vista gli orientali e gli occidentali non sono diversi. Tuttavia, se il vostro stile di vita dà troppa importanza al mondo lei sensi, al quale vi aggrappate emotivamente, e molto pericoloso perchè non avrete controllo su voi stes-si. Ora, il controllo non è costume occidentale, oppure una visione buddhista, tutti ne abbiamo bisogno e specialmente quelli che vivono una vita materialista e sono anche psicologicamente attaccati agli oggetti esterni. Nell'ottica della filosofia buddhista una mente di questo tipo non è sana, ma ammalata. Sapete già che i progressi tecnologici e scientifici esterni, non possono soddisfare da soli i vostri desideri prodotti dall'attaccamento, o risolvere i vostri problemi emotivi.
Cosi gli insegnamenti di Buddha sono un metodo per mostrare la natura della mente, il vostro potenziale umano, e per svilupparla ulteriormente.
Inoltre, questo metodo dà importanza alla comprensione dei processi metafisici e non alla fede cieca. In ogni caso, che siate religiosi o non lo siate, credenti no, la cosa importante è capire la natura della propria mente perchè, se non la capite, potreste pensare che la vostra salute e la vostra attività quotidiana siano perfette, mentre invece, nella vostra mente la radice delle emozioni perturbanti diventa sempre piú profonda e salda. Con un elemento fondamentale di disturbo di questo tipo, anche un lieve cambiamento delle condizioni può far precipitare nella malattia mentale. Infatti, questo può succedervi mentre siete ancora completamente immersi nell attaccamento cieco al mondo sensoriale, senza conoscere ancora la natura della mente. Non potete negare questo: «Non ci credo», come non potete negare d'avere un naso:
«Non credo d'avere un naso!», perchè che ci crediate o no è là.
Molti occidentali dicono; «Non credo in nien-te» e sono davvero orgogliosi d'essere non credenti, controllate perchè è molto importante che ve ne rendiate conto. In Occidente ci sono molte contraddi-zioni: gli scienziati si ritengono dei non credenti, i religiosi dei credenti comunque che siate credenti o meno dovete capire la natura della vostra mente.
Parlate sempre dell'attaccamento, ma non sapete come controllarlo. E facile pronunciare delle parole,
ma capire la natura dell'attaccamento è molto diffi-
cile. Un semplice esempio di questo è che le automo-bill e gli aereoplani sono stati ideati per permettere all'uomo di fare le cose piú rapidamente e lasciargli a disposizione piú tempo libero, ma il risultato è che la mente della gente è piú agitata che mai. Non voglio essere polemico, ma osservate la vostra vita quo-tidiana. Quello che voglio dire è che quando tutto il paese è assorto nel mondo dei sensi, sotto il controllo dell'attaccamento, non c'è l'opportunità nè il teinpo per potersi occupare della realtà della mente.
Ritengo che questo sia uno stile di vita difficile, non c'è modo di poter gioire veramente e provare soddisfazione perchè la gioia nasce dalla mente, non dai
fenomeni esterni.
y I giovani moderni, intelligentemente scettici,
sanno qualcosa di quello che vale veramente nella vita e sanno che la gioia non viene dagli oggetti temporali o secondo la terminologia buddhista, samsarici,
cosi ricercano quello che li soddisfa veramente. Quando il Buddha parlava tanto della sofferenza, non si riferiva in modo particolare alle malattie o al dolore fisico, ma all'insoddisfazione. L'insoddisfazione è la vera sofferenza! Per quanto uno possieda, il desiderio non diminuisce, si vuole sempre di piú: questa è la sofferenza, è la frustrazione.
La psicologia buddhista elenca sei illusioni fondamentali che producono frustrazione e disturbano la pace della mente umana rendendola agitata: l'at-
taccamento, l'ira, l'ignoranza, l'orgoglio, il dubbio e Tin luenza delle opinioni distorte. Questi non sono fenemeni esterni, ma mentali. Cosi, quando il Buddha insegnò alla gente come superare queste illusioni non si limitò a dare un credo o una fede ma sottolineò la necessità di comprendere la propria na-tura, Senza un'indagine della propría mente e lo sviluppo della conoscenza-saggezza introspettiva, non è possibile accrescere questa comprensione. Anche se parliamo molto d'illusione, in realtà non ne sappiamo nulla.
SIDDHI