21/08/2026
Difterite: quando una malattia che non vediamo più torna a ricordarci perché esistono i vaccini
È un po' lungo ma vi prego di leggerlo !
In questi giorni molti di voi avranno letto della bambina di 4 anni morta a Palermo per difterite.
È una notizia drammatica, soprattutto per noi pediatri. E sui social stanno già comparendo commenti che parlano di “mala sanità”, sostenendo che la malattia non sarebbe stata riconosciuta o curata correttamente.
Vorrei però fare una riflessione da pediatra, basata sulla clinica e sulla mia esperienza professionale.
La difterite è una malattia che oggi, in Italia, un medico può non aver mai visto nella propria carriera.
Io stessa, dopo anni di studio e di lavoro ospedaliero, conosco questa patologia soprattutto attraverso i libri, le linee guida e la formazione medica. Lo stesso vale per molte altre malattie infettive che, grazie alle vaccinazioni, sono diventate rarissime.
E questo è un punto fondamentale.
Come può iniziare la difterite?
La difterite può avere un esordio progressivo e poco specifico.
I primi sintomi possono essere:
• mal di gola
• febbre, spesso non elevata
• debolezza e malessere
• inappetenza
• difficoltà o dolore nella deglutizione
• aumento dei linfonodi del collo
• talvolta sintomi respiratori
Sono sintomi che, soprattutto all'inizio, possono essere comuni a moltissime infezioni dell'infanzia.
Non esiste, nei primi momenti, un cartello luminoso che dica: “È difterite”.
Poi può comparire il quadro caratteristico.
Con la progressione della malattia può comparire la pseudomembrana grigio-biancastra, aderente, a livello di tonsille, faringe o altre strutture delle vie respiratorie.
• difficoltà importante a deglutire
• difficoltà respiratoria
• raucedine
• stridore
• tosse caratteristica
• importante gonfiore del collo
• aumento dei linfonodi cervicali, fino al cosiddetto “collo taurino”
La pseudomembrana può ostacolare le vie respiratorie e diventare un'emergenza.
Ma il problema non è soltanto respiratorio:
La vera arma della difterite è la tossina difterica.
È questa tossina che può danneggiare organi e tessuti a distanza, provocando complicanze potenzialmente gravissime:
• miocardite e aritmie
• danno della funzione cardiaca
• neuropatie e paralisi
• paralisi del palato e difficoltà nella deglutizione
• danno renale
• alterazioni della coagulazione
• nei quadri più gravi, scompenso sistemico e insufficienza multiorgano
L'OMS sottolinea che le complicanze più gravi e i decessi sono legati soprattutto agli effetti della tossina.
Ecco perché una malattia che può iniziare con sintomi apparentemente banali può, nei casi gravi, trasformarsi rapidamente in una situazione drammatica.
“Se senti il rumore degli zoccoli, pensi al cavallo o alla zebra?”
In medicina esiste una metafora molto conosciuta: quando senti il rumore degli zoccoli, pensi prima al cavallo e non alla zebra.
Non significa ignorare la zebra.
Significa che la diagnosi deve tenere conto della probabilità pre-test.
In Italia la difterite è diventata rarissima proprio grazie alla vaccinazione. Un pediatra può trascorrere decenni di professione senza incontrare un caso.
Questo non significa che non sappia riconoscerla.
Significa che, davanti a un bambino con febbre, vomito, inappetenza, mal di gola o altri sintomi aspecifici, deve inizialmente considerare le diagnosi molto più frequenti.
Quando però emergono elementi compatibili con una malattia rara e grave, il ragionamento diagnostico cambia e la difterite deve essere considerata.
L'OMS stessa sottolinea che, proprio perché la malattia è diventata rara in molte aree, molti clinici non hanno esperienza diretta nella gestione della difterite e delle sue complicanze.
E quindi è stata “mala sanità”?
Non possiamo dirlo sulla base dei post sui social.
Nel caso specifico di Palermo è stata aperta un'inchiesta e sarà necessario ricostruire con precisione la sequenza degli eventi, gli esami effettuati, i reperti clinici, le diagnosi formulate, i tempi e le terapie somministrate.
Solo un'analisi documentale e medico-legale può stabilire se vi siano state eventuali responsabilità.
Ma c'è una cosa che possiamo dire già oggi:
non è scientificamente corretto trasformare automaticamente una morte per una malattia rara in una prova di incompetenza dei medici.
La difterite può essere difficile da riconoscere nelle fasi iniziali proprio perché può presentarsi con sintomi comuni. E, una volta prodotta la tossina, le complicanze possono essere estremamente severe.
La diagnosi precoce e il trattamento tempestivo sono fondamentali: il trattamento comprende l'antitossina difterica e antibiotici, e quanto prima viene iniziato il trattamento, tanto maggiore è la possibilità di ridurre complicanze e mortalità.
Ma quanto è ancora pericolosa la difterite nel mondo?
Molto.
Non è una malattia “del passato”.
L'OMS riporta che, nel 2025, in otto Paesi della Regione africana dell'OMS sono stati segnalati 20.412 casi sospetti e 1.252 decessi per difterite, con un tasso di letalità medio intorno al 6%. In alcuni contesti con difficoltà di accesso all'antitossina, la letalità può arrivare al 40%.
Già nel 2023, in Guinea, Mauritania, Niger, Nigeria e Sudafrica erano stati riportati oltre 21.000 casi sospetti e 775 decessi.
L'OMS stima inoltre che nel 2025 circa 20 milioni di bambini nel mondo non abbiano ricevuto tutte le tre dosi raccomandate di vaccino contenente la componente antidifterica.
Questi numeri ci ricordano una cosa molto semplice:
quando la copertura vaccinale diminuisce, la difterite può tornare.
La conclusione che vorrei lasciare ai genitori:
Non dobbiamo utilizzare questa tragedia per puntare il dito contro qualcuno prima che siano disponibili tutti gli elementi.
Dobbiamo utilizzarla per ricordare quanto sia preziosa la prevenzione.
La difterite è una malattia prevenibile con la vaccinazione. I bambini non vaccinati o non adeguatamente vaccinati sono quelli maggiormente esposti al rischio.
La vaccinazione non serve perché noi medici abbiamo paura delle malattie.
Serve perché abbiamo imparato, dalla storia della medicina, quanto possono essere pericolose.
E se oggi un pediatra italiano può arrivare alla fine della propria carriera senza aver mai visto una difterite o una rosolia, questo non dimostra che quelle malattie non esistano.
Dimostra quanto siano state efficaci la prevenzione, la vaccinazione e la sanità pubblica.
La medicina non è onnipotente. Anche con diagnosi e cure tempestive, alcune malattie possono essere fatali.
Ma davanti a una malattia prevenibile, la prima cura rimane sempre la prevenzione.
Pediatra Elena de Nitto